PHIL OCHS, alla riscoperta creativa della musica folk e al suo declino

Philip David Ochs, nato a El Paso il 19 dicembre 1940 e deceduto a Far Rockaway il 9 aprile 1976, ufficialmente per suicidio.

E’ da molto tempo che volevo interpretare la travagliata vita di Ochs, ho iniziato ad ascoltarlo intensamente una ventina d’anni fa, mi piace la sua voce e  comprendo le sue canzoni sempre accusatorie e la sua intensa vita, che è intrecciata alla crescita ed al riflusso del movimento dei diritti civili, alla riscoperta creativa della musica folk e al suo declino, per lo spostamento dei gusti giovanili verso la musica rock. La sua voce e la sua chitarra divengono la colonna sonora della ribellione nella battaglia per la democratizzazione del suo Paese e Phil può essere definito probabilmente il migliore dei cantautori politici ed il più fedele discepolo di Woody Guthrie.

Il suo esordio nel 1962 con All The News That’s Fit To Sing (1964), con The Bells, The Power And The Glory e Bound For Glory, e I Ain’t Marching Anymore (1965), con Draft Dodger Rag Ain’t Marching Anymore(1965), l’inno dei sit-in contro la guerra nel Vietnam (e per la quale Ochs venne bandito dalla programmazione radio e tv in tutta la nazione), subito divenuta l’inno degli obbiettori di coscienza.

Praticamente, Phil Ochs rivitalizza la tradizione del folk singer quale interprete di ogni rifiuto contro l’arroganza di potere. Noto per il suo spirito arguto, il suo umorismo sardonico, la sua pratica giornalistica come cronista, la sua condanna è tagliente e mirata. Ed è proprio con il concerto del 1962 a Columbus, organizzato dalla Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà, che iniziano i primi guai per lui in seguito ad un articolo su un giornale periodico che lo definisce l’erede di Woody Guhtrie, noto come l’ammazza fascisti.

La sua espressione musicale è la trasposizione dei principali eventi di quell’epoca così difficile ma importante da conoscere. Usa la chitarra al posto della macchina da scrivere

In Concert (1966) contiene i suoi primi hit non politici, There But For Fortune e Changes, ma anche The Ringing For Revolution, che, sotto l’influsso di Dylan, è il suo maggiore sforzo politico-narrativo, il brano che lo colloca nelle posizioni piu` avanzate in assoluto della canzone di protesta. Ed è proprio a febbraio del 1966 che Ochs viene classificato come elemento pericoloso per la sicurezza nazionale. In quel periodo si accorge di essere controllato e durante i concerti, tra una canzone e l’altra, fa battute sugli agenti presenti ma nascosti tra il pubblico.

Quando, con Pleasures Of The Harbour(1967), tenta il capolavoro barocco alla Blonde On Blonde, i suoi limiti emergono  evidenti: mentre Bob Dylan continua la tradizione dei poets maudits, Ochs può  tutt’al più affidarsi allo spirito dei dandy romantici del primo Ottocento e sprofondare in arrangiamenti di archi e pianoforti (come in Crucifixion, elaborata suite ispirata all’assassinio di Kennedy). Di quel disco ambizioso si salvano le ballate, The Partye soprattutto Outsaid of a Small Circle Of Friends, una gioiosa musica per un ritratto di una generazione cinica.

Tape For California (1968), con la fiaba folk Joe Hill e un’eccentrica ballata pacifista, The War Is Over, contiene anche il suo ultimo capolavoro, When In Rome, in cui rivisita la storia dell’America con toni apocalittici da far dimenticare Desolation Row.

A metà gennaio del 1968 è tra i promotori del Partito Yippie, di sapore anarchico, all’insegna del spontaneismo e della provocazione contro il potere. Prima del Festival of Life è netta la sua posizione in vista della candidatura di Nixon ed è subito battaglia. La rivista di controcultura rock Rolling Stone raccomanda di stare alla larga da Chicago e pochi artisti confermano la loro presenza. La città diventa un campo di tafferugli, inseguimenti ed arresti. Ad agosto dello stesso anno Ochs canta al concerto di protesta e si preoccupa per il numero di poliziotti presenti, purtroppo alla fine del concerto si scatena la repressione con numerosi arresti, per dimostrare la forza dello Stato. Phil continua a cantare ed animare le manifestazioni antimilitaristiche ma in lui inizia a presentarsi una terribile malattia, mentre la polizia lo perseguita in ogni forma e modo (Fonte: Freedom of Information Act, archivi polizia, FBI e CIA).

La depressione di cui soffre si fa evidente in Rehearsals For Retirement (1969), autobiografia critica a ritmo di rock and roll in cui Ochs si riconosce paladino romantico dei valori della Nazione Americana. La ballata autobiografica My Life riecheggia una preoccupazione che scivola nella paranoia : “Prendetevi tutto ciò che ho, ma staccate le vostre spine dal mio telefono e lasciatemi vivere in pace”. Anche se sconfortato, Ochs canta molte canzoni contro la partecipazione statunitense alla guerra nel Vietnam.

Il suo ultimo concerto, alla Carnegie Hall, è un colossale fiasco anche perché Ochs si ostina  a interpretare brani di rockabilly davanti a un pubblico che vuole ancora ascoltare il folksinger arrabbiato. Greatest Hits (A&M, 1970) è, nonostante il titolo, una raccolta di canzoni in stile country, per quanto prodotte da Van Dyke Parks. La  sua vena creativa è ormai inaridita. L’autobiografica No More Songs, tristissima,  è il suo testamento.

The Millennium Collection (A&M, 2002) e` un’antologia di quest’ultimo periodo.

Farewell and Fantasies (Rhino) e` un boxset di tre dischi che raccoglie 53 canzoni.

Il 9 aprile 1976, Phil Ochs si suicida. Le sue ceneri vengono disperse dal torrione del castello di Edimburgo per onorare un suo preciso desiderio, sua madre era nata lì.

PHIL OCHS ♥

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