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febbraio 29, 2016

Una canzone può cambiare la sorte di una persona?

Nella storia della musica ci sono molte canzoni che hanno segnato l’esistenza dei loro autori. Cercherò di ricordarne alcune che hanno avuto riscontro in una parte di pubblico soprattutto giovanile, sensibile e pacifista.
Senza andare in ordine nel tempo ma riferendomi agli anni sessanta e settanta, mi vengono in mente le canzoni che maggiormente sono entrate nel cuore e nella mente di milioni di persone in tutto il mondo e non sono più uscite. Naturalmente mi riferisco a quei brani che in maniera decisa si scontravano con il pensiero politico, la guerra, il razzismo, la libertà di pensiero.
Tutti sappiamo che i maestri, allora censurati, combattuti, perseguitati sono stati ancor prima degli anni sessanta, Woody Guthrie e Pete Seeger. E proprio da una ballata di Arlo Guthrie, figlio di Woody che vorrei partire. La canzone, lunga 18 minuti, racconta la storia vera di Arlo, arrestato nel novembre del 1965 in un centro di reclutamento a Manhattan, dopo una visita psichiatrica per verificare i requisiti militari e la capacità conseguente di uccidere bambini, violentare donne e sterminare interi villaggi.

Arlo Guthrie

Arlo Guthrie

La canzone è naturalmente Alice’s Restaurant scritta nel 1967 e alla quale si ispira l’omonimo film del 1969 di Arthur Penn, che diventa molto popolare tra i figli dei fiori ma anche un punto di riferimento, per il dialogo, la libertà e la fraternizzazione. Per chi non lo sapesse il ristorante si trovava in una chiesa sconsacrata di Great Barrington nello stato del Massachusetts.
Un’altra canzone che dovrebbe essere riascoltata spesso e nel tempo è sicuramente Ohio, scritta da Neil Young e pubblicata come singolo nel 1970 da Crosby, Stills, Nash & Young. Il brano racconta quanto avvenuto nel campus della Kent University nello stato dell’Ohio il 4 maggio 1970, quando la Guardia Nazionale sparò ad altezza uomo contro i manifestanti, uccidendo quattro studenti. Il governatore d’allora ne chiese l’immediata censura ritenendola un incitamento alla violenza. Forse molti non sanno che la Guardia Nazionale era una forza militare di riserva e fu utilizzata proprio negli anni sessanta e settanta contro le manifestazioni studentesche. Alla Guardia Nazionale facevano soprattutto parte i figli privilegiati di una ben determinata classe sociale e in questa maniera non venivano arruolati nell’esercito in partenza per il Vietnam.


Young affermò nelle note interne dell’antologia Decade del 1976 come i disordini alla Kent State University fossero stati “probabilmente la più grande lezione mai ricevuta circa la violazione dei diritti civili su suolo americano”, e ricordò che David Crosby pianse quando finirono di registrare il brano.
Dopo questa canzone, il movimento statunitense di controcultura considerò C.S.N.Y. dalla propria parte, dando ai quattro musicisti lo status di leader e portavoce delle istanze libertarie del movimento contestatario per tutto il decennio successivo.
Un’altra canzone scritta per diretta esperienza della sua autrice Joan Baez, è Where Are You Now, My Son? Una chiara e netta denuncia alle bombe sganciate dai suoi connazionali nel dicembre 1972 ad Hanoi. Le urla di una madre che sembra canti mentre dice I miei figli, i miei figli, dove siete ora figli miei? I suoi figli erano da qualche parte, in una tomba di fango e lei come un vecchio gatto li cercava dove li aveva visti prima delle bombe.
Questa canzone e la registrazione diretta sul luogo del massacro provocarono una reazione tale nella destra statunitense tanto che Joan Baez già perseguitata per anni, e incarcerata nel 1967 dove partorì suo figlio nel 1969, continuò ancora di più il suo impegno contro la guerra.

JOAN BAEZ

JOAN BAEZ

Nel 1969 uscì un album con una ballata che occupava tutto il lato B del disco. S’intitolava Monster e fu considerato un capolavoro assoluto degli Steppenwolf, gruppo formato da John Kay (voce) e da Jerry Edmonton (batterista). Anche questo brano era lungo venti minuti circa e ripercorreva la storia degli Stati Uniti con l’arrivo dei profughi religiosi che rubavano la terra ai nativi per costruire la grande nazione e raccontava degli abusi, della corruzione, della guerra civile.
La musica di John Kay ha sempre avuto un sottofondo di coscienza sociale. Da ragazzo fuggì dalla Prussia Orientale con la madre e successivamente seguì la strada del Rock’n’roll mentre ascoltava la radio delle forze armate degli Stati Uniti nella Germania Ovest. Queste prime esperienze lasciarono un segno indelebile su Kay e aprirono la strada ad un impegno per la musica potente e testi significativi. Questo impegno fu cementato nel 1965, quando Kay partecipò ad un seminario di canzoni d’attualità al Newport Folk Festival con Bob Dylan e Phil Ochs. La musica degli Steppenwolf diventò la colonna sonora della guerra del Vietnam e Monster l’inno dei manifestanti.

Steppenwoolf

Steppenwoolf

Un’altra canzone che segnò la vita di John Lennon, componente dei Beatles e baronetto inglese, fu sicuramente Give Peace a Chance nel 1969. Il brano che divenne un messaggio universale di milioni di persone in ogni parte del mondo, cantato nelle manifestazioni pacifiste assieme alla già celebre We Shall Overcome. La vita di Lennon dopo lo scioglimento con i Beatles e il trasferimento negli Stati Uniti cambiò radicalmente. Costretto nel nuovo paese per i suoi ideali politici, iniziò proprio con questa canzone ed in seguito con Imagine e molte altre, una crociata pacifista contro la guerra in Vietnam. Iniziò inoltre a difendere i musicisti dai predoni delle case discografiche aderendo al Rock Liberation Front, a solidarizzare con Le Pantere Nere, a partecipare ai raduni, a deprecare la repressione violenta nelle carceri con la canzone Attica State, a condannare il colonialismo britannico nell’Irlanda del Nord. Con Yoko Ono condusse una battaglia assolutamente storica ma ebbe vita molto dura dato che fu spiato fino alla sua morte avvenuta nel dicembre del 1980 ad opera di un pazzo che gli ha sparato. Naturalmente questo omicidio resta ancora oggi una incognita per il semplice fatto che Lennon fu sorvegliato a vista, ottenne la cittadinanza americana nel 1975 dopo una prova di forza con le autorità che nel 1973 gli intimarono di allontanarsi dal paese.

John Lennon

John Lennon

Una canzone che cambiò la vita al suo autore fu nel 1969 Le Métèque, tradotta in italiano da Bruno Lauzi con l’assistenza del suo autore Moustaki stesso che l’italiano lo parlava in casa da piccolo, essendo la sua una famiglia di ebrei sefarditi originari di Corfù, isola greca ionica dove però l’italiano era lingua corrente e storica. Métèque in italiano si traduce con meticcio. Nell’antica Atene i meteci erano gli stranieri greci residenti nelle città dell’Attica per un periodo determinato. Questi stranieri erano obbligati a iscriversi ad una lista, avere un protettore e pagare una tassa. Nella tripartizione delle classi, i meteci stavano in mezzo tra i cittadini e i non liberi.
George Moustaki con questa canzone volle rispondere ad una amica che lo aveva chiamato appunto métèque, non riconoscendolo francese puro ovvero immigrato. La canzone quindi nascondeva un significato profondo, diventò un inno all’essere straniero con la semplicità delle parole al fine di farsi capire meglio alla donna che lui desiderava.
Nacque un capolavoro.
Moustaki aveva la gran dote dell’intelligenza e dell’equilibrio e continuò rigorosamente la sua strada senza scendere a compromessi ideologici e commerciali, non preoccupandosi di scontentare coloro che lo avevano esaltato, per seguire solamente il suo istinto, la sua vena.
Ancora oggi la maggior parte della gente ricorda Lo Straniero:

Geoge Moustaki

George Moustaki

CON QUESTA FACCIA DA STRANIERO
SONO SOLTANTO UN UOMO VERO
ANCHE SE A VOI NON SEMBRERA’
CON GLI OCCHI CHIARI COME IL MARE
CAPACI SOLO DI SOGNARE
MENTRE ORAMAI NON SOGNO PIU’
META’ PIRATA META’ ARTISTA
UN VAGABONDO UN MUSICISTA CHE RUBA
QUASI QUANTO DA’
CON QUESTA BOCCA CHE BERRA’
DA OGNI FONTANA CHE VEDRA’
E FORSE MAI SI FERMERA’
CON QUESTA FACCIA DA STRANIERO
HO ATTRAVERSATO LA MIA VITA
SENZA SAPERE DOVE ANDARE
È STATO IL SOLE DELL’ESTATE
E MILLE DONNE INNAMORATE A MATURARE LA MIA ETA’
HO FATTO MALE A VISO APERTO
E QUALCHE VOLTA HO ANCHE SOFFERTO
SENZA PERO’ PIANGERE MAI
E LA MIA ANIMA SI SA
IN PURGATORIO FINIRA’
SALVO UN MIRACOLO ORAMAI
CON QUESTA FACCIA DA STRANIERO
SOPRA UNA NAVE ABBANDONATA
SONO ARRIVATO FINO A TE
E ADESSO TU SEI PRIGIONIERA
DI QUESTA SPLENDIDA CHIMERA E
DI QUESTO AMORE SENZA ETA’
SARAI REGINA E REGNERAI
LE COSE CHE TU SOGNERAI
DIVENTERANNO REALTA’
IL NOSTRO AMORE DURERA’
PER UNA BREVE ETERNITA’
FINCHE’ LA MORTE NON VERRA’
IL NOSTRO AMORE DURERA’
PER UNA BREVE ETERNITA’
FINCHE’ LA MORTE NON VERRA’

In questo articolo ho descritto le mie conoscenze personali nell’intento di risaltare un contenuto sociale ancora indistinto, da trovare e ricercare in certi momenti per uscire dal groviglio psicologico della mia educazione mai sinceramente definita per posarsi su constatazioni di sofferenze umane e di dolore.

Gloria Berloso

Gloria Berloso

ottobre 10, 2015

Zeki Çağlar Namlı, l’inventore dello stereo naturale su chitarra e Baglama.

Zeki Çağlar Namlı, è nato nel 1981 a Trabzon ed ha iniziato a studiare musica quando aveva 8 anni; si avvicinò al Baglama quando ne aveva 14 .

Zeki Çağlar Namlı Model Bağlama

Zeki Çağlar Namlı Model Bağlama

Anche se non ha ricevuto un’educazione Baglama molto intensa, è stato in grado di assimilare le tecniche tradizionali e molto abilmente di percorrere una insolita strada combinando nuove tecniche. Nello stesso periodo si è inscritto al Conservatorio Statale di Musica in Turchia.

In questi anni ha riscoperto e ridefinito il Baglama, creando un nuovo stile musicale, che spazia dal jazz alla world music, un nuovo tono di colore e una tecnica particolare.

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Il Baglama è uno strumento a corde usato dai popoli del Mediterraneo Orientale, da alcune regioni dell’Asia Centrale e del Medio-Oriente. Dal turco baglamak significa legare. Molti degli strumenti che in qualche modo assomigliano al Baglama, sono stati trovati negli scavi archeologici in Anatolia tra i cumuli dei Sumeri e degli Ittiti.

Baglama

Baglama

 
Secondo Namlı, la musica è un tutt’uno. Con lo stile sviluppato negli anni di studio, ha creato un sacco di composizioni e ha dato numerosi concerti.

L’invenzione stereo naturale per gli strumenti a corda, iniziata nel 2000 è stata completata nel 2002 e Namlı ha ottenuto il brevetto per questa invenzione. Con questo sistema, che ha applicato su due strumenti, Stereo Baglama e Chitarra Stereo, gli strumenti possono essere ascoltati come in un impianto stereo naturale dove l’ottava musicale si espande ed emerge un nuovo suono che porta anche ad una modifica della tecnica della musica strumentale.

Zeki Çağlar Namlı

Zeki Çağlar Namlı-Album

Il suo primo album, “La Lune”, uscito nel 2006 comprende composizioni strumentali. Mentre le composizioni nell’album più recente (2015) sono già trasmesse da molte radio internazionali, con
lo stereo naturale Baglama; una delle sue composizioni è inserita nei cataloghi degli strumenti innovativi in vari campi. In questi anni ha accompagnato molti artisti in concerti ed dischi, ha preso parte in opere comuni a breve termine. La maggior parte di questi lavori sono stati inclusi negli album di completamento.

Uno di questi è la composizione chiamata “Senden Sonra: all’inizio del disco “Homegrown Istanbul.” Nel 2007, al fine di rafforzare il rapporto tra musica popolare e la musica strumentale, ha creato un programma televisivo concept in un format stile concerto chiamato “Müziğin Diliyle” (con la Lingua della Musica) ed ha iniziato le riprese demo alla fine del 2008.
In questo programma, i musicisti interpretano le immagini di fronte a loro con la Musica, improvvisando.

Nel 2010, ha pubblicato l’album dove duetta con Dominique Di Piazza, un notevole nome nel mondo della chitarra basso.

album
Nel 2012, il programma “Müziğin Diliyle,” (con il linguaggio della musica) e il modo di sviluppare i suoni da lui, ha iniziato ad essere trasmesso. Namlı non ha solo suonato, ma è stato anche il presentatore della programma. Egli ha interpretato le questioni relative alla vita, la musica e
problemi popolari in tutto il mondo, con quasi cinquanta ospiti internazionali.
Finora ha fatto un notevole sforzo per migliorare il potenziale suono, la musica e la tecnica dello strumento che suona e il lavoro è in continuo miglioramento.
In questi anni ha reinventato e ridefinito un nuovo timbro, ovvero una nuova tecnica in larga scala creando un nuovo stile nel mondo della musica jazz.
La musica di Namli è semplicemente unica. Numerosi sono i concerti che Namli ha dato in tutto il mondo.

Con questi strumenti etnici, a parte la musica tradizionale della propria terra, con l’impianto stereo avanzato ed universale, la tecnologia si trova a lottare per l’armonia e la struttura melodica. Questo processo, anche se in ritardo perché si è cercato di superare gli sforzi personali con strumenti etnici, per adattarsi ai tempi degli ultimi sviluppi là dove la percezione della musica, la comprensione universale della musica sta cercando di prendere parte a diverse interpretazioni.

Oggi l’armonia si sposa con le tecniche di improvvisazione delle sfide più importanti nella riflessione di strumenti etnici; conoscenze musicali limitate ed acquisite in precedenza dal musicista, i metodi sbagliati, le teorie, trovano all’interno delle tecniche di suono, la comprensione della musica. In questo senso, i dati scientifici più accurati e l’attuazione di educazione musicale è molto importante: lavorare con il metodo universale di strumenti etnici e uno strumento che in sé non perde nulla della musica tradizionale, ma piuttosto aggiunge.
Questa evoluzione, anche se molto difficile e dolorosa, è essenziale in termini di apertura del fronte allo sviluppo dello strumento e certamente, un giorno diventerà comune.
L’armonia è la musica della natura, Namli è stato il primo a scoprirlo. In questo senso, invece di formazione fornita attraverso una sola decisione, le sequenze principali secondarie e modali si intrecciano, in modo che tutti gli elementi di base della musica tonale, tutte le voci devono essere somministrate all’inizio della formazione sugli standard.

Canım Kızım – Emre Karabulut & Zeki Çağlar Namlı 2015

Autore : Gloria Berloso

maggio 7, 2015

Sneaky Pete E. Kleinow, un po’ di storia e la nascita dello String-Bender di Gloria Berloso

Solo una manciata di chitarristi di steel ha fatto sentire la sua influenza al di là della musica country e “Sneaky” Pete E. Kleinow era uno di loro. Noto soprattutto per il suo lavoro con i Flying Burrito Brothers, ma anche per decine di registrazioni country-rock e canzoni riflettenti questo spirito, Kleinow ha trasformato la steel in uno strumento rock, amplificandola fortemente e volutamente. Per il risultato ottenuto, è stato descritto come “il Jimi Hendrix della steel guitar”.

Sneaky Pete '73 Holland

Sneaky Pete ’73 Holland

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marzo 5, 2015

Joan Baez a Udine: 8 marzo 2015, serata da tutto esaurito al Giovanni da Udine.

Sembra essere inziata nel migliore dei modi la collaborazione tra Il Teatro Giovanni da Udine e Folkest. Un tutto esaurito che accoglierà Joan Baez con lo splendido colpo d’occhio di un teatro strapieno in ogni ordine di posti. Sarà la seconda di quattro date del tour italiano che, oltre Udine, toccherà Bologna, Roma e Milano.

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gennaio 12, 2015

Eventi artistici e culturali di risonanza internazionale con EDITEVENTI

Editeventi ha sede in Spilimbergo (PN), in Friuli-Venezia Giulia. Il suo scopo aziendale primario è quello di promuovere eventi artistici e culturali di risonanza internazionale, sia in ambito regionale, che nelle vicine Carinzia, Istria e Veneto, con particolare riferimento al settore musicale.
Per informazioni inerenti a date e costi: info@editeventi.com.

Artisti 2015

ALBERTO GROLLO & FIVE STRINGS QUARTET
Italia
Il chitarrista di Conegliano, alla guida di un ensemble cameristico tutto al femminile, ha recentemente dato vita a un progetto discografico…

BRANCO SELVAGGIO
Italia
La Band nasce nel 1978 con Ricky Mantoan che fin dai primi anni sessanta si esibisce in pubblico. Il suo stile, i fraseggi, la ritmica ed il drive particolare che riesce a trasmettere a chi lo ascolta…

INTI ILLIMANI®
Cile
Ambasciatori indiscussi della cosiddetta Nueva Cancion Chilena prima e di una personalissima interpretazione della world music andina poi…

PAOLO TOFANI
Italia
Paolo Tofani nasce a Firenze il 19/01/1944. A 15 anni comincia a suonare la chitarra influenzato da artisti famosi di quel periodo: Eddie Cochran, Gene Vincent…

ALLAN TAYLOR
Inghilterra
Cantautore inglese, lasciata la scuola sedici anni cominciò la carriera dacendo da supporter ai Fairport Convention nei loro tour. Trasferito negli USA nei primi anni settanta gli procurò un netto cambiamento stilistico ….

EDOARDO DE ANGELIS
Italia
Edoardo De Angelis è uno dei cantautori italiani più accreditati dalla critica.
Dal mitico Folkstudio degli anni ’70, teatro del suo debutto, dopo una parentesi con la Schola Cantorum…

OSANNA
Italia (solo per il Nord Italia)
Gli Osanna sono un gruppo rock progressivo italiano, formato a Napoli agli inizi degli annisettanta per iniziativa del gruppo Città Frontale…

AT FIRST LIGHT
Irlanda
Band irlandese esplosa negli ultimi anni, con tour negli Stati Uniti, presenti nei principali festival del Vecchio Continente. Un sound tradizionale e moderno.

LA SEDON SALVADIE
Friuli
Fondato nel1982 questo gruppo è stato il primo a suonare con spirito nuovo le musiche tradizionali del Friuli, espressione delle diverse etnie che qui convivono da secoli.

NERI MARCORE’
Italia
Eccezionale performance di Marcorè in veste di raffinato cantante con una band di sette elementi sul palco alle prese con le sue canzoni preferite…

editeventi è interlocutore privilegiato di enti locali e di organismi regionali, che si muovono con professionalità e competenza nel settore della musica tradizionale e di qualità. È nota in tutta Europa per essere l’ideatrice e l’organizzatrice dal 1979 del più glorioso folk festival italiano, Folkest, conosciuto come il più importante folk festival dell’Europa mediterranea.
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dicembre 29, 2014

Gram Parsons, Jim Croce e Clarence White – Una data: 1973 e tanti ricordi

Il 17 dicembre 1973 festeggiavo il mio diciottesimo anno ed ero felice, tra i libri, i giornali e i dischi pubblicati in quel periodo che riportavano le notizie d’oltre oceano che echeggiavano di note. Pochi mesi prima di questa data, su alcuni giornali di musica spuntavano timidamente alcuni articoli su tre immensi musicisti, poco conosciuti in Italia al grande pubblico ma tra i più bravi al mondo e pur ancora giovanissimi con una carriera alle spalle: Gram Parsons, Jim Croce e Clarence White. La notizia che li riguardava era molto triste perché annunciava la loro morte tragica e la scomparsa dalla scena della grande musica americana. Forse su Gram Parson si è costruita una storia da romanzo: si trovava in un motel in California e dopo aver pranzato e salutato gli amici, era salito in camera per cambiarsi e non era più sceso; i suoi amici sono andati a cercarlo e lo hanno trovato svenuto sul pavimento. All’ospedale morì per un attacco cardiaco. Il suo funerale mistico-country è stato tipicamente californiano. Nel gennaio 1973 era uscito il suo primo ed unico album solo “ G.P “ .
Nel settembre del 1973 moriva in un incidente aereo Jim Croce. La sua non era stata certamente una vita facile. Nato da povera famiglia, aveva praticato diversi lavori, ma scontava la passione per la chitarra e si dedicò con grande passione a comporre canzoni. La cosa gli risultò così naturale che quando arrivò in studio per registrare il primo giorno, si presentò con 1400 canzoni messe su pentagramma.
Sempre nell’estate del 1973, moriva Clarence White, forse il musicista più famoso allora in Italia per essere stato membro dei Byrds, uno dei session men più richiesti nel giro americano dopo la sua fuoriuscita dal più celebre gruppo del mondo assieme ai Beatles. La sua morte è arrivata in un momento particolare dato che aveva intenzione di costituire un trio jazz con Skip Battin e Gene Parsons ( in ottobre dello stesso anno era stata programmata una tournée a Londra con Battin e Parsons e la Country Gazzette) e riprendere a suonare con i fratelli Eric e Roland.

GRAM PARSONS

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                       JIM CROCE

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                              CLARENCE WHITE

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BYRDS

agosto 1, 2014

Dedalo Festival – Fusione artistico culturale fra Sicilia e Basilicata

Gemellaggio fra i comuni di Caltabellotta (Agrigento) e Genzano di Lucania (Potenza).

Riparte il bellissimo Dedalo Festival, ecco il programma:

LUNEDI’ 4 AGOSTO

Ore 9,30 – Biblioteca Comunale

Conferenza di presentazione Dedalo Festival 2014 “Gli artisti e i territori del Dedalo Festival si incontrano e si raccontano” incontro gemellaggio con la delegazione di Genzano di Lucania (PZ)

Introduzione:

Ezio Noto

Ezio Noto

Ezio Noto, Direttore Artistico e ideatore Dedalo Festival
Danilo Vignola, Musicista Dedalo Festival Basilicata
Denise Fasanelli, Ufficio Stampa e Comunicazione Dedalo Festival

Saluti:

Paolo Segreto, Sindaco di Caltabellotta
Maria Antonella Grisafi, Assessore alla cultura Caltabellotta
Leonardo Nicolosi, Presidente Pro Loco Caltabellotta

Tavola Rotonda

“Dal territorio le risorse per lo sviluppo e il lavoro”

Interventi:

Giuseppe Geremia, Assessore all’agricoltura Caltabellotta
Franco Colletti, Segretario Provinciale Flai Cgil Agrigento
Carmelo Di Franco, Comitato Direttivo Flai Cgil
Diego Planeta (Vini Planeta)
Pino Maggiore (Chef Cantina Siciliana Trapani)
Massimo Raso, Segretario Provinciale Cgil Agrigento
Marco Bermani, Segretario Nazionale Flai Cgil
Salvatore Tripi, Segretario Regionale Flai Cgil Sicilia
Michele Pagliaro, Segretario Regionale Cgil Sicilia
On. Giovanni Panepinto, Deputato Regionale
Michela Stancheris, Assessore al Turismo della Regione Sicilia
Ezechia Paolo Reale, Assessore all’Agricoltura della regione Sicilia

Ore 11,30 – Chiesa del Collegio

Presentazione del saggio di Roberto Sottile “Il Dialetto nella canzone Italiana degli ultimi venti anni” – Il Prof. Roberto Sottile è docente di Linguistica Italiana, dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Palermo

Mini live con gli artisti del Dedalo Festival. Sarà presente l’autore.

Ore 16,00 – Raduno in Piazza Giovanni XXIII (San Pellegrino)

Dedarchè – “Sulle tracce di Dedalo”: Kamikos, Triokala, Qal’at Al Ballut

Raduno di tutti i partecipanti alla VII edizione del Dedalo Festival (con strumenti musicali al seguito).

A spasso nel mito, nella natura e nell’archeologia di Caltabellotta, S. Anna e della Sicilia con Dedarchè, a cura di SiciliAntica – mini live itineranti.

Ore 18,00 – Museo Civico

“Scolpire il Suono”

Gli artisti del Dedalo Festival incontrano il maestro Salvatore Rizzuti e le sue opere, a cura di Salvatore Alessandro Turturici con la partecipazione dei musicisti Lelio Giannetto e Sandro Sciarratta: libere improvvisazioni e contaminazioni sonore

Ore 20,00 – Perimetro esterno della Cattedrale (Madrice)

“Dedalo Acustico” concerto con gli artisti del Dedalo Festival 2014

 

Le officine teatrali Associazione Culturale in uno spettacolo di e con Nini Ferrara:

“Pizzini” – Parole contro le mafie liberamente tratto da “I pizzini della legalità” con Danila Massimi percussioni e voce a Salvatore Coppola editore

A fine spettacolo: l’olio extravergine d’oliva di Caltabellotta incontra il “Cuscusu” della migliore tradizione trapanese, a cura dello chef della Cantina Siciliana di Trapani Pino Maggiore

MARTEDI’ 5 AGOSTO

Ore 9,00 – Raduno in Piazzale Lauria (presso la Madrice)

Escursione naturalistica e artistica a cura dell’associazione Kratas Tour: artisti e visitatori immersi nella natura e nell’arte di Caltabellotta e del Dedalo Festival – mini live itineranti

Ore 11,00 – Spazio antistante la Chiesa di San Pellegrino

“Costruire il suono” Costruzione del friscalettu siciliano a cura dell’artigiano e musicista Antonio Bono

Parole, poesie, suoni con gli artisti del Dedalo Festival 2014

Ore 16,00 – Raduno in piazza Fontana (Sant’Anna)

Dedarchè – “Sulle tracce di Dedalo”: Kamikos, Triokala, Qal’at Al Ballut

Raduno di tutti i partecipanti alla VII edizione del Dedalo Festival (con strumenti musicali al seguito).

A spasso nel mito, nella natura e nell’archeologia di Caltabellotta, S. Anna e della Sicilia con Dedarchè, a cura di SiciliAntica – mini live itineranti

Ore 17,00 – Piazzale antistante la chiesa di Montevergini (Sant’Anna)
“Dedalo Acustico” mini live con gli artisti del Dedalo Festival 2014

Ore 22,00 – Piazza Umberto I (Caltabellotta)

Concerto conclusivo del Dedalo Festival 2014 – VII edizione

Nei vari appuntamenti delle 2 giornate vi saranno interventi artistici di:

Danilo Vignola, Giovanni Didonna, Rocco Mentissi, Gianfranco Summa, Jake Moody quartet, Clemente, Marco Milone, Roberta Izzo, Mario Vasile, Valeria Cimò, Nanni Cicatello, Nicola Pollina, Felice Rindone, Totò Randazzo, Renè Miri, Raffaella Daino Pivirama, Gianni Cosentino, Aurelio Quartararo, Carmine Donnola, Salvatore Alessandro Turturici, Marco Corrao, Antonio Bono, Rossella Stravalli, Francesco Bonacci, Enzo Mulè, Fabio Guglielmino, Kolaband, Cinzia Sciuto, Antonio Smiriglia, Leonardo Nicolosi, Lelio Giannetto, Sandro Sciarratta, Francesco Giunta, Agostino Cirrito, Guido Locatelli, Pino Maggiore, Pas Scarpato, Alessio Bondì, Nini Ferrara, Danila Massimi, Stefania Carrozzi, Roberto Sottile, Salvatore Rizzuti.

Nel corso degli eventi nelle 2 giornate: Estemporanea di pittura “Live Painting” a cura di Rossella Stravalli e Antonio Clemente “I colori del Dedalo” in collaborazione con l’associazione Forme D’Arte Correnti.

Ideatore e Direttore Artistico del Dedalo Festival: Ezio Noto
Ore 23,00 – Perimetro esterno della Cattedrale (Madrice)

 

 

Fusione artistico culturale fra Sicilia e Basilicata

Gemellaggio fra i comuni di Caltabellotta (Agrigento) e Genzano di Lucania (Potenza)

 

Giovedì 7 agosto 2014

 

Inzànstock, appuntamento musicale genzanese ideato da Danilo Vignola, giunto alla terza edizione ospita quest’anno, il sette agosto, il Dedalo Festival, rassegna siciliana, per musica e arte per la valorizzazione del territorio. Il Dedalo Festival è una delle più importanti e consolidate realtà culturali itineranti della Sicilia. Concretizzato da  Ezio Noto, celebre artista siculo, il Dedalo Festival nasce in un ispirato  paesino della provincia di Agrigento, Caltabellotta,  lontana dai riflettori e dai mezzi di comunicazione di massa, importante per la sua storia millenaria, monumenti suggestivi, la natura e i suoi paesaggi mozzafiato, conditi da un alone di magia che tutti gli artisti e i creativi avvertono al loro arrivo. L’arte e la cultura dunque, saranno il mezzo di fusione fra Lucania e Sicilia: il comune di Caltabellotta sarà gemellato con  Genzano di Lucania, centro principale dell’alto Bradano dall’alto del suo promontorio collinare, diviso fra l’antico ed il moderno, ricco di monumenti incantevoli e di una celebre fontana.

I massimi esponenti della musica, della tradizione e della cultura siciliana (artisti, docenti universitari e ricercatori) il sette agosto a Genzano di Lucania (piazza Roma) per tutta la giornata, daranno vita ad una fusione-confronto dalla musica alla carta stampata, con gli artisti ed i ricercatori genzanesi e lucani, sotto la direzione artistica da Danilo Vignola e Giovanni Didonna: soggiorni creativi, dove la convivenza fra arti diverse e persone nuove, generano idee, economia e futuro.

Giovanni Didonna e Danilo Vignola

Giovanni Didonna e Danilo Vignola

7 agosto, piazza Roma.
PROGRAMMA PROVVISORIO:
Conferme siciliane:
Antonio Smiriglia (cantante e polistrumentista con Battiato)
-Cattivo Costume band performativa itinerante teatro musica e danza.
-Francesco Giunta, cantautore palermitano, produttore dell’etichetta Teatro Del Sole.
-Ezio Noto, cantautore e pianista , originario di Caltabellotta fondatore della Daniele Treves Band con cui pubblica il disco l’Opera Dei Pupi, e fondatore dei Disìu con cui ha prodotto l’EP “Sicilia”
-Roberto Sottile, docente di Linguistica Italiana nel dipartimento di scienze umanistiche dell’Università di Palermo presenta:
“Il dialetto nella canzone Italiana degli ultimi venti anni
-Valera Cimò (Cantautrice percussionista)
-Pro Loco di Caltabellotta -Leonardo Nicolosi,
-Il presidente di Sicilia Antica -Patrizia Noto,
-Il presidente di Kratas Tour -Paolo Vetrano
-Rappresentanti dell’amministrazione di Caltabellotta (assessore alla cultura e sindaco).
Conferme Lucane:
-Corale polifonica Shekinah del maestro Vito Cilla, coro di musica cristiana contemporanea.
-Complesso Bandistico “V. Bellini” di Genzano di Lucania
-Gruppo Stabile Folklorico “Maria di Pierro” Genzano di Lucania
-Jake Moody quintet, quintetto del cantautore Diego Capece dalla scuderia dell’Hydra Music.
-Duo lucano: The Lucanian Guitars , virtuosi della chitarra lucana Flavio Montesano e Gaetano Agoglia (secondo gli studi di Graziano Accinni)
-Gianfranco Summa, interprete della chitarra classica.
Con la partecipazione delle associazioni sportive
-New Volley Genzano del coach Amleto Carrieri.
-Genzano Rugby
-E con il contributo dell’ Avis, e -della Croce Rossa, Laboratorio della Comunità
E tantissimi altri ospiti…

 

Gloria Berloso

Promotrice e sostenitrice di questa fusione: Gloria Berloso

giugno 21, 2014

Music From The Big House – Rita Chiarelli

Da un acclamato regista Bruce McDonald è arrivato un viaggio musicale raro ed esclusivo.

 

Rita Chiarelli, pluripremiata artista canadese di origine italiana, la più amata voce blues del Canada, ha preso parte ad un pellegrinaggio nel focolaio del blues, il penitenziario di massima sicurezza dello stato della Louisiana Aka Prison Angola.

RIta Chiarelli

RIta Chiarelli

Per il documentario ha registrato la colonna sonora Music From The Big House che ha ottenuto numerosi premi. Questo percorso musicale è uno sguardo in quello che era il carcere più sanguinoso d’America, ma ora dà agli ergastolani una ragione di vita attraverso il potere della musica. In contrasto con storie sensazionali di detenuti, possiamo ascoltare notevoli voci di speranza come il loro amore per la musica emana umanità e redenzione sulla loro ricerca di perdono.

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Rita è conosciuta in Canada come la dea del Blues, la sua straordinaria voce è irraggiungibile dalle sue colleghe, incute timore e spesso emoziona il pubblico fino a farlo piangere. “ Una voce così potrebbe far piangere gli angeli” …”Una voce che può ringhiare ai suoi demoni o salire con gli angeli, un regalo per la lirica, un orecchio per la melodia e il cuore soprattutto immenso”.

Rita con gli ergastolani

Rita con gli ergastolani

Music from big house

Music from big house

Negli ultimi anni Rita Chiarelli ha pubblicato Cuore, una registrazione di tradizionali canzoni popolari italiane, che ha vinto nella categoria World Music un prestigioso Awards Canadian Folk Music.
Ha vinto ogni importante premio in Canada, tra cui diversi premi Maple Blues, CBC Great Canadian Blues Award, Toronto Independent Music Awards, Hamilton Music Awards, Manitoba Blues Society e Lifetime Achievement Awards Hamilton Blues Society. Più recentemente Rita si è aggiudicata il prestigioso Maple Blues alla carriera.
La Chiarelli continua a girare incessantemente in Nord America e in Europa e intende trascorrere più tempo nei prossimi anni negli Stati Uniti.

Thank you Rita

maggio 22, 2014

Il programma di Folkest edizione 2014 presentato a Castelcosa

Folkest2014Folkest si presenta e raddoppia, anzi triplica!
Conferenza stampa di presentazione di Folkest2014 a Castelcosa, nei saloni affrescati della dimora gentilizia della Destra Tagliamento. Alla presenza dei consigliere regionale Zecchinon, dell’Assessore della Provincia di Pordenone Callegari, dei sindaci di San Giorgio della Richinvelda e di Spilimbergo, del Sovrintendente di villa Manin, Piero Colussi, dei rappresentanti della comunità italiana dell’Istria, di Turismo FVG ella cooperativa sociale Itaca, numerosi artisti, tra i quali Giorgio Celiberti, il festival friulano, giunto alla 36esima edizione è ufficialmente ripartito verso il futuro dopo l’anno della grande crisi,
Un anno quasi da dimenticare, il 2013, se non fosse per l’ottimo risultato raggiunto con una puntata su Rai 1 grazie allo spettacolo di Simone Cristicchi con la Mitteleuropa Orchestra diretta da Valter Sivilotti. Rinserrate le file e ripartito con rinnovato entusiasmo, lo staff di Folkest ha messo sul piatto un festival di forte impatto che spazia dalla tradizione alle più spinte innovazioni, senza dimenticare la canzone d’autore.
I numeri di Folkest di quest’anno sono di tutti rispetto:
28 località raggiunte
45 gruppi musicali
198 artisti
24 tecnici
… e lo straordinario popolo di Folkest, il pubblico afffezionato che lo segue da trentacinque anni.
Ce n’è davvero per tutti i gusti a Folkest2014; la festa popolare, come nell’anteprima con Vinicio Capossela e la Banda della Posta che verrà ospitata a villa Manin, la canzone popolare d’autore a Capodistria con Edoardo De Angelis per una volta senza Lella, il folk prog degli inossidabili Osanna guidati da Lino Vairetti e David Jackson, il ventennale combat-folk dei Modena City Ramblers, la fascinosa voce di Cristiano De André, il country rock psichedelico del Branco Selvaggio, le incursioni nel Mediterraneo dei Daramad, il giovanile folk-rock dei valdostani L’Orage, i colori e i ritmi della Sicilia degli Unavantaluna vincitori del Premio Parodi a Cagliari, i Bevano Est, i Morrigan’s Wake, i giovanissimi talenti nordirlandesi dei figli d’arte Le Chéileper finire con l’onirico folk metal degli Elvenking, finalmente profeti in patria. Davvero folta la pattuglia regioanale che vede quest’anno l’esordio di Serena Finatti, in odore di disco nuovo dalle grandi potenzialità.
E poi una raffica di gruppi di grandissima qualità provenienti dal concorso  HYPERLINKmailto:Suonare@Folkest” Suonare@Folkest, che mai come quest’anno vede la presenza di artisti di livello assoluto.
Proprio al concorso  HYPERLINK “mailto:Suonare@Folkest” Suonare@Folkest è dedicato il secondo appuntamento della giornata, per le finali nazionali al Teatro Miotto di Spilimbergo, condotte da Gian Maurizio Foderaro, storica voce di Radio Uno Rai. Giuseppe Spedino Moffa dal Molise, l’Ensemble Sangineto dalla Lombardia, Ambra Pintore dalla Sardegna: una sfida ai massimi livelli della world music per decretare il vincitore assoluto dell’edizione 2014. Per il Premio Alberto Cesa per la migliore nuova composizione in stile “trad” sfida al femminile tra la friulana Giulia Daici e la piemontese Simona Colonna.
E, last but not least, l’inaugurazione del museo VIN MONDO, voluto da Gian Franco Furlan e allestito dall’architetto Bruno Bortolin al piano terra del scenografico Castelcosa. Un luogo della memoria che sposa magistralmente ecellnze del vino e della musica.
Tre, numero perfetto, di buon auspicio per un’edizione che  si preannuncia con i fiocchi.

 

maggio 4, 2014

Jesse Winchester

Nel 1966 un mite ventitreenne, conclusi gli studi in filosofia, trova nella sua cassetta postale a Memphis la cartolina precetto, destinazione Vietnam. Dapprima pensa ad uno scherzo di un amico, poi si accorge d’essere coinvolto in una guerra a cui non crede. Il giovane è Jesse Winchester e varca clandestinamente il confine stabilendosi in una cittadina del Quebec e viene ingaggiato subito in una band locale, gli Astronauts. Moltissimi giovani riparano in Canada per evitare l’arruolamento e chi resta in patria viene imprigionato se renitente. Alla renitenza si aggiungono le diserzioni dall’inferno vietnamita. I musicisti rendono omaggio a chi rifiuta la guerra.

jesse winchester

 

In circostanze diverse Jesse Winchester avrebbe ricevuto i migliori onori nel  1970 assieme a cantautori del calibro di Jackson Browne e James Taylor .

Nel 1970 infatti pubblica il suo primo album, con ballate malinconiche presto interpretate da celebrati artisti: Jesse Winchester: The Brand New Tennessee Waltz diventa ad esempio un cavallo di battaglia di Joan Baez.

Winchester comincia a farsi conoscere nel  1970, quando è introdotto da Robbie Robertson , collaboratore di Bob Dylan e The Band. Robertson p incontra Winchester nel seminterrato di un monastero a Ottawa , dove quest’ultimo sta registrando una demo delle sue canzoni con l’aiuto di un disertore dell’esercito degli Stati Uniti che possiede un registratore Ampex . L’album viene acclamato dalla critica , anche se l’impossibilità di Winchester di fare un tour negli Stati Uniti  ostacola le sue possibilità di successo, e il disco non è disponibile nel Regno Unito fino alla metà degli anni ‘70 .jesse winchester 3

Winchester rimane una figura un po’ a distanza , anche se è considerato un ottimo cantautore ed è conosciuto come songwriter.. Le sue canzoni sono state cantate da artisti come Tim Hardin , Joan Baez , Emmylou Harris , gli Everly Brothers , Tom Rush e Jimmy Buffett .

 

Il suo esilio in America  dà una nota di amarezza alle sue canzoni più note, molte delle quali sono ricordi agrodolci di persone e luoghi del sud dell’America, dove Winchester è cresciuto. Yankee Lady , un brano dal suo album di debutto che viene diffusa attraverso le versioni di Brewer & Shipley , Hardin e Matthews ‘ Southern Comfort .

Altre canzoni, tra cui Mississippi .., Biloxi , The Brand New Tennessee Waltz e Bowling Green – quest’ultimo un inno ad una città in Kentucky – sono tutti soffusi di una nostalgia per la terra che ha lasciato dietro di sé.

La sua carriera si snoda tra il Canada e l’Europa, dove tiene vari concerti. Solamente dal 1977, con l’amnistia concessa dal presidente Carter ai renitenti di leva, potrà tornare in patria. Winchester è rimasto antimilitarista.: “Oggi non c’è il rifiuto del militarismo; la guerra non ha la stessa importanza per i giovani: ciò rappresenta la principale differenza tra le guerre del Vietnam e dell’Iraq”

Winchester nasce alla Barksdale Army Air Force Base in Bossier City. La famiglia si trasferisce in una fattoria in Mississippi e successivamente a Memphis . Jesse ha preso ispirazione dal blues, gospel e musica rockabilly che ascolta alla radio e ha studiato pianoforte per poter suonare l’organo in chiesa. E’ un bravo studente, studia il tedesco al Williams College di Williamstown , Massachusetts, e trascorre un anno presso l’Università di Monaco, dove le sue attenzioni sono divise tra gli studi e suonare con un gruppo rock .

Dal 1977 negli Stati Uniti è libero di esibirsi in concerti, anche se questo gli causa rimorsi di coscienza : « Non mi sembra giusto voltare le spalle al paese e poi tornare indietro e fare i soldi “, ha detto . Registra in America Nothing But a Breeze ( 1976) a Nashville e Talk Memphis ( 1981) a Memphis , con il produttore di Al Green Willie Mitchell .

jesse winchester 2

 

Nel 2002 sposa la sua seconda moglie , Cindy Duffy , e – pur essendo diventato un cittadino canadese nel 1973 – si trasferisce a Charlottesville , in Virginia . Ha pubblicato il libro Love Filling Station nel 2009 , ma due anni dopo scopre di avere  un cancro all’esofago . Dopo l’intervento chirurgico e vinto il cancro,  è in grado di registrare un nuovo album .

Nel 2012 l’album tributo è caratterizzato da un roster di artisti come Elvis Costello , Jimmy Buffett , Lyle Lovett , Taylor e Rosanne Cash , tutte le canzoni sono di Winchester . Ma all’inizio del 2014, Winchester scopre d’avere nuovamente il cancro alla vescica .

 

Jesse ( James Ridout ) Winchester , cantante e cantautore , nato 17 maggio 1944 è  morto il giorno 11 aprile 2014

 

Albums

Year Album Chart Positions
CAN US
1970 Jesse Winchester 26
1972 Third Down, 110 to Go 34 193
1974 Learn to Love It
1976 Let the Rough Side Drag 210
1977 Nothing But a Breeze 115
Live at the Bijou Cafe
1978 A Touch on the Rainy Side 156
1981 Talk Memphis 188
1988 Humour Me
1989 The Best of Jesse Winchester
1999 Anthology
1999 Gentleman of Leisure
2001 Live From Mountain Stage
2005 Live
2009 Love Filling Station

 

Singles

Year Single Chart Positions Album 
CAN CAN AC CAN Country US
1970 “Yankee Lady” 20 8 Jesse Winchester
1973 “Isn’t That So” 34 21 Third Down, 110 to Go
1976 “Let the Rough Side Drag” 42 Let the Rough Side Drag
1977 “Nothing but a Breeze” 72 86 Nothing but a Breeze
1978 “Sassy” 45 A Touch on the Rainy Side
1979 “A Touch on the Rainy Side” 42
1981 “Say What” 23 13 32 Talk Memphis
1989 “Want to Mean Something to You” 50 Humour Me
“Well-a-Wiggy” 68