Libero adattamento di un pensiero di Beniamino Placido – I FOGLI VOLANTI di Alberto Cesa
FESTIVAL ESTOVEST 2013 – ALTRA VOCE 12 OTTOBRE -12 DICEMBRE
6 programmi, 14 concerti con artisti di fama internazionale – tra cui il musicista indiano, maestro di sarangi, Dhruba Ghosh, il rinomato controtenore inglese David James, la celebre soprano Alda Caiello e Agata Zubel, premiata dall’Unesco nel 2013 – sulle tracce della voce e delle sue espressioni contemporanee, a Torino, Genova, Mondovì, Serralunga, Caraglio
La 12° edizione del Festival “ESTOVEST – UN VIAGGIO NELLA MUSICA DI OGGI”, oltre a continuare il lavoro di ricerca sui linguaggi e sulle culture musicali “altre” rispetto a quelle occidentali, presenta come tema della rassegna la voce, indagata nelle sue molteplici manifestazioni della contemporaneità.
LA VOCE è prima di tutto uno strumento musicale, il più antico e “naturale”, ma è anche un simbolo che rappresenta identità e storie diverse: passando dal Lied ottocentesco romantico e dalle sue derivazioni di oggi alla “panvocalità” di Berio e attraversando culture come quella dellʼIndia in cui lʼelemento vocale è spesso associato allo spirituale e al mistico, si traccia un quadro della sua eterogenea e ricca complessità.
Il Festival EstOvest è organizzato dall’associazione XENIA ENSEMBLE, con il coordinamento artistico di STEFANO PIERINI, e il sostegno della COMPAGNIA DI SAN PAOLO, che ha selezionato l’iniziativa nell’ambito del Bando Arti Sceniche 2013, e della REGIONE PIEMONTE.
GLI ARTISTI
Il 12 ottobre apre la rassegna il concerto dedicato al doppio anniversario di questʼanno: i 10 anni dalla scomparsa di Luciano Berio e i 30 anni da quella di Cathy Berberian, uniti in vita da un legame di natura artistica e sentimentale. Il programma del concerto, che prevede la partecipazione della soprano Alda Caiello e di Andrea Rebaudengo al pianoforte – interpreti di riferimento nel panorama musicale europeo – presenta alcuni brani storici di Berio a cui se ne uniscono contrappuntisticamente altri, di varie epoche e generi, che completano il quadro e danno conto della poliedricità ed ecletticità della Berberian.
Il secondo appuntamento, il 25 ottobre, è dedicato al Lied: attraverso una trasfigurazione originale di Stefano Pierini di alcuni Lieder dal Winterreise di Franz Schubert, si arriva al Lied di oggi, così come lo interpretano compositori quali Wolfgang Rihm, György Ligeti e György Kurtág. Ospiti del concerto saranno il tenore Alessandro Baudino e la pianista Saskia Giorgini, due tra i più promettenti giovani interpreti italiani.
La rassegna prosegue l’8-9-10 novembre con un concerto dedicato al repertorio vocale della musica dellʼIndia del nord: ospite dʼeccezione è Dhruba Ghosh, maestro di sarangi e punto di riferimento della nuova generazione di musicisti indiani. Figlio di uno dei più importanti maestri indiani, Ghosh, anche attraverso un workshop aperto al pubblico, presenterà la grande tradizione del canto accompagnato e del sarangi.
Il quarto concerto, il 29 novembre, è interamente dedicato ai Kafka-fragmente di György Kurtág, uno dei capolavori del maestro ungherese; un ciclo di frammenti su testi di Kafka interpretati dalla voce di Agata Zubel – la cui composizione “Not I” è stata premiata quest’anno in occasione dell’”International Composers Tribune” dell’Unesco – e dal violino di Rafal Zambrzycki-Payne in una versione che prevede anche una coreografia danzata realizzata per l’occasione da Raffaele Irace.
Il penultimo programma, l’1-2-3 dicembre, vede protagonista il celebre controtenore inglese David James, membro dell’Hilliard Ensemble, coinvolto nell’interpretazione di brani di celebri autori contemporanei (Gavin Bryars e Arvo Pärt) accostati ad importanti esponenti della musica medioevale (Lescurel, Machaut, Binchois), insieme ad una nuova composizione di Roberto Vetrano, vincitore del Concorso di Composizione Estovest 2013.
La rassegna si chiude il 12 dicembre sotto la Mole con un progetto dedicato alle scuole torinesi ideato da Martin Mayes e Eilis Cranitch: attraverso la rilettura del classico “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne, i bambini saranno coinvolti in una esperienza musicale basata sull’espressione vocale che avrà come traguardo uno spettacolo teatrale che li vedrà protagonisti.
IL PROGRAMMA
1. Torino, Teatro Vittoria, via Gramsci 4 – 12 ottobre, ore 21
BB_BERIO, BERBERIAN
Alda Caiello, soprano
Andrea Rebaudengo, pianoforte
Xenia Ensemble, quartetto d’archi
Musiche di Berio, Weill, Monteverdi
Ingresso: € 10 intero – € 8 ridotto
2. Torino, Circolo dei Lettori, via Bogino 9 – 25 ottobre, ore 21
IL VIAGGIO DEL LIED
Alessandro Baudino, tenore
Saskia Giorgini, pianoforte
Xenia Ensemble, trio d’archi
Musiche di Schubert/Pierini, Kurtag, Rihm, Ligeti
Ingresso: € 10 intero – € 8 ridotto
3. Torino, Folkclub, via Perrone 3/bis – 8 novembre, ore 21.30
Caraglio, Il Filatoio, via Matteotti 40 – 9 novembre, ore 17.30
Genova, Teatro della Tosse, piazza Negri 6 – 10 novembre, ore 21
VOCI LONTANE
Dhruba Ghosh, sarangi e voce
Roselyne Simpelaere, tampura
Ganesh Ramnath, tabla
Il sarangi e la voce nella musica dell’India del nord
Ingresso (Torino): € 15 intero € 10 ridotto (tessera folkclub € 7 – rinnovo a offerta libera)
Ingresso (Genova): € 10 intero € 8 ridotto
Ingresso libero (Caraglio)
4. Torino, Teatro Vittoria, via Gramsci 4 – 29 novembre, ore 21
KAFKA – FRAGMENTE
Agata Zubel, soprano
Rafal Zambrycki-Payne, violino
Raffaele Irace, coreografia
Vittoria Carpegna, Raffaele Irace, danzatori
G. Kurtag, Kafka – Fragmente
Ingresso: € 10 intero – € 8 ridotto
5. Serralunga d’Alba, Fondazione Mirafiore, via Alba 15 – 1 dicembre, ore 17.30
Torino, Museo Egizio, via Accademia delle Scienze 6 – 2 dicembre, ore 20.30
Mondovì, Oratorio di Santa Croce, Sala Ghislieri, via F. Gallo – 3 dicembre, ore 21
WW_THE VOICE!
David James, controtenore
Xenia Ensemble, quartetto d’archi
(a Mondovì: con la partecipazione del Coro di voci bianche della Scuola Civica di Mondovì)
Musiche di Binchois, Kurtag, Bryars, Desprez, Pärt, Machaut, Lescurel e Vetrano in prima esecuzione assoluta (Vincitore Concorso EstOvest)
Ingresso (Torino): € 10 intero – € 8 ridotto
Ingresso libero (Serralunga e Mondovì)
6. Torino, Cecchi Point Multilab, 12 dicembre, ore 20.30
LE 80 VOCI DEL CONIGLIO BIANCO
In scena gli allievi delle scuole Lessona e Gabelli.
Un progetto di Martin Mayes e Eilis Cranitch in collaborazione con Fernanda Fagà (scuola elementare Lessona) e Daniela Braidotti (scuola elementare Gabelli)
EDUCAZIONE ALL’ASCOLTO
Come ogni anno lo Xenia Ensemble rivolge la sua attenzione all’aspetto didattico della musica attraverso un programma di concerti per le scuole: gli appuntamenti del ciclo “EDUCAZIONE ALL’ASCOLTO” sono stati, infatti, pensati per stimolare l’interesse verso diversi stili di musica, non ultima la musica di oggi, nella speranza di contribuire a creare il pubblico del futuro.
IL PROGRAMMA
. Sommariva Bosco (Cn), Scuola Civica di Musica – 8 ottobre, ore 16.30
Altra Voce: lezione concerto a cura di Xenia Ensemble
. Torino, Scuola Media, Classe della Prof. Elisa Piccini – 9 ottobre, ore 10.30
Altra Voce: lezione concerto a cura di Xenia Ensemble
. Torino, Scuola Ricasoli, Aula Magna, 6 dicembre, ore 11 e ore 15
Le 80 Voci del Coniglio Bianco
A cura di Martin Mayes e Eilis Cranitch
EL CENTRO PABLO IN ARGENTINA : hanno ripreso 40 anni di amicizia tra Cuba e Argentina.
Il Centro Pablo ha lavorato per diversi mesi su questo progetto, sono 40 anni esattamente che le relazioni cubano- argentino si tengono lì, come una celebrazione della cultura che unisce e incoraggia .
In particolare , è stata Maria Santucho , coordinatrice del Centro , che ha sviluppato i rapporti in collaborazione con il Ministero della Cultura di Cuba, questo compito di produzione intensa e attenta , soprattutto tramite e-mail , in modo che Marta Campos e Leonardo Garcia , raggiungessero l’ Argentina e fossero presenti presenti nella Casa del Bicentenario , e altri spazi culturali . D’altra parte al di là del Ministero della Cultura della Nazione con la collaborazione della cantante Liliana Herrero , la produttrice María José Minatel e altri amici erano fondamentali nel completamento di questa festa di fratellanza e di cultura .
Il Centro Pablo ha inoltre proposto la partecipazione dello scrittore , giornalista e perseverante Fidel Castro Diaz , e finanziato la sua proposta in Argentina. La fraterna generosità di Liliana e Horacio González Herrero hanno dato e stanno donando un premuroso e amorevole lavoro , hanno iniziato ad inviare notizie sulle attività da intraprendere in queste settimane e sull’esperienza culturale e umana a Buenos Aires.
Ecco la prima notizia che ho ricevuto .
Cuba – Argentina … tanti fratelli
Da Fidel Diaz
Ho tanti fratelli
Non riesco a contarli
e la bella sorella
chiamata libertà
Nelle vie di Buenos Aires le canzoni di Atahualpa Yupanqui hanno garantito il gemellaggio, un cammino verso la libertà della grande patria latino-americana come l’unico orizzonte possibile immaginabile. Quando arriviamo alla Casa Nazionale del Bicentenario, le sue porte si sono aperte alle celebrazioni del 40 ° anniversario del ripristino delle relazioni tra Cuba e Argentina , con un mosaico di attività in cui le culture s’intrecciano.

Atahualpa Yupanqui. –Cantor nel profondo delle persone e paesaggi che amava, per il dolore e la miseria umana dei diseredati e poveri. E’stato, è, un poeta e conoscitore dell’intimo folklore della sua terra. La sua opera vivrà in mezzo a noi, compreso l’amore la poesia e ritmi popolari a lui tanto cari.
Grande, molto grande Atahualpa Yupanqui.
Tre giorni di pioggia ininterrotta e temperature di 6 gradi ( e sotto) non hanno impedito l’afflusso del pubblico (di fratelli piuttosto) ospite della manifestazione di lunedi 16 settembre , un pubblico che è stato immerso nella storia attraverso le informazioni di versi e di sogni . Improvvisamente, arrivando a Riobamba 985 , sembra d’essere in una strada a L’Avana , vediamo gli abbracci di vecchi amici : Manelo , ( Ismael Gonzalez, coordinatore di ALBA Culturale ) , Pedro Pablo Rodríguez ( Marti Studies Center) , il vecchio Caimanero Omar Gonzalez , i poeti Luis Yuseff e Papastamatiú Basilia, la fotoreporter Kaloian, il sito web di Adrian The Stool , il trovatore Vicente Feliu, il chitarrista Alejandro Valdes … e tra saluti, nuovi incontri di amici di questa terra come la grande cantante Liliana Herrero , il suo produttore , Fabian Matus , figlio di Mercedes Sosa, produttore di materiali audiovisivi tra cui la “ voce di Mercedes Sosa dell’America Latina“ (documentario), un viaggio sconvolgente attraverso la vita di questa icona dell’America , che è appena uscito. Anche la cantautrice argentina Paula Ferrè, l’attrice Susu Pecoraro ( Camila per sempre nella nostra memoria cinematografica ), e molti altri artisti e personalità della cultura popolare.
Su una parete si vedono passare le immagini di proteste nelle strade , la repressione della dittatura, gli attacchi alla Moneda , il presidente cubano Osvaldo Dorticós , nel 1973 , in Cile , e poi la folla affluita per salutarlo in Buenos Aires , l’apoteosi con Fidel nel 2003 e il suo mega discorso alla soglia della University , una gigantesca folla che sfida il clima , con gli sguardi che sognano di vivere il miracolo ribelle , libertario in Argentina.
Le parole dell’ambasciatore cubano Jorge Lamadrid , il vice ministro della cultura Julian Gonzalez dell’Argentina, il segretario Jorge Coscia , tutti parlano della fusione vitale del loro popolo , o meglio di un popolo comune del sud; poi Bolívar , Martí , il Che, Allende, Chavez , Kirchner … una strada lunga e difficile per i poveri della terra , non si può andare in giro senza la luce della cultura più profonda, nel momento in cui si tratta di randagi ciuffi d’arte, apocrifo-epidermica smobilitazione , i media che dipingono un mondo di bolle di sapone; flusso di informazioni demoralizzanti, egoismi , crudele ideologia, sterminatore che divide e distrugge le culture , che gli esseri umani totalmente spoetizzano.
Le persone che non si conoscono tra di loro devono affrettarsi a conoscersi , come quelli che stanno per combattere insieme . Un altro piccolo passo , intenso appello urgente dalle belle parole dei trovatori cubani Leo Garcia e Marta Campos che cantano… Unisciti a noi : Tali persone povere che non possono vedere che il futuro è breve … Leo e Marta cantano e ricordano Sara Gonzalez : Amor mío no te vayas que lloro… Poi musica da ballo popolare cubano si espande con i bambini Beehive , tutti applaudono e cantano…..una grande mescolanza di suoni, una festa .
Siamo andati fino alle sale della galleria , su uno schermo Fidel parla a studenti di Buenos Aires. Una mostra collettiva di pittura a più dimensioni , Marti ti porta a cavallo, Marti con il berretto del Che,a giocare a baseball , a sognare, ad amare, a lottare, interagendo con noi … Il problema dell’indipendenza non sta nel cambiamento delle forme ma è il cambiamento della mente.
In un’altra giornata Pedro Pablo Rodriguez (Marti Studies Center) e Horacio Gonzalez, direttore della Biblioteca Nazionale Argentina , ci hanno intrattenuto con un discorso intenso. Ha iniziato Josè Martì che ha parlato di diffusione dei settori alfabetizzati oramai in gran parte dell’America Latina ed il record di articoli per il quotidiano argentino la Nacion e pubblicati anche da altri giornali. Il mistero che annuncia ciò che inevitabilmente accadrà allo stressante giornalista metaforico nel descrivere l’America con un look audace per la stampa di questo momento che ci porta in un grande evento e prepara la nostra gente al futuro. L’insegnamento di fondo nei loro testi, i punti di forza e di debolezza di questa nazione che si è espansa e, dopo tali libertà sociali, cominciarono a catturare l’attenzione e mostrare le unghie
Mentre scrivo, nel suo grande salotto, la grande cantante argentina Liliana Herrero sta provando con i trovatori cubani Marta Campos , Leo Garcia e i suoi musicisti Pedrito Rossi , Ariel Naón e Mario Gusso. Non sembra vero possano essere insieme e vengono i brividi nell’osservarli mentre cantano con l’anima le radici del nostro popolo, sono uno spirito unico…. Liliana con la voce profonda entra nella canzone mentre Leo improvvisa con il suo fraseggio, Marta gioca con le corde e Pedrito si sovrappone con la sua chitarra …” Chi ha detto che tutto è perduto , io vengo ad offrire il mio cuore ” e poi una canzone che i cubani conoscono molto bene: “Grazie alla vita che mi ha dato tanto”… … ” Violetta emerge tra tutti e non c’è l’Argentina , Cuba , Cile … è la nostra America, sembra che il progetto di Marti stia accadendo ora, lo stiamo presentando, esplorando, abbracciando …. Le voci sono sparse, si toccano ed il coro è in crescita: la tua canzone è la stessa canzone , e il canto di tutti che è la mia canzone.
BRIAN AUGER – Sangiò Irish & Folk – 1° Edizione
Sangiò Irish & Folk – 1° Edizione
BRIAN AUGER
martedì 24 settembre 2013 ore 21:00
Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto
Sarà Brian Auger con i suoi Oblivion Express e con Alex Ligertwood alla voce, ad aprire la prima edizione della rassegna Sangiò Irish & Folk martedì 24 settembre al Teatro Astra di S. Giovanni Lupatoto. Il leggendario tastierista famoso per il suo modo eccezionale di suonare l’organo hammond e già al servizio di Led Zeppelin, Jimi Hendrix, Rod Steward e molti altri, sarà accompagnato da Alex Ligertwood cantante scozzese, la voce solista di Carlos Santana, che ha suonato anche con Jeff Beck, David Sancious e molti altri. In apertura il Simone Bistaffa Trio. Inizio ore 21:00, ingresso 20€ + prevendita. La rassegna prevede anche i concerti di Frankie Gavin & Michelle Lally with Alban Fuam il 26 ottobre (open act: Ruben) e di Cisco il 16 novembre (open act: Terzacorda).
Brian Auger tastierista britannico di estrazione jazz e rock, ha iniziato la sua carriera negli anni sessanta con il gruppo “ Brian Auger & the Trinity “ come virtuoso dell’organo Hammond, per poi fondare nel 1970 il gruppo Brian Auger’s Oblivion Express, tuttora in attività. Pianista jazz, bandleader, musicista ed esperto organista con l’Hammond B3, Auger ha suonato o è stato in tournée con artisti come Rod Stewart, Tony Williams, Jimi Hendrix, Sonny Boy Williamson, Led Zeppelin, Eric Burdon e molti altri. Ha suonato jazz, il primo pop inglese, R&B, musica soul, folk e rock. Innumerevoli le sue partecipazioni con i migliori musicisti mondiali, si presenterà a San Giovanni Lupatoto con la sua formazione arricchita dalla partecipazione straordinaria di Alex Ligertwood.
Il concerto sarà aperto dal Simone Bistaffa Trio, composto da Paolo Giacomelli al basso, Alessandro Perbellini alla batteria e Simone Bistaffa voce e chitarra. Musicista lupatotino, Bistaffa, ha suonato con artistii del calibro di Roger Glover, Ian Paice, Ken Hensley, Tolo Marton e Bernie Marsden e presenterà in questa serata il suo nuovo progetto che lo vedrà alla voce e chitarra.
L’evento si terrà al Teatro Astra di San Giovanni Lupatoto in via Roma 3 ed è organizzato dalle associazioni ArtNove e Balder con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Giovanni Lupatoto
Biglietti disponibili in prevendita presso Verona Box Office (Via Pallone 12/A) ed a San Giovanni Lupatoto presso l’edicola De Togni, la cartolibreria Avogaro Mercanti, l’edicola Bimbato, posti numerati al prezzo di euro 20 + diritti prev. Info: tel. 388 2412320, mail info.artnove@gmail.com, http://www.37057.it/balder/
A qualcuno piace l’ukulele: Uku Band e Jasmine Rodgers a Venezia!
La popolare formazione romana, tra le più apprezzate in Italia nel campo dell’ukulele, arriva alla Gervasuti Foundation con una straordinaria special guest: la figlia del leggendario Paul Rodgers per la sua unica data italiana.
A qualcuno piace l’ukulele: Uku Band e Jasmine Rodgers a Venezia!
Gervasuti Foundation Music
è lieta di offrire
SOME LIKE IT HOT UKULELE
Uku Band & Jasmine Rodgers
in concerto
Domenica 15 settembre
dalle ore 18.00
J Bar – Gervasuti Foundation
Fondamenta Sant’Ana (Via Garibaldi) Castello 995
Venezia
Il concerto di domenica 15 settembre avrà come protagonista la Uku Band: il quartetto romano nel giro di un anno dalla sua costituzione è diventato un’autentica autorità in materia, affidando ai diversi tipi di ukulele un repertorio scoppiettante e umoristico, con rivisitazioni di classici rock, pop, hard e reggae. D’altronde questocordofono a 4 o 6 corde si presta benissimo a una rielaborazione di evergreen: i concerti della Uku Band sono un omaggio allo strumento ma anche una dimostrazione di maestria ed eclettismo
Spring Awakening: l’irrappresentabile inno alla vita finalmente in Italia!
Masturbazione, aborto, suicidio, stupro, amore e rivolta: dal 29 ottobre la versione italiana – tutta indipendente e operativa anche sui social network – dell’acclamato musical rock di Sater e Sheik tratto dal ‘Risveglio di primavera’ di Frank Wedekind.
Modena, Torino, Roma, Reggio Emilia, Venezia, Padova e Bologna le date del tour
SPRING AWAKENING
…Mamma, perchè non mi hai detto tutto?…
Niente effetti speciali nè costumi sgargianti, un originale doppio registro prosa/rock show con tanto di band dal vivo ogni sera (quindi niente playback, tutto vero, tutto reale), un fortissimo impatto emozionale sul pubblico grazie ai temi civili, sociali e politici, un impegno costante nella comunicazione, un team creativo che sfrutta le possibilità offerte dai social network (comprese le web series presenti su YouTube e “sponsorizzate” da Paolo Ruffini). Il cast è composto da undici giovanissimi attori, coadiuvati da due esperti come Francesca Gamba e Gianluca Ferrato, diretti magistralmente da Emanuele Gamba, che dell’opera ha colto il significato più profondo: “Chiunque sia stato adolescente è lo spettatore ideale di Spring: unica altra condizione è che se ne ricordi e si intenerisca per quella imbarazzante sconvolgente età dello slancio e del disagio che ci ha fatto sentire tutti sulle montagne russe. Un giorno fra le nuvole e il giorno dopo – o anche 5 minuti dopo – sottoterra”. Testo recitato in italiano, canzoni in inglese, una vis espressiva unica nel suo genere anche per la potenza rock dei brani di Sheik, riletti dalla band diretta da Stefano Brondi: “Pensateci: i cantanti sanno di avere non basi meccaniche ma persone vive che viaggiano battuta per battuta a fianco a loro, che si emozionano se loro cantano una frase nel pieno delle loro sensazioni, e che sanno stupire con dettagli sonori sempre più vividi approfondendo la conoscenza dell’opera replica dopo replica. Tutto ciò produce un’energia potentissima per la quale mi sono battuto a tutti i livelli”.
L’opera che cambierà le regole del musical anche in Italia, e che già ora sta facendo parlare di sè, è pronta per il tour: 29 ottobre 2013 (Teatro Pavarotti, Modena), 28-30 novembre 2013 (Teatro Colosseo, Torino), 3-8 dicembre 2013 (Teatro Brancaccio, Roma), 7-9 febbraio 2014 (Teatro Valli, Reggio Emilia), 3-6 aprile 2014 (Teatro Goldoni, Venezia), 8-13 aprile (Teatro Verdi, Padova), 10 e 11 maggio 2014 (Teatro Duse, Bologna). Sul sito ufficiale, Facebook, Twitter e YouTube ci sarà un continuo flusso di comunicazione: un autentico risveglio di primavera.
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28-30 novembre 2013 Teatro Colosseo Torino
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3-8 dicembre 2013 Teatro Brancaccio Roma
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7-9 febbraio 2014 Teatro Valli Reggio Emilia
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3-6 aprile 2014 Teatro Goldoni Venezia
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8-13 aprile 2014 Teatro Verdi Padova
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10 e 11 maggio 2014 Teatro Duse BolognaInformazioni:
Spring Awakening: www.springawakening.it TodoModo music-All: www.todomodomusicall.org
Premio “ALBERTO CESA” a Piergiorgio Manuele – FOLKEST 2013
Sabato 27 luglio avverrà la consegna del Premio “Alberto Cesa” a Piergiorgio Manuele, segnalatosi alla selezione di Arezzo con la canzone “Giufà”. Nato a Leonforte (En) in una delle province più lontane e silenziose d’Italia ma ricca di miti e storie favolose d’altri tempi, oggi risiede in Toscana. Fondatore di formazioni seminali del folk progressivo siciliano (Jamdura e Clangor), vive anche una lunga e qualificante esperienza di artista di strada in Francia e Gran Bretagna: da qui la riscoperta di quella dimensione teatrale della musica alla quale tutt’ora rimane imprescindibilmente legato.
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SIMONE AVINCOLA, il giullare controcorrente arriva al FOLKEST, musica e cultura.
L’Italia, ricca di un entroterra culturale sembra essersi fermata a crogiolarsi nel decadentismo . In questi anni pochi sono stati i tentativi di elevarsi ad interessi universali. Invece di unificare le varie forme d’arte sotto un denominatore comune – musica, arte figurativa e letteratura -, si evitano accuratamente ciascuna lasciandole pian piano morire per distoglierle dalla mente di tutti noi.. Il benessere ed il consumismo, creato ad hoc e per interessi di pochi, rendono sempre più difficile distinguere la vera arte dalla moda, i poeti dagli intelettualoidi, i musicisti dai musicanti.
La politica non culturale ha provocato un bel lavaggio del cervello ma il popolo non può restare indifferente ed il sistema deve essere messo in discussione. La cultura che avanza a grandi passi verso l’evoluzione, anche se mancano i mezzi, non può trascurare la sua voce più maestosa: l’arte. Moltissimi giovani si documentano, seguono ed incominciano ad amare i movimenti musicali anche quelli geograficamente lontani, riscoprono la poetica dei cantautori degli anni sessanta e settanta, cercano di scoprire un percorso per realizzare i propri sogni. Si, perché i sogni sono ancora liberi, dove la pressione economica non può ancora arrivare per catturarli.
Personalmente io sto dalla parte della barricata per scoprire qualcosa di nuovo nel mondo della musica e dell’arte, per dialogare con i suoi amici, per far risorgere insieme, anche dalle ceneri della superficialità dilagante e del commerciale, la vera eterna arte, affinché si possa tornare a parlare della musica italiana come del canto più sublime dell’anima popolare.
Una di queste anime è Simone Avincola, giullare controcorrente, musicalmente corretto, uno dei tanti ragazzi che cerca con ogni mezzo di unificare le arti esprimendosi con il linguaggio più nobile: la musica.
Simone lo conosco da alcuni anni, ho seguito passo dopo passo il suo percorso.
Simone Avincola è uno dei tanti giovani che attraverso le canzoni lancia il suo messaggio affinché in Italia la politica divenga più pulita e trasparente e la speranza che questo sogno si realizzi quanto prima. I temi delle sue canzoni ricordano molto quelle storie raccontate da Francesco Guccini, cantautore ribelle degli anni settanta, che lottava per tutti noi, ma ricordano anche gli avvenimenti e le tematiche dei nostri tempi. Ma come si è avvicinato a questa espressione di musica popolare? Simone Avincola, come tanti ragazzi della sua generazione ha avuto la fortuna di studiare chitarra alla Scuola Popolare di musica del Testaccio a Roma e di aver avuto ottimi insegnamenti dalla grande e straordinaria Giovanna Marini per dieci anni. Attraverso questo percorso, dopo aver ascoltato le canzoni popolare e vivendo in un periodo storico e politico molto difficile per il suo paese trova la sua strada cantando storie di vita di persone collocate in luoghi diversi che alla fine s’incontrano in una unica via. Il Giullare canta le sue storie ma invoca la speranza che cambi la scena e che tutto ritorni a favore degli oppressi.
Dopo il primo Album autoprodotto due anni fa: Il giullare e altre storie dove racconta storie nuove di conflitti tra potente ed oppresso puntando il dito al ruolo dell’informazione, della legge perché al servizio dei padroni e il film documentario “Stefano Rosso, L’ultimo romano”, dedicato al cantautore romano scomparso nel 2008 e per il quale si è aperta oggi una nuova via per la riscoperta, Simone sbarca al Folkest, culla della cultura mitteleuropea per presentare il nuovo disco che uscirà prossimamente.
Sono passati quindi quasi due anni dall’esperienza e la pubblicazione del primo disco ed in anteprima Simone mi ha confidato la storia che ha dato origine a questo secondo lavoro e che sarà presentato a Spilimbergo il 28 luglio nella prestigiosa piazza Garibaldi.
I protagonisti di quest’opera, il titolo ancora non l’ho scoperto, sono gli stessi amici del Giullare e Altre storie (2009): Simone Avincola, Matteo Alparone e Edoardo Petretti. In questo nuovo lavoro c’è molta sperimentazione musicale e racchiude ben 13 brani. All’interno c’è tutto il riassunto di quello che siamo e del mondo che vediamo, viviamo e che Simone ha voluto raccontare con un amore spropositato ma a volte anche con parole dure, impregnate di indignazione verso tutta la situazione politica italiana che ci ritroviamo a subire giorno dopo giorno.
Le canzoni del nuovo disco, sono arricchite musicalmente da molti ospiti amici.
Tra gli altri, vorrei sottolineare:
– Paolo Giovenchi (chitarrista di Francesco De Gregori) che con il suono della sua elettrica ha saputo abbellire e trasformare completamente “Abbiamo noi il potere” e “Invisibili”
– Freak Antoni (degli Skiantos) che fa la parte del figlio in “Così canterò tra vent’anni”,
brano che chiude il disco e in cui racconto un ipotetico futuro che mi descrive in modo molto ironico come un cantautore che non è riuscito a diventare qualcuno e che nonostante tutto continua imperterrito a suonare nella sua camera mentre il figlio(Freak) lo elogia (mentendo spudoratamente)
BAND E ARRANGIAMENTI
Gli arrangiamenti sono curati interamente da Edoardo Petretti (pianista e fisarmonicista)
ad eccezione del “Marinaro” (brano dedicato a un personaggio un po pazzoide del mio quartiere che è scomparso recentemente) e che è stato arrangiato da Stefano Ciuffi (chitarrista davvero unico che ha cominciato da poco la sua collaborazione con la band e “La Voglia” che ha visto la direzione artistica di Edoardo De Angelis ( manager e produttore)
Gli altri musici della band sono:
Matteo Alparone al basso (che si è occupato anche della grafica)
Luca D’Epiro alla batteria (la maggior parte delle riprese audio sono state realizzate nel suo studio “BuonaLaPrima”).
SIMONE AVINCOLA (Italia)
28 luglio 2013
Seconda serata
Spilimbergo
Piazza Garibaldi
Folkest a Castelcosa con i Vízöntö (Ungheria)-lunedì 22 luglio 2013
Fino ad oggi Vízöntö rimane uno dei gruppi più importanti in Europa e soprattutto in Ungheria, nazione di origine dei quattro componenti di questo leggendario egyuttes , tra quelli che costruiscono il loro repertorio sulla musica popolare, dunque sulla tradizione. Il quartetto, che letteralmente piombò nel folk-revival della fine degli anni settanta, già durante le sue prime tournéé fuori dall’Ungheria (Belgio, Olanda e Germania), e con la pubblicazione dei primi due Long Playing (ormai due rarità da collezionismo), ha fatto sensazione con una musicalità potente, ricca di strumenti “fuori dall’ordinario”, e soprattutto con l’incontro tra la musica tradizionale e la musica d’ascolto moderna. Poi, sul terzo album, Mélyviz (Acqua Profonda), pubblicato in Olanda, si ascolta già il vero stile Vízöntö, pronto e maturo, e con questa incredibile operazione musicale il gruppo precede con le sue composizioni di almeno dieci anni tutti quei gruppi che verranno poi etichettati come autori di “Etno-music” o di “Worldmusic”. Negli anni 80 e 90 i Vízöntö girano il mondo suonando in festival piccoli e grandi, in teatri e club, suscitando successo e meritando applausi a Mosca come a Vancouver, in Inghilterra o in Italia. A tutt’oggi la discografica dei Vízöntö comprende una decina tra LP e CD, tra i quali Villanypasztor (Pastore Elettrico), che è anche diventato un film musicale e che a Mosca ha vinto un Gran Prix. Vízöntö è un gruppo “cult”: i loro concerti sono sempre stati dei successi, i loro dischi delle rivelazioni nel panorama della musica folk. Un gruppo è sempre più della somma dei singoli componenti, ma la carriera solista dei quattro componenti fondatori dei Vízöntö è costellata da incredibili successi personali sia nella patria di origine che all’estero. I Vízöntö continuano ancora oggi con la loro musica dal vivo ad entusiasmare il pubblico, sapientemente guidati da JANOS HASUR, (violino), uno dei quattro fondatori originali del gruppo.
Vízöntö= Acquario
Egyuttes = Gruppo musicale, Complesso
Il Castello di Cosa viene costruito come casaforte prima dell’anno 1000 e nell’arco della sua esistenza ha subito molte distruzioni. Con la prima guerra mondiale, durante la ritirata di Caporetto, un incendio ne provoca la distruzione completa. Nel 1922 viene ricostruito, con l’aggiunta di un piano. Le quattro torri vengono conglobate nel piano rialzato: ecco perché la costruzione ha le sembianze di castello e villa veneta contemporaneamente. Gian Franco Furlan, nel 1978, fa del Castello di Cosa la sede delle sue cantine dando vita al marchio “Castelcosa”. Enormi saloni, grandi affreschi, un lunghissimo muro di pietre e sassi ed un parco di alberi secolari accolgono oggi i visitatori presso la struttura chiamata “Castello di Cosa” utilizzata per mostre, concerti, eventi, convegni, cerimonie e matrimoni e non solo… Infatti sono di casa degustazioni, feste di laurea, compleanni o semplicemente ritrovo fra amici e gare di briscola.




















