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agosto 12, 2020

RICKY MANTOAN si racconta in una intervista di Giulio Bianchi

Ricky Mantoan (1945-2016), si racconta in una intervista di Giulio Bianchi fatta a Olgiate Comasco nel settembre del 1990. Il materiale storico è stato raccolto da Gloria Berloso in memoria di Giulio, recentemente scomparso.


Ho iniziato a fare musica come componente di vari gruppi che si esibivano nelle sale da ballo. Negli anni ’64-’65 mi ispiravo al sound di chitarristi americani come Doc Watson e specialmente Duane Eddy. Più tardi ho iniziato a suonare brani dei Byrds, a tutt’oggi la mia principale influenza, giungendo nei primi anni ’70 a proporre del rock psichedelico sul modello dei Grateful Dead. A quel tempo ero un caso particolare perché allora nelle balere veniva richiesta esclusivamente musica italiana, mentre io eseguivo un repertorio totalmente cantato in inglese e costituito da country e rock californiano; i generi che interpreto ancor oggi. Più tardi mi sono stancato di esibirmi in quel tipo di locali per un pubblico che ascoltava la musica solo per ballare senza prestare attenzione ai contenuti della stessa. Così ho iniziato a trovarmi la domenica con degli amici per suonare a puro scopo di divertimento le canzoni che amavo. Da questa esperienza è nato un gruppo di nove elementi, il “Branco Selvaggio”, le cui prime esibizioni ad Ivrea hanno ottenuto un’eco positiva sulla stampa specializzata. Da allora ha avuto inizio un periodo d’intensa attività concertistica culminato nel ’79 con le apparizioni ai festival blues di Milano e a quello folk di Nyon, nella serata che ha visto protagonisti i Fairport Convention. Purtroppo alla fine del 79 il gruppo si è sciolto in quanto ci siamo resi conto che per continuare a certi livelli dovevamo superare le nostre carenze tecniche con un’applicazione costante e d’altra parte non tutti tra noi erano disposti ad intraprendere la carriera professionistica. Io invece ho lasciato la mia attività di tecnico sui computer per dedicarmi interamente alla musica.
È stato il tipico caso della vita che nell’80, un critico musicale abbia fatto ascoltare le registrazioni di alcuni concerti della mia band ai componenti dei Burrito Bros, all’epoca in tournée in Italia. Loro sono rimasti sorpresi nel sentire degli italiani suonare la loro musica. Ricordo che Sneaky Pete Kleinow e Skip Battin, rispettivamente chitarrista e bassista del gruppo, hanno voluto conoscermi. Da allora è iniziato un sodalizio che dura tutt’ora e che mi ha consentito di entrare in pratica nella loro famiglia e conseguentemente nel giro del country rock americano. Skip Battin, addirittura, ha cercato in seguito di convincermi a trasferirmi negli USA, dove avrei trovato un ambiente più ricettivo nei confronti della mia musica. 

Tra i grandi nomi del country con cui ho legato più di tutti sotto l’aspetto musicale ma anche umano è sicuramente Skip Battin in quanto, oltre ad essere un grande professionista è anche un vero signore con delle grosse doti umane. Onestamente devo ammettere che prima di conoscerlo non apprezzavo il suo stile musicale, mentre in seguito, collaborando con lui, sono rimasto stupito della sua vastissima cultura maturata in anni e anni di carriera. Non scordiamo che prima di entrare nei Byrds e nei Burrito Bros egli ha inciso una ventina di 45 giri di successo in California. Oltre a Skip mi ha colpito molto John York, un bassista e cantante eccezionale, con il quale ho una notevole affinità di carattere e di interessi musicali. Ma anche gli altri artisti che ho accompagnato in Tournée, da Greg Harris, di cui apprezzo le eccellenti doti di strumentista, a Roger McGuinn, che pure è considerato assai introverso. Sono come te li immagini ascoltando le loro splendide canzoni: delle persone così umili e disponibili che incontrandoli ho avuto l’impressione di avere a che fare con i ragazzi della mia band. Lo stesso non vale purtroppo per la maggior parte dei musicisti italiani, i cui atteggiamenti divistici sono spesso inversamente proporzionali al loro effettivo valore.
Nell’84 sono stato chiamato a suonare a Brescia con i Peace Seekers, un gruppo formato da alcuni ex componenti dei Byrds ed è stato un fulmine a ciel sereno, un evento assolutamente non preventivato. Mi sono trovato improvvisamente a suonare come fossi in un sogno e per di più dei brani come Eight Miles High che non avevo mai eseguito ma solo ascoltato sul vinile. Chiudendo gli occhi mi sembrava di non essere sul palco ma di ascoltare un disco tanto il sound era perfetto ed è stato meraviglioso trovare un’intesa spontanea con gli altri quasi suonassimo insieme da sempre. E dire che sono stato coinvolto nello show solo al momento delle prove, quando Skip Battin mi ha chiamato nel retropalco e mi ha presentato Roger McGuinn, il leader del gruppo. Questi mi ha informato che il concerto rischiava di saltare per l’improvvisa indisponibilità del chitarrista e mi ha quindi proposto di sostituirlo. Io ero molto imbarazzato perché Mc Guinn è per me un mito, ma poi mi sono rinfrancato per la fiducia che l’artista mi ha subito accordato. Durante il concerto eravamo fianco a fianco sul palco e nei momenti riservati ai miei interventi solistici, Roger mi lanciava delle occhiate d’intesa e mi faceva poi i complimenti. Dopo una decina di brani, i compagni mi hanno fatto una sorpresa, annunciando che avrei cantato “Hickory Wind”, una ballata che amo molto. Essendo assai emotivo, ho intonatola la prima strofa con voce tremante. Quella sera sul palco c’era una sorta di magia che si è creata miracolosamente in quanto erano ben tredici anni che i componenti dei Byrds non suonavano assieme. Eppure sono bastati i pochi minuti delle prove perché si ricostituisse l’intesa di un tempo. McGuinn proponeva il brano da eseguire ed iniziava a suonarlo mentre gli altri lo seguivano con un sincronismo perfetto, come mossi da un riflesso condizionato.



In tanti anni di carriera, volendo essere ipocrita potrei addossare la colpa alle case discografiche poco interessate a promuovere proposte musicali scarsamente commerciali come la mia ma ciò corrisponde solo in parte alla realtà. La verità è che ho due difetti: sono molto pigro e sono incapace per abito mentale di supplicare gli addetti ai lavori per procurarmi delle opportunità in tal senso, assoggettandomi magari a compromessi. Io suono la mia musica per coloro che la amano e poi se qualche discografico si fa avanti per propormi di incidere ne sono ben lieto. Del resto la mia produzione non risulta così limitata se sommiamo ai dischi pubblicati a mio nome gli albums dei cantautori Luigi Grechi e Wayne Tucker, della formazione country Red Wine e della rock band Out of Time alla cui realizzazione ho collaborato.

aprile 12, 2020

QUARANTENA TOUR ha una pagina Facebook con eventi streaming

La socialità fredda e distante dei nuovi media può diventare l’unico flusso attraverso il quale preservare l’umanità. Siamo animali sociali. Siamo lavoro. Siamo esseri dotati di linguaggio, incapaci di non comunicare.
In questo momento di restrizioni (sacrosante, e quindi necessariamente da rispettare) si sperimentano modi alternativi per esercitare comunque la nostra essenza di esseri umani.

Questo gruppo raccoglierà gli eventi streaming e informerà il pubblico sulle date che verranno via via organizzate. Max Manfredi e Federico Sirianni daranno l’abbrivio a questo esperimento, opportunamente supportati dal loro team. A voi, come pubblico, si chiederà di condividere l’idea, di far diventare “virale” questo contatto umano che sa stare nelle norme ministeriali. Ci sarà, altresì, la possibilità di effettuare delle donazioni agli artisti direttamente in live su Twitch. Una percentuale dei proventi verrà raccolta per supportare la sanità in questa emergenza. L’altra servirà per poter mandare avanti il progetto.

E-mail di riferimento a cui mandare le vostre opere:

quarantenatour@gmail.com
oppure infomaxmanfredi@gmail.com

Federico Sirianni

Max Manfredi

 

link pagina Facebook https://www.facebook.com/groups/590881615102407/


Gloria Berloso
Membro fondatore

 

 

marzo 3, 2020

DUO BOTTASSO IN TOUR, 16 CONCERTI FRA MARZO E APRILE

IL DUO BOTTASSO IN TOUR FRA MARZO E APRILE

16 appuntamenti per presentare i loro più recenti progetti: “Il Cielo di Pietra” e “LinguaMadre: Il Canzoniere di Pasolini”.

Duo Bottasso

Duo Bottasso

Sono uscite le date del tour che vedrà coinvolti i due musicisti cuneesi dal 15 marzo al 26 aprile: sedici appuntamenti, tra Italia, Svizzera, Francia e Olanda, per presentare i loro più recenti progetti. Dopo la vittoria nella sezione Giovani del “Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale Italiana” con il lavoro discografico “Biserta e altre storie” (in collaborazione con Simone Sims Longo), Simone e Nicolò Bottasso hanno dato vita a due nuovi lavori molto diversi fra loro.
“Il Cielo di Pietra” è uno spettacolo audiovisual con materiali d’archivio dell’EYE Film Institute di Amsterdam, liberamente ispirato dall’omonimo racconto di Italo Calvino. Commissionato sotto forma di carta bianca dal festival svizzero Alpentoene, è stato realizzato in collaborazione con i registi di Cosenude Media Projects e con l’animatrice Alice Gallouin. Dal vivo, al violino, alla tromba, all’organetto ed al flauto del Duo Bottasso, si affianca l’elettronica di Simone Sims Longo, visual artist cuneese immerso nella cultura contemporanea, a confermare un sodalizio che già in “Biserta e altre Storie” si era rivelato vincente. Lo spettacolo è un’odissea fra il mondo del silenzio e delle profondità, che si contrappone alla pullulante e caotica superficie della Terra. Le immagini provengono da lavori, tra gli altri, di Segundo de Chomon, George Méliès e JC Mol, visionari registi che ad inizio Novecento per primi sperimentarono con colore, effetti speciali e ricerca del microscopico; e sono state rilette ed attualizzate da Simone Sims Longo. Si segnala il 17 marzo al Batavierhuis di Rotterdam (Olanda), il 21 marzo al Recode (Cuneo, organizzato da Associazione Culturale Origami) ed il 26 aprile al Bozen Film Festival (Bolzano).
“LinguaMadre: Il Canzoniere di Pasolini” è invece un tributo alla bellezza dei dialetti italiani ed alla figura della madre. Attraverso la composizione di nuove canzoni sui testi raccolti da Pier Paolo Pasolini nel 1955, il quartetto LinguaMadre (nel quale la cantante friuliana Elsa Martin ed il polistrumentista e cantante calabrese Davide Ambrogio si affiancano al Duo Bottasso) presenta un viaggio attraverso la poesia popolare italiana e le sue molte lingue. I quattro musicisti, fra i talenti più interessanti del nuovo folk italiano, hanno riletto l’opera di Pasolini attraverso le lenti della contemporaneità, senza filologismi, ma con il senso estetico e le procedure sonore di chi oggi suona ed interpreta in maniera creativa le musiche di tradizione orale.
Produzione originale dell’edizione 2019 dei festival Premio Andrea Parodi, Mare & Miniere e Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana, LinguaMadre ha preso dunque il largo, e presenterà le sue canzoni fra il 23 ed il 29 marzo. Si segnala l’appuntamento di venerdì 27 marzo al FolkClub di Torino.
Maggiori informazioni sui concerti del tour sono disponibili sui canali social del Duo Bottasso e sul loro sito (www.duobottasso.com).



http://www.duobottasso.com

Gloria Berloso

 

febbraio 14, 2020

Buffy Sainte-Marie, vincitrice del premio Allan Slaight Humanitarian Spirit Award per il 2020

La Settimana della musica canadese è lieta di annunciare Buffy Sainte-Marie come vincitrice del premio Allan Slaight Humanitarian Spirit Award per il 2020. Buffy sarà onorata per il suo lavoro degli ultimi 60 anni come musicista, attivista ed educatrice all’annuale Gala dei Canadian Music and Broadcast Industry Awards al Bluma Appel Theatre di Toronto giovedì 21 maggio 2020.

Buffy Sainte Marie

Buffy Sainte Marie

“ Buffy Sainte-Marie è il punto di riferimento per tutto ciò che rappresenta l’Allan Slaight Humanitarian Spirit Award”, (Gary Slaight, CEO e Presidente della Slaight Communications/Slaight Family Foundation). “Per lei, il successo mondiale e lo status di leggenda della musica non era un obiettivo personale, ma un’opportunità per cercare di riparare ai torti, un’opportunità per restituire al pianeta, e un’opportunità per alterare il corso della vita degli Indigeni attraverso l’educazione”.

Alimentata dalla sua dedizione alla musica, all’arte, alla filantropia, all’attivismo sociale e all’educazione, Buffy Sainte-Marie è attiva nell’industria musicale da quasi sessant’anni. Nata nel Saskatchewan, nella riserva della Piapot Plains Cree First Nation Reserve nella Qu’Appelle Valley, Buffy Sainte-Marie è stata adottata da genitori americani ed è cresciuta nel Massachusetts. Qui ha scoperto il pianoforte in giovane età e ha coltivato il suo talento per la musica componendo canzoni e imparando a suonare la chitarra. Quando è emersa sul palcoscenico musicale nell’era del folk negli anni Sessanta, stava già scrivendo diverse canzoni che sarebbero diventate dei classici internazionali del country, del rock, del jazz e del pop.

“ Siamo orgogliosi di partecipare a rendere omaggio a Buffy Sainte Marie per la sua generosità d’animo che dura da una vita”, ha dichiarato il presidente della Settimana della musica canadese Neill Dixon. “Ci sono poche stelle internazionali così saldamente radicate nelle loro radici e così impegnate a sostenere la loro storia culturale, sul palco e fuori. Una generazione di giovani delle First Nations istruiti e consapevoli deve ringraziarla per aver portato avanti questa storia”.

Buffy Sainte-Marie ha passato tutta la sua vita a creare, e la sua abilità artistica, i suoi sforzi umanitari e la sua leadership indigena l’hanno resa una forza unica nell’industria musicale. Nel 1969 ha realizzato i primi album elettronici quadrofonici vocali al mondo, Illuminations; nel 1982 è stata la prima indigena a vincere l’Oscar; ha trascorso cinque anni a Sesame Street, dove è diventata la prima persona ad allattare in televisione nazionale. È stata inserita nella lista nera e messa a tacere. Ha scritto standard pop cantati e registrati da Janis Joplin, Elvis Presley, Donovan, Celine Dion, Barbra Streisand, Joe Cocker e Jennifer Warnes. Ha scritto l’Universal Soldier, l’inno definitivo contro la guerra del XX secolo. È un’icona che tiene un piede saldamente piantato da una parte e dall’altra del confine nordamericano, nei territori non arresi che comprendono il Canada e gli Stati Uniti.

Nel corso della sua carriera, Buffy Sainte-Marie ha ricevuto innumerevoli premi e riconoscimenti per il suo lavoro creativo e umanitario. In particolare, Buffy ha ricevuto l’Academy Award, il Golden Globe Award e il BAFTA Film Award per aver composto il film An Officer and a Gentleman per la composizione del successo di “Up Where We Belong” del film “Un ufficiale e un gentiluomo”. È stata inserita nella Canadian Songwriters Hall of Fame, nella JUNO Hall of Fame e nella Canadian Country Music Hall of Fame. È anche Companion in the Order of Canada, e ha ricevuto il Governor General’s Performing Arts Award, il Free Speech in Music Award dell’Americana Music Association, il Charles de Gaulle Award, lo Screen Actors Guild Lifetime Achievement Award, il Gemini Award, i molteplici JUNO Awards, il Polaris Music Prize, due medaglie della Regina Elisabetta II, e innumerevoli dottorati ad honorem. Più recentemente, Buffy è stata premiata per il suo lavoro di attivista sociale ed educatrice con il premio Allan Waters Humanitarian JUNO Award, e l’International Folk Music Awards’ People’s Voice Award.

Buffy ha iniziato a sostenere la protezione della proprietà intellettuale indigena e degli artisti dallo sfruttamento quando ha fondato la Nihewan Foundation for Native American Education nel 1966. L’obiettivo della Fondazione era quello di incoraggiare gli studenti nativi americani a partecipare all’apprendimento e di promuovere la consapevolezza pubblica della cultura indigena. Da allora ha fornito a studenti e insegnanti borse di studio e formazione per insegnanti, nonché l’accesso ai programmi di base scritti all’interno delle prospettive culturali dei nativi americani che corrispondono ai National Content Standards. Più recentemente, Buffy ha focalizzato la sua attività di advocacy su The Creative Native Project, che cerca di responsabilizzare e ispirare i giovani indigeni a esplorare il campo delle arti creative e della produzione dal vivo, creando weekend artistici comunitari sotto la guida di mentori professionisti.

 

Buffy Sainte-Marie entra nel suo settimo decennio di premiata abilità artistica aggiungendo “autore pubblicato” al suo curriculum. Buffy ha recentemente scritto Hey Little Rockabye, un libro illustrato per bambini sull’adozione di animali domestici, ispirato dal suo amore per gli animali. Hey Little Rockabye è disponibile in tutto il mondo il prossimo maggio 2020 su Greystone Books.

La Settimana della musica canadese tornerà a Toronto dal 19 al 23 maggio 2020.

Ogni anno, la Slaight Communications e la Settimana della Musica Canadese premiano un artista canadese d’eccezione, in riconoscimento del suo contributo all’attivismo sociale e al sostegno delle cause umanitarie. Nel suo decimo anno, Buffy Sainte-Marie entrerà a far parte della celebre lista di destinatari che include: Gord Downie, Arcade Fire, RUSH, Sarah McLachlan, Chantal Kreviazuk & Raine Maida, Simple Plan, Bruce Cockburn, Bryan Adams e Nelly Furtado.

SU ALLAN SLAIGHT
Pioniere del rock and roll, Allan ha messo in mostra il suo talento imprenditoriale con la sua conoscenza della radio per creare la più grande società multimediale privata del Canada, la Standard Broadcasting Corporation Limited. Un’indiscussa entrata nella Broadcast Hall of Fame (1997), insignito di una laurea ad honorem in commercio presso la Ryerson Polytechnic University (2000), ha nominato un membro dell’Ordine del Canada (2001), insignito del Walt Grealis Special Achievement Award (2005) per il suo contributo alla crescita e allo sviluppo dell’industria musicale canadese, Allan ha anche mantenuto a lungo l’interesse per le congetture.

SULLA SETTIMANA DELLA MUSICA CANADESE
Giunta alla sua 38° edizione, la Settimana della musica canadese è il principale evento annuale di intrattenimento del Canada dedicato all’espressione e alla crescita dell’industria musicale, dei media e dell’intrattenimento del paese. Combina conferenze multiforme e ad alta intensità di informazioni, un’esposizione commerciale, premi e il più grande festival di nuova musica della nazione che si estende per cinque notti di spettacoli, con centinaia di band in vetrina in più di 40 locali di musica dal vivo nel centro di Toronto. Tutte le funzioni congressuali si svolgono presso lo Sheraton Centre Toronto Hotel, 123 Queen Street West a Toronto.

Premi canadesi per la musica e l’industria radiotelevisiva
21 maggio 2020 alle 19:00
Bluma Appel Theatre, Centro per le arti dello spettacolo di San Lorenzo
27 Front Street Est
http://cmw.net/awards/music-broadcast-industry-awards/

 

 

gennaio 26, 2020

Scomparso Wes Wilson l’artista americano noto per i suoi manifesti rock psichedelici degli anni Sessanta

L’artista grafico Wes Wilson è stato il pioniere dell’estetica del poster dei concerti rock alla fine degli anni ’60, traducendo i luoghi e i suoni della società della controcultura nell’iconografia psichedelica che resiste oggi tra le immagini più indelebili dell’epoca. Nato Robert Wesley Wilson il 15 luglio 1937, ha disegnato per tutta l’infanzia, ma mentre frequentava il college locale junior di Auburn, CA, ha invece studiato silvicoltura e orticoltura, successivamente laureandosi in filosofia al San Francisco State College. In seguito andò a lavorare alla Contact Printing, una piccola stampa che produceva volantini per le feste di Ricorso Mime Troupe montate dal promotore di concerti e impresario Bill Graham; presto Wilson – che aveva già completato una manciata di poster ben accolti per Chet Helms e Family Dog – stava anche progettando per gli spettacoli rock di Grahamal Fillmore Auditorium.
Il leggendario Trips Festival allestito alla fine di gennaio del 1966 fu tra gli eventi pubblicizzati da un volantino Wilson; ha anche partecipato all’evento, e la combinazione di musica, droghe e amore lo ha colpito profondamente. A metà anno Wilson smise di produrre materiali per Helms del tutto, preferendo invece la libertà creativa offerta dal lavoro per Graham; i suoi poster divennero selvaggiamente sperimentali, ispirati in gran parte dalla sua scoperta dello stile di scritta secessionista viennese sviluppato da Alfred Roller. Wilson modificò lo stile per adattarsi alle sue ambizioni, rendendo i personaggi con singolarità quasi indistinguibile espandendo i loro contorni e forme inneste; allo stesso tempo, ha giocato con i primi piani e gli sfondi, i suoi modelli di design diventando sempre più esagerati con ogni nuova creazione.
L’altra grande scoperta di Wilson fu il suo uso del colore – ispirato agli spettacoli di luci dei concerti stessi, mescolava i colori con l’abbandono selvaggio, dando luogo a immagini scosse che catturavano perfettamente l’essenza rivoluzionaria della musica che la sua arte promuoveva. Il lavoro di Wilson si spostò rapidamente oltre i confini della sottocultura psichedelica nel mainstream, dando luogo a profili in riviste come Time, Life e Variety; tuttavia, nel maggio 1967 smise di produrre manifesti per Graham, sostenendo che il promotore non aveva rispettato il loro attuale accordo di royalty. Due ultimi manifesti di Fillmore – uno dei quali raffigurava Graham come “ricco e compiaciuto come un antico mercante romano” – costituivano il suo ultimo lavoro per il famoso auditorium.
Nel 1990, lo Springfield Art Museum lo invitò ad esporre il suo classico lavoro di Fillmore, dando vita alla mostra Looking Back: Rock Posters of the 1960 di Wes Wilson. Il successo della mostra sembrava riaccendere il suo interesse per il design grafico, e dal 1991 al 1995 ha pubblicato Off the Wall, una delle principali riviste di notizie dedicata al mondo della poster art e degli happening. Con la rinascita dell’interesse del pubblico per la forma, Wilson ha anche prodotto tre manifesti di eventi all’esposizione di successo a San Francisco durante i primi anni ’90, e ha contribuito a una serie di mostre di gallerie che celebrano sia opere classiche che contemporanee. (Fonte Biografia di Jason Ankeny)
Wilson è morto il 24 gennaio 2020

Wes Wilson

Wes Wilson

settembre 29, 2019

Le interviste a Gloria Berloso di Radio Veronica One a Torino – Musica e libri

Cari lettori, potete ascoltare la  lunga intervista registrata da Radio Veronica One, storica emittente di Torino.
In questa parte parlo soprattutto del lavoro costruito insieme a Ricky Mantoan e la nostra nascita artistica come Gloria & Ricky. Ringrazio Sergio, conduttore per la trasmissione radiofonica, bravissimo e competente per la materia trattata.
Ringrazio di cuore tutte le persone che operano a Radio Veronica One per avermi invitato per parlare di musica e raccontare alcune storie forse ancora sconosciute.

La seconda parte della mia lunga intervista di Radio Veronica One, storica emittente di Torino è dedicata alla musica Country Rock ed ai principali suoi attori.
In questa intervista parlo soprattutto del lavoro costruito da Ricky Mantoan e il Branco Servaggio. Ringrazio Sergio, conduttore per la trasmissione radiofonica, bravissimo e competente per la materia trattata.
Ringrazio di cuore tutte le persone che operano a Radio Veronica One per avermi invitato per parlare di musica country rock raramente trattata in trasmissioni radiofoniche e televisive.

La terza intervista per Radio Veronica One è incentrata sulla storia della musica ed in particolare sull’aspetto conoscitivo e la mia cultura musicale nata e vissuta attraverso i dischi, i concerti e l’incontro fondamentale con uno dei più importanti musicisti della storia musicale.
Ricky Mantoan naturalmente è la sorgente ed io sono il fiume.
Grazie a Radio Veronica One di avermi dato l’opportunità di rispondere a Sergio, bravo e competente conduttore per la materia trattata.
Un altro dei numerosi contributi che da 35 anni ho dedicato a questa arte meravigliosa, per chi vuole sapere e sa ascoltare.

settembre 27, 2019

“My Dear” ASA – LUCID

Continua la storia mozzafiato di una rivelazione lontana da etichette e che mischia confini di generi, tra Europa, Africa e America

ASA

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Le canzoni di ASA sono sempre ispirate alla vita. La sua, quella dei suoi amici e le storie che ha letto sul giornale: “I take a few notes, I keep the information in me and the music eventually starts flowing…”. Alcune volte l’ispirazione arriva improvvisamente, come in Torn: “A dear friend had posted a photo on Instagram in which she looked sad. I called her and found out she was heartbroken and at the end of our conversation, she said: ” Asa, next time I will choose better who I open my heart to”. These words touched me. I was in Paris, in the midst of a heat wave, with a broken toilet, waiting for the plumber. I wrote the song and recorded the demo, belting out of the attic window. During the recording of the album, I never found the same emotion when recording in the studio with great microphones. So we kept the voice recorded in my attic of Paris.”

Abbiamo sempre immaginato che ASA fosse guidata più dall’istinto che dalla fredda purezza. Nel 2007, quando uscì il suo primo album, fu un plebiscito: un disco di platino, il Prix Constantin, centinaia di concerti in giro per il mondo e l’album Live In Paris.
La storia mozzafiato di una rivelazione lontana da etichette e che mischia confini di generi, tra Europa, Africa e America, tra soul elegante e folk intuitivo, pop e dolce reggae, e canzoni ai limiti di tutto ciò.
Beautiful Imperfection fu pubblicato nel 2010, Bed of Stone nel 2014. Lei aveva bisogno di vivere la vita, riempire il suo animo e il suo cuore, così che ancora una volta, in un giorno d’estate, una canzone potesse abbattersi e raggiungere il cielo.

Questa spontaneità nasce da Marlon B, produttore del disco: “I call him “Mr Analogic”, wanted to preserve”, spiega Asa. “His studio is absolute perfection. He works in a very relaxed, natural atmosphere.”

Attorno a Marlon B, che ha suonato e programmato la batteria e le percussioni – “he is a drummer but knows all there is to know about a melody and arrangements” – la cremè dei musicisti parigini, virtuosi e precisi ascoltatori. E per la canzone “The Beginning”, che era nelle sue note vocali da cinque anni, un appuntamento con Patrice in Colonia ha sbloccato la situazione: “He added a beat that took the song to another level.”

L’intero album parla dell’amore in tutte le sue forme – dolore, gioia, piacere, chiusura. L’amore malizioso in Until We Try, una chiamata alla fiducia in You and Me e Stay Tonight, My Dear (Where Are You) – “It is a story that happened in India, I transposed it to Lagos.”

La città natale di ASA è anche una presenza in Happy People: “I wrote it with the people of Lagos Island in mind, like my uncle, who could not imagine living elsewhere…”.

ASA, in giro tra la sua casa in Lagos, il suo appartamento a Parigi e quello a Los Angeles, dice: ”My heart is in Lagos. But what I write is global. Lagos shaped my life, nothing is perfect there but it is so full of life”.

“I do not want to write and sing to go on stage and be under the spotlight. When I was little, all the people who were important to me quoted and repeated the words of artists that appealed to their emotions and situations. They aren’t only entertainers, their words had power. I always wanted my words to serve a purpose.”

E questo è il motivo per cui esplora quei sentimenti che tutti abbiamo provato nelle nostre vite – follemente, da ubriachi o schiantati dall’amore. Come sempre, da quando è entrata nella scena, come qualcosa tra una sorella rassicurante e una BFF comprensiva, cantando più delle nostre vite che della sua.

La cantautrice nigeriana condivide oggi
il video della live session di “My Dear”
nuovo estratto dall’album LUCID
in uscita l’11 ottobre via Wagram

 

aprile 12, 2019

PISTOIA BLUES FESTIVAL 40esima edizione: 5-10 Luglio 2019 Presentata a Roma una proposta di legge a favore della manifestazione.

Serata inaugurale ad ingresso libero con BLACK STONE CHERRY.

Nei giorni seguenti: THIRTY SECONDS TO MARS, ROBBEN FORD, ERIC GALES, NOEL GALLAGHER, BEN HARPER e molti altri.

Tutte le attività collaterali.

Quarant’anni anni di Pistoia Blues: è questo il prestigioso traguardo tagliato da uno dei festival italiani più rilevanti e longevi d’Italia. Quarant’anni di grandi artisti internazionali blues/rock/soul su un palcoscenico incastonato tra le mura medioevali della splendida Piazza Duomo, location ambita e richiesta dai grandi artisti del panorama mondiale. Racchiusi tra ideali punti cardinali compresi tra B.B. King e David Bowie oltre 400 artisti che vanno da Bob Dylan ai Pearl Jam, da Van Morrison aFrank Zappa, da Stevie Ray Vaughan a Santana hanno popolato un immaginario collettivo con un pubblico proveniente da tutto lo stivale e da vari paesi europei. 

D’altronde già fin dai primi anni sessanta la musica americana fece capolino a Pistoia preparando il terreno per la prima edizione del 1980 che vede la nascita del Pistoia Blues. In Piazza del Duomo arrivano i nomi più importanti della musica afroamericana con un cast ricchissimo con artisti del livello di Muddy Waters e B.B. King. E’ un successo che innescherà la miccia di una  realtà che negli anni farà di Pistoia una delle capitali europee della musica internazionale. Un legame che ancora oggi, a distanza di quarant’anni, salda in maniera indissolubile la città al mondo delle dodici battute. 

La nuova vocazione turistica della città ha reso la partecipazione al festival un’esperienza a 360 gradi nell’arte e nella tradizione toscana rendendo il festival testimonial di un’intero comparto turistico che genera indotto economico, riconoscibilità ed identità.

Oltre un milione e duecentomila spettatori hanno partecipato alle varie edizioni di Pistoia Blues generando una memoria collettiva che è compito degli amministratori e degli organizzatori consolidare come un bene condiviso che va trasmesso alle future generazioni come un fortissimo patrimonio identitario da conservare gelosamente.

Per l’edizione numero 40 il Comune di Pistoia, l’Associazione Blues In e Live Nation, organizzatori del Festival, proporranno 5 serate esclusive tra il 5 ed il 10 luglio 2019: soprattutto il 5 luglio sarà una grande festa in tutta la città con numerosi eventi gratuiti e sul main stage il blues di Black StoneCherry, Ana Popovic, Eric Bibb, Lambstone, Angelo Leadbelly Rossi, Filippo Margheri con special guest Ghigo Renzulli e Fabrizio Simoncioni. ll 6 luglio arriveranno i Thirty Seconds To Mars guidati dalla superstar Jared Leto, Il 7 luglio la leggenda di Robben Ford insieme al nuovo Jimi Hendrix americano: Eric Gales. Noel Gallagher & The High Flying Birds l’8 luglio e Ben Harper con gli Innocent Criminals il 10 luglio completano un cartellone di rilievo. 

Pistoia Blues è da sempre non solo musica ma anche una “festival experience” per un vasto pubblico che invade pacificamente Pistoia donando linfa vitale al tessuto culturale e commerciale della città. 

Saranno numerosi anche gli eventi collaterali e le iniziative già iniziate durante l’anno solare: una splendida mostra fotografica “40 anni di Pistoia Blues”, il tradizionale contest “Obiettivo Blues In” dedicato alle nuove proposte, le ormai irrinunciabili Clinics per insegnare il blues alle nuove generazioni ed un vinile commemorativo in edizione limitata. Tutto questo e molto altro nella quarantesima edizione del Pistoia Blues Festival.

LA PROPOSTA DI LEGGE – È stato presentato il disegno di legge d’iniziativa del senatore Patrizio La Pietra per proporre l’inclusione del Pistoia Blues Festival tra le manifestazioni musicali e operistiche di assoluto rilievo internazionale riconosciute dalla legge 238 del 20 dicembre 2012. Il ddl, che rappresenta il giusto riconoscimento per il festival blues più importante d’Europa, nonché uno dei primi a livello mondiale, è stato fortemente sostenuto dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e dai senatori pistoiesi.  Oltre all’onorevole Patrizio La Pietra (FdI), primo firmatario della proposta, hanno sottoscritto il disegno di legge anche il senatore Manuel Vescovi (Lega), la senatrice Barbara Masini (FI), la senatrice Caterina Bini (Pd) e il senatore Antonio Iannone (FdI) membro della Commissione istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport. Con il disegno di legge viene chiesta la modifica dell’articolo 2, comma 1, della legge 238 del 20 dicembre 2012 attraverso l’inserimento di un apposito contributo destinato alla realizzazione del Pistoia Blues Festival affinché la manifestazione, che quest’anno giunge alla sua 40esima edizione, possa essere valorizzata e sostenuta come avviene per altri festival di rilievo nazionale e internazionale.  Il Pistoia Blues, nato nel 1980, ha rappresentato un punto di riferimento per i grandi artisti di livello mondiale fin dagli esordi coniugando la qualità e la ricerca musicale alle caratteristiche del territorio e, in particolare, al paesaggio e all’accoglienza tipica della Toscana, dove il Festival detiene la storia più lunga e significativa tra le manifestazioni musicali presenti promuovendo per quarant’anni, senza interruzioni, il territorio attraverso la musica. Sul palco del Pistoia Blues si sono esibiti i più grandi interpreti del genere lambendo anche il rock, il jazz, il soul e il pop. Nel contempo il Festival ha sviluppato un complesso sistema di promozione della musica emergente che tutt’ora resta uno degli elementi caratteristici della manifestazione. Il riconoscimento simbolico ed economico proposto con il disegno di legge proprio nell’anno della 40esima edizione, permetterebbe di valorizzare il Festival consolidandolo in una prospettiva futura da sviluppare e consolidare.

«La presentazione del disegno di legge è il giusto riconoscimento alla città di Pistoia che da quarant’anni sostiene questa straordinaria manifestazione. Il Festival ha conquistato una meritata risonanza internazionale con la sua storia improntata sulla qualità e sulla continuità. Dopo questa lunga e consolidata storia, adesso occorre che vi sia un riconoscimento in termini di risorse per incrementare e sviluppare gli eventi del Pistoia Blues. Proprio per questo ho presentato come primo firmatario il disegno di legge firmato e sostenuto anche dagli altri senatori di Pistoia. Voglio quindi ringraziare Manuel Vescovi, Barbara Masini e Caterina Bini che hanno convintamente sottoscritto la proposta dimostrando che quando si tratta di rilanciare la nostra città vi è una piena condivisione ed unità». Il senatore Patrizio La Pietra (FdI)

«La possibilità di ottenere un riconoscimento, anche in termini economici, per il Pistoia Blues rappresenta un’occasione importante di sostegno e valorizzazione di un Festival che è riuscito, anno dopo anno, a rafforzare la propria proposta musicale e culturale, che è indissolubilmente legata alla città di Pistoia. La manifestazione non si esaurisce, infatti, nei grandi concerti proposti, ma si sviluppa e si completa grazie al contesto in cui è inserita da quarant’anni senza interruzioni. Pensando alle prospettive future e alle tante potenzialità del nostro Festival ancora da sviluppare, il riconoscimento richiesto appare ancor più importante e, alla luce dei risultati raggiunti, sarebbe senza dubbio meritato. Per questo abbiamo fortemente voluto e sostenuto la presentazione della proposta a firma del senatore La Pietra, che arriva nell’anno speciale della quarantesima edizione di Festival». Il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi

«Raggiungere 40 edizioni è un traguardo importante che racconta una lunga storia che ha visto il Pistoia Blues protagonista dei festival estivi italiani attraverso gli ultimi 4 decenni. Restano particolarmente significativi i ricordi di tanti artisti e di tante performance indimenticabili e spesso uniche. Sono cambiate molte cose nella musica dal vivo dal 1980 ad oggi: il pubblico, gli artisti, le tendenze, il modo di vivere gli eventi. Partecipare al Pistoia Blues però rimane tuttora un’esperienza a sé, un’esperienza che, anno dopo anno, il nostro pubblico ci conferma come imperdibile». Giovanni Tafuro direttore artistico Pistoia Blues Festival

ATTIVITÁ COLLATERALI – Pistoia Blues è da sempre non solo musica ma anche una “festival experience” donando linfa vitale al tessuto culturale e commerciale della città.  Sono numerosi gli eventi collaterali e le iniziative già iniziate durante l’anno solare per far vivere la città di blues 365 giorni l’anno.

BLUES CITY SPRING – Blues City Spring intende essere una piccola anticipazione delle atmosfere che si respireranno in città nel periodo estivo. Dal 20 al 22 Aprile, in occasione del periodo pasquale dove è maggiore anche la presenza turistica, il centro storico cittadino si animerà con live set acustici dedicati al blues.

MOSTRA FOTOGRAFICA – Dopo l’edizione primaverile la mostra fotografica dedicata agli artisti che hanno partecipato alle scorse edizioni verrà presentata nuovamente nel periodo del festival estivo. Dal 5 al 10 luglio infatti vari spazi cittadini ospiteranno quello che vuole essere un tributo ed al tempo stesso un viaggio nella memoria della manifestazione. Le istantanee, i ricordi degli artisti che hanno calcato il palco del Pistoia Blues.

OBIETTIVO BLUESIN / Obiettivo Bluesin, nato nel 1993 a fianco della manifestazione per valorizzare i nuovi talenti italiani in ambito musicale, costituisce una delle attività stabili e prioritarie del Pistoia Blues. L’iscrizione al concorso è gratuita. Il Pistoia Blues svolge fino da inizio anni ’90 attività formative e di scouting rivolte alle giovani generazioni di artisti. Obiettivo Bluesin è il contest nazionale con il quale il Festival seleziona ogni anno i musicisti emergenti che andranno a partecipare all’edizione seguente. Il Contest, che nel 2018 ha raccolto oltre 500 adesioni, sceglie i vincitori che suoneranno sul palco principale del Festival, uno per ciascuna area geografica italiana: centro, sud e nord, attraverso selezioni dal vivo. La 27° edizione del contest porterà tutti i gruppi vincitori delle selezioni regionali a Pistoia, una settimana prima dell’inizio del Festival. I partecipanti si esibiranno di fronte ad una giuria di musicisti ed esperti musicali. La novità di quest’anno è la terza fase del contest che si svolgerà proprio all’interno del palinsesto del Festival: il 28, 29 e 30 giugno Il centro storico della città viene invaso dalla musica, con le semifinali, jam session e laboratori, una full immersion sonora all’insegna della musica emergente. Il giorno 5 luglio, data d’inizio della 40a edizione del Pistoia Blues, si disputerà la finale che decreterà i 3 vincitori che saliranno sul palco principale del Festival il giorno 7 luglio e suoneranno nelle location collaterali durante i giorni della manifestazione.  E’ possibile iscriversi per l’edizione 2019: regolamento su www.pistoiablues.com

PISTOIA BLUES NEXT GENERATION / Legato al contest per i vincitori c’è anche l’inserimento nella compilation “Pistoia Blues Next Generation”, realizzata dall’etichetta Vrec Music Label cha accoglie anche brani di artisti in cartellone al festival che aderiscono all’iniziativa. Una vera istantanea dei nuovi talenti rock e blues del panorama italiano. Il progetto, nato nel 2015 come pubblicazione esclusivamente digitale, nel 2017 e 2018 i vol. 3 e 4 sono stati pubblicati su cd e distribuiti da Audioglobe a livello nazionale. Alla pubblicazione seguono alcuni concerti di presentazione al Festival stesso ed in diversi locali italiani. In fase di studio anche un vinile commemorativo del festival.

PISTOIA BLUES CLINICS / Partendo dalla peculiarità musicale legata al festival pistoiese, è nata negli ultimi anni un’attività didattica specifica finalizzata a trasmettere ai giovani e a tutti gli appassionati la cultura musicale legata al genere blues. Ogni edizione dei corsi è strutturata intorno ad un tema principale, ovvero un artista o genere di riferimento su cui vengono sviluppate lezioni strumentali, canto e lezioni di musica d’insieme. Il seminario didattico dedicato alla musica blues si svolgerà a Pistoia il weekend che precede l’inizio del Festival, il 28.29.30 giugno; una tre giorni full immersion dedicata a Chess Records e Alligator Records. Al termine delle Clinics sarà costituita una band composta dai migliori allievi selezionati che si esibirà sul palco del Pistoia Blues in apertura ad una serata del festival.

RADIO CAPITAL è la radio ufficiale della 40esima edizione del Pistoia Blues Festival per il secondo anno consecutivo.

Il Gruppo Sprea con le riviste CLASSIC ROCK, VINILE e PROG è partner del Festival anche quest’anno. Tra i magazine in edicola anche RAROPIU rinnova la collaborazione da diversi anni.

Tra le webzine musicali di riferimento partner del Festival si confermano ONDAROCK, ONSTAGE, ROCKON, MUSIC ATTITUDE, SENTIREASCOLTARE, MUSIC CLUB, TUTTOROCK, 100DECIBEL, NIGHTGUIDE ed altri in via di definizione. 

Tutte le informazioni sul sito del Festival e relativi canali social ufficiali. Biglietti in prevendita sui circuiti tradizionali. www.pistoiablues.com | www.facebook.com/pistoiablues | www.instagram.com/pistoia_blues_festival  

http://www.davverocomunicazione.com/

Pubblicato da Gloria Berloso

 

marzo 22, 2019

BISERTA E ALTRE STORIE – DUO BOTTASSO & SIMONE SIMS LONGO

L’opera Biserta e Altre Storie è essenziale per conoscere l’esperienza musicale dei fratelli Bottasso che in questo bellissimo Album, incontrano Simone Sims Longo

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Che cos’è innanzi tutto Biserta? È un documentario, una storia a spirale. L’origine documentaristica della maggior parte del lavoro dona all’Album un carattere fortemente narrativo, nel quale le storie vengono raccontate contemporaneamente da voci, strumenti acustici o elettronici, e registrazioni ambientali. Chi ascolta il disco può immaginarsi di viaggiare in ogni direzione.

Alle domande sollevate dal coro di voci bianche … io chiedo, tu chiedi, ti chiedo, ti chiedi … rispondono le voci dei protagonisti del documentario.
Samara sogna di scappare dalla Tunisia per diventare una boxeur; i Salafiti urlano incitando all’odio e alla violenza contro i propri simili; Mohamed, accorato, ricorda la conseguenza dello scoppio della guerra di Biserta sulla sua famiglia.
Le storie di Samara, Mohamed, Dhia e Khaled vengono rappresentate dall’organetto, dal violino, dalla tromba suonate dal Duo Bottasso e dal tar di Reza Mirjalall che è l’autore del brano Autumn. Il Mediterraneo, le notti e le furie delle rivoluzioni arabe sono dipinte dal sound design e dal live elettronico di Simone Sims Longo.

L’opera che costituisce quasi tutta la colonna sonora del documentario, ti avvolge fin dalle prime note ed è una forte e significativa testimonianza storica nonché l’anima di questi straordinari musicisti che escono dalle loro confortevoli conoscenze musicali e condividono le tecniche maturate nei precedenti lavori per abbracciare vocal samples, improvvisazione, ricerca timbrica sugli strumenti acustici, textures sonore, tecniche estese e field recordings, raggiungendo il suo culmine nel brano “Spirali”.
Questo album apre ad una riflessione sulla fratellanza e allontana il Duo Bottasso da quella personale che ha caratterizzato il precedente lavoro”Crescendo”, da me recensito sulla rivista In Ogni Dove (Piemonte) e che potete trovare e rileggere sul sito del Duo Bottasso.

Tutte le parti del disco trasmettono non poche emozioni.

Le voci dei ragazzi del coro sono travolgenti. Messe in risalto e lumeggiate dal suono degli strumenti, rimarginano le ferite e risvegliano la libertà ed i sogni di giovani e bambini divisi dalla politica e lacerati dalla fede..

Una poesia in musica che produce un grande effetto perché attraverso l’ascolto puoi immaginare quello che potresti vedere. Il contatto, le parole e la musica sono le manifestazioni dei sentimenti, dei segreti del pensiero, del volere di chi parla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore dell’articolo: Gloria Berloso

Gloria Berloso nasce a Gorizia, Friuli Venezia Giulia. La musica è la sua seconda lingua sia che l’ascolti sia che la interpreti. Dal 1984 promuove la cultura e l’insegnamento della storia della musica con concerti, libri, seminari, dibattiti, dischi e video. Scrive poesie da sempre: alcune sono state pubblicate in una raccolta dedicata ai poeti contemporanei. Tutte le persone coinvolte in un progetto di diffusione artistica e culturale portano un messaggio di “crescita culturale”.
Ha scritto numerosi articoli e recensioni per artisti italiani ma anche internazionali su riviste online e bimestrali su carta. Ha un blog personale che cura da anni e che si occupa di musica folk in particolare. L’attività prevalente per passione e amore, è la musica. Come Gloria and Ricky ho avviato un importante progetto artistico che comprende canzoni di Ricky Mantoan, Sandy Denny, Leonard Cohen, Richard Thompson, Byrds, John Prine, Pete Seeger, Bob Dylan ed altri. Nel 2017 ha scritto il libro “Ricky” e prodotto l’album “Because We Are” dedicati a Ricky Mantoan, scomparso il 14 dicembre 2016. Nel 2018 ha scritto il libro La cultura musicale (cento anni di storia, lo stile e le sue espressioni).
Eventi principali
Far-Rock (1990-1991-1992), festival rock per gruppi emergenti
Live Music for Africa (2001) – 4 giorni di folk music in qualità di organizzatore
Musicoo 2002 (teatro) – Rassegna musiche d’Europa in qualità di organizzatore e direttore artistico
Bravo! Web magazine canzone d’autore e musica di qualità (dal 2009 ad oggi), critico musicale, articolista, promotore artistico.
Premio Sergio Endrigo (2011) – giuria
Lineatrad (da gennaio 2012 ad oggi), giornalista musicale
Manifestazione Bimbo Festival (2012) – giuria
InOgniDove Piemonte- rivista bimestrale
Silenzio, parla il parco – Concerto con Ricky e Gloria (Novara 2015)
Selezione Premio Alberto Cesa Folkest Festival (2015) – giuria
Discografia
Ridin’ Again – Branco Selvaggio 2013 CD
Because We Are – Gloria and Ricky 2017 CD
Libri
Sentire – Poesie 2014 Pagine srl – Roma
Ricky – Biografia, storia e canzoni 2017-2018 (Studio Stemma – Ge) – ED. Youcanprint
La cultura musicale 2018 – ED. Youcanprint
dicembre 9, 2018

Daimon 27 – “La luna e la città” – Recensione di Gloria Berloso

 Non sarebbe così difficile apprezzare la buona musica. Prepararsi uno stato mentale, cercare di dimenticare le proprie sofferenze, adagiarsi lentamente tra i meandri più o meno oscuri o conosciuti della musicalità interiore. In questo caso basterebbe una chitarra, aiutata a volte da una architettura armonica sempre pura ed intimistica, ed una voce ben impostata che sappia raggiungere toni alti e vibranti così come quelli rochi e profondi. Luca Dai, potrebbe riassumere il mio pensiero e le carte in regola ce le ha.
 Non conosco l’ambiente dove è cresciuto ma capisco attraverso le sue canzoni che ha maturato la sua interiorità con la musica nella mente, nel cuore e nel cervello.

 

 La grafica della copertina molto delicata è nata dalle mani di Floriano “Canotta” Bitturini!

 

 

La luna e la città

 Cielo, luna e la città sono i grandi protagonisti di questa copertina, in una immagine suggestiva. Il significato va oltre i confini culturali e sembra voglia portare il nucleo del problema sul rapporto che esiste tra l’uomo e l’universo nel quale vive, ama e lavora.

 Raramente arriviamo a cogliere sensazioni ed ammirare una dimensione ambientale vasta, dato che tutti noi scegliamo come modulo di vita lo spazio limitato e ristretto della città.

 La Luna e la Città è stato registrato, mixato e masterizzato da Davide Lasala e Andrea Fognini presso EDAC studio dal 16 al 20 marzo 2018.

Produzione artistica: Davide Lasala

Arrangiato da: Luca Dai, Luca Bossi, Luca Stignani e Davide Lasala

Luca Dai: voce e chitarra acustica

Luca Bossi: pianoforte, rhodes, hammond e synth

Luca Stignani: batteria

Davide Lasala: chitarra elettrica e basso

Track list:

1 NEVE (LUCA DAI) 2:23

2 BENVENUTO INVERNO (LUCA DAI) 2:51

3 LA LUNA E LA CITTA’ (LUCA DAI) 2:34

4 LE NOSTRE ALI ( LUCA DAI) 3:20

5 COMO E’ DISTRUTTA (LUCA DAI) 3:27

6 SMOG (LUCA DAI) 3:17

Luca Dai

 Luca Dai ha all’attivo una corposa attività live nel circuito roots-folk e alcune collaborazioni di rilievo, come quelle con Rex Foster, Eric Taylor e The Tarantula Waltz. Il suo maestro e amico Claudio Rocchi, in una intervista nel 2011 lo ha definito “songwriter strasolato con la luna alta nel cielo. Nel 2013 sotto il nome Lupaz ha stampato il cd “Viaggio spaziale”. Nel 2015 è uscito un Ep di 4 canzoni registrato all’EDAC studio di Fino Mornasco (CO) con la produzione artistica di Davide Lasala (Vanillina) e accompagnato da Alberto Motta, Luca Bossi (Edda, Dilaila), Lou Capozzi (Vanillina) e Alessia Pasini (Inis Fail). Nel 2016 ha suonato l’armonica in una canzone di Massi Lanciasassi (The Leeches), inserita nel doppio disco tributo a Speedy Angel dei Potage “Una Hofner rosso mefitico”. La sua canzone, Mr Mistero è presente nel disco tributo a Claudio Rocchi “Una fotografia”, registrato dal vivo a Milano il 18 giugno 2016 . Nell’ottobre 2016 ha scritto assieme a Rex Foster la canzone: “Lover, I’m coming for you” inserita nel disco dell’artista texano che uscirà a febbraio 2019. In questa canzone ha suonato il dobro Cindy Cashdollar che troviamo nei dischi di Bob Dylan, Van Morrison e altri grandi artisti. Nel Natale 2016 è uscita la canzone “Santa is surfin’ (again)” dei The Wavers, dove Luca suona l’armonica e canta. A febbraio 2018 è uscito su Bandcamp l’album: “ROMA CAPOVOLTA”, con la partecipazione di Rex Foster e Edda Terra DiBenedetto ed altri amici.

 Il 21 dicembre uscirà il suo nuovo EP registrato e prodotto all’EDAC studio di Fino Fornasco con Davide Lasala (Giorgieness), Luca Bossi (Edda) e Luca Stignani alla batteria.

L’etichetta sarà la You Can’t Records.