Posts tagged ‘bumbipress’

ottobre 10, 2015

Zeki Çağlar Namlı, l’inventore dello stereo naturale su chitarra e Baglama.

Zeki Çağlar Namlı, è nato nel 1981 a Trabzon ed ha iniziato a studiare musica quando aveva 8 anni; si avvicinò al Baglama quando ne aveva 14 .

Zeki Çağlar Namlı Model Bağlama

Zeki Çağlar Namlı Model Bağlama

Anche se non ha ricevuto un’educazione Baglama molto intensa, è stato in grado di assimilare le tecniche tradizionali e molto abilmente di percorrere una insolita strada combinando nuove tecniche. Nello stesso periodo si è inscritto al Conservatorio Statale di Musica in Turchia.

In questi anni ha riscoperto e ridefinito il Baglama, creando un nuovo stile musicale, che spazia dal jazz alla world music, un nuovo tono di colore e una tecnica particolare.

taninmayan08_(Kopyala)
Il Baglama è uno strumento a corde usato dai popoli del Mediterraneo Orientale, da alcune regioni dell’Asia Centrale e del Medio-Oriente. Dal turco baglamak significa legare. Molti degli strumenti che in qualche modo assomigliano al Baglama, sono stati trovati negli scavi archeologici in Anatolia tra i cumuli dei Sumeri e degli Ittiti.

Baglama

Baglama

 
Secondo Namlı, la musica è un tutt’uno. Con lo stile sviluppato negli anni di studio, ha creato un sacco di composizioni e ha dato numerosi concerti.

L’invenzione stereo naturale per gli strumenti a corda, iniziata nel 2000 è stata completata nel 2002 e Namlı ha ottenuto il brevetto per questa invenzione. Con questo sistema, che ha applicato su due strumenti, Stereo Baglama e Chitarra Stereo, gli strumenti possono essere ascoltati come in un impianto stereo naturale dove l’ottava musicale si espande ed emerge un nuovo suono che porta anche ad una modifica della tecnica della musica strumentale.

Zeki Çağlar Namlı

Zeki Çağlar Namlı-Album

Il suo primo album, “La Lune”, uscito nel 2006 comprende composizioni strumentali. Mentre le composizioni nell’album più recente (2015) sono già trasmesse da molte radio internazionali, con
lo stereo naturale Baglama; una delle sue composizioni è inserita nei cataloghi degli strumenti innovativi in vari campi. In questi anni ha accompagnato molti artisti in concerti ed dischi, ha preso parte in opere comuni a breve termine. La maggior parte di questi lavori sono stati inclusi negli album di completamento.

Uno di questi è la composizione chiamata “Senden Sonra: all’inizio del disco “Homegrown Istanbul.” Nel 2007, al fine di rafforzare il rapporto tra musica popolare e la musica strumentale, ha creato un programma televisivo concept in un format stile concerto chiamato “Müziğin Diliyle” (con la Lingua della Musica) ed ha iniziato le riprese demo alla fine del 2008.
In questo programma, i musicisti interpretano le immagini di fronte a loro con la Musica, improvvisando.

Nel 2010, ha pubblicato l’album dove duetta con Dominique Di Piazza, un notevole nome nel mondo della chitarra basso.

album
Nel 2012, il programma “Müziğin Diliyle,” (con il linguaggio della musica) e il modo di sviluppare i suoni da lui, ha iniziato ad essere trasmesso. Namlı non ha solo suonato, ma è stato anche il presentatore della programma. Egli ha interpretato le questioni relative alla vita, la musica e
problemi popolari in tutto il mondo, con quasi cinquanta ospiti internazionali.
Finora ha fatto un notevole sforzo per migliorare il potenziale suono, la musica e la tecnica dello strumento che suona e il lavoro è in continuo miglioramento.
In questi anni ha reinventato e ridefinito un nuovo timbro, ovvero una nuova tecnica in larga scala creando un nuovo stile nel mondo della musica jazz.
La musica di Namli è semplicemente unica. Numerosi sono i concerti che Namli ha dato in tutto il mondo.

Con questi strumenti etnici, a parte la musica tradizionale della propria terra, con l’impianto stereo avanzato ed universale, la tecnologia si trova a lottare per l’armonia e la struttura melodica. Questo processo, anche se in ritardo perché si è cercato di superare gli sforzi personali con strumenti etnici, per adattarsi ai tempi degli ultimi sviluppi là dove la percezione della musica, la comprensione universale della musica sta cercando di prendere parte a diverse interpretazioni.

Oggi l’armonia si sposa con le tecniche di improvvisazione delle sfide più importanti nella riflessione di strumenti etnici; conoscenze musicali limitate ed acquisite in precedenza dal musicista, i metodi sbagliati, le teorie, trovano all’interno delle tecniche di suono, la comprensione della musica. In questo senso, i dati scientifici più accurati e l’attuazione di educazione musicale è molto importante: lavorare con il metodo universale di strumenti etnici e uno strumento che in sé non perde nulla della musica tradizionale, ma piuttosto aggiunge.
Questa evoluzione, anche se molto difficile e dolorosa, è essenziale in termini di apertura del fronte allo sviluppo dello strumento e certamente, un giorno diventerà comune.
L’armonia è la musica della natura, Namli è stato il primo a scoprirlo. In questo senso, invece di formazione fornita attraverso una sola decisione, le sequenze principali secondarie e modali si intrecciano, in modo che tutti gli elementi di base della musica tonale, tutte le voci devono essere somministrate all’inizio della formazione sugli standard.

Canım Kızım – Emre Karabulut & Zeki Çağlar Namlı 2015

Autore : Gloria Berloso

settembre 28, 2015

iostoconletartarughe, il libro di Simonetta Bumbi – Riedizione

Prossima Pubblicazione

“EMIGLI EDITORE”

(stavolta ci abbiamo messo il cuore)

iostoconletartarughe

iostoconletartarughe

settembre 16, 2015

Premio Buscaglione Edizione 2015

premiofred_iscrizioni

Dal 15 settembre, sono aperte le iscrizioni al Premio Buscaglione, il concorso a cadenza biennale dedicato alla figura artistica di Fred Buscaglione che nelle prime tre edizioni si è affermato come una delle più interessanti manifestazioni italiane dedicate alla canzone d’autore. Un Premio giovane e dinamico, il primo in Italia ad aver dato la possibilità di iscriversi sul web, gratuito ed aperto a tutti.

Il Primo Premio consisterà in 3000 euro e nella possibilità di esibirsi in 5 dei festival partner della rassegna, il Premio della Critica darà diritto a 1500 euro e alla possibilità di esibirsi in 10 dei festival partner della rassegna, il Premio La Tempesta Dischi consentirà di vedere un proprio brano inserito all’interno della compilation prodotta annualmente della più prestigiosa etichetta indipendente Italiana ed infine il Premio King Kong – Radio 1 consentirà di presentare il proprio progetto all’interno della celebre trasmissione condotta da Silvia Boschero.

La nuova edizione segue di qualche mese la pubblicazione della compilation “Sotto il Cielo di Fred – un tributo a Fred Buscaglione”, realizzata per finanziare il Premio e a cui hanno partecipato, manifestando il proprio sostegno alla rassegna, artisti del calibro di Brunori sas, Dente, Bugo, Lo Stato Sociale, Perturbazione.

Fred Buscaglione

Fred Buscaglione

http://https://drive.google.com/folderview?id=0B-wvRS5BoH_bQ0tYWEs4R2ZOams&usp=sharing

www.libellulapress.it

ilblogfolk di Gloria Berloso

settembre 16, 2015

Galilei censurato per la prima volta in mostra a Orvieto per la Biennale dell’Eresia

Galilei censurato per la prima volta in mostra a Orvieto per la Biennale dell’Eresia

25, 26, 27 settembre Orvieto, Biblioteca L. Fumi (P.zza Febei 1, Orvieto)
Sidereus Nuncius

Sidereus Nuncius

Il Sidereus Nuncius originale, esposto per la prima volta alla Biennale dell’Eresia #ereticofuturo
Presso la Biblioteca L. Fumi, visibile al pubblico l’originale di uno dei testi più rivoluzionari di tutti i tempi, messo all’indice dalla Chiesa Cattolica nel 1610
Il 25, 26 e 27 settembre 2015, in occasione della Biennale dell’Eresia #ereticofuturo – tre giorni di incontri e scambi a Orvieto per sensibilizzare istituzioni e governatori, intellettuali e produttori sul grande tema dell’Eresia come innovazione, con ospiti del calibro di Mariana Mazzuccato e Giulio Giorello –  sarà possibile vedere da vicino un’originale del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
Un’opera rivoluzionaria e fondamentale alla scienza moderna, che fece aprire gli occhi sull’Universo rendendolo “visibile” per tutti.
Un testo che svelò al mondo l’esistenza dei 4 satelliti di Giove, i crateri lunari, confermando la teoria eliocentrica avversa alla Chiesa Cattolica, che impose la sua messa all’indice, censurando uno dei saggi più importanti dell’astronomia di tutti i tempi.
Oggi a distanza di oltre 400 anni dalla sua pubblicazione, la copia originale del Sidereus Nuncius di Galileo Galilei viene esposto al pubblico a Orvieto, dal 25 al 27 settembre 2015 presso la Biblioteca L. Fumi in occasione della Biennale dell’Eresia coordinata dal giornalista e intellettuale Michele Mezza.
Tra i massimi pensatori italiani di tutti i tempi, “eretico”, innovatore e visionario, Galileo Galilei sarà lume, insieme alla figura rivoluzionaria di Giordano Bruno, della Biennale dell’Eresia #ereticofuturo: un grande melting pot di idee e proposte che vede protagonisti gli “eretici contemporanei” e mira ad aprire uno squarcio nella pratica di eresia per creare una vera scuola di  innovazione  creativa che parli al mondo concreto…per tentare l’impossibile.
Perché, come disse un altro grande pensatore come Alan Turing, padre del moderno computer ed eretico dei suoi tempi: “L’innovazione cresce lungo l’incerta linea che separa, l’iniziativa dalla disubbidienza”.
Ufficio Stampa HF4
settembre 13, 2015

Intervista ai Nnebia, rock band finalista a Lanterne Rock, Premio Nazionale della canzone d’autore di Vische e del Canavese.

Gloria Berloso, Davide Giannotto,David Bonato e i Nnibia

Gloria Berloso, Davide Giannotto,David Bonato e i Nnibia

Si è chiusa  la terza edizione del Premio Nazionale della Canzone d’Autore di Vische e del Canavese all’interno del Lanterne Rock Festival a Vische (TO).

Premiati dalla giuria e dai Perturbazione (che si sono esibiti come ospiti speciali) ecco i nomi dei vincitori: Nico Maraja da Roma è giunto terzo classificato, secondo posto per Degian da Brescia mente il primo posto è stato assegnato al ferrarese Icio Caravita.

Caravita segue nel palmares le affermazione de Lastanzadigreta (2013) e Lorenzo Malvezzi (2014).

La manifestazione si è svolta con una buona affluenza di pubblico soprattutto per la rock band torinese dei Proclama (sabato 5 circa 2000 persone) e per la toccante esibizione acustica dei Perturbazione che hanno scaldato i presenti con una performance d’altissimo livello.

Da citare l’altissimo livello artistico dei partecipanti al Premio Nazionale della Canzone d’Autore di Vische e del Canavese giunti da tutta Italia, Sardegna compresa.  Oltre ai tre vincitori già segnalati si sono sfidati Andrea De Balsi (Caserta), Antonio Nola (Treviso), Chiara Lobina (Genova), Elisabetta Gagliardi (Alessandria), Pasquale Demis Posadinu (Sassari), Nnebia (Mantova).

La giuria era composta dalla giornalista musicale Gloria Berloso (Bravonline), dal produttore discografico Fabio Lionello (Tam Tam Production), dal dj radiofonico Marco Balma (Urban The Best), dal fotografo Sergio Cippo e dall’insegnate di lettere e scrittrice Maria Teresa Binello. Coordinamento affidato all’ufficio stampa del Festival David Bonato (davvero comunicazione/Vrec)

Il Festival Lanterne Rock ed il Premio Nazionale per la Canzone d’Autore di Vische e del Canavese è una manifestazione aperta a tutti gli autori, cantautori, solisti o gruppi musicali, con contratto discografico in essere o liberi da vincoli contrattuali. Il concorso ha lo scopo di valorizzare e promuovere artisti e progetti musicali innovativi e di qualità.

L’evento è stato patrocinato da: Regione Piemonte, Comune di Vische ed organizzato dall’Associazione Culturale Promozione Artistica Eventi ed è stato presentato dal bravissimo Flavio Piovano,

Dopo l’intervista al vincitore, Icio Caravita, pubblicata l’otto di settembre, qui sotto pubblico l’interessante intervista all’unico gruppo rock presentatosi quasi al completo sul palco: Nnebia. Cito anche una loro breve biografia come segue:

I Nnebia sono una band rock indipendente italiana nata a Mantova nel 2006. Attualmente la line up è formata da Davide Giannotto (voce e secondo chitarrista del gruppo), Nicola Caleffi (pianoforte, tastiere e synth), Francesco Salis (chitarra solista), Gabriele Grespan (basso), Elia Ziviani (batteria e percussioni).

Nel 2008 incidono un primo EP, mai ufficialmente pubblicato, che li porta ad aprire i concerti di Fratelli Calafuria, Ministri, Negrita, Cisco e Nomadi. Nel 2010 inizia un intensa attività live, che vede consacrate le qualità sceniche della band con l’esibizione all’Alcatraz durante la finale di Emergenza Festival (2011).

Nel 2012 la band inizia la produzione artistica ed esecutiva di diversi brani: “La parata del nulla”, documentario in musica, “Memorie made in Italy” cantata insieme al rapper Virgo, “Solo mezz’ora” con il quale si aggiudicano il primo premio nella 59ª edizione del festival di musica internazionale Gondola d’Oro, come nuove proposte (Gondola d’Argento).

I brani andranno a comporre il loro primo album, “Alto Tradimento” grazie al supporto tecnico, artistico e professionale dell’associazione culturale ContamiNazione da loro fondata.

L’INTERVISTA A CURA DI GLORIA BERLOSO REGISTRATA A VISCHE DA DAVIDE BONATO (DAVVERO COMUNICAZIONE) A:

DAVIDE GIANNOTTO portavoce e autore dei NNEBIA

Davide Giannotto (Nnebia)

Davide Giannotto (Nnebia)

G.B. 1) Che cos’è per te la musica?

D.G. La musica è un vettore di espressioni, esprime quello che abbiamo dentro, i nostri concetti. E una domanda difficile nel senso che è tante cose. Direi che principalmente è questo.

G.B. 2) Scrivere canzoni è in genere un’attività solitaria ma alle volte può essere necessario un team di supporto. C’è qualcuno che ti aiuta o ispira?

D.G. Parlo al plurale, che ci ispirano ci sono tantissimi artisti musicali ma anche artisti di altro tipo. Ci ispira il mondo che ci sta attorno e ci stimola però il team di supporto per me che sono l’autore magari dei testi e magari della canzone strutturata nei quattro accordi, è fondamentale nel senso che la band, il team che ha scelto, perché noi ci siamo scelti, è fondamentale perché non faremmo il risultato del nostro suono, dei nostri testi e di tutto il pezzo a 360°; di tutto il lavoro è frutto sicuramente del team.

G.B. 3) Fabrizio De André sosteneva che il lavoro del critico musicale è un’arte complessa che differenzia l’arte vera da quella falsa. Che ne pensi a tal proposito?

D.G. Il lavoro del critico musicale hai detto, la citazione non la conoscevo. Il lavoro del critico non è un lavoro semplice nel senso che dipende per chi lavora, credo io. Il critico alla Mollica, il critico che ti deve fare l’articolo per il giornale tende a parlare sempre bene e in maniera positiva, poi c’è la critica magari come c’è stata posta ieri, che è una critica volutamente costruttiva. Ecco, io mi auguro che il critico sia più vicino a quella che ci è stata fatta ieri nel senso che ci ponga le cose come stanno su una base, mi auguro io, di esperienza: ti critico perché ho il diploma di conservatorio, perché lavoro nel settore, perché sono una professoressa di italiano e ti faccio la puntualizzazione sull’italiano che è importante. Perciò l’arte vera da quella falsa, credo abbia anche una metafora all’interno di questa frase. È una domanda difficilissima… (G.B. Anche perché Fabrizio logicamente si metteva nei panni della critica che secondo me è un po’ sottovalutata dalla maggioranza degli artisti). D.G. Certo. Se i presupposti dell’arte e dell’artista sono puri al 100%, come noi proponiamo come team, come siamo e come pensiamo, io mi auguro che la critica sia a pari livello, sia pura.

G.B. 4) Il suono e la voce sono elementi essenziali per esprime al meglio quello che vogliamo e desideriamo comunicare ma devono essere veri. Negli ultimi anni in Italia, il linguaggio, elemento basilare ed importante, è stato usato contro la falsa comunicazione ed in formato di stereotipi, frasi fatte e banalità. Qual è il ruolo del cantautore oggi, esiste un nuovo linguaggio?

D.G. La cosa bella e brutta del linguaggio che è mutevole, credo io; mutevole nel senso come ogni cosa mutabile è soggetta a evoluzioni. Gli stessi stimoli che generano l’arte sono gli stimoli che vanno anche a modificare il linguaggio. Perciò si, secondo me si formano dei linguaggi quando neanche ce ne accorgiamo. Facciamo un esempio banalissimo: abbiamo fatto un’intervista in una radio piccola della nostra zona, perché avevamo fatto un pezzo con un rapper. Lui (radio-cronista) ha subito pensato che il pezzo l’avesse scritto il rapper dicendo “ormai il loro cantautorato è il rap”, in verità no perché il pezzo l’ho scritto io. Però ho voluto utilizzare quel tipo di linguaggio perché mi permetteva di sviluppare (prendila con le pinze) una poetica più di strada e parlando di concetti che non sono assolutamente di strada perché un concetto che parla di tematiche di ingegneria ambientale. Perciò ho deciso di adottare quel tipo di poetica e farla cantare a chi fosse in grado di cantare il rap perché non sarei in grado di cantarla come l’ha cantata Virgo ed era il linguaggio più giusto. Perciò il linguaggio è mutevole, muterà sempre. Il linguaggio dei cantautori che ammiro sarà un linguaggio che muterà sempre. Cito Brunori sas, cantautori stranieri, mi viene da pensare sempre ai classici, adesso mi trovo un attimo spiazzato al riguardo. Vedi Sas, ha fatto un cantautorato che può ricordare qualcuno ma è diverso magari da Rino Gaetano che appena lo ascolti dici: cazzo, questo è Rino Gaetano. No, è Brunori sas, che ha un suo linguaggio, una sua intenzione.

G.B. 5) Come vi definite?

D.G. Noi abbiamo deciso un linguaggio rock che avesse delle sfaccettature cantautorali. Il tipo di rock è molto vasto, in realtà è il rock a cui noi ci ispiriamo, c’è dentro di tutto, parte dal rock anni ’70 al rock più moderno perciò direi che è un rock con delle sfaccettature vintage ma anche moderne con un linguaggio spesso più cantautorale che più pop-rock. (GB. Rock anni ’70? A quali gruppi, americani, inglesi …) D.G. Tanti. La maggior parte sono i grandi classici. Si parte dalle radici, dal blues. Si arriva ai Led Zeppelin, ai Pink Floyd, Deep Purple e poi si arriva ai più moderni ma anche i cantautori perché è quello di cui siamo fatti. Il linguaggio italiano è fatto di questo.

Le canzoni presentate in concorso: Cattive abitudini, Rock and roll inferno, Tachicardia.

Autore: Gloria Berloso

settembre 8, 2015

A Icio Caravita il Premio Nazionale per la Canzone d’Autore di Vische e del Canavese-Festival Lanterne Rock 2015

La terza edizione del Premio Nazionale per la Canzone d’Autore di Vische e del Canavese, concorso per artisti e cantautori si è concluso. Inserito nell’edizione di Lanterne Rock Festival in scena a Vischesabato 5 e domenica 6 settembre 2015, gli artisti finalisti si sono esibiti nelle due serate. Dopo un primo esame e critica costruttiva alla fine della prima esibizione dove hanno presentato una canzone, nella seconda serata le esibizioni sono diventate molto più credibili ed ogni concorrente ha eseguito due o tre brani di loro composizione. In palio, oltre alle targhe commemorative, premi in denaro per 1000€ complessivi, la partecipazione ad una compilation realizzata da Tam Tam Producion, spazi promozionali radiofonici e televisivi, l’inserimento in diversi eventi organizzati dalla Carovana dei Festival e l’esibizione al prossimo “Nuovo MEI – Meeting degli Indipendenti a Faenza 1/4 ottobre 2015″ ed a ”Eurosong Indie Festival – Ventimiglia 12 e 13 settembre 2015” (in collaborazione con Mei/Audiocoop).

 

Il costo di iscrizione per l’edizione 2015 è stato di 40€ per band, 25€ per cantautori singoli. Una giuria di addetti ai lavori, diversa da quella che ha decretato il vincitore, ha valutato i progetti musicali degli artisti che si sono esibiti dal vivo al Festival Lanterne Rock del 5 e 6 settembre. La selezione è avvenuta tramite l’ascolto del materiale mp3 inviato mentre il vincitore è stato decretato sulla base dell’esibizione dal vivo da cinque giurati e il presidente di giuria. Sono stati valutati il testo, la musica, la tecnica vocale e musicale, l’arrangiamento e la presenza scenica

Il Premio Nazionale per la Canzone d’Autore di Vische e del Canavese, sotto la direzione artistica di Giorgio Giardina è una manifestazione aperta a tutti gli autori, cantautori, solisti o gruppi musicali, con contratto discografico in essere o liberi da vincoli contrattuali. Il concorso ha lo scopo di valorizzare e promuovere artisti e progetti musicali innovativi e di qualità.

L’evento è patrocinato da: Regione Piemonte, Comune di Vische ed organizzato dall’Associazione Culturale Promozione Artistica Eventi. Info: www.promozioneartisticaeventi.it E-mail: promozioneartisticaeventi@gmail.com Tel. 392.77.87.571 – 340.39.29.618

 

Dopo un’attenta e quanto mai difficile scelta per la qualità dei progetti presentati in questa terza edizione, il primo premio è stato assegnato a Icio Caravita, il secondo premio a Degian, il terzo premio a Nico Maraja.

Icio Caravita

Icio Caravita

 

Vische 6 sett. premiazioni

Vische 6 sett. premiazioni

A tutti gli artisti è stata fatta un intervista prima dell’esibizione sul palco.

Qui sotto riporto una breve biografia di Icio Caravita e l’intervista a cura di Gloria Berloso, registrata da David Bonato (Davvero Comunicazione) il 6 settembre 2015 a Vische (Piemonte).

Albo d’oro (1° classificato):

LaStanzaDiGreta (2013), Lorenzo Malvezzi (2014), Icio Caravita (2015).

BIOGRAFIA

Icio Caravita, cantautore emiliano classe 1967, è un one man band che suona chitarra, armonica e percussioni a pedale e ama definirsi menestrello.
Originario di un piccolo paese della bassa, Consandolo di Argenta (Ferrara), ma milanese d’adozione, Icio muove i primi passi in studio nei primi anni duemila, sotto la supervisione di Brando, con cui condivide il palco più volte.
Tra il 2009 e il 2011 Icio pubblica tre Ep autoprodotti: Icio Caravita, 2 passi e N.3. Canzoni folk con il punk tra le righe e un senso di appartenenza naturale alla tradizione della canzone d’autore italiana. Così nel 2010 Mogol consegna a Icio il Premio S.I.A.E. come miglior autore della manifestazione Senza Etichetta.
Nel 2014 Icio Caravita pubblicherà un album per Dasè SoundLab Records.

CARAVITA

 

INTERVISTA A: MAURIZIO ICIO CARAVITA

G.B. 1) Che cos’è per te la musica?

M.I.C. Per me la musica è vita. Io campo di musica e vivo di quello.

G.B. 2) Scrivere canzoni è in genere un’attività solitaria ma alle volte può essere necessario un team di supporto. C’è qualcuno che ti aiuta o ispira?

M.I.C. Non ho nessuno che mi aiuta, che m’ispira si, magari diverse cose e mi piace star solo anche se può diventare anche un rischio perché ci si chiude proprio per scrivere, almeno io sono così in verità, e poi sono sempre con la testa per aria, ho appunti ovunque, mi piace raggrupparli e rifarli. Non ho nessuno che mi dà una mano, accetto però consigli da chiunque.

G.B. 3) Fabrizio De Andrè sosteneva che il lavoro del critico musicale è un’arte complessa che differenzia l’arte vera da quella falsa. Che ne pensi a tal proposito?

M.I.C. Sono abbastanza d’accordo con De Andrè. Che differenzi l’arte vera da quella falsa è la pura verità, sono convinto che sia proprio così perché parecchia arte è falsa, anche solo il modo di porsi e comunque di ritenersi artista. Se ostentato risulta già falso. Quindi più sei naturale più sei vero.

G.B. 4) Il suono e la voce sono elementi essenziali per esprime al meglio quello che vogliamo e desideriamo comunicare ma devono essere veri. Negli ultimi anni in Italia, il linguaggio, elemento basilare ed importante, è stato usato contro la falsa comunicazione ed in formato di stereotipi, frasi fatte e banalità. Qual è il ruolo del cantautore oggi, esiste un nuovo linguaggio?

M.I.C. Non so se esiste un nuovo linguaggio, sicuramente non quello di cui mi hai parlato ora nel senso che oltre che a tutto quello aggiungo anche il proprio, come dire le abbreviazioni sono diventate di routine e per un cantautore non è possibile. A meno che magari tu non faccia parte di quella schiera di così detti nuovi cantautori che sono i rapper, però non so fino a che punto possano esserlo. La parola è ancora importantissima quindi è nella sua completezza. Non lo so, io sono di vecchio stampo. Sono cambiate molte cose però a livello di scrittura comunque, stai ascoltando una canzone, stai ascoltando un cantautore e quindi ti deve esprimere qualcosa. Se poi magari c’è qualcuno che riesce a farlo con i nuovi linguaggi, mi viene in mente Caparezza, è uno che butta dentro miliardi di cose con intelligenza però è veramente difficile e magari è ancora un po’ prematuro, si svilupperà questa cosa ma non so fino a che punto perché sono tutte cose tronche. Si viaggia per emoticon non più per parole.

G.B. 5) Come ti definisci?

M.I.C. Vero, vero, senza presunzione, proprio naturale.

Le canzoni presentate in concorso: Le piccole cose, Scarabocchio, Sono nervoso precario

Autore: Gloria Berloso

 

 

luglio 31, 2015

BLOWIN’ IN THE WIND by Gloria and Ricky

BLOWIN’ IN THE WIND

Quante strade deve percorrere un uomo
Prima che lo si possa chiamare uomo?
Sì, e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
Prima che possa riposare nella sabbia?
Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare
Prima che siano per sempre bandite?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quante volte un uomo deve guardare verso l’alto
Prima che riesca a vedere il cielo?
Sì, e quante orecchie deve avere un uomo
Prima che possa ascoltare la gente piangere?
Sì, e quante morti ci vorranno perché egli sappia
Che troppe persone sono morte?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quanti anni può esistere una montagna
Prima di essere spazzata fino al mare?
Sì, e quanti anni la gente deve vivere
Prima che possa essere finalmente libera?
Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa
Fingendo di non vedere?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

WorldFire-Web-solo-colomba-3

Nel 1989 cadeva il muro di Berlino, nel 2004 cadeva il muro confinario che divideva Gorizia (la mia città) dalla Slovenia. Nel luglio del 2015 in Ungheria verso il confine serbo si è costruito il muro anti migranti.
È incredibile ma l’uomo non ha proprio memoria della storia. Si, perché ogni barriera, ogni muro, ogni reticolato hanno sempre separato e allontanato le persone con idee e culture diverse; nel tempo questi “muri” hanno sempre avuto un giudizio negativo da chi immaginava e pensa oggi ad un mondo libero. Tutte le persone da sempre si muovono e il futuro vedrà sempre più la mescolanza di etnie, un fenomeno che non può che essere positivo dato che genera esseri che portano in sé quelle preziose diversità che possono modificare nei secoli le civiltà. D’altronde la storia ci ha insegnato che è sempre andata così. Come è possibile che la nostra cultura attuale porti a chiuderci in un recinto! Questa è una involuzione dell’uomo e credo sia pericolosa anche nel nostro quotidiano vivere. Ci vogliamo chiudere tutti dentro le nostre case, cosa raccontiamo alle generazioni successive? Che siamo difronte ad un nemico invisibile? Questi sono i muri eretti dall’indifferenza e prodotti dall’ignoranza e da idee politiche che non hanno radici storiche.
Stiamo vivendo un periodo senza dubbio molto difficile ed ognuno di noi ha il dovere ma anche il diritto di trasformare le cose cattive in buone. Certamente alzare un muro, sparare contro i nostri simili, affamare i popoli sono atti cattivi e nessuno può essere cieco davanti alle tragedie.
La canzone che io e Ricky Mantoan abbiamo scelto per interpretare la nostra fiducia nella pace è Blowin in the Wind scritta da Bob Dylan molti anni fa.

Quanti anni può esistere una montagna
Prima di essere spazzata fino al mare?
Sì, e quanti anni la gente deve vivere
Prima che possa essere finalmente libera?
Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa
Fingendo di non vedere?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Questa interpretazione, completamente arrangiata da Ricky Mantoan ed eseguita vocalmente da Gloria Berloso e dallo stesso Ricky nelle parti corali, è un esempio di cambiamento non certo per migliorare i suoni ed il testo di Dylan che è perfetto in tutte le sue parti, ma per far comprendere che le cose belle hanno una possibilità di allargare gli orizzonti per creare bellezza ulteriore. Una canzone è la nostra seconda voce ed ha un valore aggiunto per chi può e vuole ascoltare tutte le voci, senza muri e senza barriere.

Gloria Berloso, vocals
Ricky Mantoan, vocals, tutti gli strumenti, arrangiamenti

luglio 8, 2015

Nicola Cossar, Neri Marcorè ed Edoardo De Angelis presentano “Sale di Sicilia”

Mariacristina Di Giuseppe

Mariacristina Di Giuseppe

Nicola Cossar, Neri Marcorè ed Edoardo De Angelis

presentano Sale di Sicilia,

romanzo d’esordio di Mariacristina Di Giuseppe

Sale di Sicilia - Libro

Sale di Sicilia – Libro

Domenica 12 luglio ore 11:30 |

Udine – la Feltrinelli | Via Paolo Canciani, 15

Il giorno 12 luglio 2015, dalle ore 11:30, presso la Feltrinelli di Udine, si terrà la presentazione del libro Sale di Sicilia, romanzo d’esordio di Mariacristina Di Giuseppe pubblicato da Navarra Editore. L’opera, finalista al Premio Corrado Alvaro 2015, può già contare la prima ristampa. Il giornalista Nicola Cossar farà gli onori di casa. Neri Marcorè e il cantautore Edoardo De Angelis affiancheranno l’autrice durante la presentazione.

Ambientata in una Palermo che Neri Marcorè, autore della prefazione, definisce meravigliosa e brutale, troppo spesso oltraggiata, contraddittoria nella sua bellezza e decadenza, ricolma di tesori, nascosti o alla luce del sole, di cui si ha nostalgia già nel presente, Sale di Sicilia è l’opera prima di Mariacristina Di Giuseppe, già autrice di testi per Milva, Antonella Ruggiero, Edoardo De Angelis, Neri Marcorè, Amedeo Minghi.

Protagonista del romanzo è Vittorio De Luigi, giornalista cinquantenne – uomo appassionato di vita, cucina e politica, ma intriso di malcelate inquietudini – che vedrà sconvolta la propria routine esistenziale dal fortuito coinvolgimento in un’inchiesta sui falsi d’autore in Sicilia.

Le avvincenti indagini del protagonista prenderanno direzioni inaspettate e lo porteranno a fare i conti con una storia personale ben più coinvolgente, intima e dirompente.

“Sale di Sicilia – racconta ancora Marcorè nella prefazione al romanzo – possiede una struttura densa, un andamento costante, ogni parola sembra pensata come una carezza per il lettore, compiacendolo con una ricchezza di linguaggio che si direbbe provenire da altri tempi, ma altrettanto, costringendolo al rigore di una letteratura di argomenti, riflessioni e sentimenti mai troppo facili. Il periodo è ricco, riflette, per i colori, gli aromi, l’abbondanza, proprio la terra che ospita gran parte della storia, che nel complesso risulta ben costruita, oltre che accuratamente documentata”.

Il romanzo è un atto d’amore, un’ode alla Sicilia, della quale l’autrice si dice caduta innamorata. “Senza corteggiamento – racconta la Di Giuseppe – ho ceduto, per mio conto e volontà, alle lusinghe inconsapevoli, alle blandizie innocenti di una realtà urbana, culturale e umana, quella di Palermo, che per motivi ancora ignoti mi ha letteralmente conquistato e tratta dalla sua parte. Sono divenuta, allora, partigiana delle sue virtù, osservatrice addolorata delle sue ferite. Senza foga, a spada bassa, ho imbracciato l’arma più innocua e più potente che uomo abbia mai posseduto: la parola”.

La Sicilia, infatti, simbolo di una frontiera non geografica ma dell’anima, è la vera protagonista del romanzo, che – insieme a Parigi, un villaggio vicino a Marsiglia, Roma – diventa medicina in grado di guarire Vittorio dalla sua insofferenza senza nome.

Nicola Cossar

Nicola Cossar

Neri Marcorè

Neri Marcorè

Enrico De Angelis

Edoardo De Angelis

Per maggiori informazioni:

“la Feltrinelli”

Via Paolo Canciani, 15 Udine

Tel. 0432 204292

Pubblicato da Gloria Berloso – ilblogfolk

giugno 11, 2015

La sacralità della nostra voce e la musica che c’è in noi.

gregor1 Ci sono luoghi nella nostra Terra che emanano vibrazioni potenti. Luoghi dove s’incrociano ruscelli sotterranei e linee di forza e che i popoli antichi veneravano, fossero essi foreste, montagne, rocce o caverne. Le vibrazioni alterano il nostro senso di realtà ordinaria e ci mettono in contatto con la realtà mitica e con i più grandi misteri.

Guardiamo e pensiamo ai più grandi siti archeologici di questo pianeta ed è proprio in questi luoghi che furono costruite degli edifici sacri, allineati con le stelle, affinché proteggessero e amplificassero le misteriose energie della terra. Questi luoghi sacri sono intrinsecamente musicali, dove, attraverso il suono e la vibrazione, si entra in sintonia con le dimensioni sacre. Gli antichi ricercavano i luoghi naturali per le loro proprietà acustiche come le montagne e le caverne.

Suoni e musica hanno un profondo effetto sulle onde del nostro cervello e possono portarci in elevati stati di coscienza. Quando ascoltiamo musica in uno stato di rilassamento profondo, possiamo fare esperienza di immagini e ricordi. La musica può portarci all’estasi. Tutti i rituali nel mondo usano alcune forme di musica in luoghi designati come sacri. Nei tempi antichi questi rituali erano svolti per comunicate con gli antenati, i depositari della saggezza. Le vocali erano intonate e considerate sacre, in quanto esse sono gli unici suoni emessi attraverso il respiro, cambiando la posizione della bocca. L’intonazione dei suoni vocali potrebbe essere stata solo una delle prime forme di musica, insieme con il canticchiare dei bambini. Oggi, la terapia musicale con il suono sta diventando sempre più popolare in tutto il mondo. Abbiamo bisogno di trovare vie che ci riportino in armonia, guardando all’inquinamento del suono, così presente nella cultura del nostro secolo. Entriamo in contatto con i suoni ed i ritmi più dominanti che ascoltiamo ed il nostro tecno-mondo ha un impatto sul nostro sistema nervoso. Molte persone sono assuefatte alla tecnologia e ai videogames. Siamo talmente bombardati che abbiamo dimenticato come ascoltare veramente ed essere presenti con profondo silenzio.

All’interno di ciascuno di noi risiede una architettura sacra e una musica che molti ignorano: la nostra voce cantante. Questa voce contiene i nostri più profondi sentimenti, le nostre brame spirituali, le nostre speranze, paure e verità personali. Cantare è la forma più personalizzata di espressione musicale. Coinvolge diaframma, petto, cuore, polmoni, gola. Lingua, viso, la parte frontale esposta dei nostri corpi, dove sono custodite le nostre emozioni più profonde. Quando cantiamo diveniamo una cassa di risonanza, uno strumento vibrante con la bellezza del tono. Sentiamo il canto vibrare attraverso il nostro intero sistema, collegando corpo, mente, emozione, anima e spirito. Siamo la sola specie che può passare dal linguaggio parlato al canto. Forse le nostre strutture inerenti, fisiche, hanno fornito l’ispirazione per l’architettura sacra. (F.te S.E. Hale)

Tamut

Tamut

La “sorprendentemente ben conservata” cantante egizia Tamut Il direttore del museo Neil MacGregor, ha detto che la tecnologia sta diventando così avanzata che entro cinque anni sarà possibile scoprire come fosse la sua voce: “Tornate fra cinque anni e sentirete Tamut cantare. Sapremo se era un mezzo-soprano.” Il curatore di archeologia egizia, il dottor John Taylor, ha aggiunto: “Questa donna una volta stava lì e cantava per il Dio. E’ straordinariamente ben conservata fino ai capelli tagliati corti. Probabilmente indossava una parrucca come simbolo degli individui di alto rango”.

Gloria Berloso  

Maggio 7, 2015

Sneaky Pete E. Kleinow, un po’ di storia e la nascita dello String-Bender di Gloria Berloso

Solo una manciata di chitarristi di steel ha fatto sentire la sua influenza al di là della musica country e “Sneaky” Pete E. Kleinow era uno di loro. Noto soprattutto per il suo lavoro con i Flying Burrito Brothers, ma anche per decine di registrazioni country-rock e canzoni riflettenti questo spirito, Kleinow ha trasformato la steel in uno strumento rock, amplificandola fortemente e volutamente. Per il risultato ottenuto, è stato descritto come “il Jimi Hendrix della steel guitar”.

Sneaky Pete '73 Holland

Sneaky Pete ’73 Holland

read more »