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novembre 24, 2022

Ricky Mantoan – “LEGEND” –

LEGEND è il titolo dell’album che uscirà il 25 novembre 2022 su tutte le piattaforme musicali.

Prodotto da Gloria Berloso; distribuito da TuneCore a 100 negozi principali.

Copertina “LEGEND”

RICKY MANTOAN

Riccardo Mantoan, conosciuto più semplicemente come Ricky, francese di nascita perché nato nel dopoguerra in una piccola cittadina dell’Isère. La famiglia si trasferì in Italia in un paese del Canavese, quando Ricky compì l’età scolare e già a quella età, circa a 5 anni, iniziò a pizzicare la chitarra di papà rovesciandola perché la suonava con la mano sinistra con maggior naturalezza nonostante le ripetute sgridate da parte dei familiari e dei maestri d’allora. Il suo talento e la genialità creativa gli aprì una strada anche nell’uso di tutti gli strumenti a corde, spesso destrorsi perché all’epoca per mancini non si trovavano. Per tutto il percorso di vita nella musica ha sempre suonato le sue chitarre con le corde capovolte tranne qualche rara eccezione. La prima chitarra elettrica mancina la potè acquistare nel 1968 con l’aiuto della madre. Nel 1974 riuscì a ordinare in America una rara pedal steel guitar mancina, la ZB DM10 che arrivò a Milano dopo un anno in una cassa, smontata e senza istruzioni. Ricky imparò a suonare tutti gli strumenti da solo. La sua creatività lo portò a comporre musica fin dagli anni settanta e a scrivere testi in inglese per la sua country rock band dal 1978 al 2016. Negli anni novanta Ricky s’innamorò di uno degli strumenti più antichi della storia della musica, l’arpa celtica. Dalla seconda metà degli anni novanta iniziò a creare delle melodie dal sapore rinascimentale con l’arpa, la pedal steel guitar e la chitarra acustica. Negli ultimi anni antecedenti la sua prematura scomparsa diventarono gli strumenti preferiti nel comporre musica per la sua compagna Gloria, con la quale registrò un’ampia produzione di canzoni scritte da entrambi o di musicisti a loro molto cari.

Gli arrangiamenti di Ricky sono un vero gioiello quindi anche in “Legend”, album con un percorso articolato e scelto da Gloria Berloso per far comprendere meglio all’ascoltatore, la bellezza artistica dell’artista che spazia dal folk al classico, dal country al blues.

Il suono apparirà fin da subito puro.

Skip Battin e Ricky Mantoan nel 1983 a Burolo







Ricky Mantoan aveva un aspetto sofferto quando prendeva possesso del palcoscenico, il suo passo era lento, un po’ incerto, sedeva sullo sgabello davanti la sua Pedal Steel e iniziava a suonare una musica dolce, melanconica, liquida quasi al rallentatore. Poi imbracciava la sua Guild Starfire rossa del 1968 e portava il pubblico in visibilio. Ricky non ha mai voluto sbalordire ma la sua ecletticità e la sua sensibilità hanno fatto lui intuire molte più cose di quelle che il suo intelletto fosse in grado di assorbire e di spiegare a sé stesso, e gli ha ispirato un desiderio di esprimere queste cose attraverso ciò che ha sostituito la sua intelligenza: le sue chitarre e la sua arpa”.




Track listing songs – (composer and lyricist)
Codice d’identificazione


01 Traccia 1 Speed of the Sound of Loneliness (Prine)
ISRC: TCAGP2262240

02 Traccia 2 Legend (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262268

03 Traccia 3 Tecumseh Valley (Van Zandt)
ISRC: TCAGP2262328

04 Traccia 4 Gloria (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262398

05 Traccia 5 Solitude (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262444

06 Traccia 6 Land in the Blues (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262491

07 Traccia 7 Sad Country Lady (Mantoan)
I
SRC: TCAGP2262526

08 Traccia 8 The Promised Land (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262576



“Speed of the Sound of Loneliness” è una canzone scritta da John Prine. È stata pubblicata come brano nell’album German Afternoons di Prine del 1986. La canzone ha guadagnato ulteriore fama con un duetto registrato da Prine e dalla cantante americana Nanci Griffith nell’album Other Voices. La canzone è stata interpretata da molti ed appare anche nell’album Silhouetted In Light di Gene Clark e Carla Olson. Ricky e Gloria l’hanno registrata il 10 dicembre 2016.


Legend“ è un brano composto da Ricky Mantoan nel maggio del 1998. Decisamente una nuova dimensione più intima e profonda con l’arpa celtica e la pedal steel guitar. Un vero e proprio percorso di vita nel quale infondere la propria umana esperienza. “Legend” dà il titolo all’Album.


Tecumseh Valley” è una canzone scritta da Townes Van Zandt nell’aprile del 1969. La canzone tra le altre è considerata un capolavoro della canzone d’autore americana. Il testo molto triste ed impregnato di malinconia ha attirato l’attenzione di Ricky e Gloria ed hanno elaborato una serie di arrangiamenti con la Rickenbacker. Registrata il 10 dicembre 2016 ma rimasta incompiuta per l’improvvisa scomparsa di Ricky,
Gloria è riuscita a rielaborarla lasciando gli spazi dove si può ascoltare la voce di Ricky.


Gloria” è una canzone di Ricky Mantoan registrata nello studio di Borgomasino tra il 17 e il 18 maggio del 2013. Brano autobiografico dedicato alla sua compagna, composto con basso Fender Precision, chitarra acustica Ibanez Concord, mandolino Ibanez, pedal steel guitar ZB D10 del 1975 e chimes. La canzone ha raggiunto numerosi ascolti in tutto il mondo.


Solitude” e un brano scritto da Ricky e registrato il 4 maggio 1998 con arpa celtica, chitarra acustica e pedal steel guitar da brividi. La sua voce straziante a tratti, ricorda che i tempi felici sono andati e che il mondo va avanti e non ferma la sua corsa.


Land in the Blues” è stata composta nell’inverno del 2013. In questa straordinaria performance ha usato la chitarra acustica. La sua voce calda imprime la malinconia che si esprime in un blues senza tempo. Le armonie vocali sono impreziosite da Dario Zara, bassista del Branco Selvaggio e compagno di avventure in molte performances.


Sad Country Lady” è una delle canzoni più significative di Ricky, composta prima del 1980 in onore di Emmylou Harris e Gram Parsons. In questa unica e stupenda performance dal vivo a San Daniele del Friuli il 14 aprile 1983 è accompagnato da Skip Battin, celebre componente dei Byrds e Flying Burrito Brothers.


The Promised Land” è una delle canzoni più importanti di Ricky Mantoan che dedica a quei compagni di viaggio prima sognati poi condivisi. Un percorso di vita interrotto dalla semplicità della vita quotidiana ma sempre in mezzo alla Musica scritta e rielaborata da Ricky.




LEGEND”


Track 1,3,4
Ricky Mantoan
Gloria Berloso


Track 2,5
Ricky Mantoan


Track 6
Ricky Mantoan
Dario Zara


Track 7
Ricky Mantoan
Skip Battin


Track 8
Ricky Mantoan
Gloria Berloso
Dario Zara


Ricky Mantoan: Arpa, pedal steel guitar, acoustic guitar, electric guitar, mandolino, harmonica, drums & vocal


Gloria Berloso: vocal, chimes, autoharp,
vocal harmonies


Dario Zara: vocal harmonies, bass


Skip Battin: vocal harmonies, acoustic guitar







Prodotto da Gloria Berloso

gloriaberloso@yahoo.it

www.ilblogfolk.wordpress.com

Ringraziamento a Dario Zara, Skip Battin, Heinz-Dirk Zimmermann, Thomas Aubrunner

Dedicato a Ricky Mantoan, John Prine, Townes Van Zandt

Family Tree e discografia di Ricky Mantoan pubblicate da Heinz-Dirk Zimmermann

settembre 18, 2022

“Madame Guitar” Festival internazionale di chitarra acustica dal 22 settembre al 25 settembre 2022

“Madame Guitar” è un festival internazionale di chitarra acustica. È stato ideato nel 2006 e sempre organizzato dall’associazione culturale senza fini di lucro Folk Club Buttrio, il cui presidente Marco Miconi ne è anche il direttore artistico. Si tiene annualmente a Tricesimo, alla periferia nord di Udine (in Friuli, Italia) nel quarto weekend di settembre. Da giovedì 22 settembre fino domenica 25 settembre si esibiranno vari chitarristi di primo piano da tutto il mondo nei vari generi, blues, jazz, canzone d’autore, flamenco, tango, rock, etnica, country, fado. Quest’anno per problemi di forza maggiore dovuti a manutenzione del teatro Garzonio, i concerti serali saranno svolti all’Auditorium “Mons. Pigani” di Remugnano (Reana del Rojale).
Madame Guitar si caratterizza per pluri-concerti (gratuiti) nella piazza Garibaldi o (con biglietto) al Teatro. Oltre ai concerti, ci sono seminari di chitarra, una mostra di liuteria con una decina dei migliori liutai italiani ed una di dischi da collezione, la presentazione di novità discografaiche o editoriali sulla chitarra, incontri in municipio o ‘a tavola’ con i musicisti partecipanti, per la gioia del pubblico, a stretto contatto con i propri beniamini.
Dal 2011 al festival stanziale settembrino si è aggiunta una fase ‘promozionale’ estiva denominata “Aspettando Madame Guitar”, con una serie di concerti di vari chitarristi in altrettante località della regione Friuli ed anche nelle vicine Austria e Slovenia.
Il Festival, unico in Regione, rappresenta un fiore all’occhiello per la cittadina di Tricesimo e dei suoi dintorni che possono così ospitare artisti famosi e far conoscere le bellezze della terra tricesimana e la bontà dei tanti e rinomati ristoranti locali.
“Madame Guitar” prende il nome dal titolo di una canzone del grande ed indimenticabile Sergio Endrigo.

Il programma:

Giovedì 22 settembre 2022 inizio h.20:45 Auditorium di Remugnano-Reana del Rojale

NAMVULA (GAMBIA-INGHILTERRA)

FRASER FIFIELD & GRAEME STEPHENS (SCOZIA)

HANNAH RARITY & HEATHER CARTWRIGHT (SCOZIA)

Venerdì 23 settembre 2022 inizio h.20:45 Auditorium di Remugnano

CHORO DE RUA (BRASILE-ITALIA)

MICHELE PIRONA TRIO (FRIULI)

BAIA TRIO (PIEMONTE)

Sabato 24 settembre 2022 inizio h. 10:00 fino h. 12:00 Tricesimo – Via San Antonio

SEMINARIO DI ‘CHORO BRASILIANO’ CON CHORO DE RUA

15:00 Tricesimo – Piazza Ellero

REDNAKS (ITALIA)

MARCO MANUSSO (ITALIA)

SOUND FROM THE GROUND (ITALIA-ZAMBIA)

Sabato 24 settembre 2022 inizio h.20:45 Auditorium di Remugnano

OSVALDO DI DIO (ITALIA)

MOONLIT STATION (FRIULI)

ABDO BUDA MARCONI TRIO (SIRIA-ITALIA)

Domenica 25 settembre 2022 inizio h.11:00 Tricesimo – Parco di Villa Ciceri

DAL TRAMONTO ALL’ALBA – OMAGGIO A NEIL YOUNG

PAOLO MALISANO E MAURIZIO FANIN (FRIULI)

Domenica 25 settembre 2022 inizio h.15:00 Tricesimo – Piazza Ellero

JIM BRUNO (USA)

PAOLA SELVA & GIOVANNI FERRO

HUSSY HICKS Q. (AUSTRALIA)

GRAN FINALE: TUTTI INSIEME PER “MADAME GUITAR”

Sabato 24 e Domenica 25 settembre
dalle 10.00 alle 18.30

MOSTRA DI LIUTERIA
Tricesimo – Via San Antonio

INFORMAZIONI UTILI

Indirizzo Auditorium Comunale Mons. Pigani

Via Jacopo Tomadini REANA DEL ROJALE località RemugnanoUD

Sito Madame Guitar www.madameguitar.com

Tel. +39 348 813 8003

In caso di pioggia

I concerti saranno spostati all’AUDITORIUM COMUNALE
luglio 6, 2022

UN PREMIO PRESTIGIOSO IN FRIULI ALLA MEMORIA DI ALBERTO CESA

Ciao Alberto Cesa, compagno e maestro. A lui è dedicato un premio in Friuli perché Alberto Cesa non c’è più. Quello che per molti può essere considerato il maestro torinese della musica popolare ci ha lasciato la sera del giorno dell’Epifania nel 2010, lo stesso anno che è mancato la persona a me più cara al mondo. Grazie a questa tragica coincidenza che è nata la mia amicizia con Ita Cesa, sorella di Alberto.

Alberto Cesa
Alberto Cesa

In trentacinque anni, la carriera di Alberto Cesa con i Cantovivo è stata caratterizzata da un lavoro di ricerca e studio con un denominatore comune: la coerenza delle parole legate ai fatti, dove la musica e l’arte non sono mai state condizionate dal business e dalle regole del mercato.

I Cantovivo nascono da un’idea di Alberto e Donata Pinti nel 1974, l’anno della rivoluzione dei garofani in Portogallo, come a lui piaceva ricordare. Dal 1979, anno di pubblicazione dell’album “Leva la gamba” vincitore del Grand Prix International du Disque di Montreux, le pubblicazioni di Alberto e dei Cantovivo sono state di un’importanza fondamentale per la storia del folk italiano ed europeo. Più di 2000 concerti in Italia e nel mondo, come i tour proprio in Portogallo, a Cuba, in Germania, con la musica che univa non solo cultura e divertimento, tradizione ed attualità ma anche passione e lotta. Quante sono le persone che lo hanno visto in occasione di Feste Popolari, Teatri, Circoli, Scuole e Stadi! Quante quelle che grazie a lui hanno conosciuto Victor Jara, Carlos Puebla, Josè Afonso, hanno cantato l’emigrazione italiana (“Partono gli Emigranti”), la guerra civile spagnola (“El ejercito del Ebro”) i diritti dei lavoratori (“Grandola Villa Morena”), la lotta palestinese (“Palestina”), la resistenza vietnamita (“Il piccolo An”), il dramma del golpe cileno (“El Martillo”), la rinascita zapatista (“Basta y Hasta”), la tradizione partigiana (“Bella Ciao”).

Nel 1999, in occasione dei 25 anni di attività, esce la prima edizione dei “Fogli Volanti” dove scrive storie di lotta e di esclusione sociale che si intrecciano con ballate emozionanti e canzoni divertenti, riassumendo nel migliore dei modi Alberto come artista e come uomo. Questa edizione speciale la conservo con estrema cura.

Oggi Alberto non c’è più ma grazie al suo impegno, parafrasando proprio Victor Jara de El Martillo, se un martello e una campana sono caduti, tantissime altre persone hanno raccolto e raccoglieranno martelli e campane per avvisare delle ingiustizie e mille voci si alzeranno per cantare canzoni di lotta e di pace.

Grazie maestro e compagno Alberto.

Quest’anno sono tornata finalmente al Folkest, il quarantaquattresimo per la storia dove si svolge il Premio Alberto Cesa con i finalisti di una lunga e accurata selezione tra i migliori musicisti iscritti di tutta Italia. I gruppi finalisti del Premio Alberto Cesa 2022 Andrea Bitai, Claudia Buzzetti and The Hootenanny, Duo Pondel, La Serpe d’oro, Passamontagne duo, Tupa Ruja a Spilimbergo hanno presentato il loro repertorio e una canzone in lingua friulana (obbligatoria per regolamento) nella piazza antistante la splendida Torre Orientale.

Nella serata del 4 luglio il premio è stato assegnato al gruppo laziale dei Tupa Ruja da una giuria composta da Alessandro D’Alessandro (musicista), Elisabetta Malantrucco (Radio Rai), Rebeka Legovic (TV Koper), Michele Gazich (musicista), Maurizio Bettelli (musicista ed autore), Ottavio Nieddu (Fondazione Andrea Parodi), Felice Liperi (critico musicale) e Luciano Trevisan (produttore musicale) che ha motivato la scelta così:

«Riconoscendo al gruppo un originale eclettismo nei suoni e nella ricerca di nuovi territori musicali, in attesa che si manifesti in una nuova semplicità. Particolarmente felice
la rilettura del brano in lingua friulana».



Tupa Ruja . Premio Alberto Cesa 2022

ottobre 24, 2021

Nonna, nonna…chi erano i beatnick?

Chi bazzicava o viveva nel Greenwich Village ha imparato che i beatnik erano soprattutto artisti.

E che artisti!!!

Il Greenwich Village aveva una scena musicale e di cabaret all’avanguardia. Il “The Village Gate“, il “Village Vanguard” e “The Blue Note” ospitavano regolarmente alcuni dei più grandi nomi del jazz. Il Village ebbe anche un ruolo importante nello sviluppo della scena musicale folk degli anni ’60. I club musicali includevano “The Bitter End“, “Cafe Au Go Go“, “Cafe Wha?“, “The Gaslight Cafe“, “The Bottom Line“, e “Gerde’s Folk City“.

Mike Porco avrebbe oggi 107 anni, era nato il 23 ottobre.

Mike era il proprietario e gestore originale di Gerde’s Folk City,

Aprendo ufficialmente il 26 gennaio 1960, Gerde’s Folk City ha generato diverse ondate di generi musicali che vanno dalla musica folk al rock ‘n’ roll; dal folk rock al punk; dal blues al rock alternativo, portando al mondo una vasta gamma di musica da Pete Seeger ai 10,000 Maniacs.

Il cantante e poeta Logan English si è esibito nella serata di apertura, insieme a Carolyn Hester. Da The Weavers a Sonny Terry e Brownie McGhee, Judy Collins e Rev. Gary Davis, molti musicisti che hanno formato la base della musica contemporanea si sono esibiti lì. Doc Watson fece la sua prima esibizione da solista al Gerde. La prima esibizione ufficiale di Simon & Garfunkel e Peter, Paul & Mary come trio fu al Folk City.

Mike ingaggiò una costellazione di artisti discografici per suonare al Folk City di Gerde. Bob Dylan vi suonò il suo primo concerto professionale l’11 aprile 1961, sostenendo John Lee Hooker. (Bob chiese a Mike di fargli da tutore legale quando firmò la sua primissima tessera di cabaret. Nella sua autobiografia del 2004, Chronicles, Bob Dylan si riferì a Mike Porco come “il padre siciliano che non ho mai avuto”).

Logan English fu determinante per assicurare a Bob Dylan la sua prima apparizione. La sua vedova Barbara Shutner ha ricordato:

“Mio marito Logan English ed io abbiamo incontrato Bob Dylan a casa di Bob e Sid Gleason … Una sera eravamo tutti seduti e Woody Guthrie disse qualcosa come ‘Suona qualcosa’ a questo ragazzo seduto sul divano. Il ragazzo era Bob Dylan, e cantò ed era semplicemente bellissimo. Così Logan disse, ‘Sto lavorando al Gerde’s. Sono l’MC. Ti faremo suonare lì”. Così quel lunedì sera Bob Dylan entrò e fece il suo primo set”.

L’apparizione di Bob Dylan del 29 settembre 1961 fu recensita sul New York Times da Robert Shelton, dopo di che crebbe la reputazione di Dylan. La fotografia qui sotto è quella di Bob sul palco la sera in cui Bob Shelton lo recensì sul New York Times. Si può vedere la sua scaletta incollata alla chitarra.

“Bob Dylan finì “Blowin’ in the Wind” in una sola seduta al Commons, un caffè di MacDougal Street di fronte al Gaslight. Più tardi quella stessa sera, Bob portò la canzone al Folk City, dove, tra un set e l’altro, la suonò per Gil Turner, che presentava gli hootenannies (spettacoli) del lunedì sera del club. Gil ne rimase folgorato e convinse Bob a insegnargliela sul posto. La ripassarono un paio di volte nel seminterrato. Poi, quando lo spettacolo riprese, Gil attaccò una copia del testo al microfono e annunciò: “Signore e signori, vorrei cantare una nuova canzone di uno dei nostri grandi cantautori. È appena uscita dalla matita, ed eccola qui”. (da “Dylan A Biography”)

Gerde’s Folk City fu dove Bob Dylan incontrò per la prima volta Joan Baez e dove debuttò con “Blowin’ in the Wind”.

Rob Stoner, Joan Baez, Bob Dylan ed Eric Andersen sul palco del Gerde’s Folk City, 130 West 3rd Street, 23 ottobre 1975

Tante aspiranti star si sono fatte le ossa da Gerde e tanti altri artisti di una vasta gamma di generi hanno lavorato al Folk City. Migliaia di clienti di Folk City hanno assistito ad alcuni degli spettacoli più storici che il villaggio abbia mai visto.

Il 23 ottobre 1975, ci fu un triplo spettacolo di musicisti. Dylan e compagnia vennero a sapere che era il compleanno di Mike Porco e decisero: “Quale posto migliore” per dare il via alla Rolling Thunder Revue. Inoltre, potevano tutti rendere omaggio a Mike nel giorno del suo compleanno. Dylan ha aspettato e ascoltato e ha passato ore da Gerde prima che arrivasse il suo turno di suonare. La festa, come potete immaginare, è andata avanti fino alle prime ore del mattino. Ancora oggi, tutti i presenti condividono bei ricordi di “quella volta che Dylan è tornato”.

MIKE PORCO

Era questa la data del 1975 quando Bob Dylan, probabilmente all’apice della sua storica carriera, portò il suo entourage a “casa” dove tutto ebbe inizio. Il luogo era diverso nel 1961 per il primo concerto di Dylan che apriva per John Lee Hooker. Gerde’s era tra la quarta e Mercer. Nel 1975, Folk City era al 130 West 3rd. Una cosa era la stessa: Mike Porco aveva ancora un palco pieno di star che suonavano ogni settimana.

Folk City


Nel maggio 1976, la leggenda del folk Bob Gibson e il suo manager Doug Yeager produssero una celebrazione di una settimana per Mike Porco e Folk City, dove più di trenta delle prime star del club vennero ad onorare il club. Folk City è il luogo dove molti dei cantautori folk-rock degli anni ’60 e ’70 hanno ascoltato per la prima volta la loro voce, e gli spettacoli includevano future stelle come Janis Joplin, Jimi Hendrix, The Mamas and The Papas, i Byrds, The Lovin’ Spoonful, gli Youngbloods, Emmylou Harris (che faceva anche la cameriera al club), Joni Mitchell, Phoebe Snow, Loudon Wainwright III e molti altri nomi noti.

Gloria Berloso
ottobre 16, 2021

Paddy Moloney – La sua eredità rimarrà con noi nella musica che ha creato e portato al mondo

Paddy Moloney, fondatore del gruppo di musica tradizionale irlandese, The Chieftains, è morto all’età di 83 anni.
Dal 1962, The Chieftains sono stati altamente riconosciuti per aver reinventato la musica tradizionale irlandese su scala contemporanea e internazionale. La loro capacità di trascendere i confini musicali per fondere la tradizione con la musica moderna li ha resi famosi in tutto il mondo.
Come ambasciatori culturali, le loro esibizioni sono state legate a eventi storici fondamentali, come l’essere stati i primi musicisti occidentali ad esibirsi sulla Grande Muraglia Cinese, la partecipazione alla performance “The Wall” di Roger Water a Berlino nel 1990, e l’essere il primo ensemble ad eseguire un concerto nel Capitol Building a Washington DC. Nel 2010, le loro collaborazioni sperimentali si sono estese al di fuori del mondo, quando il fischietto di Paddy Moloney e il flauto di Matt Molloy hanno viaggiato con l’astronauta della NASA, Cady Coleman, sulla stazione spaziale internazionale.
Anche se il loro primo seguito era puramente folk, la gamma e la variazione della loro musica e dei musicisti che la accompagnavano hanno rapidamente catturato un pubblico molto più ampio. Nel corso degli anni, The Chieftains hanno collaborato con una serie di stimati musicisti come Paul McCartney, Mick Jagger, Elvis Costello e Van Morrison, Madonna, Doc Watson e Luciano Pavarotti.
In Irlanda, The Chieftains hanno partecipato a molte occasioni importanti, come la visita di Papa Giovanni Paolo II in Irlanda nel 1979, quando si sono esibiti davanti a un pubblico di oltre 1,3 milioni, e nel 2011 come parte della storica visita in Irlanda di S.A.R. la Regina Elisabetta II.
Nel 2012, in occasione del 50° anniversario dei The Chieftains, hanno ricevuto il premio inaugurale National Concert Hall Lifetime Achievement Award in un evento di gala a Filadelfia ospitato dall’American Ireland Fund “in riconoscimento del loro enorme contributo all’industria musicale mondiale e alla promozione del meglio della cultura irlandese”.
Paddy Moloney è stato davvero un gigante del panorama culturale irlandese. Attraverso The Chieftains, ha portato la gioia della musica irlandese a un pubblico globale.
Il primo strumento di Paddy fu il fischietto di plastica e all’età di otto anni iniziò a suonare le uilleann pipes. Paddy imparò anche a suonare altri strumenti tradizionali come la fisarmonica a bottoni e il bodhran.
Paddy suonava le pipe come nessun altro, le grá agus draíocht.
Tutti in cielo ora ballano la musica irlandese di Paddy.

La vasta gamma delle sue cornamuse era sorprendente nei repertori più festosi e ritmici dei suoi spettacoli, nei reel e nei concerti. Tuttavia, mi affascinava soprattutto la carezza delle ballate in foglio, il calore ineffabile del suo modo di organizzare il fraseggio di tutti gli accompagnatori, la delicatezza impossibile di ognuno dei suoi piccoli flauti, specialmente il tin whistle. Aveva i migliori compagni, Derek Bell, Matt Molloy, Kevin Conneff, Seán Keane, e il suo padrino era Seán Ó Riada, un uomo che ha lasciato questo mondo sotterraneo molto giovane.

Con Paddy Moloney, l’artificio improvvisato che il folklore riserva sempre nel suo sviluppo, sembrava tanto naturale quanto la cosa scritta, perché quello che gli interessava era il tocco e l’emozione e ci dava entrambi in confezione regalo. Negli ultimi anni, i Chieftains hanno orientato i loro album verso esperienze di sintesi con artisti come Ry Cooder, Van Morrison, Elvis Costello, Mick Jagger o Carlos Núñez, per rendere più universale la musica popolare della sua terra.

BIRMINGHAM, UNITED KINGDOM – JUNE 05: Paddy Moloney of The Chieftains performs on stage at Symphony Hall on June 5, 2012 in Birmingham, United Kingdom. (Photo by Steve Thorne/Redferns via Getty Images)

Per tutto il tempo in cui non si è saputo nulla di lui, che era molto tempo, ho voluto supporre che passasse anni a prepararsi a morire, forse perché il suo tempo era finito. Una volta qualcuno gli chiese cosa dovesse avere un interprete tradizionale per difendere adeguatamente i suoi interessi, e lui rispose: “Bisogna scoprire l’istinto dentro di sé, e condurlo sulla via delle convinzioni al di là delle convenzioni. Dietro ogni canzone c’è sempre una storia con la quale, spesso, mi sento identificato”.

Buon viaggio!!!

Gloria Berloso

ottobre 7, 2021

Joe Hill

“Le canzoni non salveranno il pianeta, ma nemmeno i libri o i discorsi. Le canzoni sono cose subdole; possono scivolare oltre i confini”. – Pete Seeger
L’amico di Pete, Paul Robeson, ci ha regalato una canzone che è “scivolata attraverso i confini”.
Joe Hill è nato 142 anni fa.
La sua vita celebrata nella canzone, Joe Hill era attivista sindacale svedese-americano, cantautore e membro degli Industrial Workers of the World (IWW, conosciuti anche come i “Wobblies”).
Di madrelingua svedese, Joe imparò l’inglese all’inizio del 1900 mentre lavorava in vari posti di lavoro da New York a San Francisco. Come lavoratore immigrato che spesso affrontava la disoccupazione e la sottoccupazione, divenne un popolare scrittore di canzoni e vignettista per il sindacato radicale.
Le sue canzoni più famose includono “The Preacher and the Slave”, “The Tramp”, “There is Power in a Union”, “The Rebel Girl” e “Casey Jones – the Union Scab”, che generalmente esprimono la vita dura ma combattiva dei lavoratori ambulanti, e la necessità percepita di organizzarsi per migliorare le condizioni dei lavoratori.
Nel 1914, John G. Morrison, un droghiere della zona di Salt Lake City ed ex poliziotto, e suo figlio furono uccisi da due uomini. La stessa sera, Joe Hill arrivò in uno studio medico con una ferita d’arma da fuoco, e accennò brevemente a una lite per una donna. Joe fu riluttante a dare ulteriori spiegazioni, e fu in seguito accusato degli omicidi della drogheria sulla base della sua ferita.
Joe Hill fu condannato per gli omicidi in un processo controverso. Dopo un appello senza successo, dibattiti politici e richieste internazionali di clemenza da parte di persone di alto profilo e organizzazioni di lavoratori, fu giustiziato nel novembre 1915.
Dopo la sua morte, Joe Hill è stato ricordato da diverse canzoni popolari. La sua vita e la sua morte hanno ispirato libri e poesie.
Le potenti canzoni di Joe Hill hanno spinto Woody Guthrie, Pete Seeger, Utah Phillips, Si Kahn e innumerevoli altri a fondere politica e canzone.
La canzone “Joe Hill” fu scritta da Alfred Hayes con la musica di Earl Robinson. Alcune interpretazioni della canzone sono di Pete Seeger, Paul Robeson, Joan Baez, il gruppo folk irlandese The Dubliners e Bruce Springsteen.

Volete la libertà dalla schiavitù salariale?
Allora unisciti alla grande banda industriale
Vuoi essere libero dalla miseria e dalla fame
Allora vieni, fai la tua parte, come un uomo

Gloria Berloso

ottobre 2, 2021

“Se ami il tuo paese, troverai in qualche modo il modo di parlare per fare ciò che pensi sia giusto”. – Pete Seeger

Nei primi anni ’50, durante uno dei periodici boom di popolarità per la musica folk tradizionale negli Stati Uniti, Pete Seeger era nei The Weavers. Poi Pete fu etichettato come comunista e inserito nella “lista nera” non ufficiale dei dirigenti radiofonici, cinematografici e televisivi, dove rimase per il decennio successivo, anche dopo che l’era di McCarthy svanì e la musica folk risorgeva.
Nel 1960, Pete Seeger si manteneva con un tour costante, eseguendo “concerti comunitari” nei campus dei college e altrove. Smithsonian Folkways ha pubblicato “The Complete Bowdoin College Concert 1960”, una registrazione di quasi due ore di uno di questi concerti di Pete Seeger. È un esempio superlativo dell’approccio di Pete alla musica folk che è allo stesso tempo pedagogico e partecipativo.
La contagiosa, incontrollata scena folk del Greenwich Village dei primi anni ’60 potrebbe anche essere descritta così. Incoraggiati da Pete Seeger, i giovani di tutto il mondo cominciarono a prendere in mano banjo e chitarre acustiche, e molti di loro emigrarono a New York City, dove potevano fare qualche dollaro suonando nei caffè mentre presentavano le loro canzoni originali alle case editrici.
A differenza dei più raffinati come The Weavers e The Kingston Trio, i nuovi arrivati erano più trasandati e cresciuti con l’R&B e il rock ‘n’ roll. Tenevano un occhio su Woody Guthrie e uno su Elvis Presley. Durante gli anni pre-Beatles, la musica folk divenne brevemente così popolare che la ABC mandò persino in onda uno spettacolo settimanale di varietà a tema folk, “Hootenanny”, girato nel tipo di campus universitari che Pete Seeger aveva preso d’assalto qualche anno prima. A Pete non fu permesso di apparire su “Hootenanny” a causa della lista nera, e alcuni dei più grandi nomi del folk boicottarono lo show per solidarietà, anche se Pete incoraggiò sempre i suoi protetti a partecipare, insistendo sul fatto che tutto ciò che aiutava a popolarizzare il folk era benvenuto.
La più grande stella ad emergere dalla scena di Greenwich dei primi anni ’60 fu Bob Dylan, la cui combinazione di talento e carisma lo aiutò a superare i suoi contemporanei, incluso il rivale Phil Ochs. Mentre Bob Dylan era più simile a Woody Guthrie nella sua personalità generale, Phil Ochs tendeva ad essere più simile a Pete Seeger, con la sua voce piacevole e la passione per le canzoni politiche.
Bob Dylan una volta disse notoriamente a Phil Ochs: “Tu non sei un folksinger… sei un giornalista”. Bob era noto per prendere in giro Phil per aver scritto così tante canzoni specifiche sui diritti civili e sulla guerra del Vietnam. Ma l’intelletto acuto di Phil Ochs e la sua indignazione mirata lo resero un favorito di culto. I suoi primi album “All the News That’s Fit to Sing” e “I Ain’t Marching Anymore” divennero pietre miliari per la nascente generazione di attivisti.
Mentre altri descrivevano la sua musica come “canzoni di protesta”, Phil Ochs preferiva il termine “canzoni d’attualità”.
Una di queste canzoni d’attualità è “Remember Me“.
La canzone fu scritta da Phil nel 1963 per commemorare i soldati morti nella seconda guerra mondiale. Fu scritta anche per ricordare alle generazioni future che queste morti sarebbero state vane se noi come americani avessimo adottato politiche basate sul nazionalismo, l’esclusione e il bigottismo.
“Oh, io sono il Milite Ignoto che è morto nella Seconda Guerra Mondiale
Non volevo combattere, era l’unica cosa da fare
Ero la vittima di un mondo che è impazzito –
Mi mostrerai che non sono morto invano
Ricordati di me, quando le croci bruceranno
Ricordati di me, quando i razzisti arriveranno
Ricordati di me, quando le maree della pace stanno girando
Ricordati di me e per favore non deludermi…”.

Pete Seeger
Phil Ochs
Bob Dylan

Guarda il video qui sotto per sperimentare il potere della musica.

giugno 21, 2021

LUIGI GRECHI – IL SUO NUOVO DISCO “SINARRA”

Copertina

CARE AMICHE ED AMICI, E’ USCITO “SINARRA”, IL NUOVO CD DI LUIGI GRECHI!

Ebbene, sì, oggi 21 giugno 2021, Luigi mantiene la promessa di pubblicare in CD le canzoni uscite via via sul suo sito web sotto il titolo di  “Una canzone al mese” e poi messe a disposizione su YouTube.

Ovviamente i brani sono stati rimixati e rimasterizzati, si sono aggiunte parti, voci, strumenti…

Il CD sarà messo in vendita su eBay e in ascolto gratuito, come ormai avviene, su varie piattaforme web.

Invece spariranno da YouTube i brani di “una canzone al mese” che alcuni di voi hanno ascoltato in versione demo,  ma ben presto saranno sostituiti dal prodotto finito

Luigi Grechi: “Ho cominciato quasi per scherzo insieme a Paolo Giovenchi e ci siamo ritrovati in mano con un disco che è senz’altro il migliore che io abbia mai fatto. E’ quello, nel bene e nel male, che più mi rappresenta, col mio amore per la musica acustica e per gli arrangiamenti minimali ma con un suono moderno e convincente…”

PAOLO GIOVENCHI ha prodotto il disco.

Inoltre, Paolo ha suonato basso, chitarre, mandolino, banjo-chitarra, percussioni, vocals

FIORE BENIGNI organetto

STEFANO PARENTI cajon, batteria

EDOARDO PERETTI piano, tastiere

ANDREA “UENZO” PREALONI cornamusa musette, flauto irlandese

ALESSANDRA QUADRACCIA vocals

CAROLINA TARUFFI vocals

STEFANO TAVERNESE violino

FABRIZIO FREZZA ha curato e mixato il suono

ENRICO FURZI (“LA STRADA”) mastering

CRISTIANO GIUSTOZZI grafica

UN RINGRAZIAMENTO PARTICOLARE A FRANCESCO PER VOCE E ALLEGRIA SU “TANGOS E MANGOS”

List track – testi per gentile concessione di Luigi De Gregori

Gloria Berloso – pag.153 Luigi Grechi cantautore italiano

(3) Luigi Grechi – Artista – (Questa pagina non è amministrata da Luigi Grechi) | Facebook

Sito ufficiale Luigi Grechi, Il Bandito e il Campione, Girardengo, Pastore di Nuvole, Ruggine, Francesco De Gregori,

agosto 12, 2020

RICKY MANTOAN si racconta in una intervista di Giulio Bianchi

Ricky Mantoan (1945-2016), si racconta in una intervista di Giulio Bianchi fatta a Olgiate Comasco nel settembre del 1990. Il materiale storico è stato raccolto da Gloria Berloso in memoria di Giulio, recentemente scomparso.


Ho iniziato a fare musica come componente di vari gruppi che si esibivano nelle sale da ballo. Negli anni ’64-’65 mi ispiravo al sound di chitarristi americani come Doc Watson e specialmente Duane Eddy. Più tardi ho iniziato a suonare brani dei Byrds, a tutt’oggi la mia principale influenza, giungendo nei primi anni ’70 a proporre del rock psichedelico sul modello dei Grateful Dead. A quel tempo ero un caso particolare perché allora nelle balere veniva richiesta esclusivamente musica italiana, mentre io eseguivo un repertorio totalmente cantato in inglese e costituito da country e rock californiano; i generi che interpreto ancor oggi. Più tardi mi sono stancato di esibirmi in quel tipo di locali per un pubblico che ascoltava la musica solo per ballare senza prestare attenzione ai contenuti della stessa. Così ho iniziato a trovarmi la domenica con degli amici per suonare a puro scopo di divertimento le canzoni che amavo. Da questa esperienza è nato un gruppo di nove elementi, il “Branco Selvaggio”, le cui prime esibizioni ad Ivrea hanno ottenuto un’eco positiva sulla stampa specializzata. Da allora ha avuto inizio un periodo d’intensa attività concertistica culminato nel ’79 con le apparizioni ai festival blues di Milano e a quello folk di Nyon, nella serata che ha visto protagonisti i Fairport Convention. Purtroppo alla fine del 79 il gruppo si è sciolto in quanto ci siamo resi conto che per continuare a certi livelli dovevamo superare le nostre carenze tecniche con un’applicazione costante e d’altra parte non tutti tra noi erano disposti ad intraprendere la carriera professionistica. Io invece ho lasciato la mia attività di tecnico sui computer per dedicarmi interamente alla musica.
È stato il tipico caso della vita che nell’80, un critico musicale abbia fatto ascoltare le registrazioni di alcuni concerti della mia band ai componenti dei Burrito Bros, all’epoca in tournée in Italia. Loro sono rimasti sorpresi nel sentire degli italiani suonare la loro musica. Ricordo che Sneaky Pete Kleinow e Skip Battin, rispettivamente chitarrista e bassista del gruppo, hanno voluto conoscermi. Da allora è iniziato un sodalizio che dura tutt’ora e che mi ha consentito di entrare in pratica nella loro famiglia e conseguentemente nel giro del country rock americano. Skip Battin, addirittura, ha cercato in seguito di convincermi a trasferirmi negli USA, dove avrei trovato un ambiente più ricettivo nei confronti della mia musica. 

Tra i grandi nomi del country con cui ho legato più di tutti sotto l’aspetto musicale ma anche umano è sicuramente Skip Battin in quanto, oltre ad essere un grande professionista è anche un vero signore con delle grosse doti umane. Onestamente devo ammettere che prima di conoscerlo non apprezzavo il suo stile musicale, mentre in seguito, collaborando con lui, sono rimasto stupito della sua vastissima cultura maturata in anni e anni di carriera. Non scordiamo che prima di entrare nei Byrds e nei Burrito Bros egli ha inciso una ventina di 45 giri di successo in California. Oltre a Skip mi ha colpito molto John York, un bassista e cantante eccezionale, con il quale ho una notevole affinità di carattere e di interessi musicali. Ma anche gli altri artisti che ho accompagnato in Tournée, da Greg Harris, di cui apprezzo le eccellenti doti di strumentista, a Roger McGuinn, che pure è considerato assai introverso. Sono come te li immagini ascoltando le loro splendide canzoni: delle persone così umili e disponibili che incontrandoli ho avuto l’impressione di avere a che fare con i ragazzi della mia band. Lo stesso non vale purtroppo per la maggior parte dei musicisti italiani, i cui atteggiamenti divistici sono spesso inversamente proporzionali al loro effettivo valore.
Nell’84 sono stato chiamato a suonare a Brescia con i Peace Seekers, un gruppo formato da alcuni ex componenti dei Byrds ed è stato un fulmine a ciel sereno, un evento assolutamente non preventivato. Mi sono trovato improvvisamente a suonare come fossi in un sogno e per di più dei brani come Eight Miles High che non avevo mai eseguito ma solo ascoltato sul vinile. Chiudendo gli occhi mi sembrava di non essere sul palco ma di ascoltare un disco tanto il sound era perfetto ed è stato meraviglioso trovare un’intesa spontanea con gli altri quasi suonassimo insieme da sempre. E dire che sono stato coinvolto nello show solo al momento delle prove, quando Skip Battin mi ha chiamato nel retropalco e mi ha presentato Roger McGuinn, il leader del gruppo. Questi mi ha informato che il concerto rischiava di saltare per l’improvvisa indisponibilità del chitarrista e mi ha quindi proposto di sostituirlo. Io ero molto imbarazzato perché Mc Guinn è per me un mito, ma poi mi sono rinfrancato per la fiducia che l’artista mi ha subito accordato. Durante il concerto eravamo fianco a fianco sul palco e nei momenti riservati ai miei interventi solistici, Roger mi lanciava delle occhiate d’intesa e mi faceva poi i complimenti. Dopo una decina di brani, i compagni mi hanno fatto una sorpresa, annunciando che avrei cantato “Hickory Wind”, una ballata che amo molto. Essendo assai emotivo, ho intonatola la prima strofa con voce tremante. Quella sera sul palco c’era una sorta di magia che si è creata miracolosamente in quanto erano ben tredici anni che i componenti dei Byrds non suonavano assieme. Eppure sono bastati i pochi minuti delle prove perché si ricostituisse l’intesa di un tempo. McGuinn proponeva il brano da eseguire ed iniziava a suonarlo mentre gli altri lo seguivano con un sincronismo perfetto, come mossi da un riflesso condizionato.



In tanti anni di carriera, volendo essere ipocrita potrei addossare la colpa alle case discografiche poco interessate a promuovere proposte musicali scarsamente commerciali come la mia ma ciò corrisponde solo in parte alla realtà. La verità è che ho due difetti: sono molto pigro e sono incapace per abito mentale di supplicare gli addetti ai lavori per procurarmi delle opportunità in tal senso, assoggettandomi magari a compromessi. Io suono la mia musica per coloro che la amano e poi se qualche discografico si fa avanti per propormi di incidere ne sono ben lieto. Del resto la mia produzione non risulta così limitata se sommiamo ai dischi pubblicati a mio nome gli albums dei cantautori Luigi Grechi e Wayne Tucker, della formazione country Red Wine e della rock band Out of Time alla cui realizzazione ho collaborato.

aprile 12, 2020

QUARANTENA TOUR ha una pagina Facebook con eventi streaming

La socialità fredda e distante dei nuovi media può diventare l’unico flusso attraverso il quale preservare l’umanità. Siamo animali sociali. Siamo lavoro. Siamo esseri dotati di linguaggio, incapaci di non comunicare.
In questo momento di restrizioni (sacrosante, e quindi necessariamente da rispettare) si sperimentano modi alternativi per esercitare comunque la nostra essenza di esseri umani.

Questo gruppo raccoglierà gli eventi streaming e informerà il pubblico sulle date che verranno via via organizzate. Max Manfredi e Federico Sirianni daranno l’abbrivio a questo esperimento, opportunamente supportati dal loro team. A voi, come pubblico, si chiederà di condividere l’idea, di far diventare “virale” questo contatto umano che sa stare nelle norme ministeriali. Ci sarà, altresì, la possibilità di effettuare delle donazioni agli artisti direttamente in live su Twitch. Una percentuale dei proventi verrà raccolta per supportare la sanità in questa emergenza. L’altra servirà per poter mandare avanti il progetto.

E-mail di riferimento a cui mandare le vostre opere:

quarantenatour@gmail.com
oppure infomaxmanfredi@gmail.com

Federico Sirianni

Max Manfredi

 

link pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/590881615102407/


Gloria Berloso
Membro fondatore