Posts tagged ‘Byrds’

settembre 29, 2019

Le interviste a Gloria Berloso di Radio Veronica One a Torino – Musica e libri

Cari lettori, potete ascoltare la  lunga intervista registrata da Radio Veronica One, storica emittente di Torino.
In questa parte parlo soprattutto del lavoro costruito insieme a Ricky Mantoan e la nostra nascita artistica come Gloria & Ricky. Ringrazio Sergio, conduttore per la trasmissione radiofonica, bravissimo e competente per la materia trattata.
Ringrazio di cuore tutte le persone che operano a Radio Veronica One per avermi invitato per parlare di musica e raccontare alcune storie forse ancora sconosciute.

La seconda parte della mia lunga intervista di Radio Veronica One, storica emittente di Torino è dedicata alla musica Country Rock ed ai principali suoi attori.
In questa intervista parlo soprattutto del lavoro costruito da Ricky Mantoan e il Branco Servaggio. Ringrazio Sergio, conduttore per la trasmissione radiofonica, bravissimo e competente per la materia trattata.
Ringrazio di cuore tutte le persone che operano a Radio Veronica One per avermi invitato per parlare di musica country rock raramente trattata in trasmissioni radiofoniche e televisive.

La terza intervista per Radio Veronica One è incentrata sulla storia della musica ed in particolare sull’aspetto conoscitivo e la mia cultura musicale nata e vissuta attraverso i dischi, i concerti e l’incontro fondamentale con uno dei più importanti musicisti della storia musicale.
Ricky Mantoan naturalmente è la sorgente ed io sono il fiume.
Grazie a Radio Veronica One di avermi dato l’opportunità di rispondere a Sergio, bravo e competente conduttore per la materia trattata.
Un altro dei numerosi contributi che da 35 anni ho dedicato a questa arte meravigliosa, per chi vuole sapere e sa ascoltare.

luglio 31, 2015

BLOWIN’ IN THE WIND by Gloria and Ricky

BLOWIN’ IN THE WIND

Quante strade deve percorrere un uomo
Prima che lo si possa chiamare uomo?
Sì, e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba
Prima che possa riposare nella sabbia?
Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare
Prima che siano per sempre bandite?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quante volte un uomo deve guardare verso l’alto
Prima che riesca a vedere il cielo?
Sì, e quante orecchie deve avere un uomo
Prima che possa ascoltare la gente piangere?
Sì, e quante morti ci vorranno perché egli sappia
Che troppe persone sono morte?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Quanti anni può esistere una montagna
Prima di essere spazzata fino al mare?
Sì, e quanti anni la gente deve vivere
Prima che possa essere finalmente libera?
Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa
Fingendo di non vedere?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

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Nel 1989 cadeva il muro di Berlino, nel 2004 cadeva il muro confinario che divideva Gorizia (la mia città) dalla Slovenia. Nel luglio del 2015 in Ungheria verso il confine serbo si è costruito il muro anti migranti.
È incredibile ma l’uomo non ha proprio memoria della storia. Si, perché ogni barriera, ogni muro, ogni reticolato hanno sempre separato e allontanato le persone con idee e culture diverse; nel tempo questi “muri” hanno sempre avuto un giudizio negativo da chi immaginava e pensa oggi ad un mondo libero. Tutte le persone da sempre si muovono e il futuro vedrà sempre più la mescolanza di etnie, un fenomeno che non può che essere positivo dato che genera esseri che portano in sé quelle preziose diversità che possono modificare nei secoli le civiltà. D’altronde la storia ci ha insegnato che è sempre andata così. Come è possibile che la nostra cultura attuale porti a chiuderci in un recinto! Questa è una involuzione dell’uomo e credo sia pericolosa anche nel nostro quotidiano vivere. Ci vogliamo chiudere tutti dentro le nostre case, cosa raccontiamo alle generazioni successive? Che siamo difronte ad un nemico invisibile? Questi sono i muri eretti dall’indifferenza e prodotti dall’ignoranza e da idee politiche che non hanno radici storiche.
Stiamo vivendo un periodo senza dubbio molto difficile ed ognuno di noi ha il dovere ma anche il diritto di trasformare le cose cattive in buone. Certamente alzare un muro, sparare contro i nostri simili, affamare i popoli sono atti cattivi e nessuno può essere cieco davanti alle tragedie.
La canzone che io e Ricky Mantoan abbiamo scelto per interpretare la nostra fiducia nella pace è Blowin in the Wind scritta da Bob Dylan molti anni fa.

Quanti anni può esistere una montagna
Prima di essere spazzata fino al mare?
Sì, e quanti anni la gente deve vivere
Prima che possa essere finalmente libera?
Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa
Fingendo di non vedere?
La risposta, amico, sta soffiando nel vento
La risposta sta soffiando nel vento

Questa interpretazione, completamente arrangiata da Ricky Mantoan ed eseguita vocalmente da Gloria Berloso e dallo stesso Ricky nelle parti corali, è un esempio di cambiamento non certo per migliorare i suoni ed il testo di Dylan che è perfetto in tutte le sue parti, ma per far comprendere che le cose belle hanno una possibilità di allargare gli orizzonti per creare bellezza ulteriore. Una canzone è la nostra seconda voce ed ha un valore aggiunto per chi può e vuole ascoltare tutte le voci, senza muri e senza barriere.

Gloria Berloso, vocals
Ricky Mantoan, vocals, tutti gli strumenti, arrangiamenti

maggio 7, 2015

Sneaky Pete E. Kleinow, un po’ di storia e la nascita dello String-Bender di Gloria Berloso

Solo una manciata di chitarristi di steel ha fatto sentire la sua influenza al di là della musica country e “Sneaky” Pete E. Kleinow era uno di loro. Noto soprattutto per il suo lavoro con i Flying Burrito Brothers, ma anche per decine di registrazioni country-rock e canzoni riflettenti questo spirito, Kleinow ha trasformato la steel in uno strumento rock, amplificandola fortemente e volutamente. Per il risultato ottenuto, è stato descritto come “il Jimi Hendrix della steel guitar”.

Sneaky Pete '73 Holland

Sneaky Pete ’73 Holland

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marzo 5, 2015

Joan Baez a Udine: 8 marzo 2015, serata da tutto esaurito al Giovanni da Udine.

Sembra essere inziata nel migliore dei modi la collaborazione tra Il Teatro Giovanni da Udine e Folkest. Un tutto esaurito che accoglierà Joan Baez con lo splendido colpo d’occhio di un teatro strapieno in ogni ordine di posti. Sarà la seconda di quattro date del tour italiano che, oltre Udine, toccherà Bologna, Roma e Milano.

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dicembre 29, 2014

Gram Parsons, Jim Croce e Clarence White – Una data: 1973 e tanti ricordi

Il 17 dicembre 1973 festeggiavo il mio diciottesimo anno ed ero felice, tra i libri, i giornali e i dischi pubblicati in quel periodo che riportavano le notizie d’oltre oceano che echeggiavano di note. Pochi mesi prima di questa data, su alcuni giornali di musica spuntavano timidamente alcuni articoli su tre immensi musicisti, poco conosciuti in Italia al grande pubblico ma tra i più bravi al mondo e pur ancora giovanissimi con una carriera alle spalle: Gram Parsons, Jim Croce e Clarence White. La notizia che li riguardava era molto triste perché annunciava la loro morte tragica e la scomparsa dalla scena della grande musica americana. Forse su Gram Parson si è costruita una storia da romanzo: si trovava in un motel in California e dopo aver pranzato e salutato gli amici, era salito in camera per cambiarsi e non era più sceso; i suoi amici sono andati a cercarlo e lo hanno trovato svenuto sul pavimento. All’ospedale morì per un attacco cardiaco. Il suo funerale mistico-country è stato tipicamente californiano. Nel gennaio 1973 era uscito il suo primo ed unico album solo “ G.P “ .
Nel settembre del 1973 moriva in un incidente aereo Jim Croce. La sua non era stata certamente una vita facile. Nato da povera famiglia, aveva praticato diversi lavori, ma scontava la passione per la chitarra e si dedicò con grande passione a comporre canzoni. La cosa gli risultò così naturale che quando arrivò in studio per registrare il primo giorno, si presentò con 1400 canzoni messe su pentagramma.
Sempre nell’estate del 1973, moriva Clarence White, forse il musicista più famoso allora in Italia per essere stato membro dei Byrds, uno dei session men più richiesti nel giro americano dopo la sua fuoriuscita dal più celebre gruppo del mondo assieme ai Beatles. La sua morte è arrivata in un momento particolare dato che aveva intenzione di costituire un trio jazz con Skip Battin e Gene Parsons ( in ottobre dello stesso anno era stata programmata una tournée a Londra con Battin e Parsons e la Country Gazzette) e riprendere a suonare con i fratelli Eric e Roland.

GRAM PARSONS

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                       JIM CROCE

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                              CLARENCE WHITE

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BYRDS

ottobre 14, 2014

La poesia di Gloria Berloso

http://www.amazon.com/Sentire-Italian…/dp/B00O8391FU

La tradizione epica greca, attraverso l’oralità della poesia, ci insegna un “sentire”
più ampio della percezione, un “sentimento” o un animo che costituisce già una
completa relazione con il mondo. Nelle movenze delle forme viventi ed attraverso
le forze elementari si è compiuto il lavoro di autoapprendimento e autocostruzione
del Sé nella Natura ancora indivisa ed unitaria. La parola detta plasma il significato
inaugurale della poesia, il sentire poetico come fonte dell’umano.
L’uomo moderno, ingabbiato nelle concettualizzazioni della parola scritta, prende
atto dell’inevitabile scissione tra il sentire e l’intendere, tra il sentire e l’essere sentito,
testimoniando la divisione dove prima era identità.
Si configura così la meta
irraggiungibile, il viaggio senza ritorno, nel tentativo di ricucire
lo strappo, di colmare la distanza tra oralità e scrittura, tra parola
detta e parola scritta, tra il sentire e il pensare. Nell’esitazione tra il suono e il senso,
prendiamo le mosse da questa epocale diatriba di visioni del mondo per presentare
questa nuova Collana di poesia intitolata Sentire. Auspicio che l’oralità non sia solamente
funzionale alla scrittura bensì un tutt’uno con essa. Per riconsegnare alla
parola, riflesso unitario delle sedimentazioni del “sentimento” e dell’intuizione, il potere
evocatore che le compete

Autori:
GLORIA BERLOSO
FRANCESCO BIA
SALVATORE BORDINO
ERMINIA CASALINUOVO
MARIA CARMELA D’ANGELO
ANNA DEL VECCHIO
LISA DI GIOVANNI
DAVIDE FIGLIOLINI
SILVIA IRAGHI
MARIA GABRIELLA LAVORGNA
LOUIS GLACIER
ANGELO MANGANELLI
MARCO NASTA

aprile 28, 2014

L’AQUILA – La verità è che il sogno impossibile è sempre possibile

Forse non si sa che è un fatto biologico che le aquile possono vivere  70 anni o poco meno. Ma quando raggiungono 30 o 40 , sentono di avvicinarsi alla morte perché i loro artigli e becco non sono più forti per distruggere la carne con cui si nutrono . E quando si sentono di poter morire , volano verso la cima di una montagna per ricostruire il becco e gli artigli. Aspettano mesi lì , fino a quando non escono di nuovo per vivere altri 30 o 40 anni.  I miei stati d’animo come persona, come creatrice e forse come artista mi hanno permesso di continuare a lavorare e di trascorrere molto più tempo con le persone più care. Come l’aquila ho sentito la necessità di volare altrove per ricostruire la mia interiorità e riflettere di come poter cambiare me stessa ma anche aiutare gli altri.Dicono che quando si raggiunge una certa età, ci si aggrappa all’impossibile. La verità è che il sogno impossibile è sempre possibile, e non so se ha senso resistere e tenere duroPenso che dovremmo tutti smettere di combattere ed imparare dalla storia, il bene ed il male che abbiamo fatto; dobbiamo trovare punti di contatto e di dialogo per ammorbidire e risolvere i problemi per i bisogni reali. In questi anni di cambiamenti avrei preferito vedere globalizzate l’istruzione e la sanità pubblica ma il processo ha sviluppato il consumismo, l’appiattimento culturale, lo sfruttamento e guerre ovunque. Abbiamo un problema di comunicazione, che fino all’avvento della stampa, e lo scambio di informazioni  si basava in primis sulla tradizione orale e, in seconda battuta, su gestualità, immagini e suoni. Riflettiamo sulla stampa italiana, la chiusura dei cinema, le leggi sull’immigrazione, su un mondo che chiude le orecchie alla poesia e che sta perdendo le cose. Oggi penso che questa riflessione ci possa aiutare a capire meglio.Decorah-Eagles_h_partb

Nel processo di cambiamento di una società la canzone può essere trasmettitore di buoni sentimenti, può insegnarci a essere migliori. Una canzone, un inno, possono aumentare la nostra autostima, o farci desiderare ciò che ci unisce. Una canzone può avvisare, trasformare le nostre antenne. Possono anche guidarci nei momenti di confusione. So che alcuni medici hanno utilizzato canzoni per migliorare lo stato emotivo dei loro pazienti. Alcuni dicono e lo penso anch’io che le canzoni sono parte della colonna sonora della  vita . Se questo è vero, le canzoni possono essere molto importanti.

Un’altra area culturale che trovo essenziale è la memoria storica . Viviamo in un paese dove la stragrande maggioranza della popolazione è nata dopo la seconda  guerra mondiale. Vuol dire che stiamo costruendo una società alternativa a una società che non vive e che non abbiamo esperienze personali . E i giovani  che domani raggiungeranno le posizioni fondamentali del paese , dovranno guidarlo senza nemmeno raccontare la sua parte per l’ ultima generazione che ha vissuto il capitalismo , in mezzo a una guerra culturale di alta intensità . Perché non c’è alcun piano per il futuro che non difendere una tradizione che non ha gli occhi su un passato, o meglio, su una interpretazione del passato.

Se penso bene, il socialismo nel mondo è venuto in paesi arretrati , in condizioni di guerra totale. E per lungo tempo l’idea che ha prevalso in quei paesi che stavano cercando di creare una cultura alternativa era quella di stabilire una sorta di corazza per proteggersi dalla disinformazione chiamata stampa libera, che abbiamo anche ereditato . Al punto che noi siamo il peggio che può capitare è che pensiamo di camminare con un guscio, quando in realtà non abbiamo nessuna armatura.

Chi va al di là di un lavoro o no, ha certamente a che fare con la fortuna, ma può essere aiutato. La migliore direzione è sempre stato il rispetto per la canzone come arte, l’essere curiosi, l’andare oltre la prima cosa che viene in mente. Continuo a pensare che leggendo la letteratura e la storia, vedere film, teatro, danza, arti visive, avere una base culturale solida sia un imperativo possibile. Per quanto riguarda la tecnologia, io penso che si debba usarla, portarla al nostro servizio, non viceversa. La forza culturale in Italia si trova nelle sue radici e nella sua diversità, nel numero di culture che si uniscono e ci fanno crescere, creando infinite possibilità.

La mia generazione ha partecipato a dibattiti, era critica e auto-critica. Penso che sia possibile che i giovani di oggi partecipino alla rivoluzione culturale allo stesso modo, perché non è la realtà. Ciò che esiste oggi è il risultato di ciò che è stato fatto, perché questa diversità è inevitabile, e da essa è che possiamo diventare migliori.

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Easy Rider

Easy Rider

Che cos’è cambiato dall’era beat descritta da Keruac nel libro pubblicato nel 1957: “ On the Road”( Sulla strada), un romanzo che ho letto a dodici anni grazie alla traduzione di Fernanda Pivano e da Woodstock, il più grande e pacifico raduno dei figli dei fiori a cui appartengo totalmente e dei grandi protagonisti del folk rock internazionale con i capelli lunghi, le magliette strappate, i piedi nudi, l’amore libero? Tra il 1957 e il 1969, sono trascorsi solo dodici anni, troppo pochi per guardare ai giovani con più apertura! Impossibile per i nostri genitori e nonni assimilare questa rivoluzione culturale, dentro e fuori. Anche il film “Easy Rider” rispecchia molto bene le reazioni dell’epoca e soprattutto “ The Strawberry Statement”, film culto degli anni ‘70, ora quasi del tutto sparito o fatto sparire, diretto da Stuart Hagmann. La colonna sonora coincide praticamente con la colonna sonora reale di quegli anni, e contiene alcune delle più significative canzoni West Coast degli anni ’60 (almeno quelle che erano state scritte fino all’anno di uscita del film), utilizzate sia come commento fuori campo, sia direttamente nel film (la scena della discoteca nella quale lui e lei ascoltano assieme un brano in cuffia). In Italia nell’anno che moriva a Sanremo Luigi Tenco, 1967, Gianni Pettenati ha cantato in coppia con Gene Pitney, “ Rivoluzione – La rivoluzione, nemmeno un cannone però tuonerà …e basteranno pochi giorni, magari poche ore, per fare un mondo migliore – Il testo è di Mogol.

The Strawberry Stateman

The Strawberry Stateman

 

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Una delle canzoni di Joni Mitchell del 1970, The Circle Game nell’ultima parte dice:

E le stagioni, continuano ad alternarsi
e i cavallucci di legno della giostra ad andare su e giù.
Siamo prigionieri sulla giostra del tempo.
Non possiamo tornare indietro, possiamo solo guardare dietro di noi, da dove veniamo,
E tutto gira e gira nel gioco del cerchio
.

La canzone è molto nota anche nella versione, con un arrangiamento più rock e più accelerata, incisa dalla cantautrice canadese-americana Buffy Sainte-Marie ed inserita nei titoli di testa del film The Strawberry Statement. Il testo riassume quello che ho detto finora, dalla diversità del passato dobbiamo prendere spunto per migliorare, che non vuol dire cambiare perché nessuno sa quale sia la realtà.

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Dalla seconda metà degli anni settanta ad oggi, i giovani hanno assimilato insegnamenti ma il consumismo e il capitalismo sono aumentati. Basti pensare al modo usato per ascoltare musica, internet, mp3, iTunes . L’unica differenza culturale tra le generazioni genitori-figli di oggi è l’atteggiamento più positivo verso il modo di vestire, il look in generale,  i rapporti tra persone dello stesso sesso.

La musica e le canzoni però devono avere un ruolo sempre essenziale nella società e non si possono liquidare semplicemente ascoltando in cuffia suoni distorti, le emozioni che una canzone comunica si possono percepire molto di più a un concerto e comunque da registrazioni effettuate con veri strumenti musicali. Il suono e la voce sono elementi essenziali per esprimere al meglio quello che vogliamo e desideriamo comunicare ma devono essere veri.

Provate far ascoltare una canzone dei Byrds  e una canzone degli Afterhours, in vari momenti della giornata e in luoghi specifici, la risposta la troverete dopo l’esperimento.

Negli ultimi anni in Italia, il linguaggio, elemento basilare ed importante della contestazione,  è stato usato contro la falsa comunicazione ed è formato da stereotipi, frasi fatte, banalità. La contestazione attraverso la poesia, la canzone, il teatro,  ha ricercato un nuovo linguaggio e sta cercando nuove soluzioni per comunicare ciò che succede nel mondo e rappresentare le problematiche sociali ma anche quelle interiori.

Nel 1968 Pier Paolo Pasolini con il suo Film Teorema va a toccare le basi concettuali di una cultura che del proprio mezzo, la ragione illuministica, aveva fatto la gabbia in cui imbalsamare definitivamente, con tutto il carico di ingiustizia presente, la società nei suoi schemi irremovibili, nei suoi antagonismi tutti interni ad essa.

Pasolini

Pasolini

Teorema

Teorema

Teorema è nato come tragedia in versi, poi si è trasformato in un libro molto frammentario che mantiene alcuni frammenti in versi, per raggiungere infine la forma della sceneggiatura cinematografica dove il regista riduce la presenza del dialogo, lasciando alle immagini e alla musica di Mozart la narrazione degli eventi e le mutazioni dei personaggi. Secondo Pasolini, è proprio nel sovvertimento della logica che sorregge l’ideologia della società borghese capitalistica che consiste l’unica di una rivoluzione.

Con Orgia, sempre nel 1968, Pasolini denuncia il dramma dell’autodistruzione psicologica e fisica di una coppia borghese, uno stillicidio sadomasochista che sviscera,  contrastando la poesia e il crudele realismo dell’azione, le radici della incomunicabilità moderna che nascono da un passato nostalgico sognante al raggiungimento della felicità. C’è da chiedersi se il grande regista, ingiustamente criticato e poi barbaramente ucciso, abbia avuto una premonizione su recenti avvenimenti di cronaca giudiziaria! Nessun riferimento è casuale e deve far pensare!

  

Autore: Gloria Berloso

 

 

aprile 18, 2014

Skip Battin, Human Being Blues

E’ così bello essere elettrici ..se scorre potrebbe giacere sulla schiena.. lentamente essere organico .. nero per non essere nero. Mi ferisce essere un profeta .. è divertente essere un pazzo .. essenziale essere legale .. al diavolo le seguenti regole. E’ difficile essere una donna .. facile essere un uomo .. è morte essere uno che si buca .. difficile da capire. Mi  ha preso il blues .. mi ha preso l’acerbo .. ho gli alti e i bassi e anche quelli in mezzo. E’ duro essere un genitore .. è duro essere un figlio ..raro essere un patriota .. è tardi per essere messo alla prova. . E’ difficile essere una donna .. facile essere un uomo .. è morte essere uno che si buca .. difficile da capire. E’ freddo essere uno degli stupefacenti .. imbroglia vivere sul cibo .. confinateli nella speranza .. ogni imbroglio è un errore. Mi ha preso l’human being blues .. sto pagando l’human being blues .. mi ha preso il blues .. mi ha preso l’acerbo .. ho gli alti e i bassi e anche quelli in mezzo. E’ così giusto essere religiosi .. è così duro essere soli .. la luce può essere così pesante .. è bello avere una casa .. Se Fleet fosse stato un soldato .. avrebbe potuto avere pace .. è un combattimento combattere una battaglia .. è il tempo di essere rilasciati. . Mi ha preso l’human being blues .. sto pagando l’human being blues .. mi ha preso il blues .. mi ha preso l’acerbo .. ho gli alti e i bassi e anche quelli in mezzo…

Skip Battin

Skip Battin

Così Skip Battin, ultimo dei Byrds (1973), rivive tutto il mondo che ha conosciuto quando era un ragazzo: New York e l’America, non quella degli anni venti come lui esaspera in “Central Park”, ma quella degli anni cinquanta, lasciandosi prendere da una certa nostalgia che però non ha niente di lacrimevole. E’ l’analisi che un uomo fa onestamente di se stesso attraverso l’acuta osservazione dei cambiamenti di un’epoca, da quando Skip guardava la televisione il programma dell’invincibile Dick Clarks, e sognava di suonare come Fast Domino o Chuck Berry, e una volta presa coscienza di tutto questo dice: è difficile essere donna, facile essere uomo, come la morte essere uno che si buca, troppo bello capire..

Nelle sue canzoni, la sua analisi è sempre lucida e consapevole e quando canta con ironia  .. Beh, che fine ha fatto Fats Domino? Tutti i miei compagni hanno mollato e si sono sposati. Una volta correvamo tutti a vedere Chuk Berry. Oh, ho sentito l’urlo di venti chitarre, era Duane Eddy, Superstar, pur non abbandonando il suo amato rock’n’roll e credendoci in senso assoluto, a volte in maniera ingenua e totale, così come è in fondo l’America, continua: non dimenticate l’eccitamento, la gallinella e i giretti perché sono parte del rock and roll, e in qualche posto,  nel buio, io suono per Dick Clark, ditelo pure a tutti quanti.

Skip indugia e continua la sua retrospettiva poetica e trova un Central Park nettamente cambiato con il passare degli anni: … bene, venite tutti quanti, è tempo di fare un ballo. Tu hai un impulso nel tornare indietro in un’azione come fossi in trance, così tu sei un intellettuale tutto sesso, e la prossima volta indosserai calzoni trasparenti …

Ma questa specie di accusa cade nel vento perché egli sa benissimo di essere stato per tanto tempo uno di loro, con le loro pecche e le delusioni con i desideri e il forzato intellettualismo, avendo fatto parte dei Cobras, ma alla fine realizza di avere qualcosa di diverso, di un senso profondo che gli è rimasto nei segreti più intimi, cose che nessuno gli potrà portare via.

Skip non potrà mai fare la fine del Central Park, di Fats Domino, di Captain Video, di Dick Clark, dell’undercever man dei Cobras, di Valentino e dell’America tutta, perché sono cose sue personali e questo riesce a giustificare e a portare in porto tutto quello che ha scritto e cantato.

La mia vita segreta sono i miei amici, la mia famiglia, i miei amori, i miei cani e le mie canzoni. Tutto questo potrebbe apparire abbastanza borghese, se non ci fossero i perché esternati nelle mie precedenti assertazioni e, soprattutto, dal resto dei testi: la mia vita segreta viaggia di città in città alla ricerca di amici e se dovessi venire a cantare nella tua città verresti?”

Quello di Skip Battin si rivela come un desiderio di pace, di amicizia, di schiettezza sincera, e non di rivalsa e di imborghesimento come potrebbe apparire a prima vista, anzi la sua è una accusa specifica: è l’America che si sta imborghesendo, quella che ha conosciuto da ragazzo, quella che ha distrutto quello che c’era di puro e di delicato, che però non ha mai contagiato e toccato la sua vita segreta, per meglio dire intima.

Quando i Byrds cantano è l’America che canta, l’America dei mille volti, tutti gli stereotipi sono passati tra le loro note, una cultura vissuta, non studiata pedissequamente.

Chi non possedeva tali caratteristiche introspettive non avrebbe mai potuto entrare nella corte dei Byrds dove McGuinn era il faro e la luce da seguire e dove Dave Crosby ha dovuto scegliere altre strade per cantare Triad ed abbandonarsi alle sue dissertazioni poetiche fantastiche e irreali.

Attorno a loro c’è l’alone di leggenda con un continuo o nostalgico richiamarsi al passato, ma non per riproporlo come un’alternativa al presente, solo per ritrovare la via di un’espressione più sincera e semplice negli anni che li hanno visti giovani. Le loro liriche riflettono, con occhi nuovi, i tempi andati, ma che non è possibile cancellare tanto ci hanno influenzato e aiutato a crescere spiritualmente e psicologicamente.

Ricky Mantoan e Skip Battin

Ricky Mantoan e Skip Battin

Skip Battin è morto la sera del 6 luglio 2003, per  complicanze della malattia di Alzheimer   in una struttura di assistenza a Salem (Oregon) L’ album da solista registrato da Skip, TOPANGA SKYLINE , è stato pubblicato nel febbraio 2012. Questo album è stato originariamente registrato nel 1973 ma è stato accantonato a tempo indeterminato fino al 2.012 dalla  Record Sierra, una società che presenta le opere provenienti da Skip e dei suoi primi anni ’70 contemporanei country-rock.

Alcune registrazioni ancora inedite sono conservate accuratamente dall’amico Ricky,  compagno di  viaggi musicali!

 

 

 

marzo 28, 2014

“Alla maniera degli antichi bardi, le storie narrate attraverso l’arpa, sono storie nelle quali ognuno può riconoscere se stesso e le proprie emozioni”.

408035_261207920610382_1630414039_nRicky Mantoan, un amico per la vita. Così l’ho ricordato anni fa scrivendo una nota su facebook. Per lui ho scritto fiumi di parole per trasmettere a tutti Voi, la bellezza artistica ed interiore di questo straordinario artista conosciuto nel 1998 in una piccola località del Friuli Venezia Giulia, nel locale che diventò teatro di altri concerti altrettanto emozionanti e preso in cura da me l’anno precedente. Era un giorno di marzo, un pomeriggio tranquillo ed io avevo già appeso in bacheca una locandina per annunciare il concerto di Luigi Grechi e Ricky Mantoan , quando vidi arrivare un’auto carica di strumenti con i pionieri della musica folk e country; di loro, io già conoscevo molte cose, di quanta strada avessero fatto entrambi, specialmente negli Stati Uniti. Luigi era uno storico cantautore del celebre Folkstudio di Roma, quando a gestirlo c’era Cesaroni, per un periodo relativamente breve ed insieme a suo fratello più piccolo Francesco, ma subito s’innamorò dell’America perché era lì che doveva maturare le sue creazioni artistiche con il contatto e l’esperienza dei grandi musicisti americani come Pete Seeger ma in particolar modo Tom Russel.
Ricky Mantoan ha collaborato fin dal 1981 con Roger McGuinn , Skip Battin,  Sneaky Pete Kleinow,John York, Greg Harris. Si è esibito con i gruppi entrati nella storia della musica a livello mondiale: i Byrds e i Flying Burrito Bros ma ci sono numerose sue collaborazioni con altri celebri musicisti. In quel periodo Ricky conobbe un successo personale strabiliante perché era non solo un capace e grande chitarrista ma era diventato mitico per il suo carattere dolcissimo e la sua sensibilità, oltre ad essere un bell’uomo. Da circa trentacinque anni è alla guida del Branco Selvaggio, la band tutta italiana con la quale ha diffuso in Italia il linguaggio ed il pensiero del country-rock , che ancora vedremo in altri concerti, perché per questi eterni ragazzi il tempo non passa mai!

Ricky Mantoan

Ricky Mantoan

Con Ricky c’è stato un feeling immediato e abbiamo subito iniziato a parlare come se fossimo già vecchi amici mentre per Luigi la conversazione alle prime ore del pomeriggio era un po’ ostica, ma più tardi e verso notte inoltrata, anche De Gregori senior diede prova di essere una persona straordinaria e molto loquace, infatti con altri pochi intimi amici continuò a parlare fino al mattino dopo l’alba.
Dopo essersi sistemati in albergo e disposto tutti gli strumenti (un numero indefinito di chitarre), Ricky entrò in cucina, si sedette sul tavolo e continuammo a chiacchierare. Io avevo di fronte un mitico ex Byrds, perché così l’avevo conosciuto una decina d’anni prima in un concerto tributo, e la mia gioia era grandissima; anche Ricky percepiva di avere davanti una persona umana e dotata di grande sensibilità e così mi raccontò di un evento terribile che lo colpì 18 anni prima e che determinò in seguito un radicale cambiamento dentro di lui. Ma era diventato una persona migliore ed aveva incominciato ad avere rispetto per ogni cosa, riconosceva che la vita gli aveva regalato speranza e attimi di gioia. In lui regnava una voglia di creare e scrivere canzoni; le avversità lo avevano messo alla prova ed in quel periodo ha scritto brani e molte ballate come “Deep water” e “Sister Moon” di una pura bellezza, dalle quali traspare il romanticismo, la poesia ma anche la sua tragedia personale. Questi brani furono incisi sul lato B del disco in vinile di Ricky con altri brani come Blackbird,costruita con chitarre acustiche ed elettriche, Sad Country Lady scritta in onore a Gram Parsons ed Emylou Harris, Down in Memphis e Tennessee sono due ballate americane di chi sogna, Old Friend racconta di un vecchio amico partito dal suo paese per ricercare un mondo migliore dove vivere meglio, si scopre infatti di essere invecchiato serenamente e di non avere il desiderio di tornare indietro , Goin’ round è un brano gioioso ed infine Crazy man Michel, scritta da Richard Thompson e Dave Swarbrick, canzone magica e mistica, rivela l’avvicinarsi a strumenti più antichi dal suono medioevale-orientale.
Ricky infatti ha dato una svolta musicale con lo studio dell’arpa celtica, creando atmosfere di sapore rinascimentale e da meditazione assoluta; nel 2003 ha composto dei brani che offrono all’ascoltatore l’incanto di una musica dolcissima con sapori orientali a tratti per ritornare alle tematiche rinascimentali. L’uso di questo strumento, un’arpa a 36 corde, rivela la profondità interiore di Ricky Mantoan e trasmette emozioni e una grande e rara tenerezza, stessi sentimenti che Ricky ha trasferito al nostro primo incontro.
“Alla maniera degli antichi bardi, le storie narrate attraverso l’arpa, sono storie nelle quali ognuno può riconoscere se stesso e le proprie emozioni”.

Ricky Mantoan

Ricky Mantoan

Questa musica produce i massimi livelli di armonia con la narrazione e la lettura di poesie d’amore.
Ma la sua storia musicale è molto di più. Mi piace ricordare sempre che la casa dei genitori di Ricky riusciva ad esercitare su tutti i musicisti che vi passavano e si fermavano per le prove, un’influenza positiva. Nella stessa casa, che oggi è sicuramente un luogo di culto, si fermarono i Flying Burrito Bros prima di partire per il tour italiano. Ricky in tutti i concerti si è rivelato una presenza essenziale e molto importante ed il disco inciso su vinile è la testimonianza del grande valore di questo artista incredibile. Assolutamente strabiliante, unica ed irrepetibile la performance proposta da Ricky del celebre brano di Bob DylanKnockin on heaven’s door”, ritenuta dagli stessi F.B.B., superiore alla loro versione. D’allora, in tutti i concerti, il pezzo viene suonato alla maniera di Ricky Mantoan. Esiste sul mercato discografico il disco in vinile con il brano celebre ed altri pezzi fantastici come Sneaky Attack, Walk On The Water, Santa Ana Wind e So You Want To Be a Rock’n Roll Star, registrati in un concerto live a Viterbo e L’Aquila ed eseguiti da Sneaky Pete Kleinow: pedal steel, Skip Battin: voce e basso, Vincenzo Rei Rosa: batteria e Ricky: voce e Telecaster & Rickembacker guitars.
Con il suo gruppo Branco Selvaggio di oggi -( Ricky Mantoan: voce, String Bender Guitar, Pedal Steel Guitar, Rickenbarcker Guitar, Guild electic/acoustic guitar; Luciano Costa: voce, String Bender Guitar, chitarra acustica; Giuseppe D’Angelo: voce, batteria; Dario Zara: voce, bass), il divino mancino ha fatto conoscere in tutta la nostra penisola la sua musica fatta da esperienze in tanti concerti fin dagli sessanta, di grandi canzoni costruite con passione ma soprattutto con molta umanità.
In questi ultimi anni Ricky Mantoan ha realizzato un numero infinito di brani e musiche ed arrangiato pezzi come Ballad of Easy Rider e Wasn’t Born To Follow (Byrds).
La capacità artistica, l’umanità, la tenerezza e la sensibilità di questo generoso artista piemontese si trasmette in queste canzoni, già rese famose attraverso il cinema, ma arricchite da una purezza che in pochi chitarristi al mondo possiamo trovare.
Scritto da Gloria Berloso il 15 gennaio 2011 per Bravonline.it

Gloria Berloso

Gloria Berloso

(diritti riservati).

ottobre 23, 2012

Canzone popolare, ma quanti l’ascoltano?

Il termine “canzone popolare,” copre una vasta gamma di stili musicali, ma è più comunemente usato per riferirsi ad un brano narrativo che utilizza melodie tradizionali per parlare su un argomento particolare. Spesso, le canzoni popolari affrontano  le questioni politiche attuali e sociali come il lavoro, la guerra, e l’opinione pubblica.

                                 

Canzoni popolari note da molto  tempo sono tramandate all’interno di una comunità, e si evolvono nel tempo per affrontare le questioni del momento.  “We Shall Overcome” è una di queste. Altre canzoni popolari senza tempo hanno origini precise, come  “Questa terra è la tua terra” di Woody Guthrie, o   “If  I Had A Hammer” di Pete Seeger. Queste canzoni sono spesso così struggenti, oneste, e senza tempo, che si radicano nella cultura, e sono conosciute da quasi tutte le ultime generazioni.  I Canti popolari appartengono in genere ad una comunità di persone per i problemi  che loro ritengono importanti. Le Canzoni popolari moderne narrano argomenti di amore

e di relazioni con il razzismo, il terrorismo, la guerra, il voto, l’educazione, e la religione, tra le altre cose. Come i tempi sono cambiati, di riflesso la musica popolare è cambiata per riflettere i tempi. Molte  canzoni di protesta sono ancora cantate oggi, anche se con nuovi versi che sono stati aggiunti in modo da rivivere il contesto in cui sono risorte le canzoni.

Nel 1960, la musica folk mescolata con la musica tradizionale, come i baby boomer sono maturate tutte in una volta. La musica del folk revival è musica pop narrativa con una coscienza sociale. Da allora, le forme musicali guidati dalla comunità ( punk, hip-hop)  si sono evolute. Ora, nel 21 ° secolo, la musica popolare è fortemente influenzata da tutti questi movimenti musicali.

La “musica popolare” è più spesso usata per descrivere uno stile di musica che si è evoluta rapidamente nel corso del secolo scorso. Se sentite descrivere dalla  critica e dai fans,  un artista,   come “folk“,  in generale, non vuol dire che stanno prendendo in prestito una melodia da una fonte tradizionale. Al contrario, tale termine viene dato alle canzoni che si suonano con strumenti non tipicamente visti in una band  rock o pop.

Dal momento che la musica folk è più adeguatamente definita dalle persone che la compongono, è importante non ignorare che le qualificazioni come “folksinger” o “folk” sono venute a significare qualcosa di diverso da quello che hanno fatto 50 anni fa. Artisti popolari oggi sono sperimentali e si dilettano in diversi generi, integrando varie influenze musicali nelle loro canzoni narrative.

Anche le fiabe popolari sono narrazioni tramandate nel tempo e toccano le stesse  tematiche delle ballate, naturalmente in maniera meno violenta, come può essere una canzone che si riferisce alle guerre, all’olocausto, alla schiavitù, al sesso, alla morte.

Le danze popolari hanno un ruolo fantastico, soprattutto per le persone che vivono in province e località molto lontane, nel senso che, la danza servirà come specchio che racconta la natura delle persone che vivono in quel luogo particolare. Attraverso la danza si rappresentano  l’occupazione, la religione, la cultura,le  tradizioni, i costumi,  la fede e lo stile di vita. Per il modo di danzare, i popoli sono riconosciuti ovunque.

Ogni gruppo di persone, non importa quanto piccolo o grande, ha gestito la sua cultura popolare a suo modo. A seconda come avviene la trasmissione da persona a persona e di essere soggetta alla capacità, o la mancanza di abilità di coloro che la danno e le molte influenze, fisiche e sociali, che consciamente o inconsciamente influenzano una tradizione, ciò che può essere osservato è una storia di cambiamento continuo. Un elemento di cultura popolare in alcuni casi mostra una relativa stabilità e subisce a volte drastiche trasformazioni. Ma si deve tenere conto che la gente che ascolta o partecipa alla sua cultura  orale, dispone di norme completamente diverse da quelle dei loro interpreti.

Di tanto in tanto un talentuoso cantante o narratore, o forse un gruppo di loro, possono sviluppare le tecniche che si traducono in un miglioramento nel corso del tempo da ogni punto di vista e per lo sviluppo effettivo di una nuova espressione culturale. D’altra parte, molti articoli di letteratura popolare, a causa di movimenti storici o opprimenti influenze straniere o la mancanza solo dei cultori della tradizione, diventano sempre meno importanti, e, occasionalmente, si estinguono dal repertorio orale.

Ma le canzoni e le narrazioni popolari, oggi, da quante persone vengono ascoltate? Spesso vengono recepite come noiose cantilene, a volte perché dilaga una totale indifferenza e a volte per il rifiuto di conoscere i problemi di chi un lavoro non ce l’ha per esempio, o alla difficoltà  di inserimento in un contesto sociale formato sempre più da etnie diverse, europee, asiatiche, africane e americane.

Di particolare importanza è il rapporto di ogni espressione culturale popolare con la mitologia. Le storie di Maui e suoi confratelli nel Pacifico, degli dei e degli eroi di africani o gruppi americani  indiani hanno alle spalle una storia lunga e complicata, forse.  Tutti appartengono ad un passato indefinitamente lungo, con influenze di culti e pratiche religiose, come la glorificazione degli eroi. Ma quali che siano le motivazioni storiche, psicologiche, o religiose, le mitologie sono una parte di letteratura popolare e, anche se tradizionale, sono state oggetto di continue modifiche per mano del racconto di storie, di cantanti o conduttori sacerdotali dei culti. Alla fine cantanti o cantastorie di tendenze filosofiche hanno sistemato le loro mitologie e hanno creato con l’immaginazione, molto bene,  le figure di Zeus e della sua famiglia olimpica e la  discendenza di eroici semi-divini . Anche se i dettagli di questi cambiamenti vanno oltre lo scopo di questo articolo, le storie degli dei e degli eroi e delle origini soprannaturali e cambiamenti sulla terra hanno svolto un ruolo importante in tutta la letteratura popolare.

La canzone folk è quasi universale, ed è probabile che dove non ci sono memorie o cantanti interpreti, le informazioni sono semplicemente mancanti. Canzone popolare implica l’uso della musica, e la tradizione musicale varia notevolmente da una zona all’altra. In alcuni luoghi le parole delle canzoni sono di poca importanza e sembrano essere utilizzate principalmente come supporto per la musica. Spesso ci sono monosillabi senza senso e  ripetizioni delle parole per accompagnare la voce o lo strumento musicale . In gran parte del mondo, i tamburelli, il battere il tempo con le mani o i piedi, o un’arpa danno  un forte effetto ritmico “folksinging”. In altre parti del mondo, strumenti a fiato o o ad arco di un tipo o di un altro influiscono sulla natura del testi di canzoni popolari. In molti luoghi canzoni folk sono di grande importanza, che serve ad aumentare l’entusiasmo per la guerra o l’amore o parte del rituale religioso. Attraverso di loro il gruppo esprime le sue emozioni comuni o alleggerisce il carico di lavoro comune. In alcuni gruppi, le canzoni popolari sono utilizzate per effetti magici, per sconfiggere i nemici, per attirare gli appassionati, per invocare il favore dei poteri soprannaturali. A volte l’effetto magico di queste canzoni è così molto apprezzato che la proprietà effettiva delle canzoni viene mantenuta e il loro uso accuratamente custodito.  Anche quando le canzoni popolari non sono utilizzate per tali scopi pratici, ma solo per il piacere di cantare od ascoltare, la maggior parte del mondo le utilizza per l’espressione di idee o le emozioni detenute in comune dal gruppo.  Canti popolari, essenzialmente espressioni di idee condivise o sentimenti, sono spesso banali, ma a volte possono essere profondamente commoventi.

D’altra parte, nelle grandi civiltà occidentali e asiatiche, il canto narrativo è importante da molto tempo ed è stato coltivato dai cantanti più abili. Nel corso del tempo queste canzoni di guerra, di avventura, di vita domestica o hanno formato cicli locali, come la Byline della Russia o le canzoni eroiche di molti Stati balcanici e la Finlandia o la tradizionale ballata dell’ Europa occidentale e altrove. Ognuno di questi cicli ha le proprie caratteristiche, con le sue forme distintive, metriche e le sue formule sia di eventi e d’espressione.

I PRINCIPALI INTERPRETI DI CANZONI FOLK

 1. Woody Guthrie 2. The Weavers 3. Bob Dylan 4. Odetta 5. Peter, Paul and Mary 6. Pete Seeger

7. Joni Mitchell 8. Kingston Trio 9. Joan Baez  10. Leadbelly 11. Phil Ochs  12. Judy Collins 

13. Crosby, Stills & Nash 14. The Byrds  15. Fairport Convention 16. Doc Watson  17. Neil Young

18. Leonard Cohen 19. Simon & Garfunkel 20. Frankie Armstrong 21. Donovan 22. Gordon Lightfoot

23. Steve Goodman 24. Ramblin’ Jack Elliott 25. John Fahey 26. Arlo Guthrie 27. Tom Rush 

28. Sweet Honey In The Rock 29. The Limeliters 30. Buffy-Saint Marie 31. Loudon Wainwright III

32. Elizabeth Cotten 33. The New Lost City Ramblers  34. Tom Paxton  35. Steeleye Span

36. Utah Phillips  37. Josh White  38. The Chad Mitchell Trio  39. John “Spider John” Koerner

40. Kate & Ann McGarrigle  41. Hazel Dickens  42. Ralph McTell  43. The Highwaymen 44. A.L. Lloyd

45. Townes Van Zandt 46. James Taylor 47. Harry Chapin 48. Oscar Brand  49. Ian & Sylvie 

50. John Prine 51. The New Christy Minstrels 52. Harry Belafonte 53. Cisco Houston 54. Bob Gibson

55. Mike Seeger 56. Almanac Singers 57. Loreena McKennit 58. June Tabor 59. Jesse Fuller 

60. Joan Armatrading 61. Dock Boggs 62. Dave Van Ronk 63. Suzanne Vega 64. Buell Kazee 65. Fred Neil

66. Eva Cassidy 67. The Clancy Brothers 68. Sandy Denny 69. The Dubliners 70. Iris Dement 

71. The Rooftop Singers 72. Gillian Welch 73. Maddie Prior 74. The Roches 75. Alice Gerrar 76. Folksmen

77. Anita Carter  78. Jerry Jeff Walker 79. Christine Lavin 80. Richard Thompson 81. AnneHills

82. Eric Andersen 83. The Chieftains 84. Ani Difranco 85. Pentangle 86. Tracy Chapman 

87. Shel Silverstei 88. John Renbourg 89. Judy Henske 90. David Bromberg 91. The Mama’s & The Papa’s

92. Tim Buckley 93. The Brothers Four 94. Emmylou Harris 95. Si Kahn 96. Burl Ives 97. Cat Stevens

98. Nanci Griffith  99. Christy Moore  100. John Kirkpatrick

The Serendipity Singers
The Seekers
Melanie
Spanky and Our Gang
Michelle Shocked
Nick Drake
Bill Morrisey
Sandpipers
Village Stompers
Smothers Brothers
The Incredible String Band
Victoria Williams
Roger McGuinn
Shawn Colvin
Janis Ian
Leo Kottke
Rod McKuen
Hamilton Camp
Taj Mahal
Gram Parsons
Peggy Seeger
Trini Lopez
Glenn Yarbourough
Bradley Kinkaid
Phoebe Snow
Buffalo Springfield
Flaco Jiminez
Devendra Banhart
Roy Harper
The Beau Brummels
The Holy Modal Rounders
Atwater-Donnelly
The Chenille Sisters
The Tarriers
The Brandywine Singers
Ricki Lee Jones
Robin & Linda Williams
Katty Moffatt
Terry Callier
Mike Cross
Carolyn Hester
Richard & Mimi Farina
The Everly Brothers
The Band
The Lovin’ Spoonful
Ellis Paul
Artie Traum
Luka Bloom
Bert Jansch
Happy Traum
The Jolly Rogers
Bad Haggis