Archive for ‘Le Folk Notizie’

settembre 1, 2012

Il Country-Rock, le origini negli States e le sue ramificazioni in Italia.

E’ quasi certo che il creatore dell’espressione musicale definita country rock, sia  Gram Parsons, autore e chitarrista dei Byrds e dei Flying Burrito Brothers. Il suo stile di vita e tutta la sua musica hanno influenzato molti musicisti e sono bastati pochi anni della sua esistenza, dato che è morto a soli 26 anni, per conquistare il pubblico americano e poi in parte e molto più tardi quello europeo. Se Gram Parsons è tra i più acclamati dalla critica della musica country-rock, Neil Young è molto probabilmente il più conosciuto in tutto il mondo; il suo immenso lavoro con i Buffalo Springfield, Crosby, Still e Nash ed i suoi album da solista hanno avuto un’enorme influenza fino alla nascita di Prairie Wind nel 2005, un album che ricorda il suo più famoso disco Harvest.
Negli Stati Uniti, la Band di Bob Dylan mescola rhythm & blues e rock & roll per creare una musica monumentale. Bob Dylan ha registrato alcuni album in stile country, ricordo in particolare il famoso Nashville Skyline del 1969. Altri artisti di quel periodo storico così importante per la storia della musica e fortemente influenzati da questa speciale miscela musicale, sono i Creedence Clearwater Revival con Fortunate Son, i Poco con Pickin’ Up The Pices, i Little Feat con Love Long Distance, i New Riders of The Purple Sage con l’album omonimo e gli Ozark Mountain Daredevils con “Jackie Blue”.
Alcune canzoni e opere per capire meglio questa importante espressione culturale sono:

“Suithart of the Rodeo” (LP) dei Byrds (con la partecipazione di Gram Parsons)
“Lay Me Down” (canzone)di David Crosby e Graham Nash
“White Line Fever” (canzone)dei Flying Burrito Brothers
“Christine’s Tune” (canzone) di Hillman e Parsons (F.B.B.) . I due amici musicisti girano da un locale a l’altro di Los Angeles ed un giorno vengono invitati da una amica molto ricca di nome Christine ad un party dove suona in una band country-rock, la pedal steel guitar di Peter Kleinow, detto Sneaky. La nascita dei F.B.B. avviene qui e con questa session: Chris Hillman (chitarra e mandolino), Gram Parsons (ritmica e keyboards), Sneaky Pete (steel guitar), Chris Ethridge (basso e piano), Michael Clarke (batteria) ed altri amici musicisti. Il capolavoro assoluto che deriva da questa geniale formazione prende il nome di “Gilded Palace of Sin” (1968-1969), album molto rappresentativo per la musica californiana.
“Riverside” (canzone) degli America
“Black Water” (canzone) dei Doobie Brothers
“The Weight” (canzone) della Band
“Hole in the Wordl” (canzone) degli Eagles
“Take it Easy” canzone già incisa dagli Eagles e ripresa nel 1973 dal suo autore Jackson Browne, registrata con la partecipazione di Sneaky Pete, David Lindley, David Crosby, Joni Mitchell, Glen Frey e Don Henley.

La musica country raggruppa forme musicali popolari ed è nata negli Stati Uniti del sud (Monti Appalachi) ed ha le sue radici nella musica tradizionale popolare, nella musica celtica, nella musica gospel ed old-time music, si evolve rapidamente intorno al 1920. Precedentemente la definizione per indicare l’espressione musicale è  “Hillbilly” ma il termine ritenuto degradante per indicare una musica bella e popolare scompare definitivamente nel 1970. Elvis Presley è uno dei più importanti solisti di country di tutti i tempi, è soprannominato “Il gatto Hillbilly” in un programma radiofonico Louisiana Hayride, ed in seguito di rock’n roll.
Gli immigrati nei Monti Appalachi meridionali hanno portato la musica e tutti gli strumenti del Vecchio Mondo: il violino irlandese, il salterio tedesco, il mandolino italiano, la chitarra spagnola ed il banjo africano. Le interazioni tra i musicisti di diverse etnie hanno creato una musica unica nel Nord America e nel primo novecento era costituita soprattutto dal violino, dalla chitarra e dal banjo. Le registrazioni su dischi di questa musica country è indicata come “Old time music”.
Per tutto il 19° secolo, gruppi di immigrati provenienti dall’Europa, in particolare da Irlanda, Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, si trasferiscono in Texas e interagiscono con i messicani, i nativi americani e le comunità degli Stati Uniti che si erano stabilite in Texas. Il risultato di questa convivenza ha fatto emergere dei tratti culturali che si sono radicati nella cultura stessa di tutte le sue comunità. I coloni delle zone, provenienti dalla Germania e la Repubblica Ceca frequentano le grandi sale da ballo nel Texas dove i contadini e gli abitanti delle comunità, trascorrono le serate danzando il valzer e la polka. Lo strumento usato, per la sua capacità di riempire ampiamente queste sale è la fisarmonica, strumento inventato in Italia.
La prima registrazione commerciale di ciò che può essere considerata musica country è “Sallie Gooden” ed è eseguita nel 1922 per la Victor Record. Ancora oggi questo classico viene eseguito da tutti i gruppi di bluegrass. Il primo cantante country ad avere successo a livello nazionale nel 1924 è stato Vernon Dalhart con “Wreck of Old ‘97” e “Lonesome Road Blues”. Dal 1924 al 1934 vengono registrati molti “hillbilly” di musicisti blues, mentre la steel guitar suonata con una barra d’acciaio ed i picks, appare già nel 1922, quando Jimmie Tarlton incontra il famoso chitarrista hawaiano Frank Ferera sulla West Coast.
Jimmie Rodgers e la Carter Family sono molto presto considerati degli importanti musicisti country e le loro canzoni celebri sono registrate a Bristol il 1° agosto 1927. Rodgers fonde gospel, hillbilly, jazz, blues, pop, western e folk, e le sue migliori canzoni sono  le sue composizioni, tra cui “Blue Yodel”, che ha venduto oltre un milione di copie. Jimmie Rodgers è quindi considerato il principale esponente del country degli inizi. A partire dal 1927 e per i successivi 17 anni, la Carter Family ha registrato circa 300 ballate, canzoni tradizionali, canzoni country ed inni Gospel Old Time Music, tutte rappresentative del folklore del sud-est degli States.
Nel 1929 uno degli effetti della Grande Depressione è la drastica diminuzione della vendita dei dischi mentre la radio diviene una fonte popolare d’intrattenimento e gli spettacoli di musica country con ballo di gruppo, (da non confondersi con l’inflazionata Line Dance odierna, di moda in alcuni locali e pub nostrani), si diffonde in tutto il sud, a nord fino a Chicago e verso la California.
Alla fine della seconda guerra mondiale, Lester Flatt & Earl Scruggs hanno messo insieme un gruppo con Bill Monroe e Roy Acuff e cominciano ad esibirsi al Grand Ole Opry di Nashiville nel Tennessee con strumenti esclusivamente acustici e definiscono questo modo di suonare musica, bluegrass.

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  Musica Bluegrass                                                    .                                                   Musica Country

Contrabbasso     Mandolino                                       .                                                  Batteria              Basso  elett.

Violino       Chitarra                                                      .                                                  Chitarra elett.  Steel Guitar

Banjo      Dobro                                                           .                                                   Vocals

Vocals

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bluegrass…………………………………………………… Principali  artisti………………………………………………………….country

 

Bill Monroe and Bluegrass Boys………………………………………………………………………Merle Haggard

 

Country Gentlemen ……………………………………………………………………………………….Jonnhy Cash                                

 

Osborne Brothers…………………………………………………………………………………………..Willie Nelson

 

Foggy Mountain Boys……………………………………………………………………………….Waylon Jennings

 

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Nell’estate1981 i Flying Burrito Brothers sono in Italia per una tournée. In quella occasione il bassista Skip Battin vuole conoscere il chitarrista Ricky Mantoan autore di Down in Memphis, disco d’oro della Lomax della rivista Omaha Rainbow, inserito tra i cinquanta migliori brani dell’anno (LP Ricky, 1980). I componenti della band hanno ascoltato il disco di Ricky Mantoan rimanendone impressionati per lo stile americano del suo modo di suonare e cantare. Il chitarrista franco-italiano, che nel 1978 ha fondato il gruppo Branco Selvaggio dopo varie esperienze, incontra i Burritos: Skip Battin, Sneaky Pete, Gib Guilbeau, John Beland e John Mauceri a Torino. Qualche mese dopo Ricky Mantoan, suona con Skip Battin e Chris Darrow in un concerto a Cossato in Piemonte, la stessa serata è aperta dal Branco Selvaggio con brani country-rock.
Inizia così la lunga collaborazione tra i Burritos , i Byrds e il chitarrista italiano che dura fino al 1994 (Concerto di Ginevra- The Byrds Legacy). In Italia e forse anche in Europa, Ricky Mantoan è l’unico artista che si è avvicinato maggiormente al country-rock ed il primo che introduce la pedal steel guitar, diventandone il caposcuola in Europa. Con il Branco Selvaggio ha fatto conoscere la musica californiana da nord a sud dello stivale, con numerosissimi concerti e la pubblicazione di alcuni dischi come solista, con il Branco, con Skip Battin, Sneaky Pete , John York, Roger McGuinn, Greg Harris e molti altri.
Gloria Berloso

Branco Selvaggio Country-Rock Band dal 1978

 

agosto 29, 2012

Il Fondo Alberto Cesa all’Istituto Ernesto de Martino

Alla fine del mese di aprile sono arrivati all’Istituto Ernesto de Martino 26 scatoloni: è il materiale raccolto nel corso della sua vita da Alberto Cesa ed esso ha costituito la sua formazione culturale, musicale e politica.

In primo luogo c’è l’intera produzione discografica edita da Alberto e dal suo “Cantovivo”; ci sono i tanti libri della sua ricca biblioteca personale (storia, politica, filosofia, antropologia culturale e musica popolare, e non solo); c’è la sua preziosa collezione di dischi: circa 600 vinili e cd di musica popolare e canzone politica italiana, ma soprattutto internazionale, a dimostrazione di quanto la cultura di Alberto avesse attraversato ambiti diversi e vari territori e culture.Il Fondo Cesa è arrivato all’istituto  per scelta di Ita Cesa, sorella di Alberto, che in una lettera ci ricorda che “Alberto aveva una grande considerazione della storia dell’Istituto, grande stima di Ivan Della Mea e di tutti coloro, storici, musicisti e collaboratori” che lo hanno tenuto in vita da oltre 40 anni.

Il materiale è stato catalogato e messo a disposizioni per quanti volessero consultare e conoscere l’opera immensa di Alberto.

ALBERTO CESA

– Folk singer, cantastorie, cantautore, suonatore di ghironda e altri strumenti popolari

– Fondatore (1974) e direttore artistico di “Cantovivo”

– 2000 concerti

Alberto Cesa è nato non molto dopo la fine della seconda guerra mondiale…  Da piccolo ha suonato i fili d’erba, le foglie, le noci svuotate, le zucche tagliate, ha inseguito invano il sogno-proibito di una fisarmonica per avviarsi infine clandestinamente al tormentato viaggio dei suonatori autodidatti.

Ha cantato in italiano, piemontese, occitano, francese, spagnolo. E’ stato maestro di canto e di ghironda.

Ha girato il mondo, dall’Europa a Cuba… esibendosi in circoli, osterie, fabbriche, piazze, teatri, conservatori, stadi (a Monaco di Baviera per esempio), folkfestival e raduni internazionali come il Paleo di Nyon, St. Chartier, Dranouter, Monaco, Vienna, Edimburgo, Praga, Stoccolma, Lisbona e così via… passando per radio e televisioni locali e internazionali, la Rai e l’Eurovisione…

Ha lavorato su decine di dischi, suoi, del Cantovivo e di altre produzioni, guadagnandosi riconoscimenti di prestigio nazionale e internazionale […]

Ha diviso la scena con  Fabrizio De André,  Francesco Guccini, Paolo Conte, Ivan Della Mea, Gang, Paolo Rossi, Nuova Compagnia di Canto Popolare, Alan Stivell, Inti Illimani, Miriam Makeba e altri artisti internazionali.

In quasi quarant’anni di fatiche e divertissement, ha avviato decine e decine di ragazzi e adulti alla conoscenza e alla pratica del folk, ha portato musicisti, dilettanti e professionisti,  a prendersi applausi, prima sconosciuti, a ridere, bere, amare, sognare, in ogni angolo d’Europa e del mondo…

Ha cantato (e canterà) fino all’ultima goccia di energia, per il “Mondo migliore che verrà”

Istituto Ernesto de Martino

Villa San Lorenzo al Prato

Via degli Scardassieri, 47

50019 Sesto Fiorentino (FI)

Tel: 055 4211901

Fax: 055 4211940

Web: www.iedm.it

Skype: istituto.ernesto.de.martino

ita cesa

ita.cesa@immagina.net

http://www.immagina.net

+39 3358006846

Gloria Berloso

gloriaberloso@yahoo.it

agosto 28, 2012

Con la ghironda in spalla – Il lungo viaggio musicale di un suonatore controcorrente

Alberto Cesa

… maledico la poesia nata solo come un lusso marginale e neutrale di chi lavandosi le mani fa il lezioso e si defila…maledico la poesia di chi non ha il coraggio di sognare fino al rischio di morire…

Gloria Berloso

Ad Alberto Cesa – INCONTRO ALLA VITA

E verranno altre primavere, i nostri profumi sempre uguali
E verranno altre canzoni, le nostre canzoni un po’ improvvisate
E verranno altri giorni dove andremo incontro alla vita
Noi ci siamo, noi viviamo, noi respiriamo…sempre

L’intenzione è quella di ricordare l’amico Alberto Cesa (1945-2010), guida per 35 anni di Cantovivo e protagonista indiscusso del folk-revival italiano, e consiste nell’individuare –fra tutto il materiale audio-video inviato alla Giuria- la miglior canzone contemporanea composta in stile tradizionale, attitudine e abilità in cui Alberto eccelleva.

La prima edizione del Premio è stata assegnata alla formazione laziale dei Decalamus, provenienti dalle selezioni territoriali Centro-Sud di Coreno Ausonio (FR) per la canzone “Glie Bregante” nella quale –si legge nella motivazione- “un tema caro alla tradizione come quello del brigantaggio viene sviluppato secondo criteri che rivendicano il diritto alla memoria collettiva, proposto con energia e convinzione”.

La consegna del Premio, è stata effettuata da Ita Cesa, sorella e erede spirituale di Alberto,  il 26 luglio sul palco di piazza Garibaldi a Spilimbergo.  Oltre al concerto dei Decalamus, la serata è stata arricchita da Giordano Dall’Armellina, cantante e chitarrista milanese che ha condiviso con Alberto alcune ricerche etnologiche.

Con la pubblicazione dei libri, i Cd, il Premio (Folkest 2012) Alberto Cesa, i dibattiti e gli incontri, le pubblicazioni di alcuni giornali specializzati e il sincero apporto di alcuni amici che della musica fanno una ragione di vita, s’intende far conoscere quella parte di cultura sia italiana che internazionale, attraverso la comunicazione, l’umanità e la ricerca di grandi valori come la solidarietà e la generosità, sempre presenti nelle radici dei popoli.

Davanti a questi nostri uomini di cultura così preziosi e l’immenso patrimonio che Alberto Cesa ci ha lasciato non si può rimanere indifferenti. Ognuno di noi, giovani e vecchi dovrebbe essere coinvolto attivamente attraverso la comunicazione del messaggio culturale e musicale di questo autorevole ed importante progetto.

Uno caloroso ringraziamento va rivolto alla perfetta organizzazione del Folkest, che ha raccolto il messaggio, non solo per la grande amicizia con il cantastorie torinese e anche allo splendido pubblico, molto preparato ed attento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ringraziamento particolare va alla mia amica Ita Cesa che ha saputo e voluto realizzare il progetto del caro Alberto.

Chi fosse interessato all’acquisto dei due libri con 4 CD, patrimonio della cultura musicale popolare e tradizionale può scrivere anche sul mio blog.

agosto 28, 2012

Un successo da 40 mila presenze. Si è da poco conclusa “Umbria Folk Festival 2012”

Con la giornata dedicata all’Occitania e alle sue tradizioni musicali ed enogastronomiche, ha chiuso il 26 agosto, ad Orvieto, i battenti la sesta edizione di Umbria Folk Festival, rassegna di musica, cultura e gastronomia che si è svolta dal 21 al 26 agosto. Oltre 40.000 presenze hanno consentito alla manifestazione di confermare il suo trend di crescita sia per qualità che per gradimento.     La grande musica di Goran Bregovic, Ambrogio Sparagna, Francesco De Gregori, Alessandro Mannarino, Peppe Barra, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Lucilla Galeazzi, Raffaello Simeoni, Gai Saber, L’Orchestraccia, Juredurè, affiancata dai workshop di danze popolari e dalle Lezioni Folk a cura di Valentino Paparelli, hanno trasformato per una settimana Orvieto nella capitale della cultura folk.

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