Posts tagged ‘gloria berloso’

Maggio 21, 2024

ANOHNI a Ravenna il 15 giugno con il suo nuovo disco My Back Was A Bridge For You To Cross

ANOHNI è tornata con un nuovo album, My Back Was A Bridge For You To Cross, e il primo singolo estratto è It Must Change.

È il suo primo album dopo Hopelessness del 2016 e lei lo descrive come minuzioso, gioioso, intimo e come una ridenominazione della sua risposta al mondo così come lo vede.

“Alcune di queste canzoni rispondono alle preoccupazioni globali e ambientali espresse per la prima volta nella musica popolare più di 50 anni fa”.

Nel 2022, ANOHNI ha iniziato a lavorare con il noto produttore soul Jimmy Hogarth, che ha lavorato con Amy Winehouse, Duffy e Tina Turner. Avendo sempre composto e prodotto i precedenti dischi dei Johnsons, questo tipo di collaborazione era una novità per ANOHNI.

Così ha portato dei quaderni pieni di idee per i testi e insieme hanno abbozzato una serie di demo con Hogarth alla chitarra e ANOHNI al pianoforte. Hogarth ha poi messo insieme una band in studio – tra cui Leo Abrahams, Chris Vatalaro, Sam Dixon e l’arrangiatore di archi Rob Moose – per registrare l’album completo. La chitarra intuitiva di Hogarth guida l’ascoltatore attraverso dieci canzoni, toccando elementi di soul americano, folk britannico e musica sperimentale.

L’album esprime una visione del mondo che si trasforma in un’ampia gamma di argomenti. Attraverso una lente personale, ANOHNI affronta la perdita di persone care, la disuguaglianza, l’alienazione, l’accettazione, la crudeltà, l’ecocidio, la devastazione causata dalle teologie abramitiche, il femminismo del futuro e la possibilità di trasformare i nostri modi di pensare, le nostre idee spirituali, le nostre strutture sociali e le nostre relazioni con il resto della natura.

In It Must Change, ANOHNI descrive i sistemi al collasso con una nota di compassione per l’umanità. Il video del singolo, interpretato dall’attivista britannica per la giustizia sociale Munroe Bergdorf, è diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard. Negli ultimi dieci anni, Munroe Bergdorf ha difeso le persone transgender e ha lottato contro il razzismo istituzionale in una società che spesso nega l’esistenza di entrambi. Come donna transessuale nera e queer, è abituata ad affrontare il plotone d’esecuzione; il suo lavoro consiste nel chiedere agli altri di chiedersi il perché di questa situazione. Di conseguenza, raramente incontra l’ambivalenza. Ha molti alleati ma altrettanti detrattori, che non temono di usare Bergdorf come, dice lei, un “bersaglio da frustare”. Questa parte rumorosa e marginale della società – che comprende persone di tutto lo spettro politico che sostengono un femminismo che esclude attivamente le persone trans – sembra pronta a denunciare ciò per cui lei combatte, ignorando i danni umani collaterali che la loro retorica crea.

Un ritratto della leggendaria attivista per i diritti umani Marsha P. Johnson, scattato da Alvin Baltrop negli anni Settanta, compare sulla copertina di My Back Was a Bridge For You To Cross, a testimonianza di un rapporto venticinquennale con la memoria della Johnson che ANOHNI ha tenuto in considerazione nella presentazione del proprio lavoro. 

Marsha P. Johnson è stata una delle figure più importanti del movimento per i diritti dei gay degli anni ’60 e ’70 a New York City. Sempre sorridente, Johnson è stato un importante sostenitore dei giovani LGBTQ+ senzatetto, di quelli affetti da HIV e AIDS e dei diritti dei gay e dei transgender.

ANOHNI dice che dal suo ultimo disco è cambiata, passando da una persona che ha il compito di sfidare la negazione globale a un’artista che cerca di sostenere gli altri in prima linea.

“Voglio che il disco sia utile. Con HOPELESSNESS ho imparato che posso fornire una colonna sonora che possa fortificare le persone nel loro lavoro, nel loro attivismo, nei loro sogni e nelle loro decisioni. Posso cantare di una consapevolezza che fa sentire gli altri meno soli, persone per le quali la franca articolazione di questi tempi spaventosi non è fonte di disagio, ma motivo di identificazione e sollievo”.

My Back Was A Bridge For You To Cross contiene dieci canzoni.

Ecco la tracklist:
It Must Change
Go Ahead
Sliver Of Ice
Can’t
Scapegoat
It’s My Fault
Rest
There Wasn’t Enough
Why Am I Alive Now?
You Be Free

ANOHNI

Gloria Berloso

Autore

ilblogfolk.wordpress

Maggio 16, 2024

Dai Kingfish ai New Riders of the Purple Sage con Skip Battin

Ci sono storie che rimangono impresse nella nostra mente. Ricky Mantoan mi ha insegnato una parte di quella musica che conoscevo poco e che con il suo Branco Selvaggio ha trasmesso ad una buona parte di alcune generazioni che hanno vissuto gli anni Settanta. Nella vita di questi ragazzi era entrato a far parte il nostro amato Skip Battin e di seguito, nella mia attraverso i racconti di Ricky e soprattutto la loro musica. Oggi ho messo sul giradischi l’Album “Brujo” dei New Riders & the Purple Sage, un disco di 50 anni fa.

Nell’estate del 1969, John Dawson voleva presentare le sue canzoni e Jerry Garcia voleva fare pratica con la sua nuova Pedal Steel Guitar. All’inizio i due suonano nelle caffetterie e in piccoli club, e la musica che producono diventa il nucleo di una band: i New Riders of the Purple Sage.

Nello stesso anno, David Nelson, esperto di chitarra country e rock, si unisce al gruppo come chitarra solista elettrica. A completare la sezione ritmica in quei primi giorni c’erano il batterista dei Grateful Dead, Mickey Hart e l’ingegnere Bob Matthews al basso, che fu poi sostituito da Phil Lesh. Nel 1970, Dave Torbert subentra al basso e i New Riders suonano ogni volta che ne hanno la possibilità. Ben presto, i club fumosi di tutta l’area della baia di San Francisco si riempiono di folle urlanti e scalpitanti, mentre la loro musica si fa più serrata e dinamica. Cominciarono a fare numerose tournée con i Dead e, nel dicembre del 1970, Spencer Dryden, che in precedenza aveva dato prova del suo impeccabile stile batteristico con i Jefferson Airplane, entrò a far parte della batteria.

All’inizio del 1974 il bassista Dave Torbert, desideroso di seguire una direzione più rock and roll, lascia i New Riders per formare i Kingfish con i vecchi amici Matthew Kelly e Bob Weir. Skip Battin, ex membro dei Byrds, si unisce al gruppo al basso, mantenendo il solido programma di tournée che era diventato uno dei marchi di fabbrica della band. Nell’agosto del 1974, i New Riders tennero un concerto di ringraziamento gratuito a Central Park un martedì pomeriggio per 50.000 fan di New York. Il loro sesto album, intitolato Brujo, fu pubblicato nell’ottobre del 1974 e vide il loro suono registrato diventare più nitido, con armonie delicate e canzoni più originali.

Alla ricerca di orizzonti musicali più ampi, nel 1975 i New Riders si uniscono al produttore Bob Johnston, noto per il suo lavoro con Bob Dylan. Lasciandosi trasportare da Johnston su un terreno inesplorato, il risultato Oh, What A Mighty Time vede la band collaborare con Sly Stone e una schiera di coriste. Mighty Time contiene anche la chitarra elettrica di Jerry Garcia in “Take A Letter Maria”. Proprio in questo periodo il mondo della musica sta entrando in un’altra epoca e i New Riders chiudono il loro rapporto con la Columbia Records. La successiva pubblicazione del Best of the New Riders of the Purple Sage, con la sua famigerata copertina, soddisfa i loro obblighi nei confronti della Columbia e la band firma con la MCA Records nel 1976.

New Riders, la prima pubblicazione della band per la MCA, è composto per lo più da materiale di cover ed è l’ultimo album in cui compare Skip Battin, che ha lasciato il gruppo per unirsi ai suoi compagni dei Flying Burrito Brothers. Ancora una volta, estratto dalla scuderia di bassisti dei Byrds/Roger McGuinn, Stephen Love, anch’egli proveniente dalla Stone Canyon Band di Rick Nelson, si unì alla band e diede una rinnovata energia agli spettacoli dal vivo. Il talento di Love nella scrittura delle canzoni contribuisce in modo determinante a “Who Are Those Guys?”, pubblicato nella primavera del 1977. A questo punto, Spencer Dryden abbandona le bacchette della batteria per iniziare a gestire la band. Patrick Shanahan, un altro ex allievo della Stone Canyon Band, si inserisce subito alla batteria ed è presente in Marin County Line, il disco uscito alla fine del 1977 che pone fine al sodalizio della band con la MCA.

Da questo momento in poi l’organico dei New Riders subirà molti altri cambiamenti. Buddy Cage e Stephen Love se ne andarono nel 1978 per unirsi alla breve vita dei San Francisco All Stars con John Cippollina. Skip Battin e i suoi amici Burrito Brother, Gib Gilbeau e Sneaky Pete Kleinow, vennero quindi inseriti in quello che sembrava un mix dinamico. Ma dopo un breve giro nel Nord-Est, sono usciti con la stessa rapidità con cui sono entrati. Bobby Black dei Commander Cody’s Lost Planet Airmen subentra alla pedal steel e un altro allievo di Rick Nelson, Allen Kemp, al basso. Cage rientrerà nella band nel 1980 e il gruppo pubblicherà il suo ultimo disco per la A&M con Feelin’ Alright.

Gli anni di gavetta e la mancanza di attenzione da parte delle grandi case discografiche portano Nelson e Cage a prendersi una pausa nel 1982. Dawson continuò a portare avanti la fiaccola dei New Riders per tutti gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, con l’aiuto di Rusty Gauthier, Gary Vogensen, Bill Laymon e alcuni altri musicisti della Bay Area.

I New Riders of the Purple Sage hanno ricevuto un premio alla carriera dalla rivista High Times in occasione dei Doobie Awards del settembre 2002 e hanno eseguito un breve set che comprendeva “Loneseome L.A.”

Le stesse armonie delicate le ritroviamo nelle canzoni di Ricky Mantoan e le cover del Branco di canzoni come Big Wheels oppure Singing Cowboy firmate da Skip Battin e Kim Fowley inserite nel disco Brujo.

La formazione originale dei Kingfish era composta dal polistrumentista Matthew Kelly e dall’ex bassista dei New Riders Dave Torbert, i principali autori del gruppo. Con le impressionanti capacità strumentali di Robbie Hoddinott, Chris Herold e Mick Ward, la band divenne un gruppo popolare nei club della Bay Area. Dopo la morte di Mick Ward in un incidente d’auto, il gruppo continuò a lavorare come quartetto. Quando i Grateful Dead si ritirarono ufficialmente dalle scene alla fine del 1974, tutti i musicisti erano liberi di dedicarsi a progetti esterni, così Bob Weir, amico di lunga data di Matthew Kelly, iniziò a partecipare, unendosi ufficialmente al gruppo entro la fine dell’anno. L’arrivo di Weir ebbe due importanti impatti sulla band, che possono essere visti sia come una benedizione che come una maledizione. L’organizzazione dei Dead gestiva la propria etichetta, la Round Records, così i musicisti potevano essenzialmente produrre e pubblicare album senza interferenze da parte dell’industria discografica. Il lato positivo fu che i Kingfish ottennero un contratto con l’etichetta dei Dead, registrando un impressionante album di debutto, che aumentò notevolmente il loro profilo. Tuttavia, con grande sgomento dei membri della band, la grande maggioranza dei Deadheads percepì il gruppo come la backing band di Bob Weir. Comunque sia, il gruppo è diventato un gruppo molto popolare in tournée e ha offerto molte grandi performance.

Avrei voluto vivere quei giorni nella baia, se solo i miei genitori avessero pensato di emigrare a San Francisco negli anni Cinquanta. Quando avevo questo pensiero, Ricky mi diceva sorridendo che non ci saremmo incontrati se così fosse stato ma è anche vero che Skip arrivò in Italia pochi anni dopo con il desiderio d’incontrare Ricky quindi o in un modo o nell’altro i nostri destini si sarebbero incrociati.

Gloria Berloso
Gloria Berloso

febbraio 10, 2024

“La linea rossa” – Gloria Berloso

“La linea rossa” è il mio quinto libro pubblicato da Youcanprint Editore

Autore: Gloria Berloso

Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari

Dall’8 febbraio 2024 – distribuito qui e nelle librerie principali.

https://www.youcanprint.it/la-linea-rossa/b/f8bcdccf-d3a5-531b-9cc2-6984f0b8c426

Una narrazione avvincente che scava nella mente il ricordo e pone in primo piano il dolore della perdita, l’amore per la vita ed il desiderio di pace per tutti i popoli.

Un viaggio attraverso quello che fu un tempo notevole nel mondo della musica, vissuto dentro una storia d’amore con un musicista.

C’è un passaggio ad est
che non conosco
La linea rossa all’orizzonte
è nascosta nel fumo
Ci sono cuori ad est
che non battono più
Il sangue rosso sull’asfalto
è rimasto nella pioggia

Biografia e storia

Sono nata a Gorizia ed ho vissuto negli ultimi anni a Borgomasino, in Piemonte.

Per vera e pura passione organizzavo concerti fin dagli anni Ottanta in Friuli, che mi hanno permesso d’incontrare Ricky Mantoan nel 1998, iniziando una significativa collaborazione artistica per l’impegno dedicato alla musica in ogni sua espressione.

C’è un bel saggio recente di John Maxwell Coetzee, lo scrittore sudafricano Premio Nobel per la letteratura nel 2003, dal titolo Lavori di scavo in cui dice: “Chissà quali verità triestine Svevo non ci ha rivelato nelle sue pagine italiane”, cioè Svevo che con gli altri parlava in dialetto, per esempio con James Joyce parlava in triestino. Quindi Coetzee si chiede quali verità, quale eccedenza di senso c’è nella scrittura di Svevo che non è trapelata proprio perché la sua scrittura è abitata da questa estraneità. Il che non significa che Svevo non sia un grande scrittore, ma proprio il contrario è forse questa la sua grandezza. Quindi scrivere a Gorizia o a Trieste ieri come oggi, significa abitare questa propria costitutiva alterità. Se la lingua è la mia casa, è sentirsi vivere come straniero a casa propria. All’epoca di Carlo Michelstaedter questo aspetto del sentirsi vivere come straniero a casa propria doveva essere fervido di stimoli per l’immaginario perché l’Europa e la coscienza europeista dell’epoca lo permetteva, era autenticamente multiculturale. Oggi è diverso, tutta la Venezia Giulia per dirne una, è colonizzata dagli anglismi. Noi siamo gli stranieri più veri, quelli senza un luogo identificabile con certezza. Questo aspetto storico identificativo l’ho ereditato e lo sento addosso da sempre. Il nonno materno è nato Lantieri a Begliano, ha studiato a Vienna, parlava correttamente il tedesco e il russo, oltre l’italiano, il goriziano e il friulano. A casa con mia nonna Caterina e i cinque figli parlavano il friulano pur essendo la nonna probabilmente di origini slave essendo nata Devetag. Il loro atto di matrimonio è registrato nell’archivio vescovile di San Rocco a Gorizia. Il nonno paterno Silvio è nato Berloso a Cittadella in Veneto, la sua mamma Carolina (bisnonna mia) era una Allegro di Correggio (discendente – raccontavano – del noto pittore). La nonna paterna Silvia è nata De Petris a Veglia (Krk). Hanno vissuto entrambi e lavorato prima della guerra, a Pola. Tra loro parlavano il triestino o goriziano (forse l’istriano). Mio padre ha frequentato il collegio a Pola, lo stesso di Sergio Endrigo. Mio nonno dopo la guerra visse a Trieste, mia nonna e i due figli a Gorizia. A casa parlavano il goriziano. Io e mio fratello abbiamo sempre parlato in goriziano con i nostri genitori mentre mia madre, con i suoi fratelli, ha sempre parlato in friulano.

ottobre 25, 2023

Il sole lassù – Racconti e Poesie diventa libro – Il ricavato sarà devoluto a associazioni di volontariato

Nei mesi scorsi vi avevo inviato il libro in formato digitale in questo sito. Da oggi 25 ottobre 2023 il libro

Il sole lassù Racconti e Poesie

è acquistabile dall’editore Youcanprint tramite questo link

https://www.youcanprint.it/il-sole-lassu/b/8296166e-018b-5391-86c5-cf9ba2a4b0f5#=

e sarà disponibile in tutte gli store di libri on line oppure potete chiederlo al vostro libraio di fiducia.

Il ricavato dalla vendita verrà devoluto ad una associazione di volontariato.

Alcune copie saranno disponibili durante eventi, concerti, ecc.

Informazioni editoriali

Data di uscita 2023

Editore Youcanprint

Pagine 52

ISBN 9791222702711

Se desiderate contattarmi direttamente potete lasciare un messaggio in questo sito, inserendo la vostra e-mail. Sarà mia cura inviarvi il libro.

L’autore

Gloria Berloso

ottobre 8, 2023

Il delirio d’onnipotenza di un’intera epoca – Le canzoni di protesta e politiche – Quindicesima parte audio video

Grazie all’umile e privato uso della riproduzione domestica in cassetta, limpido e folgorante esempio di uso democratico, contro-culturale, della tecnologia, le canzoni di protesta e politiche, cominciarono a girare ovunque a decine e decine di migliaia di copie.

Vladimir Semyonovich Vysotsky 

“Le canzoni di protesta e politiche” raccontate da Gloria Berloso è un progetto culturale indipendente, senza scopo di lucro e gestito volontariamente senza percepire nulla in cambio. Il progetto è volto alla ricerca, allo studio e alla memoria di canzoni di protesta e politiche di tutto il mondo. I contenuti sono pubblicati sul sito YouTube, sono controllati accuratamente dietro copyleft e possono essere riprodotti se i proprietari lo consentono. Non sono rivolti ai bambini. Gli autori dei canti sono citati sempre e possono reclamare diritti sui testi qualora lo ritengano necessario. Nel caso di autore sconosciuto la denominazione può essere: anonimo o tramandato. La natura del progetto è di carattere storico culturale, assolutamente non commerciale. Tutti i canti presentati sono stati precedentemente pubblicati ed è degli autori la responsabilità del loro contenuto. Lo scopo del progetto è di raccontare le canzoni, la loro origine, il loro significato attraverso eventi storico politici, di guerra, di lotte operaie, studentesche, di genere, ecc.

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Autore: Gloria Berloso
ottobre 4, 2023

Prepara il letto per due – Le canzoni di protesta e politiche – Quattordicesima parte audio video

Cittadini del mondo cercano una terra senza confini. Il sogno è realtà

Mikis Theodorakis nel 1975

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Autore: Gloria Berloso

ottobre 3, 2023

Il significato vero di una canzone che si è dimenticato nel tempo – Le canzoni di protesta e politiche – Tredicesima parte audio video

Artisti disincantati dalla Depressione, che vivevano in mezzo alla povertà, alla disuguaglianza e all’ingiustizia, e che cercavano di usare la musica per dare voce e stare dalla parte degli impoveriti, degli oppressi e dei disorganizzati.

Leadbelly nel 1930

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Autore: Gloria Berloso

Dal 1984 promuove la cultura e l’insegnamento della storia della musica con concerti, libri, seminari, dibattiti, dischi, radio e video. Scrive poesie da sempre: alcune sono state pubblicate in una raccolta dedicata ai poeti contemporanei. Tutte le persone coinvolte in un progetto di diffusione artistica e culturale portano un messaggio di “crescita culturale”.

ottobre 1, 2023

La dura realtà della vita – Le canzoni di protesta e politiche – Undicesima parte audio video

Invece di uccidere, mi sono alzato e me ne sono andato

The Byrds – 1968

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Autore: Gloria Berloso
settembre 25, 2023

L’abuso di potere – Le canzoni di protesta e politiche – Nona parte audio video

Esistono tante verità che possono coesistere perché siamo tutti esseri umani, uguali. Ma allo stesso tempo, diversi.

Peter Gabriel

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Autore: Gloria Berloso

settembre 22, 2023

Madame Guitar – Incontro con Nibs Van Der Spuy

Per chi ha avuto il piacere di conoscerlo sa già che Nibs Van Der Spuy è una legenda afro europea. Per chi invece non l’ha mai sentito, stasera al Teatro Garzoni di Tricesimo, avrà modo di capire la bellezza di questo interessante artista sudafricano, che vive anche a Lisbona in Portogallo.

Dal primo istante ho capito che Nibs è una persona di straordinaria cultura musicale. La sua vita è un incrocio importante di culture che ne valorizzano sia il linguaggio (parla inglese, portoghese, italiano, afrikaans, zulu) per comunicare con il mondo – sia quello della Musica attraverso i suoi strumenti a pizzico e la sua voce armoniosa.

Nibs Van Der Spuy

Nibs ha pubblicato una decina di dischi tra il 2000 e il 2013, impegnando molto tempo in studio e per la distribuzione sul mercato. Un lavoro impegnativo l’ha compiuto con il suo ultimo lavoro più recente, in italiano “La fanciulla del fiume” e l’insegnamento della Storia della Musica all’Università. Ma il suo amore per la chitarra lo vuole soprattutto protagonista in concerti che hanno registrato il tutto esaurito come per esempio a Londra in ottobre 2023. Credo che anche in Friuli tutte le poltrone disponibili saranno occupate da un pubblico internazionale, quindi vi consiglio di prenotare il vostro posto.

Programma Madame Guitar 2023 e informazioni

Autore: Gloria Berloso