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settembre 7, 2013

Spring Awakening: l’irrappresentabile inno alla vita finalmente in Italia!

Masturbazione, aborto, suicidio, stupro, amore e rivolta: dal 29 ottobre la versione italiana – tutta indipendente e operativa anche sui social network – dell’acclamato musical rock di Sater e Sheik tratto dal ‘Risveglio di primavera’ di Frank Wedekind.

Modena, Torino, Roma, Reggio Emilia, Venezia, Padova e Bologna le date del tour

SPRING AWAKENING
…Mamma, perchè non mi hai detto tutto?…

Arriva finalmente in Italia Spring Awakening, uno dei più famosi, acclamati e controversi musical degli ultimi anni, scritto da Steven Sater con musiche di Duncan Sheik e tratto dal celebre Risveglio di primavera di Frank Wedekind. L’opera del drammaturgo tedesco, pubblicata nel 1891 e per molti anni considerata irrappresentabile, pornografica, anarchica e blasfema, è stata lo spunto per l’originale musical di Sater e Sheik, messo in scena off-Broadway nel 2006 e premiato con ben otto Tony Awards. Oggi, su licenza MTI Music Theatre International, l’opera arriva in Italia grazie alla determinazione di una compagnia indipendente, la TodoModo Music-All di Livorno, con un tour nei principali teatri italiani.
Ambientata in una grigia e rigida scuola del Ventennio fascista (e non in Germania come nell’originale), Spring Awakening mette in scena un conflitto tra studenti, scuola e famiglie, tra gioventù e autorità: masturbazione, omosessualità, aborto, stupro, suicidio, ma anche amore, amicizia, libertà, la scoperta del sesso nelle segrete confidenze di adolescenti confinati in un istituto dove la ribellione diventa uno straordinario e commovente inno alla vita. Un’opera coraggiosa, come ribadisce il direttore artistico Pietro Contorno: “Una scelta al limite del temerario e dell’incosciente. È vero. Ce lo dicono tutti. Specialmente in un anno cosi difficile per la società e la cultura italiana in genere. Ma come si dice: se non ora, quando? Il cambiamento deve essere cavalcato “prima”, deve essere anticipato, assecondato, stimolato. E questo noi vorremmo che accadesse”.
Niente effetti speciali nè costumi sgargianti, un originale doppio registro prosa/rock show con tanto di band dal vivo ogni sera (quindi niente playback, tutto vero, tutto reale), un fortissimo impatto emozionale sul pubblico grazie ai temi civili, sociali e politici, un impegno costante nella comunicazione, un team creativo che sfrutta le possibilità offerte dai social network (comprese le web series presenti su YouTube e “sponsorizzate” da Paolo Ruffini). Il cast è composto da undici giovanissimi attori, coadiuvati da due esperti come Francesca Gamba e Gianluca Ferrato, diretti magistralmente da Emanuele Gamba, che dell’opera ha colto il significato più profondo: “Chiunque sia stato adolescente è lo spettatore ideale di Spring: unica altra condizione è che se ne ricordi e si intenerisca per quella imbarazzante sconvolgente età dello slancio e del disagio che ci ha fatto sentire tutti sulle montagne russe. Un giorno fra le nuvole e il giorno dopo – o anche 5 minuti dopo – sottoterra”. Testo recitato in italiano, canzoni in inglese, una vis espressiva unica nel suo genere anche per la potenza rock dei brani di Sheik, riletti dalla band diretta da Stefano Brondi: “Pensateci: i cantanti sanno di avere non basi meccaniche ma persone vive che viaggiano battuta per battuta a fianco a loro, che si emozionano se loro cantano una frase nel pieno delle loro sensazioni, e che sanno stupire con dettagli sonori sempre più vividi approfondendo la conoscenza dell’opera replica dopo replica. Tutto ciò produce un’energia potentissima per la quale mi sono battuto a tutti i livelli”.
L’opera che cambierà le regole del musical anche in Italia, e che già ora sta facendo parlare di sè, è pronta per il tour: 29 ottobre 2013 (Teatro Pavarotti, Modena), 28-30 novembre 2013 (Teatro Colosseo, Torino), 3-8 dicembre 2013 (Teatro Brancaccio, Roma), 7-9 febbraio 2014 (Teatro Valli, Reggio Emilia), 3-6 aprile 2014 (Teatro Goldoni, Venezia), 8-13 aprile (Teatro Verdi, Padova), 10 e 11 maggio 2014 (Teatro Duse, Bologna). Sul sito ufficiale, Facebook, Twitter e YouTube ci sarà un continuo flusso di comunicazione: un autentico risveglio di primavera.
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Spring Awakening tour:
29 ottobre 2013 Teatro Pavarotti Modena

28-30 novembre 2013 Teatro Colosseo Torino

3-8 dicembre 2013 Teatro Brancaccio Roma

7-9 febbraio 2014 Teatro Valli Reggio Emilia

3-6 aprile 2014 Teatro Goldoni Venezia

8-13 aprile 2014 Teatro Verdi Padova

10 e 11 maggio 2014 Teatro Duse BolognaInformazioni:
Spring Awakening: www.springawakening.it TodoModo music-All: www.todomodomusicall.org

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http://http://youtu.be/GICs-mEFuuM

Maggio 25, 2013

BODY AND SOUL- CORPO E ANIMA – Il blues dei nostri tempi (“Blues” è un termine di origine inglese che nasce dalla locuzione ( to) feel blue”, in italiano “essere malinconico”).

Quanti di Voi hanno sofferto prima di comprarsi l’agognata chitarra!!! Ai tempi miei e all’epoca della beat-generation,  si suonava di nascosto, nelle cantine e nei garages, prove su prove per poter arrivare ad avvicinarsi a quel sound che appartiene solitamente ai musicisti afro-americani. Tra gli anni ‘50 e ‘60 le piccole case discografiche americane sono in mano ai neri, per lo più privati, che incidono dischi carichi di soul music e portano avanti i temi di un blues da salvare ad ogni costo dalla commercializzazione avanzata. I temi centrali sono la guerra, gli orrori perpetrati, scene da dimenticare al più presto. La musica così si scatena e si accende fino a trascurare i sentimenti più profondi. Nei locali notturni incominciano a circolare le parole “Rhythm and blues”.parchman3I giovani neri d’allora, figli di genitori che lavorano nelle piantagioni di cotone nel Delta del Mississipi suonano un blues rurale con chitarre spesso costruite da loro stessi, vagabondando qua e là, raccontando storie ai braccianti negri. Con i soldi raccolti tra i poveri braccianti ma con tanta esperienza acquisita in molti anni e l’amore per la musica, comprano anche loro l’agognata chitarra e si spostano in città. L’impatto con altri musicisti, la conoscenza di altri spazi musicali e le diverse maniere di esprimere la musica blues, scatenano la voglia di creare l’orchestrina per esibirsi nelle comunità dei neri dove si arriva a suonare per dieci ore di  seguito.

BLUES5Allora i dischi a 45 giri cominciano a girare alle radio, specialmente alla KWM di Memphis e molto sovente gli stessi musicisti partecipano alle trasmissioni suonando dal vivo. Il pubblico molto attento rimane fedele all’espressione musicale blues di molti musicisti grazie e soprattutto a quelle piccole case discografiche che hanno raccolto per molti anni e pubblicato canzone su canzone e senza ordine cronologico perché il blues deve rimanere tale e quale com’è nato senza distacchi storici.

E’ probabile che l’allora giovane Bob Dylan ma anche Mick Jagger dei Rolling Stones abbiano stabilito un contatto con questa espressione musicale e che canzoni come Sittin’ on The Top of The World e  It’s All Over Now, Baby Blue  prima e  As Tears Goes By dopo, abbiano influito sulla nascita della musica pop che raccoglie molti elementi dal blues.

Chi oggi fa blues deve adeguare l’espressione musicale ai tempi che viviamo e deve trarre i sentimenti musicali dal proprio cuore ma rispettare le sue origini. Chi si avvicina all’ascolto del blues deve compiacersi di sentire buona musica (Rhythm) e storie che forse conosce già (blues). Tra i cultori del blues esistono i conservatori ed i progressisti. Chi suona con chitarre acustiche, dobro, lap steel esalta la purezza del suono antico che appartiene ai neri che nel Delta Blues è accompagnato anche dall’armonica. Ogni musicista che ha sentimenti profondi espande la sua espressione anche con gli strumenti elettrici come la pedal steel guitar ad esempio. Dal punto di vista della comunicazione quindi, a danno dei puristi si concretizza il rispetto al progresso e alla trasformazione.

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Sebbene il blues abbia struttura, schemi musicali e sonorità affini al Gospel si oppone a quest’ultimo proprio per la caratteristica di empietà dissacratoria che, spesso, lo accompagna e che mal si adatta ai temi sacri trattati dai gospel cantati dai predicatori nelle comunità cristiane. Raramente in brani blues è possibile cogliere virtuosismi strumentali o tecniche raffinate poiché si tratta di un genere “povero” basato sulle emozioni, sull’anima dell’esecutore ma anche dell’ascoltatore. La semplicità stessa dei temi e della struttura permette a questo genere di essere eseguito con strumentazioni al limite dell’essenziale.

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Lo strumento che viene più utilizzato dai primi musicisti neri liberati dalla schiavitù (a parte l’elastico inchiodato alla tavola) è la cigar box, una specie di chitarra a due, tre o quattro corde che come corpo reca spesso una scatola di sigari, ma anche altri contenitori, legno o metallo, le corde abbastanza alte ne permettonoun uso agevole con lo slide (cilindro di vetro ricavato dal collo di una bottiglia) ma precludono l’uso delle dita della mano sinistra (o destra se mancino) sulla tastiera, anche per il fatto che la tastiera non recatasti di riferimento, è tutto lasciato all’orecchio del musicista. L’uso della chitarra è la naturale conseguenza, l’esigenza di esibirsi in locali sempre più importanti con altri musicisti ne impone l’uso. L’armonica è l’altro strumento più usato nel blues, in definitiva si può dire che tutti gli strumenti esistenti sono stati usati per fare blues, i neri d’America hanno usato questi perché economici e di facile reperibilità.

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La musica blues non è molto cambiata negli anni anche se suonata dai bianchi e con strumenti elettrici. Bisogna distinguere però i musicisti bravi da quelli non bravi. Purtroppo in questa distinzione non ci aiutano le case discografiche (più numerose e più grandi) dedite più al profitto piuttosto che alla bellezza creativa ed il marasma dei promotori musicali che hanno poca competenza o la completa assenza di sensibilità nel riconoscere la vera essenza dell’espressione musicale. Il blues viene dal cuore, la voce che racconta le storie deve essere calda e comprensibile, la musica deve essere sicura, attraente e perfetta. Se sbagli un accordo cambi la musica ma anche la storia che vuoi comunicare perché è il cuore che comanda e lui non sbaglia mai!!!

Alcuni esempi di espressione blues tra i più bravi musicisti e cantanti italiani

Conservatori:

Fabio Treves e Alex Gariazzo ( http://youtu.be/URiOBj4w6Bg )

Andrea Scagliarini  (http://youtu.be/-Q8cMUv07SA )

Max De Bernardi & Veronica Sbergia (http://youtu.be/nj1rWJBuUJI )

Angelo “Leadbelly” Rossi (http://youtu.be/0YDwSCwCY9w )

Progressisti:

Roberto Ciotti (http://youtu.be/MGPK-M-VQUk)

Blue Stuff (http://youtu.be/dng_jDV2uG0)

Robi Zonca (http://youtu.be/-sEApmAuiMY )

Ricky Mantoan (http://youtu.be/TibApnn7tHs )

marzo 9, 2013

“20SETTEMBREMILLENOVECENTO58” Cara Signora Merlin

“20SETTEMBREMILLENOVECENTO58”

Cara Signora Merlin

10 marzo 2013, ore 16.30

Teatro di Villa Duchessa di Galliera – Genova Voltri

 

il 10 marzo alle ore 16.30.00 va in scena alTeatro di Villa Duchessa di Galliera a Genova Voltri “20SETTEMBREMILLENOVECENTO58”, uno spettacolo di narrazione e musica sul tema della chiusura delle case di tolleranza  prodotto dalla Compagnia Teatrale Indipendente TRABATEATRO, scritto, diretto e interpretato da Annapaola Bardeloni, accompagnata sul palco da Nicola Calcagno alla chitarra e Stefan Gandolfo al contrabbasso.

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20 settembre 1958 a mezzanotte le “case di tolleranza” chiudono le porte: non è poi troppo tempo fa.
“…penso che un sogno così non ritorni mai più…..”


Margherita canta per quei clienti che non vogliono andare via, nonostante la festa sia finita. La musica diventa risata, rimpianto, alcova, rievoca le ragazze,  gli studenti, le megere. Rileggendo il passato, si può comprendere con quanta difficoltà si affronti ancora oggi questo argomento spinoso.


La mattina del 21 settembre 1958 la Senatrice Merlin si fa fotografare mentre apre le persiane di una casa chiusa, chiudendo un’epoca.

Perché raccontare oggi la Legge Merlin? Perché è una domanda aperta. La notte del 20 settembre 1958 si è chiusa un’epoca, ma al di là di ogni morale, questo spettacolo  racconta un pezzo di vita.

 

Infoline                : 347-6485711 – www.trabateatro.it – www.teatrocargo.it

marzo 2, 2013

Il Grupo Compay Segundo, direttamente da Buena Vista Social Club, terrà un esclusivo spettacolo al Teatro Colosseo di Torino domani 3 Marzo alle ore 21:00 .

IL BELLO DEGLI ORIGINALI

a cura dell’Associazione “Arte&Arte”grupo company segundo bella

 Da un po’ di tempo assistiamo a un proliferare di gruppi musicali che, più o meno propriamente, usano la denominazione “Buena Vista”. Del resto Buena Vista è un quartiere de La Habana e il Social Club era un locale dove si suonava la suddetta musica. Di conseguenza chiunque può usare il nome Buena Vista, senza associarlo a Social Club perché registrato, creando dei clamorosi equivoci e sfruttando la risonanza del nome. A questo punto credo sia bene fare delle precisazioni: il film di Wim Wenders “Buena Vista Social Club” ha avuto il merito di avvicinare il grande pubblico alla musica tradizionale cubana; a questo film hanno partecipato musicisti che, prima per girare e poi per promuovere il film, hanno eseguito assieme concerti in varie città del mondo. Poi alcuni come ad esempio Ibrahim Ferrer e Manuel Mirabal hanno continuato a esibirsi assieme, usando come denominazione il titolo del film e del CD. Altri come Compay Segundo e Eliades Ochoa, preferirono tornare a suonare con i rispettivi gruppi, sfruttando la fama seguita al film. Ecco perché talvolta si creano dei malintesi anche ad alto livello: tutti hanno partecipato al film, ma qualcuno ha preferito mantenere la propria identità storica. Del resto, la canzone che dopo il film è rimasta nel cuore e nelle orecchie di tutti è “Chan Chan” di Compay Segundo e probabilmente l’autore, per carisma e autorità, non aveva bisogno di unirsi ad altri se non ai musicisti che lui stesso aveva scelto.
Il 18 novembre 2007 si sono celebrati i 100 anni dalla nascita del mitico musicista cubano Compay Segundo, con uno straordinario concerto tenuto al teatro Amadeo Roldan a La Habana. A tale evento hanno partecipato, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale, alcuni musicisti che avevano suonato con lui come ad esempio Omara Portuondo. Prima di morire, egli stesso scelse i suoi successori, affinché divulgassero la sua musica nel mondo. Il gruppo di cui fanno parte due suoi figli Salvador e Basilio, si chiama: “Grupo Compay Segundo”- da Buena Vista Social Club.Due di questi musicisti, oltre a Compay, parteciparono al film di Wim Wenders “Buena Vista Social Club”.
L’anima di Maximo Francisco Repilado Muñoz (Compay Segundo) è sempre presente nel “Grupo Compay Segundo” ed irradia lo spirito cubano con questo gruppo, che ha assunto il suo nome dopo la sua scomparsa, perpetuando così la testimonianza di uno degli artisti più conosciuti al mondo.
Compay Segundo è dopo Miguel Matamoros l’altro grande personaggio che pose nelle parole e nella musica un universo di immagini della conversazione e del canto caratteristici dei contadini cubani, salvando così questo patrimonio di ricchezza sonora, umoristica ed immaginifica.
Oltre al suo apporto al patrimonio culturale cubano importante è la promozione di uno strumento, l’armonico, e l’introduzione dei clarinetti nell’organico fisso dell’ensemble strumentale. Compay ha proseguito in attività fino ad oltre 90 anni, età dopo la quale ha tenuto più di cento concerti, con un successo sempre crescente, in tutto il mondo. E’ autore anche di un’opera di teatro musicale, “Se secò el arroyito”. Anche se il grande pubblico ha potuto conoscere e apprezzare Compay dopo il successo mondiale del film Buena Vista Social Club, il suo gruppo ha origini molto più indietro nel tempo:“Los muchachos”, primo nome del gruppo, lo accompagnarono dal 1955 nelle sue tournée in Europa, Giappone, Stati Uniti, Canada, Centro e Sud America e Medio Oriente ed oggi
si dedicano a preservare ed arricchire con assoluta fedeltà l’opera di Compay.
Nel 1992 si forma un quartetto composto da Compay (seconda voce ed armonico), Benito Suarez (chitarra e terza voce), Julio Fernandez (prima voce e maracas) e Salvador Repilado (contrabbasso e coro). Nel 1997, dopo la partecipazione al film e al CD “Buena Vista Social Club”, cambiò la prima voce ed entrò Hugo Garzon e nel 1998 il gruppo si allarga ad un quintetto con Rafael Fournier alle percussioni.
Nel 1999 entrano a far parte anche i clarinettisti della “Orquesta Sinfonica Nacional” di Cuba, Haskell Armenteros, Rafael Inciarte e Rosendo Nardo; più recentemente entrano Basilio Repilado (che coglie l’eredità paterna della seconda voce e suona anche la seconda percussione) ed Erenio Almonte alla chitarra.
Più recentemente Compay scelse all’armonico Felix Martinez Montero (Chiquitico) , già collaboratore di Celina Gonzalez, regina della musica popolare cubana e Nilso Arias Fernandez, chitarrista del famoso gruppo cubano Barbarito Torres.
Dal 1996 incidono per la Dro East Music, della Warner Record di Spagna, realizzando un disco nuovo ogni anno, come ad esempio: Antologia de Compay Segundo, Yo vengo aqui, Lo mejor de la Vida, Calle Salud y Las Flores de la Vida nominato al Grammy, premio peraltro già ottenuto per la partecipazione al disco Buena Vista Social Club.
Il Grupo Compay Segundo ha accompagnato tra gli altri gli importanti artisti Silvio Rodriguez, Omara Portuondo, Eliades Ochoa, Charles Aznavour, Pío Leyva, Teresa García Caturla, Isaac Delgado, Santiago Auserón (Juan Perro), i cantanti di flamenco Martirio e Raimundo Amador, Lou Bega e l’algerino Khaled.
Pur tenendo concerti in tutto il mondo, mantengono il loro impegno abituale di suonare nel Salon 1930(ora Salon Compay Segundo) presso l’Hotel Nacional de La Habana. Così i grandi temi come Macusa, Bilongo, Veinte Años, Las Flores de la Vida e la mitica Chan Chan continuano a dimostrare che l’opera di Maximo Francisco Repilado Muñoz, interpretata dal Grupo Compay Segundo, dona amore e allegria a milioni di ammiratori di tutto il mondo.
I figli Compay, presenti nel “Grupo” gestiscono la Casa della Cultura all’Habana,per il Ministero della Cultura Cubano, con incarico diretto da parte di Fidel Castro, che li ha insigniti del titolo di “ambasciatori mondiali della culturale musicale cubana”.

COMPONENTI STORICI DEL GRUPPO:

1 – Salvador Repilado Labrada (Director – contrabajo)
2 – Hugo Garzón Bargalló (cantante)
3 – Haskell Armenteros Pons (clarinete)
4 – Rafael Inciarte Rodríguez (clarinete)
5 – Rafael Fournier Navarro(bongo)
6 – Basilio Repilado Labrada (clave y voz segunda)
7 – Félix Martínez Montero (armónico)
8 – Nilso Arias Fernández (guitarra acompañante)
9 – Roberta Pierazzini (baile)
10 – Paolo Angelini (baile)

Il concerto rientra nel tour italiano della band cubana attualmente in giro per tutta la penisola. Il Palabrescia è in Via Madama Cristina 71 a Torino. Biglietti ancora disponibili a partire da 20,50€ (galleria) fino a 33,50€ (poltronissimaa). Prevendita su Ticketone.

febbraio 7, 2013

Marcello Vento ci ha lasciato, grave lutto per la musica

Marcello Vento è mancato!vento Batterista, percussionista viene considerato storicamente tra i massimi esempi di folk progressivo in Italia soprattutto per le elaborazioni della seconda metà degli anni Settanta.
Marcello Vento ha una lunga carriera come musicista jazz e insegnante di batteria, fino al lavoro con Jenny Sorrenti, sua compagna anche di vita, che esalta anche le sue qualità compositive e di arrangiamento.

dicembre 1, 2012

KALAMASS

“Kalamass” è il nome in lingua celtica della Serra di Ivrea, la collina perfettamente rettilinea che circonda un lato dell’anfiteatro morenico di Ivrea. Questo nome è riportato su molti antichi documenti e ancora usato dagli anziani del luogo che chiamano “COSTA di KALAMASS” la lunghissima collina che parte dal Monbarone, la montagna che domina l’accesso verso la Valle d’Aosta, e si prolunga, segnando il confine tra Canavese e Biellese, oltre il lago di Viverone fino ed oltre al castello di Masino, in un lungo arco che raggiunge quasi le rive della Dora Baltea.

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Nel 2004 Ricky Mantoan, da sempre amante della musica folk americana ma anche del folklore che oggi viene definito “Celtico”, incontra due ragazzi di Ivrea: Alessandro Giusti, eccezionale suonatore di banjo tenore (Banjo a 4 corde che viene suonato con il plettro) e ottimo chitarrista flat picking e cantante. Con lui c’è anche Andrea Patalani, bravissimo flautista e suonatore di “Tin-Whistle”, il flautino metallico che è usato nella musica folk. I tre si trovano benissimo insieme e Ricky, con questa inedita formazione può dare sfogo alla sua passione per l’Arpa Celtica e altri strumenti acustici (chitarra, mandolino, dulcimer), che gli danno la posssibilità anche di cantare le antiche ballate irlandesi e scozzesi imparate da Cristy Moore, Ossian, Tannahill Weavers e Planxty.

Ricky Mantoan

Ricky Mantoan

Alessandro Giusti e Andrea Patalani

Alessandro Giusti e Andrea Patalani

In quel periodo Ricky accarezza il sogno di affiancare al “BRANCO SELVAGGIO”, il suo gruppo con cui esprime il suo amore per il Folk-Rock americano dal 1978, una formazione acustica dedita alla musica tradizionale europea partendo dalla musica di matrice anglo-scoto-irlandese. Il gruppo, battezzato da Ricky: “KALAMASS” in onore della grande collina che domina l’anfiteatro morenico di Ivrea, sin dalle prime uscite ottiene consensi incredibili e a novembre del 2004 registra nello “Sunny Hill Studio”, a casa di Ricky, una serie di brani tradizionali ma riarrangiati per l’occasione. Purtroppo, poco dopo questa registrazione, Alessandro e Andrea, per motivi di lavoro, non sono più in grado di tener dietro ad impegni sempre più importanti; così “KALAMASS” rimane una perla di una collana incompiuta che avrebbe dato frutti sicuramente incredibili.

novembre 26, 2012

ELSA MARTIN VINCE IL PREMIO ANDREA PARODI

CAGLIARI CAPITALE DELLA WORLD MUSIC DAL 22 AL 24 NOVEMBRE

Per tre giorni, dal 22 al 24 novembre, Cagliari è diventata capitale della World Music con la quinta edizione del Premio Andrea Parodi, dedicato all’indimenticato cantante e musicista sardo. A vincere è stata la friulana Elsa Martin (con “Dentrifûr”), che si è aggiudicata anche il Premio della critica. La menzione per il miglior testo è andata a Erica Boschiero, quella per la migliore musica ancora a Elsa Martin, quelle per il miglior arrangiamento e per la migliore interpretazione a Simona Colonna. Sono stati assegnati anche due nuovi premi, non ufficiali: quello dei concorrenti stessi, che è andato a Simona Colonna, e quello dei bambini presenti in sala, di nuovo alla Martin.

Nelle serate, presentate da Carlo Massarini, il pubblico e le due ampie e qualificatissime giurie (una tecnica e uno critica) hanno assistito a un grande spettacolo, con un ottimo livello medio dei finalisti, che hanno proposto in ogni serata un proprio brano affiancato venerdì da uno di Andrea Parodi.

Forti emozioni sono arrivate dagli ospiti, a partire dalla serata di venerdì, con Luigi Lai che ha ricevuto il Premio Albo d’oro e che ha stregato il pubblico con le sue launeddas, e con i vincitori dell’edizione 2011, i deliziosi Elva Lutza.

Sabato è stata la volta della grande forza espressiva di Boi Akih (dall’Indonesia) e delle suggestioni del violino di Lino Cannavacciuolo. Strepitosa poi l’esibizione di Enzo Avitabile, che ha offerto a sorpresa un brano di Andrea Parodi, “Sienda”, con Elena Ledda e Kaballà. Gran finale con tutti gli artisti ospiti sul palco, insieme a Francesca Corrias.

La stessa Elena Ledda, che ha curato la direzione artistica del festival, ha parlato della “felicità di questo festival, che si sentiva dall’aria positiva che si è respirata nelle tre giornate”. “C’è stata – ha continuato – una grande varietà nelle proposte stilistiche dei concorrenti e devo anche dire che la reinterpretazione dei brani di Andrea è stata molto coinvolgente, in certi casi commovente. Non posso poi non sottolineare l’alta qualità della presenza femminile fra i finalisti, con donne diversissime fra loro. Si andava dalla sperimentazione di Shinobu Kikuchi alla genialità di Simona Colonna, sino alle due ragazze più giovani, Erica Boschiero ed Elsa Martin, che mi hanno molto colpito. Fra l’altro sono entrambe intonatissime, il che non guasta”.

C’è stata una netta sensazione di crescita del festival, da molti punti di vista” ha detto Valentina Casalena, moglie di Andrea Parodi e presidente della Fondazione a lui dedicata (che ha organizzato la rassegna). “Noi predisponiamo tutto facendo del nostro meglio, ma il bello poi lo fanno quelli che salgono sul palco e da questo punto di vista devo dire che mi ha colpito nei concorrenti il rispetto e l’impegno nell’avvicinarsi ai brani di Andrea, anche nel confrontarsi con il sardo. L’ho apprezzato non solo per gli omaggi in sé, che sono piaciuti molto anche al pubblico, ma anche perché questo è segno di professionalità da parte tutti i concorrenti. Credo voglia anche dire che ritengono il nostro un concorso serio. In questo contesto i vincitori sono quasi un dettaglio”.

Il festival ha avuto un’anteprima giovedì 22 novembre al Club Fbi di Quartu S. Elena per poi trasferirsi al Teatro Auditorium Comunale di Cagliari, che ha segnato il tutto esauritoLe serate, o una selezione delle stesse, saranno diffuse a livello nazionale da Radio3, Popolare Network, Roxybar Tv e dalle principali emittenti tv e radio regionali.

Elsa Martin si è diplomata in musica jazz con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Klagenfurt (Austria). Inoltre, ha avuto modo di confrontarsi con personalità di livello mondiale quali Tran Quang Hi, Friedrich Glorian, Tapa Sudana, Joji Hirota, Tadashi Endo. Nel 2006 ha partecipato, ospite della cantante brasiliana Rosa Passos, al Festival Internazionale Jazz delle Canarie ed è stata protagonista di numerose esibizioni all’estero. Il suo primo album, “vERsO”, è stato recentemente finalista nella sezione opere prime delle Targhe Tenco 2012.

Come vincitrice assoluta avrà un premio in denaro di 2500 euro per formazione musicale, la partecipazione nel 2013 al Premio Andrea Parodi, all’European Jazz Expo, al Negro Festival e a Folkest. Come vincitrice del Premio della critica la produzione di un videoclip professionale.

Per maggiori informazioni:

www.fondazioneandreaparodi.it

fondazione.andreaparodi@gmail.com

novembre 22, 2012

Baxiu e Contra LIVE festival di musica tradizionale e nuove tendenze

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARCHIFONIA

con il Patrocinio di
Comune di Santadi – Provincia di Carbonia Iglesias
presenta

Baxiu e Contra LIVE
festival di musica tradizionale e nuove tendenze
VII edizione
1 e 2 dicembre 2012
SANTADI (CI)

BAXIU e CONTRA parole che riecheggiano i canti dei poeti improvvisatori del sud della Sardegna.
Da lì infatti nasce e cresce il festival che l’associazione Archifonia e Alberto Balìa musicista, concertista, straordinario esperto di trascrizioni della musica per launeddas sulla chitarra, ha voluto e realizzato in questi anni.
E confronto tra musica e poesia, improvvisazione, produzione originale e tradizione sono le trame della manifestazione giunta tenacemente alla settima edizione.

Baxiu e Contra LIVE si inserisce, pur con una sua autonomia, nella giornata del Pane e Olio in Frantoio, ‘festa di piazza’ che l’Associazione Nazionale Città dell’Olio ogni anno organizza in vari luoghi d’Italia tra cui Santadi.
Laboratori del gusto, tecniche antiche per la lavorazione dell’olio, artigiani del cibo.
Contesto ideale per raccontare musica e poesia che arrivano dal tempo antico ma anche dalle interpretazioni e produzioni del tempo presente. E da ogni luogo in Italia e nel mondo.

A caratterizzare l’imminente edizione sarà l’incontro tra Sardegna del Sulcis e Puglia del Salento grazie alla partecipazione delTrio Taras.
I salentini Aldo Nichil, Angelo Litti e Umberto Panico incroceranno la loro musica con quella di Alberto Balia il primo dicembre alle 22.30.
‘Parallelo Salento Sulcis’ in qualche modo è l’ ideale continuazione del concerto ‘Grazie Caterina’ – omaggio a Caterina Bueno (edizione 2011). Grazie a lei infatti Aldo Nichil e Alberto Balia si sono incontrati in occasione dello spettacolo ‘Ed ora il Ballo’, geniale intuizione della grande artista.

L’apertura sarà affidata ai suonatori di launeddas Bruno Loi e Giovanni Tronci, giovane promessa della musica. entrambi provenienti dalla scuola del Maestro Dionigi Burranca.
Il concerto, denominato Nodas Antigas, racconterà attraverso questo meraviglioso strumento le fasi del ciclo della vita.

Il Gazebo della Musica, laboratorio di improvvisazione musicale che ogni anno riserva sorprese anche agli organizzatori e agli stessi musicisti, animerà la giornata di domenica 2 dicembre.
I musicisti partecipanti alla manifestazione si alterneranno tra launeddas, tamburi, chitarre, fisarmoniche, canto, organetti creando un continuum musicale di improvvisazioni.
Jam session e assoli di eccellenze della musica tradizionale che ogni anno aderiscono con entusiasmo all’incontro.

Eccellenza artistica, rispetto e amore per la tradizione, intelligente attenzione alle nuove tendenze.
E ancora, convivialità, festa di piazza, incontri umani e culturali.
In una parola BAXIUECONTRALIVE2012
Direzione Artistica Alberto Balia

PROGRAMMA
Sabato 1 Dicembre ore 21.30
Aula Consiliare Comune di Santadi

NODAS ANTIGAS
Bruno Loi- launeddas
Giovanni Tronci- launeddas
Un percorso tra i momenti salienti del “ciclo della vita.
Il rito del battesimo, del matrimonio e della messa, il ballo sul sagrato della chiesa, l’accompagnamento dei questuanti per la festa patronale e per la processione dei patroni, i canti di festa, il ballo serale e le musiche della notte di Natale.
Tutto attraverso brani religiosi e profani tratti dal repertorio della scuola del Maestro Dionigi Burranca di Samatzai.
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GLI ARTISTI
Bruno Loi nasce a Nuoro nel 1962 e nel 1967 si trasferisce a San Gavino Monreale. Inizia la sua ricerca nel mondo dei suonatori di Launeddas all’età di 17 anni, dopo aver sentito in una festa popolare il suono di questo magnifico strumento. L’incontro con il Maestro Dionigi Burranca è decisivo: lo seguirà sino alla sua scomparsa nel 1995 diventando di fatto uno tra i suoi eredi.
Partecipa a importanti manifestazioni importanti internazionali (Parigi, Alessandria d’Egitto, Losanna, Amburgo) e a innumerevoli feste della tradizione popolare e sagre. Collabora con Cada Die Teatro e con vari Circoli Sardi in Italia.
E’ socio fondatore dell’associazione Sonus de Canna creata dal Maestro Burranca.
Trasmette la sua arte tenendo corsi in scuole di vario grado e lezioni private a cui accorrono allievi da tutta la Sardegna
Giovanni Tronci, giovane talento della scuola di Loi, nasce ad Aosta il nel 1988 ma presto si trasferisce a Ortacesus.
Con il suo maestro partecipa a manifestazioni in tutta l’isola, riportando notevole successo .

Sabato 1 Dicembre ore 22.30
Aula Consiliare del Comune di Santadi
PARALLELO SALENTO – SULCIS (Puglia Sardegna)
dalla antica Taras alla poesia del canto levantino
Aldo Nichil – chitarra
Angelo Litti – voce e tamburello
Umberto Panico – armonica
con la partecipazione di
Alberto Balia -chitarra

Una formazione che coglie e trasmette la dinamica del ritmo che porta alla trance della pizzica e restituisce l’immagine e la poesia dei canti del solare e multiculturale Salento.
Nel tempo l’incontro con un microcosmo parallelo anche geograficamente: il Sulcis , terriotrio a suo volta attraversato da popoli antichi, di intensa luminosità e con tradizioni che si collegano alla trance attraverso i rituali dell’ argia.
Ma è soprattutto l’ incontro tra Aldo Nichil e Alberto Balia che ha dato origine a una sorta di laboratorio continuo in cui si sono affrontate tematiche (oniriche) connesse all’argia sarda e alla taranta pugliese.
A Baxiu e Contra tornano questi temi in una corale musico-filosofica con il rinnovato incontro tra Alberto e Aldo e con i contributi di Angelo Litti, voce e tamburello e di Umberto Panico all’armonica.

GLI ARTISTI
Aldo Nichil Angelo Litti Umberto Panico ‘ Trio TARAS’
Aldo Nichil con il suo Trio è autore de ‘L’Etno commento sonoro al film ‘Pizzicata’ opera prima di Edoardo Winspeare
“La chitarra di Aldo Nichil attinge, per musicalità, a quella propria, di origine salentina, ma anche mediterranea, dove fantasie sarde si intrecciano a sonorità spagnole e “altre”(cit.)
Umberto Panico si occupa in tempi ‘insospettabili’ (inizi anni ’70) si occupa del recupero e della valorizzazione delle tradizioni salentine e partecipa con Aldo Nichil, Bruno Spennato, Uccio Aloisi e Pino Zimba a centinaia di feste popolari.
Collabora con l’Odin Teatret di Eugenio Barba e con Giorgio Di Lecce, antropologo lavora sulla difesa della Danza Scherma Salentina insieme al Domus De Janas Teatro.
E’ tra i fondatori del gruppo ‘Alla Bua’ con cui partecipa ai film ‘Pizzicata’ e ‘Sangue Vivo’.
Fonda ‘Zimabrie’ e con il musicoterapeuta Giuseppe Memmi e Angelo Litti il “Taranta Social Club”
Angelo Litti che aveva partecipato anche al film Pizzicata approda nel gruppo “Ariacorte” di cui è la prima voce per molti anni.
Attualmente collabora con “Taranta Minor” e con Antonio Papadà presenta spettacoli nelle carceri.

Domenica 2 Dicembre dalle ore 10.00 alle ore 18.00
GAZEBO della MUSICA
Improvvisazione musicale di e con
Bruno Loi – Giovanni Tronci – Aldo Nichil – Angelo litti – Umberto Panico . Sebastiano Soggiu – Alberto e Andrea Balia

info e prenotazioni archifonia@tiscali.it +39.340.403.0557

novembre 10, 2012

”Avemmaria”

“Avemmaria”  è una sinfonia della mente cantata con il cuore. È il tema principale del nuovo disco di questo eccezionale Duo Artistico: Emma e Sergio. Prodotto e distribuito dalla M.A.P. Edizioni Musicali di Milano (www.map.it).

Il testo scritto da Emma e la musica composta da Sergio s’ispirano ad una sonata di musiche ottocentesche e si amalgamano appassionatamente con dolcezza e malinconia. Diventa quasi una liberazione ed evasione dalle pene e dalle preoccupazioni, sublimazione e trasfigurazione della personalità umana. La melodia si effonde, poco a poco fino a liberarsi completamente in un assolo poetico struggente.

Emma Atonna, affascinante interprete della Canzone Napoletana, nonché autrice, ricercatrice della storia delle sue origini e docente presso la fondazione Humaniter di Milano, rivela una netta personalità ed una coinvolgente presenza scenica. La sua voce diffonde un suono celestiale che insieme alle sue doti di comunicazione diretta con il pubblico, la grande passione per la musica e le tradizioni popolari partenopee, hanno portato ad essere una delle migliori interpreti di questo bellissimo scenario napoletano.  

                                                  L’incontro artistico con il maestro Sergio Parisini ha dato una eccellente spinta alla sua carriera, un pianoforte e una voce che regalano alla musica napoletana un palcoscenico teatrale di emozione partenopea.

Sergio Parisini, compositore e collaboratore di Roberto Vecchioni, Mina, Fred Buongusto, ha partecipato a due Festival di Sanremo come direttore d’orchestra. La sua sensibilità nel ruolo di arrangiatore, unite alla valenza di pianista, danno un quadro completo di un musicista, ma soprattutto di un artista, che ha dedicato tutto se stesso a questo mestiere. Le sue ispirazioni sono la musica classica e il jazz, e la grande curiosità musicale lo porta a spaziare in ogni tipo di stili, favorendolo così nell’approccio e nell’esecuzione delle composizioni più disparate. Importanti sono anche le esperienze teatrali che lo hanno portato a frequentare personalità quali Garinei e Giovannini, Alberto Lupo, Gigi Proietti, ecc. Il suo eclettismo lo ha portato anche a comporre musiche per formazioni sinfoniche di orchestre a fiati come “L’Ultimo Burattino”, un poema sinfonico ispirato al “Pinocchio” di Collodi, la suite sinfonica “Giulio Cesare” e un concerto per Oboe e Orchestra. Insieme ad Emma ha dato vita ad una piéce teatrale “Chischiotte & Dulcinea”, rilettura in chiave astratta tratta dal romanzo di Cervantes, una “Avemmaria” in vernacolo napoletano e una piccola storia musicale sulla vita di Gesù “‘O Figlio ‘E Dio”.

AVEMMARIA

VOCE : EMMA BOSSO ANTONNA

MUSICA : SERGIO PARISINI

info@map.it

disco.map@tiscali.it

Produzione esecutiva Massimo Monti

Promozione Artistica Gerardo Tarallo e Gloria Berloso

 

 

ottobre 26, 2012

Si Kahn – Gonna go to Work on Monday one more time

Si Kahn scritto questa canzone nel 1976 per Louis Harrell, di 28 anni, pensionato da JP Stevens.

Harrell è morto in seguito a 62 anni di bissinosi, o “polmone marrone,” dopo anni di inalazione di polveri generate nella produzione di cotone. Era stato il primo presidente della Brown Carolina Lung Association.

Brown polmone – un termine coniato da Ralph Nader – si verifica quasi esclusivamente nei lavoratori di lavorazione del cotone che maneggiano cotone grezzo.

In genere nelle prime fasi, i sintomi compaiono nei giorni in cui il lavoratore è tornato al mulino a seguito di un fine settimana o un giorno di riposo. Da qui il titolo della canzone.

Successivamente arrivano tosse e mancanza di respiro . I pazienti possono andare per anni in uno stato di debolezza fino alla morte.

Bissinosi poteva essere riconosciuto prima come malattia. I funzionari nel lontano 1930 erano consapevoli dei pericoli di una prolungata esposizione dei lavoratori alla polvere di cotone, perché erano in grado di controllare il deflusso dei dati sanitari. L’industria del cotone è rimastarigida per oltre 50 anni prima di riconoscere la bissinosi come malattia mortale.

Infine, nel 1978 – l’anno della morte di Harrell – OSHA ha imposto uno standard protettivo sulle fabbriche tessili. Si stima che 35.000 persone hanno la malattia e altre 100.000 sono state a rischio.

Oggi la produzione di cotone e bissinosi sono in gran parte conclusa negli Stati Uniti. Ma entrambi sono comuni nel terzo mondo.

Si Kahn è stato uno dei Harrell pall-portatori.  Si Kahn è il direttore di Leadership Grassroots e membro della AFM locale 1000.

Ecco il testo della canzone: (traduzione letterale, l’ho lasciata come descritta da Si Kahn)

Vai a lavorare Lunedi ‘

Ho fatto la mia parte nella Seconda Guerra Mondiale
Got ferito per la nazione.
Ora i miei polmoni sono tutti abbattuti,
Non c’è nessun risarcimento.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.Vado a lavorare il Lunedi
Ancora una volta, ancora una volta,
Vado a lavorare il Lunedi
Ancora una volta.
Il dottore dice che fumo troppo.
Lui dice che io non sto cercando.
Dice che non so quello che ho ottenuto,
Ma entrambi sappiamo che sta mentendo.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.Vado a lavorare il Lunedi. . .
L’ultima volta che sono andato vicino al mio lavoro
Ho pensato che i miei polmoni fossero rotti.
Petto legato giù come cerchi di ferro,
Non riuscivo a respirare per soffocamento.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.
I politici in questo stato,
Sono a dir poco marci.
Ci corrompere con le parole di fantasia
E ci si esauriscono al cotone.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.
Il dottore dice che entrambi i polmoni sono andati,
Non c’è alcun modo per scuoterlo.
Ma non posso vivere senza il lavoro,
In qualche modo ho avuto modo di prenderlo.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.
Mi dicono che non possono funzionare a tutti,
Non c’è bisogno di provare.
Ma vivere come una cosa utilizzata
E ‘proprio questa breve di morire.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.
Seduto sul mio swing portico anteriore,
Io sono come qualcuno dimenticato.
Andati tutti pieni di pensieri rabbiosi
E i polmoni pieni di cotone.
Vado a lavorare il Lunedi
una volta.