Archive for ‘Le Folk Notizie’

novembre 24, 2022

Ricky Mantoan – “LEGEND” –

LEGEND è il titolo dell’album che uscirà il 25 novembre 2022 su tutte le piattaforme musicali.

Prodotto da Gloria Berloso; distribuito da TuneCore a 100 negozi principali.

Copertina “LEGEND”

RICKY MANTOAN

Riccardo Mantoan, conosciuto più semplicemente come Ricky, francese di nascita perché nato nel dopoguerra in una piccola cittadina dell’Isère. La famiglia si trasferì in Italia in un paese del Canavese, quando Ricky compì l’età scolare e già a quella età, circa a 5 anni, iniziò a pizzicare la chitarra di papà rovesciandola perché la suonava con la mano sinistra con maggior naturalezza nonostante le ripetute sgridate da parte dei familiari e dei maestri d’allora. Il suo talento e la genialità creativa gli aprì una strada anche nell’uso di tutti gli strumenti a corde, spesso destrorsi perché all’epoca per mancini non si trovavano. Per tutto il percorso di vita nella musica ha sempre suonato le sue chitarre con le corde capovolte tranne qualche rara eccezione. La prima chitarra elettrica mancina la potè acquistare nel 1968 con l’aiuto della madre. Nel 1974 riuscì a ordinare in America una rara pedal steel guitar mancina, la ZB DM10 che arrivò a Milano dopo un anno in una cassa, smontata e senza istruzioni. Ricky imparò a suonare tutti gli strumenti da solo. La sua creatività lo portò a comporre musica fin dagli anni settanta e a scrivere testi in inglese per la sua country rock band dal 1978 al 2016. Negli anni novanta Ricky s’innamorò di uno degli strumenti più antichi della storia della musica, l’arpa celtica. Dalla seconda metà degli anni novanta iniziò a creare delle melodie dal sapore rinascimentale con l’arpa, la pedal steel guitar e la chitarra acustica. Negli ultimi anni antecedenti la sua prematura scomparsa diventarono gli strumenti preferiti nel comporre musica per la sua compagna Gloria, con la quale registrò un’ampia produzione di canzoni scritte da entrambi o di musicisti a loro molto cari.

Gli arrangiamenti di Ricky sono un vero gioiello quindi anche in “Legend”, album con un percorso articolato e scelto da Gloria Berloso per far comprendere meglio all’ascoltatore, la bellezza artistica dell’artista che spazia dal folk al classico, dal country al blues.

Il suono apparirà fin da subito puro.

Skip Battin e Ricky Mantoan nel 1983 a Burolo







Ricky Mantoan aveva un aspetto sofferto quando prendeva possesso del palcoscenico, il suo passo era lento, un po’ incerto, sedeva sullo sgabello davanti la sua Pedal Steel e iniziava a suonare una musica dolce, melanconica, liquida quasi al rallentatore. Poi imbracciava la sua Guild Starfire rossa del 1968 e portava il pubblico in visibilio. Ricky non ha mai voluto sbalordire ma la sua ecletticità e la sua sensibilità hanno fatto lui intuire molte più cose di quelle che il suo intelletto fosse in grado di assorbire e di spiegare a sé stesso, e gli ha ispirato un desiderio di esprimere queste cose attraverso ciò che ha sostituito la sua intelligenza: le sue chitarre e la sua arpa”.




Track listing songs – (composer and lyricist)
Codice d’identificazione


01 Traccia 1 Speed of the Sound of Loneliness (Prine)
ISRC: TCAGP2262240

02 Traccia 2 Legend (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262268

03 Traccia 3 Tecumseh Valley (Van Zandt)
ISRC: TCAGP2262328

04 Traccia 4 Gloria (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262398

05 Traccia 5 Solitude (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262444

06 Traccia 6 Land in the Blues (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262491

07 Traccia 7 Sad Country Lady (Mantoan)
I
SRC: TCAGP2262526

08 Traccia 8 The Promised Land (Mantoan)
ISRC: TCAGP2262576



“Speed of the Sound of Loneliness” è una canzone scritta da John Prine. È stata pubblicata come brano nell’album German Afternoons di Prine del 1986. La canzone ha guadagnato ulteriore fama con un duetto registrato da Prine e dalla cantante americana Nanci Griffith nell’album Other Voices. La canzone è stata interpretata da molti ed appare anche nell’album Silhouetted In Light di Gene Clark e Carla Olson. Ricky e Gloria l’hanno registrata il 10 dicembre 2016.


Legend“ è un brano composto da Ricky Mantoan nel maggio del 1998. Decisamente una nuova dimensione più intima e profonda con l’arpa celtica e la pedal steel guitar. Un vero e proprio percorso di vita nel quale infondere la propria umana esperienza. “Legend” dà il titolo all’Album.


Tecumseh Valley” è una canzone scritta da Townes Van Zandt nell’aprile del 1969. La canzone tra le altre è considerata un capolavoro della canzone d’autore americana. Il testo molto triste ed impregnato di malinconia ha attirato l’attenzione di Ricky e Gloria ed hanno elaborato una serie di arrangiamenti con la Rickenbacker. Registrata il 10 dicembre 2016 ma rimasta incompiuta per l’improvvisa scomparsa di Ricky,
Gloria è riuscita a rielaborarla lasciando gli spazi dove si può ascoltare la voce di Ricky.


Gloria” è una canzone di Ricky Mantoan registrata nello studio di Borgomasino tra il 17 e il 18 maggio del 2013. Brano autobiografico dedicato alla sua compagna, composto con basso Fender Precision, chitarra acustica Ibanez Concord, mandolino Ibanez, pedal steel guitar ZB D10 del 1975 e chimes. La canzone ha raggiunto numerosi ascolti in tutto il mondo.


Solitude” e un brano scritto da Ricky e registrato il 4 maggio 1998 con arpa celtica, chitarra acustica e pedal steel guitar da brividi. La sua voce straziante a tratti, ricorda che i tempi felici sono andati e che il mondo va avanti e non ferma la sua corsa.


Land in the Blues” è stata composta nell’inverno del 2013. In questa straordinaria performance ha usato la chitarra acustica. La sua voce calda imprime la malinconia che si esprime in un blues senza tempo. Le armonie vocali sono impreziosite da Dario Zara, bassista del Branco Selvaggio e compagno di avventure in molte performances.


Sad Country Lady” è una delle canzoni più significative di Ricky, composta prima del 1980 in onore di Emmylou Harris e Gram Parsons. In questa unica e stupenda performance dal vivo a San Daniele del Friuli il 14 aprile 1983 è accompagnato da Skip Battin, celebre componente dei Byrds e Flying Burrito Brothers.


The Promised Land” è una delle canzoni più importanti di Ricky Mantoan che dedica a quei compagni di viaggio prima sognati poi condivisi. Un percorso di vita interrotto dalla semplicità della vita quotidiana ma sempre in mezzo alla Musica scritta e rielaborata da Ricky.




LEGEND”


Track 1,3,4
Ricky Mantoan
Gloria Berloso


Track 2,5
Ricky Mantoan


Track 6
Ricky Mantoan
Dario Zara


Track 7
Ricky Mantoan
Skip Battin


Track 8
Ricky Mantoan
Gloria Berloso
Dario Zara


Ricky Mantoan: Arpa, pedal steel guitar, acoustic guitar, electric guitar, mandolino, harmonica, drums & vocal


Gloria Berloso: vocal, chimes, autoharp,
vocal harmonies


Dario Zara: vocal harmonies, bass


Skip Battin: vocal harmonies, acoustic guitar







Prodotto da Gloria Berloso

gloriaberloso@yahoo.it

www.ilblogfolk.wordpress.com

Ringraziamento a Dario Zara, Skip Battin, Heinz-Dirk Zimmermann, Thomas Aubrunner

Dedicato a Ricky Mantoan, John Prine, Townes Van Zandt

Family Tree e discografia di Ricky Mantoan pubblicate da Heinz-Dirk Zimmermann

settembre 18, 2022

“Madame Guitar” Festival internazionale di chitarra acustica dal 22 settembre al 25 settembre 2022

“Madame Guitar” è un festival internazionale di chitarra acustica. È stato ideato nel 2006 e sempre organizzato dall’associazione culturale senza fini di lucro Folk Club Buttrio, il cui presidente Marco Miconi ne è anche il direttore artistico. Si tiene annualmente a Tricesimo, alla periferia nord di Udine (in Friuli, Italia) nel quarto weekend di settembre. Da giovedì 22 settembre fino domenica 25 settembre si esibiranno vari chitarristi di primo piano da tutto il mondo nei vari generi, blues, jazz, canzone d’autore, flamenco, tango, rock, etnica, country, fado. Quest’anno per problemi di forza maggiore dovuti a manutenzione del teatro Garzonio, i concerti serali saranno svolti all’Auditorium “Mons. Pigani” di Remugnano (Reana del Rojale).
Madame Guitar si caratterizza per pluri-concerti (gratuiti) nella piazza Garibaldi o (con biglietto) al Teatro. Oltre ai concerti, ci sono seminari di chitarra, una mostra di liuteria con una decina dei migliori liutai italiani ed una di dischi da collezione, la presentazione di novità discografaiche o editoriali sulla chitarra, incontri in municipio o ‘a tavola’ con i musicisti partecipanti, per la gioia del pubblico, a stretto contatto con i propri beniamini.
Dal 2011 al festival stanziale settembrino si è aggiunta una fase ‘promozionale’ estiva denominata “Aspettando Madame Guitar”, con una serie di concerti di vari chitarristi in altrettante località della regione Friuli ed anche nelle vicine Austria e Slovenia.
Il Festival, unico in Regione, rappresenta un fiore all’occhiello per la cittadina di Tricesimo e dei suoi dintorni che possono così ospitare artisti famosi e far conoscere le bellezze della terra tricesimana e la bontà dei tanti e rinomati ristoranti locali.
“Madame Guitar” prende il nome dal titolo di una canzone del grande ed indimenticabile Sergio Endrigo.

Il programma:

Giovedì 22 settembre 2022 inizio h.20:45 Auditorium di Remugnano-Reana del Rojale

NAMVULA (GAMBIA-INGHILTERRA)

FRASER FIFIELD & GRAEME STEPHENS (SCOZIA)

HANNAH RARITY & HEATHER CARTWRIGHT (SCOZIA)

Venerdì 23 settembre 2022 inizio h.20:45 Auditorium di Remugnano

CHORO DE RUA (BRASILE-ITALIA)

MICHELE PIRONA TRIO (FRIULI)

BAIA TRIO (PIEMONTE)

Sabato 24 settembre 2022 inizio h. 10:00 fino h. 12:00 Tricesimo – Via San Antonio

SEMINARIO DI ‘CHORO BRASILIANO’ CON CHORO DE RUA

15:00 Tricesimo – Piazza Ellero

REDNAKS (ITALIA)

MARCO MANUSSO (ITALIA)

SOUND FROM THE GROUND (ITALIA-ZAMBIA)

Sabato 24 settembre 2022 inizio h.20:45 Auditorium di Remugnano

OSVALDO DI DIO (ITALIA)

MOONLIT STATION (FRIULI)

ABDO BUDA MARCONI TRIO (SIRIA-ITALIA)

Domenica 25 settembre 2022 inizio h.11:00 Tricesimo – Parco di Villa Ciceri

DAL TRAMONTO ALL’ALBA – OMAGGIO A NEIL YOUNG

PAOLO MALISANO E MAURIZIO FANIN (FRIULI)

Domenica 25 settembre 2022 inizio h.15:00 Tricesimo – Piazza Ellero

JIM BRUNO (USA)

PAOLA SELVA & GIOVANNI FERRO

HUSSY HICKS Q. (AUSTRALIA)

GRAN FINALE: TUTTI INSIEME PER “MADAME GUITAR”

Sabato 24 e Domenica 25 settembre
dalle 10.00 alle 18.30

MOSTRA DI LIUTERIA
Tricesimo – Via San Antonio

INFORMAZIONI UTILI

Indirizzo Auditorium Comunale Mons. Pigani

Via Jacopo Tomadini REANA DEL ROJALE località RemugnanoUD

Sito Madame Guitar www.madameguitar.com

Tel. +39 348 813 8003

In caso di pioggia

I concerti saranno spostati all’AUDITORIUM COMUNALE
agosto 11, 2022

Jerry Garcia – Credo che la musica sia molto più grande di me, e spero che sopravviva

Il chitarrista dei Grateful Dead, Jerry Garcia è nato il 1 agosto 1942 ed è morto il 9 agosto 1995 all’età di 53 anni. Ogni anno, i “Days Between” il compleanno di Garcia e l’anniversario della sua morte segnano un periodo di tempo per riflettere e celebrare la vita e la carriera dell’amato musicista. Quest’anno, JamBase onora i Days Between esaminando l’evoluzione della Jerry Garcia Band dall’inizio nel 1975 fino a una performance finale nel 1995.

Mentre c’è molto da dire e da scrivere sulle varie epoche della Jerry Garcia Band dalla sua formazione iniziale all’era Godchaux, alla deviazione dei Reconstruction alla formazione classica e alla formazione acustica, lo stesso non vale per la formazione finale del gruppo.

La formazione finale dei JGB ha una sola differenza personale rispetto alla formazione classica, poiché il batterista Donny Baldwin è stato scelto nel 1994 per sostituire David Kemper che era stato un membro dei JGB dal 1984. Il periodo di Baldwin dietro il kit per JGB iniziò in uno spettacolo il 4 febbraio 1994 e terminò con il concerto finale del gruppo il 23 aprile 1995 – entrambi gli spettacoli erano nel luogo più suonato di JGB, The Warfield a San Francisco.

6 febbraio 1994

Baldwin era dietro il kit per 39 concerti della Jerry Garcia Band. L’aggiunta di Baldwin ha visto il ritorno di “It Takes A Lot To Laugh, It Takes A Train To Cry” di Bob Dylan per la prima volta dal 1986, “I’ll Take A Melody” di Allen Toussaint per la prima volta dal 1990, “Harder They Come” di Jimmy Cliff per la prima dal 1991 e “Evangeline” dei Los Lobos per la prima volta dal 1992. L’era Baldwin includeva l’aggiunta di “Johnny Too Bad”, che fu registrata per la prima volta dal gruppo reggae The Slickers e reinterpretata da JGB alcune volte nel 1994 e nel 1995.

Secondo Jerry Base, Baldwin è stato il 25° musicista ad aderire alla Jerry Garcia Band. La formazione finale è stata completata dal resto della formazione classica: Garcia, il bassista John Kahn, il tastierista Melvin Seals e le cantanti Gloria Jones e Jacklyn LaBranch.

Kahn era l’unico bassista della Jerry Garcia Band e, oltre a Garcia, il suo unico altro membro coerente. (Il bassista dei Grateful Dead Phil Lesh sostituì Kahn per alcuni concerti nel 1983, ma non fu mai un vero membro della band).

Seals è stato il secondo membro JGB più longevo dietro Garcia e Kahn. Era uno dei sei tastieristi che facevano parte della band, insieme a Nicky Hopkins, Keith Godchaux, James Booker, Ozzie Ahlers e Jimmy Warren.

Jones e LaBranch sono stati tra i 10 coristi che hanno trascorso del tempo come membri dei JGB, insieme a Donna Jean Godchaux, Maria Muldaur, Liz Stires, Essra Mohawk, Julie Stafford, Shirley Faulkner, Elisecia Wright e DeeDee Dickerson.

Baldwin fu il nono batterista della Jerry Garcia Band, unendosi ai precedenti cronometristi Kemper, Ron Tutt, Gaylord Birch, Bill Kreutzmann, Daoud Shaw, John d’Fonseca, Buzz Buchanan e Greg Errico.

Prima di entrare a far parte di JGB, Baldwin era forse meglio conosciuto come membro di Jefferson Starship (e Starship) dal 1981 al 1989. Nativo di San Francisco, Baldwin andò in tour con la Elvin Bishop Band dal 1973 al 1978 e suonò la batteria nel singolo di successo, “Fooled Around And Fell In Love”, che comprendeva il cantante dei Jefferson Starship Mickey Thomas.

Melvin Seals era un altro dei collaboratori di Elvin Bishop, e sia Seals che Baldwin apparvero nell’album di Bishop del 1977, Rasin’ Hell. Baldwin e Seals contribuirono all’album solista di Thomas del 1977, As Long As You Love Me, entrambi apparendo nella traccia “Where Are We”.

Un famigerato alterco nel 1989 tra Baldwin e Thomas mentre Starship era in tour a Scranton, in Pennsylvania, lasciò Thomas gravemente ferito e richiese un intervento chirurgico per riparare le fratture facciali. Il tour fu successivamente cancellato e a Baldwin fu chiesto di lasciare la band.

Baldwin si è riunito ai Jefferson Starship nel 2008 e continua a fare tour con il gruppo. Secondo la sua biografia sul sito web Jefferson Starship, i tour e i crediti di registrazione di Baldwin includono la collaborazione con “Kenny Loggins, Pablo Cruise, Chuck Berry, Van Morrison, Ronnie Montrose, Greg Allman, Heart, Lydia Pense & Cold Blood, .38 Special e Eddie Money”.

23 aprile 1995

Nel 1995, una corsa di tre notti al The Warfield tenutasi il 21, 22 e 23 aprile si rivelò essere l’ultimo spettacolo JGB. La morte di Garcia, in questa data nel 1995, pose fine alla band e anche ai Grateful Dead.

I restanti membri della formazione finale della Jerry Garcia Band si riunirono nel maggio 1996 per esibirsi nell’ex locale di Santa Cruz, in California, Palookaville. Pubblicizzata come la John Kahn Band, la formazione comprendeva anche nuovi arrivati, il cantante Larry Batiste e il chitarrista Ho-Young Kim.

Secondo Seals, il primo concerto ha evitato le canzoni precedentemente suonate da Garcia e dalla band. Il tastierista ha detto all’agenzia di stampa di Santa Cruz Good Times dei concerti, affermando:

“Si sarebbe chiamata The John Kahn Band. Kahn aggiunse altri cantanti e musicisti che non facevano parte della Jerry Garcia Band, come Larry Batiste e poche altre persone. Kahn non voleva suonare canzoni JGB, ma canzoni nello stile che Jerry Garcia avrebbe sicuramente suonato. A quel tempo, le persone stavano soffrendo e Kahn voleva stare lontano dalle canzoni firmate [di Garcia]. Quindi abbiamo suonato un sacco di canzoni della Motown come ‘Beechwood 4-5789’, canzoni a cui Jerry avrebbe facilmente detto di sì”.

Il secondo concerto, che è stato aggiunto dopo che il primo è andato rapidamente esaurito, ha visto Kahn cambiare strategia, con il risultato di suonare alcuni punti fermi JGB. “La gente voleva ancora ascoltare questa musica nonostante il re non fosse alla chitarra”.

5 maggio 1996

La morte di John Kahn il 30 maggio 1996, all’età di 48 anni, costrinse alla fine della John Kahn Band dopo solo due concerti.

L’eredità della Jerry Garcia Band è stata poi ripresa da Seals che da allora è andato in tour come Melvin Seals & JGB, suonando il repertorio che Garcia ha sviluppato nel corso degli anni. Molti membri della Jerry Garcia Band si sono esibiti con Melvin Seals & JGB, tra cui Baldwin, LaBranch e Jones (morto nel 2019).

“Ho visto un’intervista in cui a Jerry è stato chiesto cosa gli sarebbe piaciuto pensare che sarebbe successo dopo la sua morte”, e Jerry ha risposto: “Credo che la musica sia molto più grande di me, e spero che sopravviva”.

Jerry Garcia

https://www.youcanprint.it/la-cultura-musicale/b/7571e112-cd37-5197-a4cf-11dd7d1f2c6d

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Maggio 9, 2022

Friends for Chile

Phil Ochs e Bob Dylan non erano i migliori amici.


Detto questo, il 9 maggio 1974, quarantotto anni fa oggi, Phil e Bob si incontrarono ad un concerto di beneficenza “Friends for Chile” al Felt Forum di New York City.

L’11 settembre 1973 il governo del Cile Salvador Allende fu rovesciato in un colpo di stato. Salvador Allende morì durante il bombardamento del palazzo presidenziale, e Victor Jara fu pubblicamente torturato e ucciso.



Victor Jara

Victor Jara è stato un insegnante cileno, regista teatrale, poeta, cantautore e attivista politico. Illustre regista teatrale, sviluppò il teatro cileno dirigendo un’ampia gamma di opere, dalle opere teatrali prodotte localmente, ai classici della scena mondiale, fino al lavoro sperimentale di drammaturghi come Victor Jara è stato un insegnante cileno, regista teatrale, poeta, cantautore e attivista politico. Illustre regista teatrale, sviluppò il teatro cileno dirigendo un’ampia gamma di opere, dalle opere teatrali prodotte localmente, ai classici della scena mondiale, fino al lavoro sperimentale di drammaturghi come Ann Jellicoe.
Victor Jara ha anche avuto un ruolo fondamentale tra i musicisti neo-folclorici che hanno fondato il movimento “Nueva Canción Chilena” (Nuova canzone cilena) che ha portato a una rivolta di nuovi suoni nella musica popolare durante l’amministrazione di Salvador Allende.
Poco dopo il colpo di stato cileno, Victor Jara è stato arrestato. È stato torturato sotto interrogatorio e ucciso quattro giorni dopo. Il suo corpo è stato poi gettato nella strada di una baracca città a Santiago.
Il contrasto tra i temi delle sue canzoni, sull’amore, la pace e la giustizia sociale e il modo brutale in cui è stato assassinato ha trasformato Victor Jara in un “potente simbolo di lotta per i diritti umani e la giustizia” per coloro che sono uccisi durante il regime Pinochet.
Phil Ochs che ha incontrato e si è esibito con Victor Jara durante un tour in Sud America, ha organizzato la serata di beneficenza. Il concerto aveva una formazione eclettica che comprendeva Pete Seeger, Bob Dylan, Arlo Guthrie, Melanie, Mike Love, Dave Van Ronk, Dennis Hopper e Dennis Wilson.
Al concerto, Arlo Guthrie ha eseguito la sua canzone “Victor Jara”..
Victor Jara ha anche avuto un ruolo fondamentale tra i musicisti neo-folclorici che hanno fondato il movimento “Nueva Canción Chilena” (Nuova canzone cilena) che ha portato a una rivolta di nuovi suoni nella musica popolare durante l’amministrazione di Salvador Allende.
Poco dopo il colpo di stato cileno, Victor Jara fu arrestato, torturato sotto interrogatorio e ucciso quattro giorni dopo. Il suo corpo fu poi gettato nella strada di una baracca a Santiago.
Il contrasto tra i temi delle sue canzoni, sull’amore, la pace e la giustizia sociale e il modo brutale in cui è stato assassinato ha trasformato Victor Jara in un “potente simbolo di lotta per i diritti umani e la giustizia” per coloro che sono uccisi durante il regime Pinochet.
Phil Ochs che ha incontrato e si è esibito con Victor Jara durante un tour in Sud America, ha organizzato la serata di beneficenza. Il concerto aveva una formazione eclettica che comprendeva Pete Seeger, Bob Dylan, Arlo Guthrie, Melanie, Mike Love, Dave Van Ronk, Dennis Hopper e Dennis Wilson.
Al concerto, Arlo Guthrie ha eseguito la sua canzone “Victor Jara”.

Melanie tra Phil Och e Bob Dylan
Ann Jellicoe
Phil Ochs con Bob Dylan

Nei primi anni ’60 Phil iniziò a farsi un nome sulla scena folk di New York ed arrivò all’attenzione della rivista Broadside, una piccola ma influente pubblicazione che nutriva e promuoveva musicisti emergenti. Phil iniziò a scrivere per Broadside e fu mentre lavorava alla rivista che conobbe Bob Dylan. Sono diventati amici veloci, andando ai concerti, bevendo insieme, giocando a poker, frequentando altri appartamenti ecc. Tutte le cose che fanno i giovani, insomma. Un giorno, alle 5 del mattino, Bob si avvicinò a Phil che stava ancora bevendo. Dylan aveva la sua chitarra con sé ed eseguì per la prima volta ‘Mr Tambourine Man‘. Phil fu preso alla sprovvista e disse a Bob: “Questa è la più grande canzone che abbia mai sentito”.

aprile 22, 2022

Da una canzone di Woody Guthrie, Ludlow Massacre

Howard Zinn apprese per la prima volta del massacro di Ludlow da una canzone di Woody Guthrie, che Zinn dice: “nessuno aveva mai menzionato in nessuno dei miei corsi di storia”.

Parole e musica di Woody Guthrie

Era l’inizio della primavera quando lo sciopero era in corso,

ci hanno cacciato i minatori fuori dalle porte,

fuori dalle case che la Compagnia possedeva,

ci siamo trasferiti in tende al vecchio Ludlow.

Ero preoccupato per i miei figli,

soldati a guardia del ponte della ferrovia,

ogni tanto un proiettile volava,

calciava la ghiaia sotto i miei piedi.

Avevamo così paura che avresti ucciso i nostri figli,

ci abbiamo scavato una grotta che era profonda sette piedi,

abbiamo portato i nostri piccoli e le donne

incinte giù all’interno della grotta per dormire.

Quella stessa notte i tuoi soldati aspettarono,

finché tutti noi minatori non dormimmo,

Tu ti intrufoli nella nostra piccola tendopoli,

inzuppato le nostre tende con il tuo cherosene.

Howard Zinn è stato uno storico, autore, professore, drammaturgo e attivista. Il lavoro della sua vita si è concentrato su una vasta gamma di questioni tra cui razza, classe, guerra e storia, e ha toccato le vite di innumerevoli persone.
Zinn è cresciuto a Brooklyn in una famiglia di immigrati della classe operaia. A 18 anni divenne operaio in un cantiere navale e poi si arruolò nell’aviazione e volò in missioni di bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Queste esperienze contribuirono a formare la sua opposizione alla guerra e la sua forte convinzione dell’importanza di conoscere la storia.
Dopo aver frequentato il college con il G.I. Bill, ha lavorato come caricatore di magazzino mentre stava ottenendo un dottorato in storia alla Columbia University. Dal 1956 al 1963, ha insegnato allo Spelman College di Atlanta, GA, dove è diventato attivo nel movimento per i diritti civili. Dopo essere stato licenziato dallo Spelman per il suo sostegno agli studenti manifestanti, Zinn divenne professore di scienze politiche alla Boston University, dove insegnò fino al suo pensionamento nel 1988.
Zinn è stato autore di decine di libri, tra cui A People’s History of the United States, l’opera teatrale Marx in Soho, Vietnam: The Logic of Withdrawal, e SNCC: The New Abolitionists. Ha ricevuto molti premi tra cui il Lannan Foundation Literary Award for Nonfiction, il premio Eugene V. Debs per la sua scrittura e il suo attivismo politico e il Ridenhour Courage Prize.

Poco dopo l’insediamento di Woodrow Wilson iniziò in Colorado una delle lotte più aspre e violente tra lavoratori e capitale aziendale nella storia del paese.

Questo fu lo sciopero del carbone del Colorado che iniziò nel settembre 1913 e culminò nel “Massacro di Ludlow” dell’aprile 1914. Undicimila minatori nel sud del Colorado … lavorava per la Colorado Fuel & Iron Corporation, che era di proprietà della famiglia Rockefeller. Eccitati dall’omicidio di uno dei loro organizzatori, entrarono in sciopero contro i bassi salari, le condizioni pericolose e il dominio feudale delle loro vite in città completamente controllate dalle compagnie minerarie. …

Quando è iniziato lo sciopero, i minatori sono stati immediatamente sfrattati dalle loro baracche nelle città minerarie. Aiutati dal sindacato United Mine Workers, montarono tende sulle colline vicine e portarono avanti lo sciopero, il picchettaggio, da queste colonie di tende.

Famiglie a Ludlow poco prima del massacro del 20 aprile 1914.

Gli uomini armati assoldati dagli interessi Rockefeller – la Baldwin-Felts Detective Agency – usando pistole e fucili Gatling, fecero irruzione nelle colonie di tende. La lista di morte dei minatori crebbe, ma resistettero, respinsero un treno blindato in uno scontro a fuoco, combatterono per tenere fuori gli scioperanti. Con i minatori che resistevano, rifiutandosi di cedere, le miniere non potevano funzionare, il governatore del Colorado (indicato da un direttore della miniera Rockefeller come “il nostro piccolo governatore cowboy”) chiamò la Guardia Nazionale, con i Rockefeller che fornivano i salari della Guardia.

I minatori in un primo momento pensarono che la Guardia fosse stata inviata per proteggerli e salutarono il suo arrivo con bandiere e applausi. Presto scoprirono che la Guardia era lì per distruggere la tendopoli. La Guardia portò via gli scioperanti di notte, non dicendo loro che c’era una ragione. Le guardie picchiavano i minatori, li arrestavano a centinaia, scendevano con i loro cavalli tra le sfilate di donne nelle strade di Trinidad, la città centrale della zona. E ancora i minatori si rifiutarono di cedere. Quando durarono per tutto il freddo inverno del 1913-1914, divenne chiaro che sarebbero state necessarie misure straordinarie per interrompere lo sciopero.

Nell’aprile del 1914, due compagnie della Guardia Nazionale erano di stanza sulle colline che dominavano la più grande colonia di tende di scioperanti, quella di Ludlow, che ospitava un migliaio di uomini, donne, bambini. La mattina del 20 aprile è iniziato un attacco di mitragliatrice alle tende. I minatori hanno risposto al fuoco. Il loro leader, …, fu attirato sulle colline per discutere di una tregua, poi fucilato a morte da una compagnia di guardie nazionali. Le donne e i bambini hanno scavato buche sotto le tende per sfuggire agli spari. Al crepuscolo, la Guardia scese dalle colline con le torce, diede fuoco alle tende e le famiglie fuggirono sulle colline; tredici persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco.

Il giorno seguente, un guardalinee telefonico che attraversava le rovine della colonia di tende di Ludlow sollevò una culla di ferro che copriva una fossa in una delle tende e trovò i corpi carbonizzati e contorti di undici bambini e due donne. Questo divenne noto come il massacro di Ludlow.

Aprile 2014
Il massacro, 20 aprile 2014

La notizia si diffuse rapidamente in tutto il paese. A Denver, gli United Mine Workers hanno emesso una “Call to Arms”: “Riunire per scopi difensivi tutte le armi e le munizioni legalmente disponibili”. Trecento scioperanti armati marciarono da altre colonie di tende nell’area di Ludlow, tagliarono i fili del telefono e del telegrafo e si prepararono per la battaglia. I ferrovieri si rifiutarono di portare i soldati da Trinidad a Ludlow. A Colorado Springs, trecento minatori sindacali lasciarono il loro lavoro e si diressero verso il distretto di Trinidad, portando revolver, fucili, fucili.

Nella stessa Trinidad, i minatori hanno partecipato a un servizio funebre per i ventisei morti a Ludlow, poi hanno camminato dal funerale a un edificio vicino, dove le armi sono state accatastate per loro. Raccolsero fucili e si spostarono sulle colline, distruggendo mine, uccidendo guardie minerarie, facendo esplodere pozzi minerari. La stampa ha riferito che “le colline in ogni direzione sembrano improvvisamente essere vive di uomini”.

A Denver, ottantadue soldati di una compagnia su un treno di truppe diretto a Trinidad si rifiutarono di andare. La stampa ha riferito: “Gli uomini hanno dichiarato che non si sarebbero impegnati nella fucilazione di donne e bambini. Hanno sibilato i 350 uomini che hanno iniziato e hanno gridato loro imprecazioni”.

Cinquemila persone hanno manifestato sotto la pioggia sul prato di fronte alla capitale dello stato a Denver chiedendo che gli ufficiali della Guardia Nazionale a Ludlow fossero processati per omicidio, denunciando il governatore. La Denver Cigar Makers Union votò per inviare cinquecento uomini armati a Ludlow e Trinidad. Le donne della United Garment Workers Union di Denver hanno annunciato che quattrocento dei loro membri si erano offerti volontari come infermieri per aiutare gli scioperanti.

In tutto il paese ci sono stati incontri, manifestazioni. I picchetti marciarono davanti all’ufficio Rockefeller al 26 di Broadway, New York City. Un ministro protestò davanti alla chiesa dove Rockefeller a volte teneva sermoni, e fu bastonato dalla polizia.

Il New York Times ha pubblicato un editoriale sugli eventi in Colorado, che non stavano attirando l’attenzione internazionale. L’enfasi del Times non era sull’atrocità che si era verificata, ma sull’errore nelle tattiche che erano state fatte. Il suo editoriale sul massacro di Ludlow iniziava: “Qualcuno ha sbagliato …” Due giorni dopo, con i minatori armati e sulle colline del distretto minerario, il Times scrisse: “Con le armi più letali della civiltà nelle mani di uomini dalla mente selvaggia, non si può dire fino a che punto durerà la guerra in Colorado a meno che non venga sedata con la forza … Il presidente dovrebbe rivolgere la sua attenzione dal Messico abbastanza a lungo da prendere misure severe in Colorado”.

Il governatore del Colorado chiese alle truppe federali di ripristinare l’ordine, e Woodrow Wilson acconsentì. Questo ha fatto, lo sciopero si è esaurito. Le commissioni del Congresso sono entrate e hanno preso migliaia di pagine di testimonianze. Il sindacato non aveva ottenuto riconoscimenti. Sessantasei uomini, donne e bambini erano stati uccisi. Nessun miliziano o guardia antimine era stato incriminato per crimine.

Il Times aveva fatto riferimento al Messico. La mattina in cui i corpi furono scoperti nella tenda di Ludlow, le navi da guerra americane stavano attaccando Vera Cruz, una città sulla costa del Messico – bombardandola, occupandola, lasciando un centinaio di messicani morti – perché il Messico aveva arrestato marinai americani e si era rifiutato di scusarsi con gli Stati Uniti con un saluto di ventuno pistole. Il fervore patriottico e lo spirito militare potrebbero coprire la lotta di classe? La disoccupazione, i tempi difficili, stavano crescendo nel 1914. Le armi potrebbero distogliere l’attenzione e creare un certo consenso nazionale contro un nemico esterno? Sicuramente è stata una coincidenza: il bombardamento di Vera Cruz, l’attacco alla colonia di Ludlow. O forse era, come qualcuno una volta descrisse la storia umana, “la selezione naturale degli incidenti”. Forse la vicenda in Messico è stata una risposta istintiva del sistema per la propria sopravvivenza, per creare un’unità di scopo combattivo tra un popolo lacerato da conflitti interni.

Il bombardamento di Vera Cruz è stato un piccolo incidente. Ma in quattro mesi la prima guerra mondiale sarebbe iniziata in Europa.


Fonte:A People’s History of the United States Foto Colorado Coal Field War Project

Ludlow Massacre è l’undicesima traccia dell'”album” Struggle della Folkways Records, pubblicato come LP in vinile (catalogo n. FA 2485) nel 1976 e come CD nel 1990. Contiene registrazioni dell’artista folk Woody Guthrie, accompagnato in alcuni brani da Cisco Houston e Sonny Terry. Le canzoni di questo album sono comunemente indicate come musica di protesta, canzoni che sono associate ad un movimento per il cambiamento sociale.

Il disco del 1976 contiene un libretto di 12 pagine contenente i testi completi di ogni canzone e storie dettagliate su molte di esse. Su insistenza di Woody ci dovevano essere una serie di dischi che rappresentassero la lotta dei lavoratori nel portare alla luce la loro lotta per un posto nell’America che essi immaginavano.

L’album è dedicato a Marjorie Guthrie e Pete Seeger.

Gloria Berloso

aprile 21, 2022

In memoria del Bluesman “Guitar Shorty”

Il bluesman David “Guitar Shorty” Kearney, artista internazionale, ha registrato undici album da solista in sette decenni di carriera in tour con Ray Charles, Guitar Slim e Sam Cooke. Il premiato maestro bluesman David Kearney, conosciuto e amato dai fan di tutto il mondo come Guitar Shorty, è morto mercoledì 20 aprile 2022 a Los Angeles, California, per cause naturali. Aveva 87 anni. Ritenuto l’artefice dell’influenza su Jimi Hendrix e Buddy Guy, Shorty ha elettrizzato il pubblico di tutto il mondo con il suo imprevedibile e feroce modo di suonare la chitarra, la sua voce burbera e i suoi spettacoli dal vivo, dove spesso faceva salti mortali all’indietro e capriole mentre suonava.

Guitar Shorty

Billboard disse che suonava ” un blistering, un blues-rock moderno, ricco di una chitarra eccitante e di una voce vigorosa”.

Il Chicago Reader ha detto: “Guitar Shorty è un duro da battaglia. È tra gli intrattenitori blues ad alta energia sulla scena”.

Quando aveva appena vent’anni, Shorty andò in tour con luminari del blues e dell’R&B come Ray Charles, Sam Cooke, B.B. King, Guitar Slim e T-Bone Walker.

Durante i primi 30 anni della sua carriera, ha registrato solo una manciata di singoli per una varietà di etichette e un LP per una piccola etichetta inglese. Da allora ha pubblicato dieci registrazioni complete da solista, molte delle quali hanno ricevuto un enorme successo di critica e di pubblico. Le sue rinomate esibizioni dal vivo lo hanno continuamente richiesto in tutto il mondo. La rivista MOJO ha notato la sua “intensità implacabile” e il suo “incendiario modo di suonare la chitarra”.

Paste ha detto: “È un dio della chitarra, e semplicemente scatena un grande assolo dopo l’altro”.

Guitar Shorty è nato David William Kearney l’8 settembre 1934 a Houston, Texas e è stato cresciuto a Kissimmee, Florida da sua nonna. Ha iniziato a suonare la chitarra da ragazzo, eccitato dai suoni di B.B. King, Guitar Slim, T-Bone Walker e John Lee Hooker. Dopo essersi trasferito a Tampa all’età di 17 anni, il giovane Kearney ottenne un posto come chitarrista e cantante nell’orchestra locale di 18 elementi guidata da Walter Johnson. Essendo più giovane e più basso del resto della band, il proprietario di un club gli diede il nome di Guitar Shorty, che gli rimase addosso. Dopo una performance particolarmente forte in Florida, il grande Willie Dixon, che era tra il pubblico, si avvicinò a Shorty. Poche settimane dopo Shorty era a Chicago e, sostenuto da Otis Rush alla seconda chitarra, incise il suo primo singolo per la famosa Cobra Records di Chicago nel 1957. La fortuna di Shorty continuò a crescere quando il leggendario Ray Charles lo assunse come membro della sua road band. Mentre era in tour in Florida con Ray, Shorty entrò in contatto con il chitarrista/vocalist Guitar Slim, famoso per la sua hit Things That I Used To Do e per le sue buffonate sul palco. A Shorty fu offerto il posto di apertura nel successivo tour di Slim, e Shorty colse al volo l’occasione. Ispirato da Slim, Shorty iniziò a incorporare alcune delle abilità atletiche dell’artista più anziano nelle sue performance. In poco tempo, Guitar Shorty imparò a fare capriole e salti mortali sul palco. Successivamente si unì alla band itinerante di Sam Cooke e alla fine si stabilì a Los Angeles. Si esibì nei locali e registrò tre 45 giri per l’etichetta di Los Angeles, Pull Records. nel 1959. Shorty si trasferì a Seattle nel 1960 e alla fine incontrò Jimi Hendrix attraverso amici comuni. Hendrix amava il modo di suonare di Shorty, e confessò che nel 1961 e 1962 si assentava senza permesso dalla sua base militare per assistere alle esibizioni di Shorty nella zona, e per imparare i suoni e le idee.

Secondo Shorty, “Jimi mi disse che il motivo per cui iniziò a dare fuoco alla sua chitarra era perché non poteva fare i salti mortali all’indietro come me”.

Trasferendosi a Los Angeles nel 1971, Shorty aprì per tutte le grandi stelle del blues che passavano in città, tra cui Little Milton, B.B. King, Lowell Fulson, Johnny Copeland e T-Bone Walker. Nel 1978 si esibì persino nel The Gong Show e lo vinse, suonando la chitarra in piedi sulla testa. È apparso, interpretando se stesso, nel film di Tommy Chong del 1990 Far Out Man. Una storia importante nella rivista Living Blues lo portò ancora più attenzione e portò al suo primo tour britannico nel 1991. Mentre era lì, incise il suo primo album completo. Guitar Shorty fece tre album per l’etichetta Black Top di New Orleans durante gli anni ’90, seguiti da uno per la Evidence Records. Il successo degli album portò Shorty a molteplici tour negli Stati Uniti e in tutto il mondo, compresi Regno Unito, Europa e Giappone. Le apparizioni in festival importanti come il Monterey Bay Blues Festival, il San Francisco Blues Festival, il Chicago Blues Festival e il King Biscuit Blues Festival lo hanno fatto conoscere a un pubblico sempre più vasto. Nel 2004, Guitar Shorty è entrato a far parte della Alligator Records, pubblicando tre dei suoi dischi più venduti: Watch Your Back del 2004, We The People del 2006 e Bare Knuckle del 2010. I fan, i programmatori radiofonici e i critici hanno espresso il loro sostegno. Living Blues ha definito Shorty “un originale blues rock che suona una chitarra potente e vibrante ed è capace di cantare con una sfida aggressiva”. Texas Music Magazine ha detto: “Lo straordinario Axebuster Guitar Shorty è uno showman della vecchia scuola di chitarra. Suona con la tecnica e il flash, senza mai sacrificare la passione. È un eroe del blues-rock”. Shorty ha continuato a fare tour e ad esibirsi fino ai suoi 80 anni. Il suo album più recente è stato Trying To Find My Way Back del 2019, prodotto dal leggendario musicista Jerry “Swamp Dogg” Williams. Guitar Shorty lascia la sorella Gertrude Kearney Williams, i suoi quattro figli: Sean Kearney, Edmond Kearney, Tamara Kearney e Rodney Kearney, e le nipoti Sheena Kearney e Estalita Williams.

Fonte: Blues Magazine

Gloria Berloso




ottobre 24, 2021

Nonna, nonna…chi erano i beatnick?

Chi bazzicava o viveva nel Greenwich Village ha imparato che i beatnik erano soprattutto artisti.

E che artisti!!!

Il Greenwich Village aveva una scena musicale e di cabaret all’avanguardia. Il “The Village Gate“, il “Village Vanguard” e “The Blue Note” ospitavano regolarmente alcuni dei più grandi nomi del jazz. Il Village ebbe anche un ruolo importante nello sviluppo della scena musicale folk degli anni ’60. I club musicali includevano “The Bitter End“, “Cafe Au Go Go“, “Cafe Wha?“, “The Gaslight Cafe“, “The Bottom Line“, e “Gerde’s Folk City“.

Mike Porco avrebbe oggi 107 anni, era nato il 23 ottobre.

Mike era il proprietario e gestore originale di Gerde’s Folk City,

Aprendo ufficialmente il 26 gennaio 1960, Gerde’s Folk City ha generato diverse ondate di generi musicali che vanno dalla musica folk al rock ‘n’ roll; dal folk rock al punk; dal blues al rock alternativo, portando al mondo una vasta gamma di musica da Pete Seeger ai 10,000 Maniacs.

Il cantante e poeta Logan English si è esibito nella serata di apertura, insieme a Carolyn Hester. Da The Weavers a Sonny Terry e Brownie McGhee, Judy Collins e Rev. Gary Davis, molti musicisti che hanno formato la base della musica contemporanea si sono esibiti lì. Doc Watson fece la sua prima esibizione da solista al Gerde. La prima esibizione ufficiale di Simon & Garfunkel e Peter, Paul & Mary come trio fu al Folk City.

Mike ingaggiò una costellazione di artisti discografici per suonare al Folk City di Gerde. Bob Dylan vi suonò il suo primo concerto professionale l’11 aprile 1961, sostenendo John Lee Hooker. (Bob chiese a Mike di fargli da tutore legale quando firmò la sua primissima tessera di cabaret. Nella sua autobiografia del 2004, Chronicles, Bob Dylan si riferì a Mike Porco come “il padre siciliano che non ho mai avuto”).

Logan English fu determinante per assicurare a Bob Dylan la sua prima apparizione. La sua vedova Barbara Shutner ha ricordato:

“Mio marito Logan English ed io abbiamo incontrato Bob Dylan a casa di Bob e Sid Gleason … Una sera eravamo tutti seduti e Woody Guthrie disse qualcosa come ‘Suona qualcosa’ a questo ragazzo seduto sul divano. Il ragazzo era Bob Dylan, e cantò ed era semplicemente bellissimo. Così Logan disse, ‘Sto lavorando al Gerde’s. Sono l’MC. Ti faremo suonare lì”. Così quel lunedì sera Bob Dylan entrò e fece il suo primo set”.

L’apparizione di Bob Dylan del 29 settembre 1961 fu recensita sul New York Times da Robert Shelton, dopo di che crebbe la reputazione di Dylan. La fotografia qui sotto è quella di Bob sul palco la sera in cui Bob Shelton lo recensì sul New York Times. Si può vedere la sua scaletta incollata alla chitarra.

“Bob Dylan finì “Blowin’ in the Wind” in una sola seduta al Commons, un caffè di MacDougal Street di fronte al Gaslight. Più tardi quella stessa sera, Bob portò la canzone al Folk City, dove, tra un set e l’altro, la suonò per Gil Turner, che presentava gli hootenannies (spettacoli) del lunedì sera del club. Gil ne rimase folgorato e convinse Bob a insegnargliela sul posto. La ripassarono un paio di volte nel seminterrato. Poi, quando lo spettacolo riprese, Gil attaccò una copia del testo al microfono e annunciò: “Signore e signori, vorrei cantare una nuova canzone di uno dei nostri grandi cantautori. È appena uscita dalla matita, ed eccola qui”. (da “Dylan A Biography”)

Gerde’s Folk City fu dove Bob Dylan incontrò per la prima volta Joan Baez e dove debuttò con “Blowin’ in the Wind”.

Rob Stoner, Joan Baez, Bob Dylan ed Eric Andersen sul palco del Gerde’s Folk City, 130 West 3rd Street, 23 ottobre 1975

Tante aspiranti star si sono fatte le ossa da Gerde e tanti altri artisti di una vasta gamma di generi hanno lavorato al Folk City. Migliaia di clienti di Folk City hanno assistito ad alcuni degli spettacoli più storici che il villaggio abbia mai visto.

Il 23 ottobre 1975, ci fu un triplo spettacolo di musicisti. Dylan e compagnia vennero a sapere che era il compleanno di Mike Porco e decisero: “Quale posto migliore” per dare il via alla Rolling Thunder Revue. Inoltre, potevano tutti rendere omaggio a Mike nel giorno del suo compleanno. Dylan ha aspettato e ascoltato e ha passato ore da Gerde prima che arrivasse il suo turno di suonare. La festa, come potete immaginare, è andata avanti fino alle prime ore del mattino. Ancora oggi, tutti i presenti condividono bei ricordi di “quella volta che Dylan è tornato”.

MIKE PORCO

Era questa la data del 1975 quando Bob Dylan, probabilmente all’apice della sua storica carriera, portò il suo entourage a “casa” dove tutto ebbe inizio. Il luogo era diverso nel 1961 per il primo concerto di Dylan che apriva per John Lee Hooker. Gerde’s era tra la quarta e Mercer. Nel 1975, Folk City era al 130 West 3rd. Una cosa era la stessa: Mike Porco aveva ancora un palco pieno di star che suonavano ogni settimana.

Folk City


Nel maggio 1976, la leggenda del folk Bob Gibson e il suo manager Doug Yeager produssero una celebrazione di una settimana per Mike Porco e Folk City, dove più di trenta delle prime star del club vennero ad onorare il club. Folk City è il luogo dove molti dei cantautori folk-rock degli anni ’60 e ’70 hanno ascoltato per la prima volta la loro voce, e gli spettacoli includevano future stelle come Janis Joplin, Jimi Hendrix, The Mamas and The Papas, i Byrds, The Lovin’ Spoonful, gli Youngbloods, Emmylou Harris (che faceva anche la cameriera al club), Joni Mitchell, Phoebe Snow, Loudon Wainwright III e molti altri nomi noti.

Gloria Berloso
ottobre 16, 2021

Paddy Moloney – La sua eredità rimarrà con noi nella musica che ha creato e portato al mondo

Paddy Moloney, fondatore del gruppo di musica tradizionale irlandese, The Chieftains, è morto all’età di 83 anni.
Dal 1962, The Chieftains sono stati altamente riconosciuti per aver reinventato la musica tradizionale irlandese su scala contemporanea e internazionale. La loro capacità di trascendere i confini musicali per fondere la tradizione con la musica moderna li ha resi famosi in tutto il mondo.
Come ambasciatori culturali, le loro esibizioni sono state legate a eventi storici fondamentali, come l’essere stati i primi musicisti occidentali ad esibirsi sulla Grande Muraglia Cinese, la partecipazione alla performance “The Wall” di Roger Water a Berlino nel 1990, e l’essere il primo ensemble ad eseguire un concerto nel Capitol Building a Washington DC. Nel 2010, le loro collaborazioni sperimentali si sono estese al di fuori del mondo, quando il fischietto di Paddy Moloney e il flauto di Matt Molloy hanno viaggiato con l’astronauta della NASA, Cady Coleman, sulla stazione spaziale internazionale.
Anche se il loro primo seguito era puramente folk, la gamma e la variazione della loro musica e dei musicisti che la accompagnavano hanno rapidamente catturato un pubblico molto più ampio. Nel corso degli anni, The Chieftains hanno collaborato con una serie di stimati musicisti come Paul McCartney, Mick Jagger, Elvis Costello e Van Morrison, Madonna, Doc Watson e Luciano Pavarotti.
In Irlanda, The Chieftains hanno partecipato a molte occasioni importanti, come la visita di Papa Giovanni Paolo II in Irlanda nel 1979, quando si sono esibiti davanti a un pubblico di oltre 1,3 milioni, e nel 2011 come parte della storica visita in Irlanda di S.A.R. la Regina Elisabetta II.
Nel 2012, in occasione del 50° anniversario dei The Chieftains, hanno ricevuto il premio inaugurale National Concert Hall Lifetime Achievement Award in un evento di gala a Filadelfia ospitato dall’American Ireland Fund “in riconoscimento del loro enorme contributo all’industria musicale mondiale e alla promozione del meglio della cultura irlandese”.
Paddy Moloney è stato davvero un gigante del panorama culturale irlandese. Attraverso The Chieftains, ha portato la gioia della musica irlandese a un pubblico globale.
Il primo strumento di Paddy fu il fischietto di plastica e all’età di otto anni iniziò a suonare le uilleann pipes. Paddy imparò anche a suonare altri strumenti tradizionali come la fisarmonica a bottoni e il bodhran.
Paddy suonava le pipe come nessun altro, le grá agus draíocht.
Tutti in cielo ora ballano la musica irlandese di Paddy.

La vasta gamma delle sue cornamuse era sorprendente nei repertori più festosi e ritmici dei suoi spettacoli, nei reel e nei concerti. Tuttavia, mi affascinava soprattutto la carezza delle ballate in foglio, il calore ineffabile del suo modo di organizzare il fraseggio di tutti gli accompagnatori, la delicatezza impossibile di ognuno dei suoi piccoli flauti, specialmente il tin whistle. Aveva i migliori compagni, Derek Bell, Matt Molloy, Kevin Conneff, Seán Keane, e il suo padrino era Seán Ó Riada, un uomo che ha lasciato questo mondo sotterraneo molto giovane.

Con Paddy Moloney, l’artificio improvvisato che il folklore riserva sempre nel suo sviluppo, sembrava tanto naturale quanto la cosa scritta, perché quello che gli interessava era il tocco e l’emozione e ci dava entrambi in confezione regalo. Negli ultimi anni, i Chieftains hanno orientato i loro album verso esperienze di sintesi con artisti come Ry Cooder, Van Morrison, Elvis Costello, Mick Jagger o Carlos Núñez, per rendere più universale la musica popolare della sua terra.

BIRMINGHAM, UNITED KINGDOM – JUNE 05: Paddy Moloney of The Chieftains performs on stage at Symphony Hall on June 5, 2012 in Birmingham, United Kingdom. (Photo by Steve Thorne/Redferns via Getty Images)

Per tutto il tempo in cui non si è saputo nulla di lui, che era molto tempo, ho voluto supporre che passasse anni a prepararsi a morire, forse perché il suo tempo era finito. Una volta qualcuno gli chiese cosa dovesse avere un interprete tradizionale per difendere adeguatamente i suoi interessi, e lui rispose: “Bisogna scoprire l’istinto dentro di sé, e condurlo sulla via delle convinzioni al di là delle convenzioni. Dietro ogni canzone c’è sempre una storia con la quale, spesso, mi sento identificato”.

Buon viaggio!!!

Gloria Berloso

ottobre 7, 2021

Joe Hill

“Le canzoni non salveranno il pianeta, ma nemmeno i libri o i discorsi. Le canzoni sono cose subdole; possono scivolare oltre i confini”. – Pete Seeger
L’amico di Pete, Paul Robeson, ci ha regalato una canzone che è “scivolata attraverso i confini”.
Joe Hill è nato 142 anni fa.
La sua vita celebrata nella canzone, Joe Hill era attivista sindacale svedese-americano, cantautore e membro degli Industrial Workers of the World (IWW, conosciuti anche come i “Wobblies”).
Di madrelingua svedese, Joe imparò l’inglese all’inizio del 1900 mentre lavorava in vari posti di lavoro da New York a San Francisco. Come lavoratore immigrato che spesso affrontava la disoccupazione e la sottoccupazione, divenne un popolare scrittore di canzoni e vignettista per il sindacato radicale.
Le sue canzoni più famose includono “The Preacher and the Slave”, “The Tramp”, “There is Power in a Union”, “The Rebel Girl” e “Casey Jones – the Union Scab”, che generalmente esprimono la vita dura ma combattiva dei lavoratori ambulanti, e la necessità percepita di organizzarsi per migliorare le condizioni dei lavoratori.
Nel 1914, John G. Morrison, un droghiere della zona di Salt Lake City ed ex poliziotto, e suo figlio furono uccisi da due uomini. La stessa sera, Joe Hill arrivò in uno studio medico con una ferita d’arma da fuoco, e accennò brevemente a una lite per una donna. Joe fu riluttante a dare ulteriori spiegazioni, e fu in seguito accusato degli omicidi della drogheria sulla base della sua ferita.
Joe Hill fu condannato per gli omicidi in un processo controverso. Dopo un appello senza successo, dibattiti politici e richieste internazionali di clemenza da parte di persone di alto profilo e organizzazioni di lavoratori, fu giustiziato nel novembre 1915.
Dopo la sua morte, Joe Hill è stato ricordato da diverse canzoni popolari. La sua vita e la sua morte hanno ispirato libri e poesie.
Le potenti canzoni di Joe Hill hanno spinto Woody Guthrie, Pete Seeger, Utah Phillips, Si Kahn e innumerevoli altri a fondere politica e canzone.
La canzone “Joe Hill” fu scritta da Alfred Hayes con la musica di Earl Robinson. Alcune interpretazioni della canzone sono di Pete Seeger, Paul Robeson, Joan Baez, il gruppo folk irlandese The Dubliners e Bruce Springsteen.

Volete la libertà dalla schiavitù salariale?
Allora unisciti alla grande banda industriale
Vuoi essere libero dalla miseria e dalla fame
Allora vieni, fai la tua parte, come un uomo

Gloria Berloso

ottobre 2, 2021

“Se ami il tuo paese, troverai in qualche modo il modo di parlare per fare ciò che pensi sia giusto”. – Pete Seeger

Nei primi anni ’50, durante uno dei periodici boom di popolarità per la musica folk tradizionale negli Stati Uniti, Pete Seeger era nei The Weavers. Poi Pete fu etichettato come comunista e inserito nella “lista nera” non ufficiale dei dirigenti radiofonici, cinematografici e televisivi, dove rimase per il decennio successivo, anche dopo che l’era di McCarthy svanì e la musica folk risorgeva.
Nel 1960, Pete Seeger si manteneva con un tour costante, eseguendo “concerti comunitari” nei campus dei college e altrove. Smithsonian Folkways ha pubblicato “The Complete Bowdoin College Concert 1960”, una registrazione di quasi due ore di uno di questi concerti di Pete Seeger. È un esempio superlativo dell’approccio di Pete alla musica folk che è allo stesso tempo pedagogico e partecipativo.
La contagiosa, incontrollata scena folk del Greenwich Village dei primi anni ’60 potrebbe anche essere descritta così. Incoraggiati da Pete Seeger, i giovani di tutto il mondo cominciarono a prendere in mano banjo e chitarre acustiche, e molti di loro emigrarono a New York City, dove potevano fare qualche dollaro suonando nei caffè mentre presentavano le loro canzoni originali alle case editrici.
A differenza dei più raffinati come The Weavers e The Kingston Trio, i nuovi arrivati erano più trasandati e cresciuti con l’R&B e il rock ‘n’ roll. Tenevano un occhio su Woody Guthrie e uno su Elvis Presley. Durante gli anni pre-Beatles, la musica folk divenne brevemente così popolare che la ABC mandò persino in onda uno spettacolo settimanale di varietà a tema folk, “Hootenanny”, girato nel tipo di campus universitari che Pete Seeger aveva preso d’assalto qualche anno prima. A Pete non fu permesso di apparire su “Hootenanny” a causa della lista nera, e alcuni dei più grandi nomi del folk boicottarono lo show per solidarietà, anche se Pete incoraggiò sempre i suoi protetti a partecipare, insistendo sul fatto che tutto ciò che aiutava a popolarizzare il folk era benvenuto.
La più grande stella ad emergere dalla scena di Greenwich dei primi anni ’60 fu Bob Dylan, la cui combinazione di talento e carisma lo aiutò a superare i suoi contemporanei, incluso il rivale Phil Ochs. Mentre Bob Dylan era più simile a Woody Guthrie nella sua personalità generale, Phil Ochs tendeva ad essere più simile a Pete Seeger, con la sua voce piacevole e la passione per le canzoni politiche.
Bob Dylan una volta disse notoriamente a Phil Ochs: “Tu non sei un folksinger… sei un giornalista”. Bob era noto per prendere in giro Phil per aver scritto così tante canzoni specifiche sui diritti civili e sulla guerra del Vietnam. Ma l’intelletto acuto di Phil Ochs e la sua indignazione mirata lo resero un favorito di culto. I suoi primi album “All the News That’s Fit to Sing” e “I Ain’t Marching Anymore” divennero pietre miliari per la nascente generazione di attivisti.
Mentre altri descrivevano la sua musica come “canzoni di protesta”, Phil Ochs preferiva il termine “canzoni d’attualità”.
Una di queste canzoni d’attualità è “Remember Me“.
La canzone fu scritta da Phil nel 1963 per commemorare i soldati morti nella seconda guerra mondiale. Fu scritta anche per ricordare alle generazioni future che queste morti sarebbero state vane se noi come americani avessimo adottato politiche basate sul nazionalismo, l’esclusione e il bigottismo.
“Oh, io sono il Milite Ignoto che è morto nella Seconda Guerra Mondiale
Non volevo combattere, era l’unica cosa da fare
Ero la vittima di un mondo che è impazzito –
Mi mostrerai che non sono morto invano
Ricordati di me, quando le croci bruceranno
Ricordati di me, quando i razzisti arriveranno
Ricordati di me, quando le maree della pace stanno girando
Ricordati di me e per favore non deludermi…”.

Pete Seeger
Phil Ochs
Bob Dylan

Guarda il video qui sotto per sperimentare il potere della musica.