Posts tagged ‘Simonetta Bumbi’

Maggio 25, 2013

BODY AND SOUL- CORPO E ANIMA – Il blues dei nostri tempi (“Blues” è un termine di origine inglese che nasce dalla locuzione ( to) feel blue”, in italiano “essere malinconico”).

Quanti di Voi hanno sofferto prima di comprarsi l’agognata chitarra!!! Ai tempi miei e all’epoca della beat-generation,  si suonava di nascosto, nelle cantine e nei garages, prove su prove per poter arrivare ad avvicinarsi a quel sound che appartiene solitamente ai musicisti afro-americani. Tra gli anni ‘50 e ‘60 le piccole case discografiche americane sono in mano ai neri, per lo più privati, che incidono dischi carichi di soul music e portano avanti i temi di un blues da salvare ad ogni costo dalla commercializzazione avanzata. I temi centrali sono la guerra, gli orrori perpetrati, scene da dimenticare al più presto. La musica così si scatena e si accende fino a trascurare i sentimenti più profondi. Nei locali notturni incominciano a circolare le parole “Rhythm and blues”.parchman3I giovani neri d’allora, figli di genitori che lavorano nelle piantagioni di cotone nel Delta del Mississipi suonano un blues rurale con chitarre spesso costruite da loro stessi, vagabondando qua e là, raccontando storie ai braccianti negri. Con i soldi raccolti tra i poveri braccianti ma con tanta esperienza acquisita in molti anni e l’amore per la musica, comprano anche loro l’agognata chitarra e si spostano in città. L’impatto con altri musicisti, la conoscenza di altri spazi musicali e le diverse maniere di esprimere la musica blues, scatenano la voglia di creare l’orchestrina per esibirsi nelle comunità dei neri dove si arriva a suonare per dieci ore di  seguito.

BLUES5Allora i dischi a 45 giri cominciano a girare alle radio, specialmente alla KWM di Memphis e molto sovente gli stessi musicisti partecipano alle trasmissioni suonando dal vivo. Il pubblico molto attento rimane fedele all’espressione musicale blues di molti musicisti grazie e soprattutto a quelle piccole case discografiche che hanno raccolto per molti anni e pubblicato canzone su canzone e senza ordine cronologico perché il blues deve rimanere tale e quale com’è nato senza distacchi storici.

E’ probabile che l’allora giovane Bob Dylan ma anche Mick Jagger dei Rolling Stones abbiano stabilito un contatto con questa espressione musicale e che canzoni come Sittin’ on The Top of The World e  It’s All Over Now, Baby Blue  prima e  As Tears Goes By dopo, abbiano influito sulla nascita della musica pop che raccoglie molti elementi dal blues.

Chi oggi fa blues deve adeguare l’espressione musicale ai tempi che viviamo e deve trarre i sentimenti musicali dal proprio cuore ma rispettare le sue origini. Chi si avvicina all’ascolto del blues deve compiacersi di sentire buona musica (Rhythm) e storie che forse conosce già (blues). Tra i cultori del blues esistono i conservatori ed i progressisti. Chi suona con chitarre acustiche, dobro, lap steel esalta la purezza del suono antico che appartiene ai neri che nel Delta Blues è accompagnato anche dall’armonica. Ogni musicista che ha sentimenti profondi espande la sua espressione anche con gli strumenti elettrici come la pedal steel guitar ad esempio. Dal punto di vista della comunicazione quindi, a danno dei puristi si concretizza il rispetto al progresso e alla trasformazione.

work_6103971_1_flat,550x550,075,f_ground-zero-blues-club-clarksdale-mississippi

Sebbene il blues abbia struttura, schemi musicali e sonorità affini al Gospel si oppone a quest’ultimo proprio per la caratteristica di empietà dissacratoria che, spesso, lo accompagna e che mal si adatta ai temi sacri trattati dai gospel cantati dai predicatori nelle comunità cristiane. Raramente in brani blues è possibile cogliere virtuosismi strumentali o tecniche raffinate poiché si tratta di un genere “povero” basato sulle emozioni, sull’anima dell’esecutore ma anche dell’ascoltatore. La semplicità stessa dei temi e della struttura permette a questo genere di essere eseguito con strumentazioni al limite dell’essenziale.

1-delta-blues-gary-walters

Lo strumento che viene più utilizzato dai primi musicisti neri liberati dalla schiavitù (a parte l’elastico inchiodato alla tavola) è la cigar box, una specie di chitarra a due, tre o quattro corde che come corpo reca spesso una scatola di sigari, ma anche altri contenitori, legno o metallo, le corde abbastanza alte ne permettonoun uso agevole con lo slide (cilindro di vetro ricavato dal collo di una bottiglia) ma precludono l’uso delle dita della mano sinistra (o destra se mancino) sulla tastiera, anche per il fatto che la tastiera non recatasti di riferimento, è tutto lasciato all’orecchio del musicista. L’uso della chitarra è la naturale conseguenza, l’esigenza di esibirsi in locali sempre più importanti con altri musicisti ne impone l’uso. L’armonica è l’altro strumento più usato nel blues, in definitiva si può dire che tutti gli strumenti esistenti sono stati usati per fare blues, i neri d’America hanno usato questi perché economici e di facile reperibilità.

BLUES7

La musica blues non è molto cambiata negli anni anche se suonata dai bianchi e con strumenti elettrici. Bisogna distinguere però i musicisti bravi da quelli non bravi. Purtroppo in questa distinzione non ci aiutano le case discografiche (più numerose e più grandi) dedite più al profitto piuttosto che alla bellezza creativa ed il marasma dei promotori musicali che hanno poca competenza o la completa assenza di sensibilità nel riconoscere la vera essenza dell’espressione musicale. Il blues viene dal cuore, la voce che racconta le storie deve essere calda e comprensibile, la musica deve essere sicura, attraente e perfetta. Se sbagli un accordo cambi la musica ma anche la storia che vuoi comunicare perché è il cuore che comanda e lui non sbaglia mai!!!

Alcuni esempi di espressione blues tra i più bravi musicisti e cantanti italiani

Conservatori:

Fabio Treves e Alex Gariazzo ( http://youtu.be/URiOBj4w6Bg )

Andrea Scagliarini  (http://youtu.be/-Q8cMUv07SA )

Max De Bernardi & Veronica Sbergia (http://youtu.be/nj1rWJBuUJI )

Angelo “Leadbelly” Rossi (http://youtu.be/0YDwSCwCY9w )

Progressisti:

Roberto Ciotti (http://youtu.be/MGPK-M-VQUk)

Blue Stuff (http://youtu.be/dng_jDV2uG0)

Robi Zonca (http://youtu.be/-sEApmAuiMY )

Ricky Mantoan (http://youtu.be/TibApnn7tHs )

Maggio 9, 2013

Torna la rassegna Ecomusica che presenta alla Rosa del Deserto di Latina il concerto: PIERO BREGA e ORETTA ORENGO.

Il concerto è dedicato ad un grande musicista recentemente scomparso, il batterista e percussionista: 

MARCELLO VENTOimages.jpg marcello vento
Torna la rassegna Ecomusica (in collaborazione con l’associazione PresenteFuturo ed il Comitato per La casa della Musica a Latina) che presenta, alla Rosa del Deserto di Latina, un grandissimo concerto:

PIERO BREGA & ORETTA ORENGO.

1233577983b1

Piero Brega, nato a Roma nel 1947, architetto ma soprattutto musicista, socio fondatore del Circolo Gianni Bosio, iniziò a occuparsi di musica nel lontano 1970 registrando sul campo e studiando materiale musicale del Lazio, “… una selezione di canti, accompagnati da strumenti vari, di canzoni contadine del Lazio. C’era rappresentata anche la canzone romana ma nulla a che vedere con il popolo immaginario che si magnificava nelle canzoni di Gabriella Ferri, unica epigona del genere che avesse colto il senso, meglio comunque del reuccio.  Manca del tutto l’odore di dolcificante. Era anche canzone politica, era “comunisti della capitale”, o erano gli stornelli, i più sarcastici e belli che avessi mai sentito. Poi le parodie… ” (Piero Brega). Nel 1971 con Sara Modigliani, Francesco Giannattasio e Carlo Siliotto fondò il Canzoniere del Lazio gruppo musicale di riproposta delle canzoni di tradizione orale. I numerosi concerti che fecero nei paesi del Lazio avevano come obiettivo quello di stimolare la riappropriazione della cultura da parte del tessuto sociale che storicamente l’aveva prodotta. Nel 1973 il Canzoniere incise Quando nascesti tune, piccola antologia di brani popolari. Importante frutto di questa evoluzione musicale e della nuova direzione urbana ed elettrica della musica popolare italiana fu lo spettacolo Fare musica, con la partecipazione di Giovanna Marini con la ballata L’eroe e di altri autori come Paolo Pietrangeli e Gianni Nebbiosi, mentre il Canzoniere del Lazio propose il repertorio popolare condividendo con il gruppo rock-progressive Albero Motore la funzione di supporto orchestrale. Nel 1974 il Canzoniere divenne un gruppo più numeroso e spostò la sua attenzione sulla cultura popolare urbanizzata. Agli strumenti tradizionali, si aggiunsero sassofoni, batteria, basso e chitarra elettrica. Si scelsero alcune strofe a carattere rituale, canzoni pastorali, balli, tentando un arrangiamento che trascinasse la musica di tradizione orale in un suono più recepibile anche da un pubblico più giovane. Dal 1974 al 1977 con il Canzoniere del Lazio Piero Brega incise due dischi: Lassa stà la me creatura e Spirito bono. Uscì poi dal gruppo e nel frattempo si impegnò in nuovi progetti. Nel 1978 uscì il disco Malvasia (Fonit Cetra) a nome del trio Piazza Giannattasio Brega e nel 1979, Carnascialia (Polygram) con Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi. Nel 1981 collaborò nuovamente con Giovanna Marini nell’opera Il regalo dell’imperatore portata in una lunga tournée in Francia e che si concluse con quaranta repliche a Parigi al Theatre des Bouffes du Nord di Peter Brook. Brega aveva il ruolo di cantante nel ruolo del protagonista dell’opera. Si dedicò poi al teatro, “… il teatro di ispirazione popolare di Quartucci, La Zattera di Babele, dove si richiede repertorio popolare, a volte canto senza accompagnamento musicale, a voce nuda, in certi templi tedeschi della musica colta… ” (Piero Brega). Si diradavano intanto le occasioni per lavorare con la musica, era cambiato il contesto storico e culturale. Brega accettò di lavorare in uno studio di architettura. Nel 1991 riprese a suonare con l’amico musicista Adriano Martire proponendo uno spettacolo di canzoni per un duo di chitarre. Nel 1994 ci fu un ritorno alle canzoni con la proposta di Carnascialia ed Almamegretta insieme in Contagio. Nel 1996 con Adriano Martire e Luca Balbo formò un trio di chitarre acustiche e voci. Quindi iniziò a occuparsi di un nuovo disco da registrare questa volta a suo nome. Il progetto ha conosciuto mille difficoltà e finalmente ha visto la luce nel 2004. L’album si intitola Come li viandanti è prodotto dal Circolo Gianni Bosio e dal Manifesto, la produzione artistica è di Peter Quell, gli arrangiamenti sono di Enzo Pietropaoli. Il disco è bellissimo. Vi hanno collaborato grandi musicisti, fra i tanti vanno almeno segnalati Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Danilo Rea (pianoforte), Michele Ascolese (chitarra), Antonello Salis (fisarmonica), Paolo Fresu (tromba), Ambrogio Sparagna (organetto), Roberto Gatto (batteria), Nando Citarella (tammorra), Marcello Sirignano (violino), Gabriele Coen (clarinetto), Antonello Ricci (zampogna calabrese e canto), Elio Rivagli (batteria), Fulvio Maras e Piero Fortezza (precussioni). “… Ne è risultato un disco ricchissimo e imprevedibile in cui la mia voce è, speriamo, all’altezza. Canzoni con i piedi sulla terra della tradizione e la testa nel cielo iridescente del cantautore.” (Piero Brega). La sua inconfondibile voce e la sua poetica ci hanno regalato brani straordinari di grande impatto emotivo che raccontano, sulla scia della tradizione, il mondo d’oggi.

Oretta Orengo è nata a Roma il 15/09/56. Ha studiato OBOE con i Maestri Del Bono e Manfrin diplomandosi nel 1985 al conservatorio S.Cecilia di Roma. Ha svolto intensa attività concertistica con varie formazioni musicali tra cui: Orchestra A.M.I.C.A, orch.B.Walter del Molise, orch: della S.P.M.T, big band tre Passi dal delirio(Roccella Jonica 90’) SINFONIA SPECCHIANTE ( conc. in videoconferenza tra Paliano, Pescara e un quintetto della London Simphony) di CARLO CRIVELLI, RAVA CARMEN, (Napoli,Foggia), Orch. Naz: I.S. ENSAMBLE (Ismez) gruppo da camera QUADRONDO, quartetto di fiati ENAEROS, BRUNO TOMMASO Jazz Workshop. Ha collaborato con musicisti come Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Paolo Damiani, Giorgio Gaslini, Giovanna Marini, Luciano Francisci, Luigi Cinque, Arturo Annecchino, Sergio Rendine, Carlo Crivelli, Massimo Bartoletti, Bruno Tommaso, Rinaldo Muratori. Ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche anche come ospite solista (un certo discorso musica, speciale un certo disc.RAI 3) ha lavorato in teatro con: ATTORI e TECNICI, SPAZIO ZERO, VOLTERRA TEATRO (stabile di Genova) TECNOMEDIA, SCENAPERTA, BEAT 72. Attualmente insegna OBOE alla S.P.M.T, alla SCUOLA COMUNALE di Orte e collabora con il comune di Bassano in Tev: per la musica nella scuola elementare,s uona con CANTIERE OLTREMARE, TRIO di fiati LANCIASPEZZATA , QUINTETTO ANEMOS (fiati), orchestra PANTA REI (dir. Art. di Riccardo Fassi, Ettore Fioravanti) nata all’interno dell’associazione INCONTRI MEDITERRANEI di cui è socio fondatore. Prima di dedicarsi allo studio dell’OBOE e del CORNO INGLESE,ha svolto una lunga attività come cantante e chitarrista nell’ambito della musica popolare negli anni 70’, in particolare con Luigi Cinque, Dodi Moscati, Canzoniere Internazionale, con queste formazioni ha registrato numerosi L.P. per la FONIT CETRA,trasmissioni radiofoniche e televisive in Italia e all’ estero, festival del folklore a Berlino, Saragozza, Portogallo, Bulgaria, Lione, Svizzera, Svezia, Finlandia, Colonia.

Concerto imperdibile per chi ama la musica jazz e folk e la musica d’autore.

Il prezzo del biglietto è di soli 10 euro.
Il biglietto sarà in prevendita presso la libreria “Piermario & co.” (Via Armellini 26, Latina).
Per coloro che vorranno, sarà possibile prenotare, a prezzi modici, anche la cena, elaborata con squisiti piatti della tradizione laziale.
Per prenotazioni ed informazioni sul concerto potete telefonare a questi numeri: 339/6290270 e 339/5880408.

aprile 7, 2013

“PINDARO” di Dante Francani

dante
Dante scrive canzoni e suona il pianoforte. Nella vita fa l’operaio, è un uomo normale con una bellissima famiglia.
Il brano che vi propongo è veramente speciale, il suo messaggio è importante.

marzo 29, 2013

Enzo Jannacci ci ha lasciato, il Cabaret è morto

E’ indubbio che Enzo Jannacci abbia rappresentato una parte di rilievo nel mondo della canzone italiana ed in maniera specifica nel teatro cabarettistico milanese. Ancora oggi rimane un fenomeno stimolante ed originale sia dal punto di vista poetico e musicale, sia dal punto di vista della satira. index.jpg ENZO 1Con Gaber, Pisu, Profazio, Toffolo, Fo, Cochi e Renato pur con diversità di stile e di contenuti da artista ad artista, Enzo ci ha regalato canzoni bellissime che rimangono punti di riferimento in un discorso musicale serio e culturalmente valido. Le sue canzoni hanno lasciato il segno, sono la testimonianza di un momento storico della canzone italiana, una ricerca di una dimensione di vita diversa misurando l’esistenza che rifiuta le facili ed accomodanti convenzioni. I suoi testi ed il modo di interpretarli in un contesto nuovo, è un’efficace fusione di motivi e cadenze, dove si riconosce il suo stile e la sua autonomia. Jannacci è unico ed irripetibile.images.jpg CON DALLA
Oggi ha deciso di lasciarci, forse per lui la morte è stata la soluzione ottimale, forse aveva ragione, lui era padrone della sua vita perché ha vissuto senza rimpianti e soprattutto ha riso delle follie del mondo!

marzo 2, 2013

Il Grupo Compay Segundo, direttamente da Buena Vista Social Club, terrà un esclusivo spettacolo al Teatro Colosseo di Torino domani 3 Marzo alle ore 21:00 .

IL BELLO DEGLI ORIGINALI

a cura dell’Associazione “Arte&Arte”grupo company segundo bella

 Da un po’ di tempo assistiamo a un proliferare di gruppi musicali che, più o meno propriamente, usano la denominazione “Buena Vista”. Del resto Buena Vista è un quartiere de La Habana e il Social Club era un locale dove si suonava la suddetta musica. Di conseguenza chiunque può usare il nome Buena Vista, senza associarlo a Social Club perché registrato, creando dei clamorosi equivoci e sfruttando la risonanza del nome. A questo punto credo sia bene fare delle precisazioni: il film di Wim Wenders “Buena Vista Social Club” ha avuto il merito di avvicinare il grande pubblico alla musica tradizionale cubana; a questo film hanno partecipato musicisti che, prima per girare e poi per promuovere il film, hanno eseguito assieme concerti in varie città del mondo. Poi alcuni come ad esempio Ibrahim Ferrer e Manuel Mirabal hanno continuato a esibirsi assieme, usando come denominazione il titolo del film e del CD. Altri come Compay Segundo e Eliades Ochoa, preferirono tornare a suonare con i rispettivi gruppi, sfruttando la fama seguita al film. Ecco perché talvolta si creano dei malintesi anche ad alto livello: tutti hanno partecipato al film, ma qualcuno ha preferito mantenere la propria identità storica. Del resto, la canzone che dopo il film è rimasta nel cuore e nelle orecchie di tutti è “Chan Chan” di Compay Segundo e probabilmente l’autore, per carisma e autorità, non aveva bisogno di unirsi ad altri se non ai musicisti che lui stesso aveva scelto.
Il 18 novembre 2007 si sono celebrati i 100 anni dalla nascita del mitico musicista cubano Compay Segundo, con uno straordinario concerto tenuto al teatro Amadeo Roldan a La Habana. A tale evento hanno partecipato, accompagnati dall’Orchestra Sinfonica Nazionale, alcuni musicisti che avevano suonato con lui come ad esempio Omara Portuondo. Prima di morire, egli stesso scelse i suoi successori, affinché divulgassero la sua musica nel mondo. Il gruppo di cui fanno parte due suoi figli Salvador e Basilio, si chiama: “Grupo Compay Segundo”- da Buena Vista Social Club.Due di questi musicisti, oltre a Compay, parteciparono al film di Wim Wenders “Buena Vista Social Club”.
L’anima di Maximo Francisco Repilado Muñoz (Compay Segundo) è sempre presente nel “Grupo Compay Segundo” ed irradia lo spirito cubano con questo gruppo, che ha assunto il suo nome dopo la sua scomparsa, perpetuando così la testimonianza di uno degli artisti più conosciuti al mondo.
Compay Segundo è dopo Miguel Matamoros l’altro grande personaggio che pose nelle parole e nella musica un universo di immagini della conversazione e del canto caratteristici dei contadini cubani, salvando così questo patrimonio di ricchezza sonora, umoristica ed immaginifica.
Oltre al suo apporto al patrimonio culturale cubano importante è la promozione di uno strumento, l’armonico, e l’introduzione dei clarinetti nell’organico fisso dell’ensemble strumentale. Compay ha proseguito in attività fino ad oltre 90 anni, età dopo la quale ha tenuto più di cento concerti, con un successo sempre crescente, in tutto il mondo. E’ autore anche di un’opera di teatro musicale, “Se secò el arroyito”. Anche se il grande pubblico ha potuto conoscere e apprezzare Compay dopo il successo mondiale del film Buena Vista Social Club, il suo gruppo ha origini molto più indietro nel tempo:“Los muchachos”, primo nome del gruppo, lo accompagnarono dal 1955 nelle sue tournée in Europa, Giappone, Stati Uniti, Canada, Centro e Sud America e Medio Oriente ed oggi
si dedicano a preservare ed arricchire con assoluta fedeltà l’opera di Compay.
Nel 1992 si forma un quartetto composto da Compay (seconda voce ed armonico), Benito Suarez (chitarra e terza voce), Julio Fernandez (prima voce e maracas) e Salvador Repilado (contrabbasso e coro). Nel 1997, dopo la partecipazione al film e al CD “Buena Vista Social Club”, cambiò la prima voce ed entrò Hugo Garzon e nel 1998 il gruppo si allarga ad un quintetto con Rafael Fournier alle percussioni.
Nel 1999 entrano a far parte anche i clarinettisti della “Orquesta Sinfonica Nacional” di Cuba, Haskell Armenteros, Rafael Inciarte e Rosendo Nardo; più recentemente entrano Basilio Repilado (che coglie l’eredità paterna della seconda voce e suona anche la seconda percussione) ed Erenio Almonte alla chitarra.
Più recentemente Compay scelse all’armonico Felix Martinez Montero (Chiquitico) , già collaboratore di Celina Gonzalez, regina della musica popolare cubana e Nilso Arias Fernandez, chitarrista del famoso gruppo cubano Barbarito Torres.
Dal 1996 incidono per la Dro East Music, della Warner Record di Spagna, realizzando un disco nuovo ogni anno, come ad esempio: Antologia de Compay Segundo, Yo vengo aqui, Lo mejor de la Vida, Calle Salud y Las Flores de la Vida nominato al Grammy, premio peraltro già ottenuto per la partecipazione al disco Buena Vista Social Club.
Il Grupo Compay Segundo ha accompagnato tra gli altri gli importanti artisti Silvio Rodriguez, Omara Portuondo, Eliades Ochoa, Charles Aznavour, Pío Leyva, Teresa García Caturla, Isaac Delgado, Santiago Auserón (Juan Perro), i cantanti di flamenco Martirio e Raimundo Amador, Lou Bega e l’algerino Khaled.
Pur tenendo concerti in tutto il mondo, mantengono il loro impegno abituale di suonare nel Salon 1930(ora Salon Compay Segundo) presso l’Hotel Nacional de La Habana. Così i grandi temi come Macusa, Bilongo, Veinte Años, Las Flores de la Vida e la mitica Chan Chan continuano a dimostrare che l’opera di Maximo Francisco Repilado Muñoz, interpretata dal Grupo Compay Segundo, dona amore e allegria a milioni di ammiratori di tutto il mondo.
I figli Compay, presenti nel “Grupo” gestiscono la Casa della Cultura all’Habana,per il Ministero della Cultura Cubano, con incarico diretto da parte di Fidel Castro, che li ha insigniti del titolo di “ambasciatori mondiali della culturale musicale cubana”.

COMPONENTI STORICI DEL GRUPPO:

1 – Salvador Repilado Labrada (Director – contrabajo)
2 – Hugo Garzón Bargalló (cantante)
3 – Haskell Armenteros Pons (clarinete)
4 – Rafael Inciarte Rodríguez (clarinete)
5 – Rafael Fournier Navarro(bongo)
6 – Basilio Repilado Labrada (clave y voz segunda)
7 – Félix Martínez Montero (armónico)
8 – Nilso Arias Fernández (guitarra acompañante)
9 – Roberta Pierazzini (baile)
10 – Paolo Angelini (baile)

Il concerto rientra nel tour italiano della band cubana attualmente in giro per tutta la penisola. Il Palabrescia è in Via Madama Cristina 71 a Torino. Biglietti ancora disponibili a partire da 20,50€ (galleria) fino a 33,50€ (poltronissimaa). Prevendita su Ticketone.

febbraio 20, 2013

PISTOIA BLUES FESTIVAL- ci sarà BEN HARPER

34° Edizione, Piazza Duomo, Pistoia
PISTOIA BLUES 2013
Ufficializzati
Ben Harper con Charlie Musselwhite
e i Black Crowes

th PISTOIA BLUES

Inizia a definirsi il programma della 34° edizione del Pistoia Blues Festival che quest’anno si terrà in Piazza Duomo nella prima settimana di luglio 2013.

Dopo l’annuncio dei Black Crowes, per la prima volta al Pistoia Blues, il prossimo 4 luglio, sarà Ben Harper insieme al grande bluesman Charlie Musselwhite ad aprire ufficialmente la manifestazione mercoledì 3 luglio 2013.

th HARPERBen Harper

Una grande prima europea per il chitarrista californiano che presenterà il suo nuovo lavoro discografico intitolato “Get Up!”, album dedicato alla musica delle radici e venato di blues, realizzato con un veterano del festival pistoiese come Charlie Musselwhite, grande interprete e co-protagonista dell’album.

Ben Harper, artista da sempre attento a non cedere al fascino del mainstream, ricerca ogni volta atmosfere e sonorità particolari e questo nuovo lavoro colpisce per purezza e genuinità . “Get up!” esce con la gloriosa etichetta Stax Records e non è un caso la collaborazione con Charlie Musselwhite, armonicista celebre per gli appassionati del rockblues: i due si sono conosciuti oltre quindici anni fa quando collaborarono a un disco di John Lee Hooker. “Get Up!” è già stato indicato dalla critica come uno dei migliori album della carriera del chitarrista americano e la prima occasione per sentirlo dal vivo sarà il 3 luglio al Pistoia Blues Festival grazie ad una performance musicalmente autentica e ruvida come le atmosfere viniliche che escono dall’ottimo lavoro discografico.

I biglietti del concerto saranno in vendita a partire da oggi presso le rivendite abituali al prezzo di euro 32 per i posti in piedi e 38 per i posti in tribuna.

Per informazioni: 0573 99 46 59
http://www.pistoiablues.com

Ufficio Stampa Davvero Comunicazione
Ref. DAVID BONATO

febbraio 7, 2013

Marcello Vento ci ha lasciato, grave lutto per la musica

Marcello Vento è mancato!vento Batterista, percussionista viene considerato storicamente tra i massimi esempi di folk progressivo in Italia soprattutto per le elaborazioni della seconda metà degli anni Settanta.
Marcello Vento ha una lunga carriera come musicista jazz e insegnante di batteria, fino al lavoro con Jenny Sorrenti, sua compagna anche di vita, che esalta anche le sue qualità compositive e di arrangiamento.

gennaio 14, 2013

18 e 19 gennaio: al Teatro Miotto di Spilimbergo le selezioni per “Suonare@Folkest – Premio Alberto Cesa 2013”

“Suonare@Folkest – Premio Alberto Cesa 2013”

alberto cesa

Venerdì 18 e sabato 19 gennaio, presso il Teatro Miotto di Spilimbergo (PN) alle ore 21.15,

 avranno luogo le selezioni territoriali riservate agli artisti partecipanti al concorso “Suonare@Folkest – Premio Alberto Cesa 2013”. Alla prima delle due sessioni, denominata “Spilimbergo 1” (venerdì 18), parteciperanno Luna e Un Quarto, Figli di un Puff e Progetto Corde. Nella seconda, “Spilimbergo 2” (sabato 19), saliranno sul palco I Salici, Il Giardino dei Gatti Bianchi e Tryo Yerba. I migliori due gruppi di ogni serata, secondo il giudizio espresso da una autorevole giuria appositamente convocata (sulla cui composizione seguirà un ulteriore comunicato), acquisiranno il diritto a esibirsi durante Folkest 2013 in luogo e data da definire.  insieme con i gruppi vincitori delle altre selezioni territoriali a carattere nazionale: si è già svolta quella di Arezzo (6 dicembre 2012) che ha visto l’affermazione di Serio E Faceto e Macchia Libbr; si terranno invece nei mesi di febbraio e marzo quelle di Verona 1 (con la partecipazione di Abacà, Daniele Arzuffi, Gabriele Bombardini), Verona 2 (Dualis, Maria Devigili, Quenia), Loano (Folhas, Raffaele Antoniotti, The Mandolin Brothers), Coreno Ausonio (Ninfe della Tammorra, Orchestra Minima Mysticanza, Onda Nueve String Quartet).

gennaio 13, 2013

Cultura ed arte: ” Le sculture di ghiaccio a Londra” e “La città ad Harbin in Cina”

Il tema di quest’anno a Londra è la missione NASA su

Marte

The Ice Sculpting Festival è uno dei festival invernali più importanti di Londra, che si svolge nella zona di Canary Wharf, nell’East End. Il festival è iniziato l’11 gennaio e finisce oggi 13 gennaio: è una gara internazionale tra squadre di scultori, che quest’anno provengono da Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Ungheria, Spagna, Svezia, Olanda, Lituania, Belgio e Portogallo.

Il tema dell’edizione 2013 è la missione della NASA su Marte, dal titolo “The Wonders Of The Universe and Infinity”. Nelle gare di coppia gli scultori devono trasformare un blocco di ghiaccio alto circa due metri, mentre nella gara singola il blocco di ghiaccio è di un metro. Entrambe le gare sono a tempo. Durante il festival si sono anche altre attività per i visitatori: per esempio c’è la possibilità di giocare a scacchi di ghiaccio, fare corsi di scultura di ghiaccio e laboratori per bambini. Alla fine del festival ci sarà uno spettacolo con le luci laser che illumineranno le varie sculture realizzate dagli artisti.

BRITAIN - ART - ICE

Il Festival internazionale della scultura di ghiaccio e di neve si svolge ogni anno dal 1984 nella città di Harbin, una grande città industriale nel nordest della Cina, al confine con la Siberia. In occasione del festival viene costruita un’intera città fatta di sculture di ghiaccio, illuminate con luci colorate.  Il festival andrà avanti per un mese circa, anche se la città ghiacciata solitamente rimane aperta finché le temperature lo permettono.

In questo periodo nella città di Harbin la temperatura è intorno ai meno venti gradi centigradi. Il villaggio di ghiaccio si estende per 750 mila metri quadrati e il ghiaccio usato è intorno ai 180 mila metri cubi, con 150 mila metri cubi di neve. Per l’edizione di quest’anno, i lavoratori impiegati a costruire la struttura sono stati oltre settemila.

Oltre a girare la città di ghiaccio e assistere agli spettacoli pirotecnici, i visitatori possono scendere per i lunghi scivoli di ghiaccio. Durante il festival ci sono anche gare di scultura di ghiaccio e neve: artisti provenienti da tutto il mondo costruiscono le proprie opere con seghe elettriche, martelli e scalpelli.

CHINA-LEISURE-ICE FESTIVAL

Per chi il freddo lo sopporta è uno spettacolo assicurato!

gennaio 10, 2013

“E’ UN UOMO” EVENTO-SPETTACOLO DA UN’IDEA DI PIER MAZZOLENI

GIOVEDì 17 GENNAIO 2013 – BUSSOLENGO (VERONA)

VENERDì 18 GENNAIO – GAMBOLO’ (PAVIA)

PROSEGUE

IL TOUR TEATRALE DI

 

“E’ UN UOMO”

_DSC0056_bassa ris

Ha debuttato il 20 dicembre a Bergamo in un caloroso e affollato Auditorium di Piazza della Libertà, nel cuore della sua città d’origine: giovedì 17 gennaio alle ore 21 Pier Mazzoleni (www.piermazzoleni.it) sarà a Bussolengo (Verona) al Teatro Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, e il giorno successivo, venerdì 18 gennaio sempre alle 21 a Gambolò (Pavia) all’Auditorium comunale per due nuove tappe del tour teatrale “E’ un Uomo”.

Affiancato dai musicisti Alberto Sonzogni e Dudù Kouate, in un’alternanza tra pianoforte e momenti recitati Pier Mazzoleni porta sul palco la figura di uomo “nudo”, solo con le sue emozioni, le esperienze, gli amori, le speranze, i sogni e i ricordi.

La formula Canzone in palcoscenico, coniata da Mazzoleni, si propone di portare in scena la quotidianità osservata minuziosamente con gli occhi dell’autorecantante-musicista e interprete-narratore di alcuni testi.

Prossima data: 20 febbraio Asola (Mantova) Cinema San Carlo. Il calendario è in aggiornamento con altre date in via di definizione.

 

Una produzione di Associazione Oltremusica, “E’ un uomo” è un evento la cui “teatralità” è a cura di Silvia Barbieri, regista e autrice Rai.

In scaletta, canzoni tratte dai tre album di Pier Mazzoleni “L’isola canzoni d’autore” (Splasch/ IRD), “La tua vera identità” (Mc Harmony), “La tua strada” (Odd Times Records/ Egea), più due inediti dell’autore.

In un’ora e mezza di spettacolo, lo spettatore viene preso per mano e accompagnato verso riflessioni ora cantate e ora recitate, non banali e non assolute; lo si fa principalmente con il repertorio di canzoni d’autore presentate in una chiave essenziale e istrionica, con arrangiamenti duttili e al tempo stesso non pesanti.

I testi vanno ascoltati e assaporati lenti, come un vino di buona gradazione.

La produzione testuale di Mazzoleni è ricca di spunti e metafore, che lasciano spazio a diverse interpretazioni. Gli arrangiamenti musicali sono creativi e il gioco di luci sottolinea certi momenti.

Gli strumenti in campo sono la cornice adatta. Oltre a quelli noti, sul palco la presenza di alcuni strumenti musicali non convenzionali (la fisarmonica, il flauto africano, il liuto berbero/ xalam, l’Udu, le campane tibetane, le percussioni etniche usate anche come rumori), cala l’ascoltatore in una magica atmosfera che i due pianoforti tendono ad arricchire.

musicisti che lo accompagnano, Alberto Sonzogni e Dudù Kouate, da tempo suoi collaboratori, sono parte di mondi anche differenti tra loro e, proprio per questo, integrano vicissitudini e antitesi che sono una delle chiavi di lettura dello spettacolo.

Partner dell’evento l’Associazione Prometeo www.associazioneprometeo.org/ di Massimiliano Frassi che si occupa di lotta alla pedofilia, di infanzia negata, di abusi sui minori: buona parte dell’incasso della vendita biglietti sarà devoluta a questa importante realtà che da tanti anni opera nel territorio bergamasco.

 

Indirizzi:

17 gennaio Bussolengo (Verona), Teatro Parrocchiale di Santa Maria Maggiore, Piazza Nuova n.3

18 gennaio Gambolò (Pavia) Auditorium comunale, Via Garibaldi

Info biglietti:

Posto unico, 11€

I biglietti si possono prenotare scrivendo alla mail concerti@piermazzoleni.it, o si possono acquistare la stessa sera del concerto presso la biglietteria del teatro.

Crediti:

Produzione di Associazione Oltremusica

Regia di Silvia Barbieri

Musiche e testi originali di Pier Mazzoleni

Adattamento dei testi recitati di Silvia Barbieri

Scenografie di Silvia Barbieri e Pier Mazzoleni

Curatore artistico Pier Mazzoleni

Fotografie di Giovanni Rabaglio

Sul palco Pier Mazzoleni, Alberto Sonzogni, Dudù Kouate

 

“Un’arte può progredire verso la maturità solo mostrando i primi passi, i secondi passi, tutti i suoi passi.

Il progresso di un’arte implica l’artista.”

(Estratto da “Presentazione di uno spettacolo” di Etienne Decroux)