dicembre 29, 2014

Gram Parsons, Jim Croce e Clarence White – Una data: 1973 e tanti ricordi

Il 17 dicembre 1973 festeggiavo il mio diciottesimo anno ed ero felice, tra i libri, i giornali e i dischi pubblicati in quel periodo che riportavano le notizie d’oltre oceano che echeggiavano di note. Pochi mesi prima di questa data, su alcuni giornali di musica spuntavano timidamente alcuni articoli su tre immensi musicisti, poco conosciuti in Italia al grande pubblico ma tra i più bravi al mondo e pur ancora giovanissimi con una carriera alle spalle: Gram Parsons, Jim Croce e Clarence White. La notizia che li riguardava era molto triste perché annunciava la loro morte tragica e la scomparsa dalla scena della grande musica americana. Forse su Gram Parson si è costruita una storia da romanzo: si trovava in un motel in California e dopo aver pranzato e salutato gli amici, era salito in camera per cambiarsi e non era più sceso; i suoi amici sono andati a cercarlo e lo hanno trovato svenuto sul pavimento. All’ospedale morì per un attacco cardiaco. Il suo funerale mistico-country è stato tipicamente californiano. Nel gennaio 1973 era uscito il suo primo ed unico album solo “ G.P “ .
Nel settembre del 1973 moriva in un incidente aereo Jim Croce. La sua non era stata certamente una vita facile. Nato da povera famiglia, aveva praticato diversi lavori, ma scontava la passione per la chitarra e si dedicò con grande passione a comporre canzoni. La cosa gli risultò così naturale che quando arrivò in studio per registrare il primo giorno, si presentò con 1400 canzoni messe su pentagramma.
Sempre nell’estate del 1973, moriva Clarence White, forse il musicista più famoso allora in Italia per essere stato membro dei Byrds, uno dei session men più richiesti nel giro americano dopo la sua fuoriuscita dal più celebre gruppo del mondo assieme ai Beatles. La sua morte è arrivata in un momento particolare dato che aveva intenzione di costituire un trio jazz con Skip Battin e Gene Parsons ( in ottobre dello stesso anno era stata programmata una tournée a Londra con Battin e Parsons e la Country Gazzette) e riprendere a suonare con i fratelli Eric e Roland.

GRAM PARSONS

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Gram-Parsons

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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                       JIM CROCE

CROCE

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                              CLARENCE WHITE

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BYRDS

ottobre 16, 2014

MAX MANFREDI – DREMONG ….non c’è tempo per chi aspetta tempo

A volte stupiscono, a volte sussurrano, a volte ritornano: sono i miti contemporanei che svoltano agli incroci senza fermarsi. È il caso di Max Manfredi ed i suoi incantautori di respiri nobili dinanzi a pizzichi di note sfumate.

Dremong

Dremong

Manfredi è Dremong, un orso. La sua storia attraversa il Tibet, tra gli alberi, schiude gli occhi nel torpore mentre corre l’autostrada che taglia il fiato alle vallate. Altro abito stesso diadema, di notte sveglio mentre le cose dormono, lui di notte fa a pugni coi suoi pianti. Pensa al suo presente e si sente male, ha la pelle d’oca sopra vecchie cicatrici e viene la pioggia ad ogni mese ma sotto il suo ombrello è pioggia di un’altra canzone. È inutile, bocca senza parole spiegare non può l’amore amaro e come un cretino nella metropolitana si segna le parole che non sono state programmate. Non c’è tempo per chi aspetta tempo, tanto che ti addormenti con l’orso stretto in braccio. Erano in pochi e si fiutava già che quel che raccontavano non era la realtà. Le immagini di Dremong ci illustrano in maniera drammatica la parabola di un’esistenza animale. L’orso avanza tra la vegetazione tibetana, che domina con la sua mole. La tragedia è nell’aria e tutta la natura sembra partecipare al mesto e dignitoso viaggio intrapreso da questo re di antica stirpe. Nella copertina questa immagine raggiunge toni qualitativamente elevati che collimano perfettamente con le intenzioni espresse dall’autore.

Max Manfredi

Max Manfredi

Non posso prendere in esame i vari pezzi, semplicemente perché il disco è un’opera unica, inscindibile, anche dal punto di vista tecnico, in momenti staccanti. L’album si apre con un suono cupo creato dai cori, l’urlo di Dremong e le campane tibetane, che creano un’atmosfera suggestiva e preziosa. Il disco è composto da momenti diversissimi, dunque è inutile descrivere le entrate o gli assoli dato che gli strumenti sono inseriti e amalgamati in sonorità calde e pastose. I suoni bassi creano una ritmica continua con la voce originale di Manfredi ed i cori contenuti ma ben calibrati. L’opera si divide in quattordici parti, ognuna delle quali differentemente articolata; attraverso l’alternanza di momenti corali e di assoli l’opera acquista via via una sua fisionomia ben precisa, fin dalle prime note che dopo i primi attimi dà vita al primo groviglio di impressioni di vita urbana, fatto principalmente di dissonanze e di aggressivi rugli, il tutto ad un ritmo vertiginoso, scandito, dai violini, dai contrabbassi, dal piano, dai flauti, dalla batteria, dalle chitarre Il canto di Max è un vero e proprio canto di una sirena ammaliatrice e ci regala così 14 canzoni di vibrante ed altissima intensità.2013-07-22_Registrazione_Dremong_022-900x602_c Da un’intervista di Gloria Berloso a Max Manfredi → DOMANDA

Gloria Berloso

Gloria Berloso

– Max Manfredi, ti consideri più poeta o più cantautore? Mi puoi spiegare la differenza tra canzone e poesia?

Max Manfredi

Max Manfredi

↓ RISPOSTA  – Tecnicamente la differenza consiste nel fatto che i versi della poesia, oggi, non sono musicati. La poesia è fatta dunque per la lettura, la canzone per l’ascolto. Dal punto di vista del valore che viene attribuito a questi due fenomeni, poi, la poesia ha seguito una strada “alta”, investigazione cosmica o squadernamento sublime dei propri sentimenti. La canzone ha seguito una via “bassa”, che non esclude l’intrattenimento e la danza. Si tratta però di convenzioni, che, come tali, mi interessano poco. Poesia e canzone sono consanguinee, non soltanto dirimpettaie occasionali. Io mi considero, genericamente, un artigiano; che però lavora una materia come l’emozione, che è impalpabile. O meglio, che elabora con strumenti concreti un’illusione. Sono come un giostraio, un prestigiatore, un pubblicitario, un sacerdote di campagna, un venditore di bolle di sapone. Uno sciamano e uno showman, come dice il titolo di una nota rassegna. Un incantautore, come sono stato definito. Non è una definizione così peregrina: nella lingua latina, per esempio, “carmen” significa canto ed incanto. Ma nella lingua inglese “spell” vuol dire formula magica e compitazione della parola. Ecco: laddove la parola, semplicemente compitata, e quindi ritmica, diventa magia: è il paese musicale da cui provengo. E’ la mia letteratura. Questa attitudine non è solo fiabesca. La descrizione del quotidiano più banale acquista, nella musica, una seduzione necessaria ed aggiunta. Posso dire le cose più colloquiali, ma le dico in musica. L’impatto emotivo cambia, a volte in modo deflagrante. Io sono poi per una rivalutazione ed una ridefinizione del termine “poeta”. Non tanto inteso come “colui che compone poesie” meno che mai come colui che componendole, invera o sfiora l’universalità: definizioni ( la prima, insieme troppo tecnica e vaga, e povera da un punto di vista assiologico; l’altra troppo empatica, enfatica e per così dire mitologica) per essere funzionali, tanto peggio se si pretendono scientifiche. La definizione che propongo all’uso è: poeta come facitore (da “poiesis”), colui che trova un equilibrio fra la contemplazione, quella specie di scossa elettrica o invasamento che fu ed è chiamato “ispirazione”, e l’azione (manipolazione della sua materia artigianale). In questo senso l’attribuzione “poeta” può applicarsi al facitore (ed inventore) in qualsiasi disciplina. Anzi, riporta la velleità astratta e quasi immateriale dell’epitteto ad una qualifica artigianale e concreta, per quanto sia concreto il linguaggio. Il poeta non è mai chi si applica in una disciplina tradizionale, ma chi inventa il linguaggio al suo interno, cioè chi “trova” ed esercita fantasia all’interno di una disciplina. Poeta – ora in questa accezione tecnica, e non metaforico – può essere uno scienziato, un cuoco, un attore, un prestidigitatore, un pugile. Poeta può essere anche uno che scrive poesie. Ma non tutti quelli che lo fanno, anzi, direi pochissimi. Personalmente trovo questa definizione di “poeta”, che esula un po’ dal senso comune attuale – che è ambiguo alla radice – insieme precisa e libertaria, o liberatoria, o almeno libertina.

ottobre 14, 2014

La poesia di Gloria Berloso

http://www.amazon.com/Sentire-Italian…/dp/B00O8391FU

La tradizione epica greca, attraverso l’oralità della poesia, ci insegna un “sentire”
più ampio della percezione, un “sentimento” o un animo che costituisce già una
completa relazione con il mondo. Nelle movenze delle forme viventi ed attraverso
le forze elementari si è compiuto il lavoro di autoapprendimento e autocostruzione
del Sé nella Natura ancora indivisa ed unitaria. La parola detta plasma il significato
inaugurale della poesia, il sentire poetico come fonte dell’umano.
L’uomo moderno, ingabbiato nelle concettualizzazioni della parola scritta, prende
atto dell’inevitabile scissione tra il sentire e l’intendere, tra il sentire e l’essere sentito,
testimoniando la divisione dove prima era identità.
Si configura così la meta
irraggiungibile, il viaggio senza ritorno, nel tentativo di ricucire
lo strappo, di colmare la distanza tra oralità e scrittura, tra parola
detta e parola scritta, tra il sentire e il pensare. Nell’esitazione tra il suono e il senso,
prendiamo le mosse da questa epocale diatriba di visioni del mondo per presentare
questa nuova Collana di poesia intitolata Sentire. Auspicio che l’oralità non sia solamente
funzionale alla scrittura bensì un tutt’uno con essa. Per riconsegnare alla
parola, riflesso unitario delle sedimentazioni del “sentimento” e dell’intuizione, il potere
evocatore che le compete

Autori:
GLORIA BERLOSO
FRANCESCO BIA
SALVATORE BORDINO
ERMINIA CASALINUOVO
MARIA CARMELA D’ANGELO
ANNA DEL VECCHIO
LISA DI GIOVANNI
DAVIDE FIGLIOLINI
SILVIA IRAGHI
MARIA GABRIELLA LAVORGNA
LOUIS GLACIER
ANGELO MANGANELLI
MARCO NASTA

ottobre 9, 2014

J27 / Ritornano con “Regeneration”. Il super-ospite è Tracii Guns, fondatore dei Guns’

J27
Nuovo album “Regeneration”
con Tracii Guns
GUARDA IL PROMO

Presentazione Anteprima
Sabato 11 Ottobre, Borderline (PI)

23/10 LEGEND 54, Milano
24/10 INTERSTATE, Udine
15/11 SWAMP, Massa
18/11 THE CAGE, Livorno (support Hardcore Superstar)
21/11 Exentia (Po)

La rock band dei J27 è in uscita con il nuovo mini-album “Regeneration” il terzo progetto dopo “Generazione Mutante” (Vrec, 2012) che vede la svolta della lingua inglese e la partecipazione straordinaria di Tracii Guns. Il disco, già in preorder su iTunes, sarà presentato Sabato 11 Ottobre in anteprima al Borderline di Pisa mentre l’uscita ufficiale è prevista per il 20 ottobre in tutti gli store digitali. Solo ai concerti della band è disponibile il cd “limited edition” (acquistabile anche online sullo store dell’etichetta http://www.vrec.it).

J27

J27

Il nuovo mini-album vede la band, ormai una realtà della musica hard rock italiana dopo i live set al Pistoia Blues e le numerose apertura a big della musica internazionale, confrontarsi con una manciata di nuovi brani in inglese tra cui il singolo “America Dreaming” con la partecipazione straordinaria di Tracii Guns, storico fondatore dei Guns n’ Roses (dall’unione con la band di Axl Rose deriva lo storico nome di GnR). Il brano è stato prodotto tra la Toscana e Los Angeles da Pietro Foresti, mixato da Rich Veltrop, e Sylvia Massy (System of a Down, Tool, RHCP) e masterizzato da Joe Gastwirt.

Le altre canzoni del mini-album (7 brani in tutto) sono “Reflection”, “Dream of a Lifetime”, “Faces”, “Love is an Enemy”, “Another sense of Me”, brani sostanzialmente inediti nelle linee melodiche ma con le musiche riadattate sui singoli del precedente album “Generazione Mutante”. Bonus track anche la nuova versione di “Shout”, rifacimento hard rock della hit dei Tears for Fears.

Oltre al Borderline di Pisa (11/10, ingresso libero con tessera), la band sarà a Milano il 23 ottobre (Legend 54), all’Interstate di Udine il 25/10, allo Swamp di Massa il 15 novembre, mentre il 18 novembre apriranno una delle date italiane degli Hardcore Superstar al The Cage di Livorno. Altre info: http://www.j27rocks.com/

I J27 sono una rock band toscana che prende il nome dalla maledizione che avrebbe colpito la musica rock creando il mito del “Club dei 27”, ovvero l’esclusiva cerchia dei grandi artisti del mondo della musica scomparsi all’età di 27 anni e che includono la lettera “J” nel loro nome. I J27 suonano un rock’n’roll sanguigno di chiara ispirazione americana ma con testi in italiano ed ora anche in inglese. Vantano centinaia di concerti tra cui l’esibizione al Pistoia Blues Festival 2013, le aperture a Marilyn Manson L.A. Guns, Skid Row, Tm Stevens, Pino Scotto e molti altri. L’attuale formazione è composta da: Marco Bertuccelli alla voce, Alex Sabadini e Massimiliano “Mamo” Giusti alle chitarre ed i nuovi ingressi Glenn Strange al basso (Death SS) e Antonio Inserillo alla batteria (Tossic, Death SS, Rhumornero).

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agosto 1, 2014

Tramonti – 3 agosto Inaugurazione della mostra “In viaggio” e presentazione del secondo FESTinVAL – IL CUORE NELLA VALIGIA

Tramonti – 3 agosto

Inaugurazione della mostra “In viaggio” e presentazione del secondo

Tramonti

Tramonti

FESTinVAL – IL CUORE NELLA VALIGIA

Domenica 3 agosto sarà una giornata davvero intensa per la comunità di Tramonti, una valle che negli nultimi anni si sta segnalando per le molte attività che stanno nascendo e per l’intelligente opera di promozione che viene portata avanti mescolando iniziative turistiche ed eventi culturali di forte spessore.
Alle 17, presso la Casa della Conoscenza a Tramonti di Sotto avrà luogo l’inaugurazione della mostra IN VIAGGIO, cent’anni di immagini e di parole dal mondo dell’emigrazione del Friuli Venezia Giulia, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, realizzata in collaborazione con l’AMMER(Archivio Multimediale della Memoria Regionale del FVG).
All’inaugurazione interverranno, tra gli altri, FRANCO JACOP, Presidente del Consiglio Regionale dl Friuli Venezia Giulia, MAURO PASCOLINI, responsabile scientifico del Progetto AMMER dell’Università degli Studi di Udine e WALTER PEZZARINI, Presidente dell’Unione Regionale delle Pro Loco e si potranno inoltre ammirare le illustrazioni originali del libro IL CUORE NELLA VALIGIA realizzate dagli alunni della scuola primaria di Tramonti guidati dall’illustratrice SARA COLAUTTI.

Seguiranno una conferenza stampa con ANDREA DEL FAVERO, direttore artistico di Folkest, e i CANTI DEL MIGRARE con il coro LE CICALE e il coro di Tramonti coordinati da GIUSEPPINA CASARIN. Nel corso dell’incontro verrà presentata la seconda edizione di FESTinVAL – IL CUORE NELLA VALIGIA, che si terrà a Tramonti di Sotto dal 3 al 16 agosto, comprendente gli eventi TAMAR SOTTO LE STELLE, LA NOTTE DELLE AGANE, e DA UN CURTIF A CHEL ATRI.

agosto 1, 2014

Dedalo Festival – Fusione artistico culturale fra Sicilia e Basilicata

Gemellaggio fra i comuni di Caltabellotta (Agrigento) e Genzano di Lucania (Potenza).

Riparte il bellissimo Dedalo Festival, ecco il programma:

LUNEDI’ 4 AGOSTO

Ore 9,30 – Biblioteca Comunale

Conferenza di presentazione Dedalo Festival 2014 “Gli artisti e i territori del Dedalo Festival si incontrano e si raccontano” incontro gemellaggio con la delegazione di Genzano di Lucania (PZ)

Introduzione:

Ezio Noto

Ezio Noto

Ezio Noto, Direttore Artistico e ideatore Dedalo Festival
Danilo Vignola, Musicista Dedalo Festival Basilicata
Denise Fasanelli, Ufficio Stampa e Comunicazione Dedalo Festival

Saluti:

Paolo Segreto, Sindaco di Caltabellotta
Maria Antonella Grisafi, Assessore alla cultura Caltabellotta
Leonardo Nicolosi, Presidente Pro Loco Caltabellotta

Tavola Rotonda

“Dal territorio le risorse per lo sviluppo e il lavoro”

Interventi:

Giuseppe Geremia, Assessore all’agricoltura Caltabellotta
Franco Colletti, Segretario Provinciale Flai Cgil Agrigento
Carmelo Di Franco, Comitato Direttivo Flai Cgil
Diego Planeta (Vini Planeta)
Pino Maggiore (Chef Cantina Siciliana Trapani)
Massimo Raso, Segretario Provinciale Cgil Agrigento
Marco Bermani, Segretario Nazionale Flai Cgil
Salvatore Tripi, Segretario Regionale Flai Cgil Sicilia
Michele Pagliaro, Segretario Regionale Cgil Sicilia
On. Giovanni Panepinto, Deputato Regionale
Michela Stancheris, Assessore al Turismo della Regione Sicilia
Ezechia Paolo Reale, Assessore all’Agricoltura della regione Sicilia

Ore 11,30 – Chiesa del Collegio

Presentazione del saggio di Roberto Sottile “Il Dialetto nella canzone Italiana degli ultimi venti anni” – Il Prof. Roberto Sottile è docente di Linguistica Italiana, dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Palermo

Mini live con gli artisti del Dedalo Festival. Sarà presente l’autore.

Ore 16,00 – Raduno in Piazza Giovanni XXIII (San Pellegrino)

Dedarchè – “Sulle tracce di Dedalo”: Kamikos, Triokala, Qal’at Al Ballut

Raduno di tutti i partecipanti alla VII edizione del Dedalo Festival (con strumenti musicali al seguito).

A spasso nel mito, nella natura e nell’archeologia di Caltabellotta, S. Anna e della Sicilia con Dedarchè, a cura di SiciliAntica – mini live itineranti.

Ore 18,00 – Museo Civico

“Scolpire il Suono”

Gli artisti del Dedalo Festival incontrano il maestro Salvatore Rizzuti e le sue opere, a cura di Salvatore Alessandro Turturici con la partecipazione dei musicisti Lelio Giannetto e Sandro Sciarratta: libere improvvisazioni e contaminazioni sonore

Ore 20,00 – Perimetro esterno della Cattedrale (Madrice)

“Dedalo Acustico” concerto con gli artisti del Dedalo Festival 2014

 

Le officine teatrali Associazione Culturale in uno spettacolo di e con Nini Ferrara:

“Pizzini” – Parole contro le mafie liberamente tratto da “I pizzini della legalità” con Danila Massimi percussioni e voce a Salvatore Coppola editore

A fine spettacolo: l’olio extravergine d’oliva di Caltabellotta incontra il “Cuscusu” della migliore tradizione trapanese, a cura dello chef della Cantina Siciliana di Trapani Pino Maggiore

MARTEDI’ 5 AGOSTO

Ore 9,00 – Raduno in Piazzale Lauria (presso la Madrice)

Escursione naturalistica e artistica a cura dell’associazione Kratas Tour: artisti e visitatori immersi nella natura e nell’arte di Caltabellotta e del Dedalo Festival – mini live itineranti

Ore 11,00 – Spazio antistante la Chiesa di San Pellegrino

“Costruire il suono” Costruzione del friscalettu siciliano a cura dell’artigiano e musicista Antonio Bono

Parole, poesie, suoni con gli artisti del Dedalo Festival 2014

Ore 16,00 – Raduno in piazza Fontana (Sant’Anna)

Dedarchè – “Sulle tracce di Dedalo”: Kamikos, Triokala, Qal’at Al Ballut

Raduno di tutti i partecipanti alla VII edizione del Dedalo Festival (con strumenti musicali al seguito).

A spasso nel mito, nella natura e nell’archeologia di Caltabellotta, S. Anna e della Sicilia con Dedarchè, a cura di SiciliAntica – mini live itineranti

Ore 17,00 – Piazzale antistante la chiesa di Montevergini (Sant’Anna)
“Dedalo Acustico” mini live con gli artisti del Dedalo Festival 2014

Ore 22,00 – Piazza Umberto I (Caltabellotta)

Concerto conclusivo del Dedalo Festival 2014 – VII edizione

Nei vari appuntamenti delle 2 giornate vi saranno interventi artistici di:

Danilo Vignola, Giovanni Didonna, Rocco Mentissi, Gianfranco Summa, Jake Moody quartet, Clemente, Marco Milone, Roberta Izzo, Mario Vasile, Valeria Cimò, Nanni Cicatello, Nicola Pollina, Felice Rindone, Totò Randazzo, Renè Miri, Raffaella Daino Pivirama, Gianni Cosentino, Aurelio Quartararo, Carmine Donnola, Salvatore Alessandro Turturici, Marco Corrao, Antonio Bono, Rossella Stravalli, Francesco Bonacci, Enzo Mulè, Fabio Guglielmino, Kolaband, Cinzia Sciuto, Antonio Smiriglia, Leonardo Nicolosi, Lelio Giannetto, Sandro Sciarratta, Francesco Giunta, Agostino Cirrito, Guido Locatelli, Pino Maggiore, Pas Scarpato, Alessio Bondì, Nini Ferrara, Danila Massimi, Stefania Carrozzi, Roberto Sottile, Salvatore Rizzuti.

Nel corso degli eventi nelle 2 giornate: Estemporanea di pittura “Live Painting” a cura di Rossella Stravalli e Antonio Clemente “I colori del Dedalo” in collaborazione con l’associazione Forme D’Arte Correnti.

Ideatore e Direttore Artistico del Dedalo Festival: Ezio Noto
Ore 23,00 – Perimetro esterno della Cattedrale (Madrice)

 

 

Fusione artistico culturale fra Sicilia e Basilicata

Gemellaggio fra i comuni di Caltabellotta (Agrigento) e Genzano di Lucania (Potenza)

 

Giovedì 7 agosto 2014

 

Inzànstock, appuntamento musicale genzanese ideato da Danilo Vignola, giunto alla terza edizione ospita quest’anno, il sette agosto, il Dedalo Festival, rassegna siciliana, per musica e arte per la valorizzazione del territorio. Il Dedalo Festival è una delle più importanti e consolidate realtà culturali itineranti della Sicilia. Concretizzato da  Ezio Noto, celebre artista siculo, il Dedalo Festival nasce in un ispirato  paesino della provincia di Agrigento, Caltabellotta,  lontana dai riflettori e dai mezzi di comunicazione di massa, importante per la sua storia millenaria, monumenti suggestivi, la natura e i suoi paesaggi mozzafiato, conditi da un alone di magia che tutti gli artisti e i creativi avvertono al loro arrivo. L’arte e la cultura dunque, saranno il mezzo di fusione fra Lucania e Sicilia: il comune di Caltabellotta sarà gemellato con  Genzano di Lucania, centro principale dell’alto Bradano dall’alto del suo promontorio collinare, diviso fra l’antico ed il moderno, ricco di monumenti incantevoli e di una celebre fontana.

I massimi esponenti della musica, della tradizione e della cultura siciliana (artisti, docenti universitari e ricercatori) il sette agosto a Genzano di Lucania (piazza Roma) per tutta la giornata, daranno vita ad una fusione-confronto dalla musica alla carta stampata, con gli artisti ed i ricercatori genzanesi e lucani, sotto la direzione artistica da Danilo Vignola e Giovanni Didonna: soggiorni creativi, dove la convivenza fra arti diverse e persone nuove, generano idee, economia e futuro.

Giovanni Didonna e Danilo Vignola

Giovanni Didonna e Danilo Vignola

7 agosto, piazza Roma.
PROGRAMMA PROVVISORIO:
Conferme siciliane:
Antonio Smiriglia (cantante e polistrumentista con Battiato)
-Cattivo Costume band performativa itinerante teatro musica e danza.
-Francesco Giunta, cantautore palermitano, produttore dell’etichetta Teatro Del Sole.
-Ezio Noto, cantautore e pianista , originario di Caltabellotta fondatore della Daniele Treves Band con cui pubblica il disco l’Opera Dei Pupi, e fondatore dei Disìu con cui ha prodotto l’EP “Sicilia”
-Roberto Sottile, docente di Linguistica Italiana nel dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Palermo presenta:
“Il dialetto nella canzone Italiana degli ultimi venti anni
-Valera Cimò (Cantautrice percussionista)
-Pro Loco di Caltabellotta -Leonardo Nicolosi,
-Il presidente di Sicilia Antica -Patrizia Noto,
-Il presidente di Kratas Tour -Paolo Vetrano
-Rappresentanti dell’amministrazione di Caltabellotta (assessore alla cultura e sindaco).
Conferme Lucane:
-Corale polifonica Shekinah del maestro Vito Cilla, coro di musica cristiana contemporanea.
-Complesso Bandistico “V. Bellini” di Genzano di Lucania
-Gruppo Stabile Folklorico “Maria di Pierro” Genzano di Lucania
-Jake Moody quintet, quintetto del cantautore Diego Capece dalla scuderia dell’Hydra Music.
-Duo lucano: The Lucanian Guitars , virtuosi della chitarra lucana Flavio Montesano e Gaetano Agoglia (secondo gli studi di Graziano Accinni)
-Gianfranco Summa, interprete della chitarra classica.
Con la partecipazione delle associazioni sportive
-New Volley Genzano del coach Amleto Carrieri.
-Genzano Rugby
-E con il contributo dell’ Avis, e -della Croce Rossa, Laboratorio della Comunità
E tantissimi altri ospiti…

 

Gloria Berloso

Promotrice e sostenitrice di questa fusione: Gloria Berloso

giugno 21, 2014

Music From The Big House – Rita Chiarelli

Da un acclamato regista Bruce McDonald è arrivato un viaggio musicale raro ed esclusivo.

 

Rita Chiarelli, pluripremiata artista canadese di origine italiana, la più amata voce blues del Canada, ha preso parte ad un pellegrinaggio nel focolaio del blues, il penitenziario di massima sicurezza dello stato della Louisiana Aka Prison Angola.

RIta Chiarelli

RIta Chiarelli

Per il documentario ha registrato la colonna sonora Music From The Big House che ha ottenuto numerosi premi. Questo percorso musicale è uno sguardo in quello che era il carcere più sanguinoso d’America, ma ora dà agli ergastolani una ragione di vita attraverso il potere della musica. In contrasto con storie sensazionali di detenuti, possiamo ascoltare notevoli voci di speranza come il loro amore per la musica emana umanità e redenzione sulla loro ricerca di perdono.

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Rita è conosciuta in Canada come la dea del Blues, la sua straordinaria voce è irraggiungibile dalle sue colleghe, incute timore e spesso emoziona il pubblico fino a farlo piangere. “ Una voce così potrebbe far piangere gli angeli” …”Una voce che può ringhiare ai suoi demoni o salire con gli angeli, un regalo per la lirica, un orecchio per la melodia e il cuore soprattutto immenso”.

Rita con gli ergastolani

Rita con gli ergastolani

Music from big house

Music from big house

Negli ultimi anni Rita Chiarelli ha pubblicato Cuore, una registrazione di tradizionali canzoni popolari italiane, che ha vinto nella categoria World Music un prestigioso Awards Canadian Folk Music.
Ha vinto ogni importante premio in Canada, tra cui diversi premi Maple Blues, CBC Great Canadian Blues Award, Toronto Independent Music Awards, Hamilton Music Awards, Manitoba Blues Society e Lifetime Achievement Awards Hamilton Blues Society. Più recentemente Rita si è aggiudicata il prestigioso Maple Blues alla carriera.
La Chiarelli continua a girare incessantemente in Nord America e in Europa e intende trascorrere più tempo nei prossimi anni negli Stati Uniti.

Thank you Rita

Maggio 29, 2014

UKULELE REVOLVER

Da qualche tempo a questa parte, ci sono sempre più gruppi che si stanno accorgendo dell’esistenza delle pure tradizioni musicali. Forse la riscoperta di questo enorme patrimonio è avvenuta con un po’ di lentezza ma le strade del folclore italiano sono moltissime, risalendole si possono scoprire ottimi frutti dai ricchi temi che le contraddistinguono, dei frutti certamente migliori di quelli nati dai filoni commerciali e a volte più scadenti della musica rock made in Italy.

Danilo Vignola, sperimentatore più estremo, ha strappato l’ukulele da quelle radici prettamente hawaiane proiettandolo in una dimensione del tutto unica e personale, unendo sonorità legate alla sua terra, la Basilicata ma anche assimilando il folk internazionale. La straordinaria capacità e sensibilità nel suonarlo, hanno meritato prestigiosi riconoscimenti internazionali: nel 2010  il premio da New York della Eleuke come miglior suonatore di ukulele elettrico al mondo.

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Il  lavoro discografico Ukulele Revolver è stato  prodotto con il percussionista – batterista Giò Didonna  riconosciuto come fra i più interessanti ed attivi sperimentatori del ritmo.

Si tratta di un lavoro discografico eterogeneo, rivoluzionario, in cui il chitarrino a quattro corde affronta svariati generi musicali dal Flamenco alla Tarantella, passando per il Jazz e l’Heavy Metal, che vanta prestigiose partecipazioni fra le quali spicca quella di Martin Cockerham, fra i più influenti esponenti del folk inglese degli anni ’60, suonatore di ukulele, leader degli Spirogyra (storica band britannica dei primi ’70) ; ha suonato anche con i Beatles e  i Jethro Tull. Si annovera inoltre la collaborazione di Graziano Accinni, storico chitarrista di Mango e  degli Smooth Streets Project,  e del direttore d’orchestra Rocco Mentissi

Un disco, Ukulele Revolver, ricco di melodia e ritmo, armonie sognanti che avvolgono l’ascoltatore con un tocco di ukulele elegante e oltraggiosamente virtuoso, con risoluzioni compositive che vanno al di la degli schemi convenzionali, senza mai perdere l’autenticità.

COPERTINA

Il lavoro è basato sulla fusione di motivi derivati da antiche ballate e espressioni diverse con la formula nuova del rock. La novità di questo continuo dialogo  tra ukulele e percussioni, gli stacchi di virtuosismo, sono le caratteristiche che permettono a questi bravissimi musicisti di conquistarsi un pubblico di entusiasti ammiratori.

martin cockerham

Martin Cockerham

Personalmente ho avuto un brivido ascoltando Purple Swam perché appartiene a quel periodo degli anni settanta che io ho amato tanto e la voce di Martin Cockerham è rimasta sempre la stessa ma Gino’s wine suonata con l’ukulele, la balalaika e il piano mi ha prodotto una emozione grandissima!

 

 

Maggio 27, 2014

Ambra Pintore vince il concorso Suonare@Folkest 2014. Al secondo posto Giuseppe Spedino Moffa e al terzo Ensemble Sangineto. Simona Colonna vince il Premio Alberto Cesa.

Ambra Pintore con il suo splendido quartetto dalla Sardegna, Giuseppe Spedino Moffa e i suoi immaginifici compari dal Molise e il giovanissimo e talentuoso Ensemble Sangineto dalla Lombardia: questi gli artisti finalisti che, dopo tre fasi di selezioni successive, si sono finalmente guadagnati l’accesso all’ultima fase del concorso Suonare@Folkest2014. Una serata di grande musica dal vivo, condotta con la consueta verve e professionalità da GianMaurizio Foderaro, storica voce di RadioUno RAI, fresco di nomina alla direzione dei programmi musicali di Radio Due.

Il programma è stato completato dalla finale del premio Alberto Cesa, riservato agli iscritti al concorso segnalati dalle giurie territoriali che siano autori di almeno un brano di composizione contemporanea, ma in stile tradizionale. Il premio è stato assegnato a Simona Colonna di Alba (Cuneo) che ha cantato accompagnandosi con il violoncello: in finale la Colonna ha superato, nel gradimento della giuria, la pur brava friulana Giulia Daici, che ha confermato le buone cose che si dicono di lei: la Colonna ha convinto per tecnica e interpretazione la giuria formata da Edoardo De Angelis (cantautore e direttore dei progetti speciali di Folkest), Andrea Del Favero (direttore artistico di Folkest), Gianni Martin (direttore organizzativo di Folkest), Roberto G. Sacchi (direttore di www.folkbulletin.com).

Ambra Pintore

Ambra Pintore

Simona Colonna

Simona Colonna

Decisamente combattuta la finale del concorso Suonare@Folkest 2014, che ha visto prevalere, per qualche spicciolo di voti, Ambra Pintore con uno spettacolo, colorato e convincente giocato sulla bella voce della front-woman che passa dal sardo ad altre lingue, tra le quali il somalo, su – nell’ordine – Giuseppe Spedino Moffa, grande enterteiner ottimamente coadiuvato dai suoi eccellenti compari alle percussioni e alla fisarmonica e superbo alla zampogna e alla cornmusa, e l’Ensemble Sangineto, forte di un grande freschezza esecutiva e di un’ottima verve sul palcoscenico in un ambito forse un po’ più scontato (ci si passi termine riduttivo) come quello della musica celtica.

In sede critica, possiamo affermare che la qualità dimostrata da tutti i gruppi partecipanti alle fasi finali sia del premio sia del concorso è stata molto elevata, sia per quanto riguarda la prestazione artistica sia per l’originalità delle proposte.

L’edizione 2015 di “Suonare@Folkest” e del premio “Alberto Cesa” è in fase preparatoria: per scoprirlo scopri tutto su www.folkest.com.

 

Maggio 22, 2014

Il programma di Folkest edizione 2014 presentato a Castelcosa

Folkest2014Folkest si presenta e raddoppia, anzi triplica!
Conferenza stampa di presentazione di Folkest2014 a Castelcosa, nei saloni affrescati della dimora gentilizia della Destra Tagliamento. Alla presenza dei consigliere regionale Zecchinon, dell’Assessore della Provincia di Pordenone Callegari, dei sindaci di San Giorgio della Richinvelda e di Spilimbergo, del Sovrintendente di villa Manin, Piero Colussi, dei rappresentanti della comunità italiana dell’Istria, di Turismo FVG ella cooperativa sociale Itaca, numerosi artisti, tra i quali Giorgio Celiberti, il festival friulano, giunto alla 36esima edizione è ufficialmente ripartito verso il futuro dopo l’anno della grande crisi,
Un anno quasi da dimenticare, il 2013, se non fosse per l’ottimo risultato raggiunto con una puntata su Rai 1 grazie allo spettacolo di Simone Cristicchi con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Valter Sivilotti. Rinserrate le file e ripartito con rinnovato entusiasmo, lo staff di Folkest ha messo sul piatto un festival di forte impatto che spazia dalla tradizione alle più spinte innovazioni, senza dimenticare la canzone d’autore.
I numeri di Folkest di quest’anno sono di tutti rispetto:
28 località raggiunte
45 gruppi musicali
198 artisti
24 tecnici
… e lo straordinario popolo di Folkest, il pubblico afffezionato che lo segue da trentacinque anni.
Ce n’è davvero per tutti i gusti a Folkest2014; la festa popolare, come nell’anteprima con Vinicio Capossela e la Banda della Posta che verrà ospitata a villa Manin, la canzone popolare d’autore a Capodistria con Edoardo De Angelis per una volta senza Lella, il folk prog degli inossidabili Osanna guidati da Lino Vairetti e David Jackson, il ventennale combat-folk dei Modena City Ramblers, la fascinosa voce di Cristiano De André, il country rock psichedelico del Branco Selvaggio, le incursioni nel Mediterraneo dei Daramad, il giovanile folk-rock dei valdostani L’Orage, i colori e i ritmi della Sicilia degli Unavantaluna vincitori del Premio Parodi a Cagliari, i Bevano Est, i Morrigan’s Wake, i giovanissimi talenti nordirlandesi dei figli d’arte Le Chéileper finire con l’onirico folk metal degli Elvenking, finalmente profeti in patria. Davvero folta la pattuglia regioanale che vede quest’anno l’esordio di Serena Finatti, in odore di disco nuovo dalle grandi potenzialità.
E poi una raffica di gruppi di grandissima qualità provenienti dal concorso  HYPERLINKmailto:Suonare@Folkest” Suonare@Folkest, che mai come quest’anno vede la presenza di artisti di livello assoluto.
Proprio al concorso  HYPERLINK “mailto:Suonare@Folkest” Suonare@Folkest è dedicato il secondo appuntamento della giornata, per le finali nazionali al Teatro Miotto di Spilimbergo, condotte da Gian Maurizio Foderaro, storica voce di Radio Uno Rai. Giuseppe Spedino Moffa dal Molise, l’Ensemble Sangineto dalla Lombardia, Ambra Pintore dalla Sardegna: una sfida ai massimi livelli della world music per decretare il vincitore assoluto dell’edizione 2014. Per il Premio Alberto Cesa per la migliore nuova composizione in stile “trad” sfida al femminile tra la friulana Giulia Daici e la piemontese Simona Colonna.
E, last but not least, l’inaugurazione del museo VIN MONDO, voluto da Gian Franco Furlan e allestito dall’architetto Bruno Bortolin al piano terra del scenografico Castelcosa. Un luogo della memoria che sposa magistralmente ecellnze del vino e della musica.
Tre, numero perfetto, di buon auspicio per un’edizione che  si preannuncia con i fiocchi.